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mercoledì 29 gennaio 2025

Indiana jones e l'antico cerchio. Come i film, meglio dei film (alcuni almeno)


Inutile girarci intorno. Gran parte della fortuna di saghe videoludiche come Tomb Raider o Uncharted è dovuta alle loro "atmosfere "alla Indiana Jones. Il gusto per l'avventura, i misteri, l'esotismo mescolato con quel tocco di sovrannaturale, gli antichi templi pieni di segreti, i trabocchetti, le antiche maledizioni...Tutte caratteristiche inconfondibili che, se trasposte sulle nostre console o i nostri PC, ci permettevano di vivere quelle avventure in prima persona anche se impersonavamo protagonisti diversi da Indy, pur con dei tratti in comune.
Non che non fossero già usciti videogiochi dedicati al famoso archeologo (belli e pure di discreto successo) ma si trattava, già all'epoca di uscita di Tomb Raider, di veri e propri "reperti archeologici" al confronto, giochi che se propinati ad un videogiocatore a digiuno di storia videoludica, ci saremmo vergognati a definire come vera essenza delle avventure di Indiana Jones (anche perchè alcuni di questi appartenevano pure a generi bellissimi ma non esattamente l'essenza dell' immedesimazione). Altri poi ne uscirono, sulla scia del successo delle due saghe sopracitate ma non erano proprio il massimo.

venerdì 26 aprile 2024

Fallout - serie tv - prima stagione (2024)


Ho sempre avuto un misto di attesa e timore (nessuno superiore all'altro) per la serie TV di Fallout. Essendo tratta da una delle mie serie videoludiche preferite, infatti, l'hype non poteva che essere a mille. Ma parliamo di un videogame molto molto particolare, bizzarro, che al suo interno contiene un po' di tutto: dall'horror, al mistero, alla satira politica, allo splatter, all'humor nero, all'action, all'ucronia, alla fantascienza (una fantascienza retro futuristica fatta di strumenti che sembrano usciti dagli anni 50/60' mescolati a tecnologie all'avanguardia). Un minestrone di generi e suggestioni così ampio che è difficile immaginarlo in altri contesti.

martedì 21 febbraio 2023

Hi-Fi Rush - Se Guitar Hero fosse un anime


Ci sono giochi di cui si parla per anni, ben prima della loro uscita. E magari dopo essere stati rimandati per tanto tempo quando escono si rivelano pieni di bug, difetti, magagne (Cyberpunk 2077) oppure escono semplicemente fuori tempo massimo, vecchi filosoficamente e concettualmente, legati ad un'epoca che ormai non gli appartiene più (Duke Nukem Forever). E poi ci sono giochi, anche di case produttrici prestigiose, che escono così, di botto, senza sguinzagliare i mastini dell'hype. E magari si rivelano degni esponenti di un genere, innovativi perfino, per certi versi. Prendiamo il recente Hi-Fi Rush di Tango Gameworks: sapevi che erano bravi a fare i survival horror (The Evil Within, Ghostwire Tokyo), a gestire le atmosfere del folklore giapponese, la tensione, ma a sfornare gli action? Gli avreste dato due euro? E invece non solo ti producono un action più che discreto ma che possiede anche una caratteristica decisamente originale: Hi-Fi Rush è infatti un "action rhythm game". Non sono parole buttate a caso, qui la musica è essenza stessa del gameplay e dei combattimenti. Tutto ciò che accade a schermo è influenzato dal ritmo.

giovedì 13 ottobre 2022

Spiritfarer - ovvero Caronte simulator


Il tema della morte è stato affrontato raramente, con cognizione di causa, nei videogames. Di morti ce ne sono a fiumi in ogni videogioco, molto spesso si tratta di poligoni da distruggere, privi di qualsivoglia caratterizzazione o umanizzazione, altre volte si tratta di personaggi fondamentalmente malvagi perchè è stato deciso che fossero così giá a priori. Nazisti, terroristi, fanatici, assassini, ladri, persone insomma che non abbiamo alcune remora a fare fuori, anche perchè molto spesso resi costantemente sopra le righe e detestabili.
Altre volte invece la morte riguarda personaggi principali, in un particolare momento della trama, e spesso questo funge da "momento commovente" magari come spunto per una probabile vendetta del protagonista. Ma un'opera nella quale lo scopo finale da raggiungere è assistere alla morte dei personaggi non giocanti? Che "ricompensa" è? "Sai che noia". Lo scopo di un prodotto videoludico non è sempre quello di divertire (anche se molti lo pensano, sbagliando), a volte è quello di fare riflettere (di walking simulator basati solo allo scopo di emozionare c'è ne sono a bizzeffe), ma si può scegliere di costruire un gioco sulla riflessione e l'emozionalitá senza rinunciare affatto agli aspetti più ludici dell'esperienza? Spiritfarer ci dimostra che non solo si può, ma si può anche farlo bene.

giovedì 1 aprile 2021

Death stranding - viviamo già nella distopia di Kojima?


