domenica 24 giugno 2018

#RUSSIA2018 GIORNATA 10 - Germaniaci

Nella decima giornata si rischia il dramma (calcistico) con la Germania campione del mondo, ad un passo dall'eliminazione, che risorge proprio sul fischio finale. Nel frattempo il Belgio seguita a passeggiare contro squadre materasso e il Messico continua la sua marcia lenta ma efficace verso gli ottavi.

1) Belgio(co) e tanti goal
Gli avversari sono quelli che sono però il Belgio continua a rifilargli goleade (laddove altri invece si inceppano incredibilmente) in serie. La difesa, punto debole, contro giocatori come Khazri(di), Skhiri (una versione masterizzata di Shaqiri), Ben You Selfie e company se la cavicchia (ma le crepe a tratti si vedono), in questo modo i Diavoli Rossi possono Hazard(are) senza rischiare troppo e sbilarciarsi liberamente. Dalla prossima si dovrebbe cominciare a fare sul serio, vedremo di che pasta saranno fatti.


2) Messico senza nuvole
In questi mondiali ci sono quelli Messi male e quelli invece Messico(sìbene) da vedere già gli ottavi. I sudamericani si confermano squadra non irresistibile ma solida, che anche contro la Corea va a gonfie Vela (goal su rigore). Così la nazionale con la bandiera simile alla nostra continua a dominare il girone delle squadre più odiate dagli italiani (Germania, Svezia e Corea). Avanti così, e ora sotto con gli svedesi.


3) Son spacciati
Bye bye Corea, ma era scontatissimo: la nazionale di Moreno del 2002 al confronto sembrava il Real Madrid. Questa pare fatta di picchiatori raccattati per le strade di Seoul, che la palla la sanno prendere al massimo solo con le mani. A differenza di 16 anni fa però, qua i rigori contro glieli danno e loro possono fare ben poco. Dopo una partita intera a dormicchiare si risollevano parzialmente: sogno o Son (l'unico a salvarsi) desto? Siete sveglissimi, preparatevi che è ora di partire per casa.


4) Germa(nici) di scopa per scacciare le streghe
Rischiano seriamente di uscire ai gironi di un mondiale per la prima volta, da campioni del mondo in carica, un incubo. Sull'1-1 nei minuti finali e con Boateng che si fa espellere vedono le streghe, contro una Svezia che anche in superiorità numerica bada soltando a erigere un muro che al confronto La Barriera di Game of Thrones è alta quanto un marciapiede. Poi, quando non ci credeva più nessuno una punizione di Kroos cambia la storia del mondiale. Hai voglia a scrivere ora "ci credono fino alla fine", "sono i più forti perchè non mollano mai" e cose del genere, nel calcio serve anche cul...tura del sacrificio.


5) Basta biscotti, oggi solo crauti
Ci avete provato di nuovo eh? Ma stavolta vi è andata male, la Germania a differenza dell'Italia è una squadra solida, con grandi individualità e dotata di discreto sedere. Il vostro catenaccione ad oltranza prima o poi doveva incappare in un incidente di percorso. E così mentre pregustavate già il megabiscottone all'ultima contro il Messico che vi avrebbe permesso di andare agli ottavi siete rimasti con le pive nel sacco.
 

sabato 23 giugno 2018

#RUSSIA2018 GIORNATA 9 - Rivincite personali

Nella nona giornata il Brasile acciuffa per i capelli una vittoria insperata e si rimette in carreggiata, la Svizzera in rimonta stende la Serbia e l'Islanda capitombola contro la Nigeria. Ora la qualificazione per i vikinghi diventa una mezza impresa mentre l'Argentina, quasi spacciata fini a ieri, torna ad avere discrete speranze.

1) Colpo di Costa
Un Brasile in grossa difficoltà, stile Argentina, riesce proprio sul filo di lana a spuntarla sulla Costa Rica, ma quanta fatica: tra nervosismi, neymarismi (tanto forte quanto irritante), gomitate, proteste, perdite di tempo... Il recupero monstre permette ai verdeoro di spuntarla, ma per battere la Costa Rica c'è voluto Costa: finalmente in campo, anche se solo nel secondo tempo si è rivelato decisivo per le sorti della partita. Alla fine segna pure Neymar e si mette a piangere (tanta la paura di fare la fine di Messi), ma fino a quel goal (ininfluente) era lui ad aver fatto piangere.


