lunedì 30 dicembre 2019

IL MEGLIO DEL DECENNIO - CINEMA

Se stilare una classifica delle migliori serie tv (per noi) si è rivelato piuttosto complicato, lo stesso vale per il cinema, anzi forse ancora di più. Nel decennio che sta per concludersi abbiamo visto tornare alla ribalta registi e brand che sembravano ormai caduti nel dimenticatoio (Mad Max), abbiamo assistito alla definitiva consacrazione di autori destinati a segnare il decennio (Christopher Nolan), abbiamo avuto la conferma che certi artisti non invecchiano mai e anzi sanno riscrivere se stessi e il loro cinema (Tarantino, Scorsese). Un decennio che forse non ha visto nascere un vero capolavoro dei capolavori, amato da tutti indistintamente (basti vedere altre classifiche a tema, tutte diversissime tra loro), ma d'altronde, oltre ad esserci una varietà sconfinata di scelta, in questo ultimo decennio abbiamo assistito ad una progressiva polarizzazione dei giudizi: merda/capolavoro. Senza vie di mezzo. Anche i film più amati e più "importanti" hanno diviso critica e pubblico in maniera spesso imbarazzante, i primi troppo interessati a mostrarsi elite, dimenticando la funzione del cinema come opera di intrattenimento e il loro impatto sociale, i secondi (come per qualsiasi cosa ormai) credendosi sceneggiatori, cineasti, attori, costumisti mancati senza averne in realtà la benchè minima competenza. Comunque, bando alle ciance...



10. Birdman (2014)
Un film sul cinema e sul fare cinema, nonché un'accusa a certo cinema da fast food (I cinecomics? Pure)  e a certa critica miope. Un film semi-biografico (Michael Keaton che interpreta un attore, noto per il ruolo di supereroe alato, sparito dai radar), che é girato come un continuo piano sequenza e che si avvale di una colonna sonora di alto livello. Birdman é un film sul tentativo di riscatto e sulla magia della recitazione, in un continuo alternarsi tra finzione e reale che regala piú di un riferimento meta-testuale. Il ritratto amaro di un uomo che vuole riappropriarsi della sua vita e della sua professione senza riuscirci, continuando a sbagliare, ancora e ancora. 
Il finale irrisolto è discusso ha contribuito alla sua magia e al suo mito. Molti ne hanno parlato, molti anche senza capirlo appieno. Anche se magari il suo messaggio forse risulta troppo "settario" é comunque un grido d'allarme efficace e soprattutto girato in maniera eccezionale. 

9. Grand Budapest Hotel (2014)
Elegante, divertente, pieno di frasi da ricordare e di personaggi bizzarri, una favola dolceamara sul destino e sulle scelte della vita che si giova di moltissime comparsate di attori di alto livello. Commovente e leggero allo stesso tempo, si avvale di uno sviluppo delle situazioni e di una struttura particolare che lo rendono originalissimo. un film dove succedono una marea di cose assurde e illogiche ma che, come quando stiamo sognando, nel momento in cui le vediamo ci appaiono perfettamente sensate e coerenti. Percepiamo l'oscurità, la vediamo, riusciamo a scorgere le brutture del mondo eppure il tutto é ammantatamo da un aura di grottesco che trasforma subito il tutto in una fiaba noir, dove ogni personaggio non é mai realmente cattivo pur non essendo nemmeno eccessivamente buono. Un film da guardare senza smettere mai di meravigliarsi. 

8. Joker (2019)
Ebbene si, proprio lui: un film che necessita di essere metabolizzato, ma che poi ripensandoci su ci dice molto, moltissimo (su dove va il cinema, sull'epoca nella quale viviamo, sul modo col quale intendiamo i fumetti e i cinecomics...). Osteggiato da alcuni, non capito da altri (tantissimi, come spesso capita per opere che si rivolgonio a tutti ma hanno più piani di lettura), sicuramente ruffiano nel suo strizzare l'occhio un po' a tutti. E' fuori di dubbio però che sia stato "il caso" cinematografico dell'anno e ne abbiano parlato tutti: dal pizzaiolo sotto casa, al critico snob, a Martin Scorsese, quest'ultimo addirittura come spunto per una filippica sui cinecomics proprio quando uno di questi lo ha omaggiato (Joker altri non è che una rivisitazione in salsa fumettistica di Taxi Driver, ricodificato per gli anni 10'). Paradossale. E via così alla nascita di meme, interviste, smentite, constrosmentite, conferme... Una cosa è certa, che amiate i cinecomics o meno Joker ha saputo far parlare di se e per un motivo abbastanza semplice e banale. Parla di noi, della nostra epoca anche se è ambientato nel passato. Gotham non è che una metafora scioccante del mondo nel quale viviamo: un mondo che va di fretta, che lascia da parte chi non si adegua, che butta via tutto ciò che è diverso dalla "normalità". Un mondo nel quale il Joker non è più un supercattivone, ricco, sicuro di se, ma un pagliaccio triste che non è stato capito prima e non è stato aiutato poi, fino alle estreme conseguenze. Un film più importante che bello insomma, ma allo stesso tempo ottimo qualitativamente.