Giocare ai videogame, fin dagli albori, é sempre stata un'attività per solitari: un modo per estraniarsi dal mondo, per mostrare, seppur virtualmente, abilità che gli altri non avevano, o semplicemente uno strumento per passare il tempo. Sempre e comunque un qualcosa da approcciare in solitaria, per poi magari vantarsene nel mondo reale con gli amici.

Anche quando, molto dopo, arrivò la possibilità di giocare online o in cooperativa, spostando il campo della sfida su un piano totalmente diverso (non piú essere umano contro macchina ma umano contro umano/umani), non venne mai (o quasi) meno quel fine primario. Il nostro interagire costituiva comunque un altro modo per mettersi in competizione, per prevalere su qualcosa/qualcuno. Cambiavano insomma le dinamiche di gameplay e l'approccio tattico di ogni partita ma lo scopo restava pur sempre il cercare di avere la meglio su un "concorrente". 
E se invece giocare potesse anche essere sinonimo di condivisione invece che di competizione, di collaborazione invece che di "sopraffazione"? Sarebbe davvero noioso questo tipo di approccio?

domenica 22 dicembre 2019

IL MEGLIO DEL DECENNIO - VIDEOGIOCHI

Per quanto riguarda l'ambito video-ludico il decennio appena trascorso ha visto l'avvicendarsi di 3 fasi importanti: la maturità della settima generazione di console, la nascita e crescita dell'ottava e lo sviluppo del mercato PC (che in passato era stato messo in secondo piano già da qualche tempo). Per quanto ci riguarda l'ultimo decennio video-ludico è stato sinonimo di playstation 3 e 4, per questo motivo nella nostra classifica non figurano giochi (magari veri capolavori per la critica) che non abbiamo avuto modo di giocare.

domenica 19 maggio 2019

5 videogiochi da sala memorabili

Un tempo luogo delle meraviglie (e a volte di pericoli), oggi le sale giochi sono assimilabili a tecno reperti archeologici appartenenti ad ere geologiche lontanissime. A sentire la parola "Sala giochi" oggi quasi tutti pensano immediatamente alle sale scommesse o a quelle piene di slot machines mangiasoldi a tradimento. Non che i videogiochi dell'epoca non assolvessero allo stesso scopo (quanti soldi buttati in quel coso) ma regalavano felicità vera, soddisfazione, a volte aiutavano a socializzare. I più bravi erano una sorta di supereroi del Paese ("Lui è quello che ha finito Ghost and goblins") che tutti provavano a raggiungere con tanta dedizione e moltissimi gettoni. Non che non si giocasse già all'epoca su pc o console, solo che erano (costosissima) roba di secondo piano, impossibile rivaleggiare con la forza bruta del cabinato. A pensarci ora fa quasi sorridere ma era così.
Ecco 5 giochi che anche a distanza di anni non riusciamo a dimenticare.

giovedì 21 marzo 2019

Marvel's Spiderman - Insomniac (2018) - copiare bene

Prima dell'avvento di Rocksteady e della sua saga dedicata al pipistrellaccio di Gotham, i tie-in a tema supereroistico erano sempre stati visti in modo un po' sospettoso dai videogiocatori e non a torto. A parte rare eccezioni, comunque non assimilabili a capolavori (una avente per protagonista proprio l'Uomo Ragno), i videogames dedicati ai supereroi erano sempre state mere commercialate, operazioni rubasoldi,  insulti alle opere originali (tipo l'infame Superman 64 o i Batman tratti dai film di Tim Burton). Poi la luce fu: la saga di Rocksteady dimostrò che, non solo si poteva sfornare un videogame su un supereroe, ma si poteva produrre un capolavoro. E quando esce un capolavoro la cosa più naturale che possano fare quelli che vengono dopo (se vogliono andare sul sicuro) è copiare. Non spudoratamente ma in maniera sostanziosa. Prendiamo gli innumerevoli giochi che ad esempio hanno ripreso il sistema di combattimento dei vari Arkham adattandoli ai contesti più disparati (ad esempio  il mondo di Mad Max). Ma ad un altro gioco sui supereroi? Nessuno, non in quel modo. Poi arrivano quelli di Insomniac e si dicono "perchè non facciamo un gioco su un supereroe, un free roaming, con il sistema di combattimento Free Flow della serie su Batman, con le missioncine secondarie dove poter affinare la propria tecnica, con i gadget da sbloccare, i villain classici che appaiono in missioni secondarie dedicate, la città riprodotta nei minimi dettagli sotto assedio?" "Ma è Batman Arkham City!" "No, noi lo facciamo su un supereroe Marvel...Spiderman toh" "Eh, in effetti, così cambia tutto, la Marvel ne ha copiati a decine di supereroi alla DC Comics e a nessuno ha fatto ne caldo ne freddo, ora ci devono rompere i maroni per un videogioco che noi copiamo da Rocksteady?

