martedì 13 agosto 2019

Santa Clarita Diet - terza e ultima stagione (2019)

E' sempre più sconfortante cominciare a guardare la "nuova" stagione di una serie tv che è stata da poco cancellata. Ti metti insomma totalmente nelle mani degli autori: avranno costruito un qualcosa di "conclusivo? La stagione sarà costruita come un contenitore di cliffhangeroni che poi butterai nel water assieme a buona parte della serie, che nel frattempo sarà resa inutile e dimenticabile proprio da quella chiusura (ogni riferimento al potenziale totalmente sprecato di The O.A. è puramente voluto)? E' come saltare nel buio insomma, lo stesso mostro che Netflix per anni aveva strenuamente scacciato - quella netta sensazione che si prova quando guardi una serie tv sui network/canali tv tradizionali e stai sempre lì col timore che possano chiudertela per mancanza di ascolti - che si ripropone sotto mentite spoglie. Qui il meccanismo degli ascolti non è presente (non sotto le stesse modalità almeno) e almeno non c'è il rischio che tu possa ritrovarti col cerino in mano in mezzo ad una stagione che manco finisce (tutte le puntate sono immediatamente disponibili), però cominci sempre più ad imbatterti in una marea di spunti, idee, storie, personaggi che si perdono nel nulla, "tagliati" per lasciar spazio a qualcosa di più redditizio. Ciò che aveva reso insomma Netflix quello che era (una presunta autorialità e un certo menefreghismo nei confronti di dinamiche del momento o puramente commerciali) sembra un lontano ricordo, manco un cast ricco e pieno di nomi altisonanti sembra più essere garanzia di lonegevità. Si, certo, ovvio che prima o poi ci si sarebbe arrivati  comunque, il fine ultimo è sempre quello di far soldi, però il cambiamento è stato forse troppo repentino, la famosa ecatombe delle serie Marvel insomma è stata insomma una specie di salto dello squalo.


Dai, non possiamo farti fare il modello per le copertine degli Iron Maiden, i loro fans ci tengono alle tradizioni, e poi tu ti chiami Gary, mica Eddie

Per i motivi sopra elencati è sempre più difficile scegliere qualcosa che sai già che non avrà una continuazione, ti concentri allora su quelle serie che per loro stessa natura sono autoconclusive o quantomento puntino tutto su altri fattori piuttosto che sulla trama: almeno lì andrai sul sicuro, così credi. Santa Clarita Diet ad esempio è/era un telefilm comico, divertente, rilassante, perfetto per l'estate, mai impegnativo o contorto dal punto di vista della sceneggiatura. Perfetto. Eppure guardandolo ti accorgi di quei suoi personaggi così caratteristici e folli (che ti rimandano sempre un po' a quelli, mai dimenticati, di My Name is Earl e anche un po' ad Aiutami Hope: familiarmente politically scorrect, senza eccessiva banalità e unicorni rosa ma anche senza cattivo gusto gratuito e battutacce da caserma ogni 3 secondi), di quelle regole e caratteristiche tutte sue (la testa parlante Gary,"mr Pallazampe", lo strano miscuglio tra Dexter e My name is Earl dato dal doversi fare una specie di lista di persone da aiutare o ammazzare...), della sua comicità al limite tra l'intelligente ed il demenziale (laddove altre serie tv diventano o troppo "stupide" o troppo autoreferenziali e noiose piuttosto che esilaranti).

In fondo la terza stagione di Santa Clarita Diet è pure abbastanza autoconclusiva, intendiamoci, ad altri è andata decisamente peggio, ma questo meccanismo di produzione e dissoluzione secondo il quale una serie tv viene prima prodotta, racconta la sua storia solo fino ad un certo punto e poi viene fatta fuori, comincia a stancarti. E' un po' lo stesso motivo per il quale, dopo aver visto la prima stagione di Tredici, hai deciso di darci un taglio netto. La serie andava già bene così, magari il pubblico voleva ancora quegli stessi attori e quegli stessi personaggi ma la seconda stagione avrebbe avuto solo e soltanto dinamiche commerciali e magari, qualora non avesse avuto successo, sarebbe diventata a sua volta monca e priva di una conclusione degna  (e dopo aver letto un po' in giro la trama delle stagioni successive sono ancora più contento di essermene tenuto alla larga). Si, sto chiedendo la luna: una serie tv progettata per avere un tot di stagioni e abbia un suo ciclo naturale, con un inizio, una fine, che si concluda magari con dei punti oscuri ma perchè così hanno deciso gli autori (si, il finale di Game of Thrones è quello, accettatelo) non gli ascolti o il network, o i diritti commerciali o chissà quale ragione. 

Si, è il braccio di un manichino, un manichino ripieno di succo di pomodoro


Inutile dire quindi che la terza stagione di Santa Clarita Diet contiene tutti quegli ingredienti che tanto avevamo apprezzato nelle due passate stagioni. Ingredienti che oggi a posteriori puzzano un po' di putrefazione, come le pietanze che i non morti azzannano nella serie. Così deliziosi e succulenti per "gli iniziati" ma che sono pur sempre pezzi di un qualcosa di ormai defunto e destinato a marcire e ad essere dimenticato dai più. Per citare insomma un'icona recentemente scomparsa: Ho viso Cavalieri della Serbia sguainare le loro spade alle porte di Santa Clarita, i non morti balenare sulla schiena di neo Nazisti dal grilletto facile e tutti questi momenti andranno perduti nel tempo, come bit su uno schermo, è tempo di mancati rinnovi.

PRO

- Divertente come al solito
- Aggiunge  diversi retroscena alla mitologia della serie
- Perfetta da gustare d'estate tutta in un sorso

CONTRO

- Quasi autoconclusiva, quasi appunto
- Qualche personaggio lasciato per strada
- Alcune cose potevano essere approfondite

 voto 8

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