7. Guardiani della Galassia (2014)
I film della Marvel mi piacciono. Non la penso come Scorsese insomma. Non del tutto almeno. E' vero infatti che si tratta sempre piú di giocattoloni fatti con lo stampino, di "parchi a tema" e vanno bene cosí eh, anche questo é cinema. Però é fin troppo evidente che fin quando gli incasso li premieranno continueranno ad essere fatti in serie, senza rischi, senza spunti realmente originali, destinati a confondersi l'uno con l'altro. E' per questo che Guardiani della Galassia rappresentò per me una boccata d'aria fresca, una specie di spin-off, una piacevolissima deviazione. Guardiani della Galassia é un cinecomic divertentissimo e citazionistico, una specie di parodia dei film Marvel ma che non diventa mai davvero tale (non ai livelli di Deadpool). Un omaggio ai primissimi film di Guerre Stellari che non si prende mai troppo sul serio, risultando sempre fresco e godibile e senza momenti di stanca. Poi sarebbero arrivati altri 3000 film fatti con lo stampino ma Guardiani della Galassia resta un esempio memorabile di come dovrebbero essere fatti i cinecomic. 

6. Drive (2011)
Il film che ha consacrato Refn, o almeno quello che avrebbe dovuto consacrarlo, visto che in seguito il regista non é mai piú riuscito ad amalgamare in modo coerente il suo essere fuori dagli schemi con il fare cinema comunque d'intrattenimento. Drive invece é un film glaciale, crudo ma allo stesso tempo é comunque un film su una storia d'amore, sul lasciarsi coinvolgere. Rileggendo e riaggiornando classici come "Driver", Drive ci riporta ai fasti dei film col classico eroe silenzioso, dal passato burrascoso, che si fa trascinare in un qualcosa che non credeva possibile. La fotografia al neon e le musiche tastierose restano in testa e rimandano al passato. Tra le immagini da ricordare il bomberone del protagonista e la scena dell'ascensore, che da sola racchiude lo spirito ambivalente del film. Un vero peccato, come detto, che il suo regista non sia piú riuscito a trovare la stessa ricetta. Ad ogni modo senza dubbio uno dei film piú iconografici del decennio

5. Ready Player One (2018)
Trasporre il romanzo di Ernest Cline era un'impresa quasi impossibile: troppo complesso e stratificato, troppo pieno di rimandi, citazioni, troppo dedicato ad un certo tipo di pubblico, i nerd, e non alla grande massa. Beh, se c'era qualcuno che poteva riuscirci era proprio Steven Spielberg. Chi meglio di lui ha saputo elevare al rango di capolavoro  il cinema d'intrattenimento e per famiglie, chi ci ha regalato film pieni di meraviglia e di avventura, film per tutti i gusti e per tutte le età. Forse il film non é fedelissimo, non é la stessa cosa, ma é comunque un piacere per gli occhi. Ready Player One é il paradiso del citazionismo in un tripudio di omaggi alla cultura pop mai visto e mai piú riproponibile. Il film stesso é un omaggio, la sua stessa trama é costruita sul "ripescaggio", con questa sorta di caccia al sacro Graal del videogiocatore: l'easter egg definitivo. Se siete ragazzini degli anni '10 ne apprezzete lo sviluppo ma se siete (anche solo di striscio) vissuti negli anni' 80 non potete non "giocare" anche voi, partecipando a questa caccia a chi trova piú riferimenti. L'incursione poi nel mondo di Shining é una vera e propria perla, una lezione su come ricostruire un film, lo spirito, l'atmosfera. Ready Player One é insomma uno di quei film che non si possono dimenticare proprio perché é un film sul non dimenticare. 

4. Mad Max: Fury Road (2015)
L'avevamo data per dispersa la saga di Mad Max ed invece rieccola lì, che rispuntava all'improvviso. E che ritorno! Fury Road era un Mad Max all'ennesima potenza, un sequel/remake che metteva da parte definitivamente qualsiasi velleità di critica sociale (o almeno si riusciva solo ad intravederla dietro tutto quel fumo) per darsi completamente all'azione. Un film vuoto come le distese immense di sabbia sul quale si muovono i suoi bolidi ma adrenalinico, gasante, che pigia il piede sull'accelleratore senza fermarsi mai nemmeno per un momento. Una distopia che consacra tutto alla velocità e ai motori, un universo cromato che ingurgita benzina. Fury Road è come un pezzo metal potentissimo, velocissimo, che vive solo di riff senza arrivare mai al dunque, ma ogni riff ti fa scuotere la testa come non mai.
Splendido visivamente (la scena della tempesta di sabbia è un capolavoro pittorico) e iconograficamente (il chitarrista da battaglia), la forma sovrabbonda sulla sostanza ma se si cerca il puro intrattenimento è difficile trovarne di migliore.