domenica 3 giugno 2018

Nier Automata - Platinum Games (2017) - E' come la cipolla

Nier Automata è un gioco di ruolo sviluppato da Platinum Games. No, è un puzzle. Ancora no, è uno sparatutto, forse, un hack'n slash, o un picchiaduro alla Street Fighter? E' un gioco di piattaforme, un free roaming a tematica fantascientifica? O magari è una Visual Novel?
Già insomma introdurre il gioco spiegando il genere di appartenenza è davvero complicato. Si potrebbe affermare che Nier Automata è tutto questo e allo stesso tempo non è davvero nessuno di questi generi in modo compiuto. Degli rpg ha il sistema di crescita del personaggio e i potenziamenti delle armi ma la personalizzazione e l'impatto sulla storia sono risicati. E' un gioco dove si mena la maggior parte del tempo ma non ci saranno particolari evoluzioni sotto questo versante, stessa cosa per il lato più sparacchino. E' vero che ci si puo' spostare liberamente lungo la mappa alla ricerca di missioni secondarie, ma la mappa stessa è molto molto ristretta e piena di muri invisibili e strade obbligate, oltre che piagata da un backtracking sempre presente. Le missioni secondarie? La maggior parte sono un "prendi/questo e portalo a tizio", "trova 3 polli/rose/pillole...", "vai lì e ammazza" ecc. E' un gioco pessimo quindi? No, tutt'altro, e' un gioco che sa quali sono i suoi difetti, se ne prende "gioco" (scusate il gioco di parole...ops ho scritto di nuovo gioco) e anzi li ridicolizza ridendo di se stesso. Un videogame che vive di contrasti, talmente sicuro di se da mettere d'accordo pubblico e critica, un mezzo miracolo per un prodotto fortemente di nicchia a livello concettuale e contenutistico. Genio e sregolatezza convivono e nessuno dei due ha davvero mai la meglio.

lunedì 9 aprile 2018

Horizon Zero Dawn - Guerrilla Games (2017) - Il tutto è più della somma delle singole parti

Ci sono videogiochi capaci di entrare nella storia grazie alla loro originalità, all'innovazione, all'introduzione di meccaniche inedite in grado di rivoluzionare dinamiche consolidate (pensiamo all'inquadratura "dietro le spalle" in Resident Evil 4, poi ripresa da buona parte dei TPS seguenti), ci sono giochi che addirittura inventano un genere o lo sdoganano alle masse. Poi ci sono giochi che non dicono nulla di realmente nuovo, si limitano a riprendere un po' da questo un po' da quello, cercando un ibrido che sia un miscuglio di cose già viste ed apprezzate da altre parti, ma che lo fanno così bene che, se non in grado di riscrivere la storia, risultano ugualmente capolavori. Questo in buona sostanza fa Horizon Zero Dawn:

giovedì 25 gennaio 2018

PREY - Arkane Studios (2017) - Guardo il mondo da un oblò

Ci sono giochi che hanno letteralmente monopolizzato le classifiche (di vendita, di critica e di premi) del 2017 e poi ci sono altri che invece sono stati del tutto snobbati, giochi della stessa qualità che hai visto citati solo in fondo in qualche classifica di videogiocatori stagionati, controcorrente, di fan della fantascienza incalliti...Una bella nicchia ma comunque una nicchia. Il gioco in questione è Prey, un piccolo gioiellino che riprende quando lasciato da giochi come Half Life e Deus Ex e lo aggiorna ai tempi che stiamo vivendo. Non si capisce perchè una perla di questo tipo sia stata del tutto ignorata, o meglio lo si comprende ma tutto ciò mette tristezza.
E' vero, nel 2017 sono usciti "i ggggiochi più meglio di sempre": un'annata nella quale ti esce l'ennesimo Resident Evil e non è una ciofeca, i nuovi Zelda e Mario (straglorificati e stravenduti), il secondo capitolo di Evil Within (che raccoglie l'eredità dei vecchi Resident Evil e esce lo stesso anno di Resident Evil), Nioh, Wolfenstein 2, Persona 5, Horizon, GTA 6...ah no, quello no, quello lo vedremo forse tra 20 anni che in Rockstar sono ancora troppo impegnati a rilasciare pacchetti per i bimbiminkia dedicati all'online di GTA V.
Insomma nel 2017 sono usciti tantissimi nuovi capitoli di saghe famosissime e già questi hanno faticato a svettare nel mucchio, figuriamoci una nuova ip (non è un caso che per evitare questo problema gli sviluppatori abbiano scelto di affibiargli lo stesso nome e dargli dei tratti in comune con quel Prey uscito più di 10 anni fa, come a farlo sembrare un remake, non è servito a nulla).

sabato 8 luglio 2017

CASTLEVANIA - Stagione 1 [Serie TV 2017]

Qualunque videogiocatore nella sua vita si sarà sicuramente imbattuto almeno una volta in uno dei videogiochi della saga di Castlevania. Akuma Jo Dracula (questo il titolo originale) nasce infatti piu' di 30 anni fa, nel 1986, e attraversa varie generazioni videoludiche fino ad arrivare quasi ai giorni nostri. Grafiche sempre più migliorate, gameplay più raffinati, ma la costante è la storia della famiglia Belmont determinata ad uccidere Dracula, il Signore del Male, che dopo aver perso sua moglie per mano della chiesa è deciso a vendicarsi contro tutto il genere umano.