3. The Wolf of Wall Street (2013)
Scorsese ha i suoi anni, ma nonostante questo ha continuato a produrre opere di livello eccelso: una appena "uscita" ha ricodificato il gangster movie, chiudendo un cerchio aperto decenni fa. Un'opera monumentale ed esagerata in tutti i sensi (pure nella durata). Però allo stesso tempo Scorsese è rimasto forse un po' troppo ancorato a certo suo cinema, molto classico, forse troppo, con i personaggi caratterizzati benissimo ma molto simili tra film e film. Scorsesiani fino al midollo. In fondo pure The Wolf of Wall Street non ha uno sviluppo originalissimo e si muove anch'esso in ambiti "criminosi" ma stavolta il tutto si sposta nel mondo della finanza. Un mondo che altrove (a ragione) veniva visto come freddo, stressante, grigio e che nelle mani di Scorsese diventa invece un circo (letteralmente): nani, ballerine, leoni da conto in banca, pazzoidi, strafatti... Un film coloratissimo e sgargiante, che ha creato un vero e proprio seguito: negli anni successivi sarebbero arrivati tantissimi film che rileggevano lo stesso ambiente in maniera simile ma non con la stessa potenza. Di Caprio vincerà l'oscar solo in seguito ma è da questo film che si capì (nonostante la nascita di video ironici su questo argomento) che prima o poi avrebbe dovuto vincerlo, per forza.

2. Django Unchained (2012)
Si potrebbe fare un po' lo stesso discorso fatto per Scorsese. Tarantino è un artista che vive del suo cinema, non potrebbe fare altro, non potrebbe mai cambiare totalmente genere e cambiare registro. Tarantino è e resterà Tarantino, nel bene e nel male. La trilogia della "riscrittura storica" (Bastardi senza gloria, Django Unchained e l'ultimo C'era una volta a...Hollywood) non potrebbe essere più emblematica: 3 film che rappresentano una rivincita per le vittime delle nefandezze del passato ma una rivincita chiassosa, debordante, verbosa, sanguinaria, pulp. Tarantino affronta problemi delicati e personaggi storici col mitra invece che con lo stiletto ed è per questo che è Tarantino. In Django poi entra a gamba tesa sulla questione razziale come un elefante in una cristalliera ma ci regala una vendetta goduriosa, sghignazzante, con quel suo dipingere i cattivi come autentici idioti e i "buoni" come personaggi che emanano carisma da tutti i pori. Qui Quentin non ha paura di recuperare il cadaverico western e riportarlo sotto ai riflettori come merita, con un omaggio allo spaghetti western pieno di chicche come solo lui sa e può fare. Il finale poi, sulle note della colonna sonora di "Lo chiamavano Trinità", è da apoteosi.


1. Inception (2010)
Si può dire che l'ultimo decennio è stato il decennio di Christopher Nolan. Forse nessuno come lui è riuscito a costruire film impattanti, immaginifici, segnanti. Film che non hanno mai sacrificato l'intrattenimento ma allo stesso tempo hanno detto tante cose e le hanno dette bene, in barba ad una certa parte della critica ancora impegnata a trovargli i peli nell'uovo. Un regista che, senza tema di smentita, ha avuto successo e ha affascinato a prescindere dal genere scelto (laddove altri più quotati tendevano a fossilizzarsi): dal cinecomic della trilogia di Batman, alla fantascienza di Interstellar, alla sinfonia bellica di Dunkirk. Potremmo citare uno a caso di questi e sarebbe comunque degno di entrare in classifica, ma scegliamo Inception a simboleggiare tutti, perchè in Inception c'è tutta la visione autoriale di Nolan, quello precedente e quello successivo. C'è il sogno (nel vero senso della parola), il mistero, il romanticismo, l'azione, l'amore per il cinema, il rimpianto, il senso di colpa... Tutto strutturato secondo un meccanismo ad incastro, in un gioco di scatole cinesi che rilegge Memento e preannuncia Interstellar. Su tutto questo, inoltre, si staglia uno dei finali più belli, poetici, memorabili e discussi del decennio (guardare una trottola girare non sarebbe mai più stato lo stesso). Un capolavoro assoluto

Restano purtroppo fuori tantissimi film che avrebbero meritato per diversi motivi di entrare in classifica, magari film di nicchia o usciti presto dai riflettori ma che abbiamo amato. Ne citiamo solo alcuni impossibili da non nominare (omettendo film di registi già presenti in classifica): Lo Hobbit: un viaggio inaspettato (2012), Lo Sciacallo (2014), Ex Machina (2014), Predestination (2014), 7 Psicopatici (2012), Prisoners (2013), Source Code (2011), It (2017), Gone Girl (2014), Coco (2017), Inside Out (2015), Split (2016).

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