2) Ticos(ta) la qualificazione
Bye Bye ticos (nomignolo col quale sono noti i costaricensi, i costaricani, i costarichesi...i ticos appunto). 4 anni fa riuscirono ad eliminare l'Italia e passare agli ottavi, ma il miracolo non si è ripetuto. L'unica tattica adottata è sembrata quella di far innervosire gli avversari (sarà colpa del caffè che gira da quelle parti) per il resto tanto catenaccio e poco costrutto. Non ci mancheranno.


3) Il "rigore" dell'Islanda
Inatteso stop per i vikinghi islandesi che complicano tremendamente il loro cammino in questi mondiali. Stavolta nulla ha potuto Skula(son), anzi la dea bendata non è stata proprio dalla loro: buon primo tempo ma senza concretezza e addirittura un rigore sbagliato nel finale che poteva riaprire la partita. (Sigur)ds(son) si è mostrato mica tanto sicuro dal dischetto, aveva anzi la classica faccia di chi pensa "non lo segnerò mai". Nigeria e Argentina possono sorridere, si giocheranno i "sedicesimi di finale" all'ultimo turno in una partita secca.


4)Balla Laika
Il programma condotto da Nicola Savino e Ilary Blasi ha chiuso la sua (quasi) ultima puntata (?) in "grande stile": trash a fiumi, battutacce da osteria, ospiti improbabili, domande degne di un programma della D'urso... Quello che dovrebbe essere un programma di approfondimento sui mondiali ci ha regalato invece una puntata interamente dedicata a Maxi Lopez (manco parlassimo di Ronaldo), costretto (a suon di euro probabilmente) in un quasi "uno contro tutti" nel quale è stato tempestato di domande allusive su Icardi (ai mondiali manco c'è) e Wanda Nara. E così mentre Savino e Brandi giocavano a contendersi il ruolo di Signorini della situazione, perfino Belen ad un certo punto non ne poteva più. Però in fondo un merito va dato a Balalaika (stoppato fino al 30 giugno, pare fosse già previsto): è riuscito a far sembrare pure il teatrino Pardesco di Tiki Taka Russia un programma decente al confronto. Non era facile.


5) Where eagles dare
Il gesto dell'aquila col quale hanno esultato Xhaka e Shaqiri non voleva essere un omaggio all'ex squadra allenata dal loro allenatore Petkovic (la Lazio), era invece un tributo alle loro origini. Tra i tanti di una Svizzera imbottita di "stranieri" chi va a segnare i due goal che ribaltano la Serbia? Due kosovari. inutile dire che i serbi l'hanno presa un tantino male, poco poco. Sanzioni in arrivo dalla FIFA? Per il momento l'unica FIFA che è sicura è quella della Serbia che rischia seriamente di uscire fuori dai mondiali.



venerdì 22 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 8 - Per(Messi) negati

Nell'ottava giornata si consuma la tragedia (sportiva) dell'Argentina che floppa ancora ed è ad un passo dalla clamorosa eliminazione. Nel frattempo la Francia continua con la sua lenta marcia fatta di vittorie di misura e non convincentissime ma che gli garantiscono gli ottavi. La Danimarca tiene a bada l'Australia e si prende un punto prezioso.

1) Argent(in)eria scolorita
Il pari al debutto contro l'Islanda poteva essere un incidente di percorso, la ripassata che gli infligge la Crozia invece è una prova decisiva: questa Argentina è pallida, scolorita, piena di talento ma senza idee. Ne è l'emblema il suo giocatore simbolo, s(Messi) i panni da supereroe a questi mondiali stiamo osservando un calciatore che gioca per se, arruffone e inconcludente, che ieri a tratti manco si è visto in campo. Più Ronaldo splende, più Messi ingrigisce, come una sorta di quadro di Dorian "Grey" che ingloba anche tutti i suoi compagni di squadra.

2) Partita sei già mia, chiudi il gas e vieni via

La giocata più memorabile della giornata è stata sicuramente il paperone clamoroso di Caballero, che non è Paulista (a differenza del vecchio spot di caroselliana memoria) per sfortuna degli argentini, ma è un calciatore dell'albiceleste che non è forte, non è bruno (è anzi calvo) e non ha manco il baffo che conquista. Fino al suo errore clamoroso c'era stato tutto sommato un sostanziale equilibrio, ma dopo la sua svirgolata che ha portato in vantaggio i croati la partita è stata una mattanza. Diciamo che tra Karius, De Gea ecc. Wilfredo (si, si chiama proprio così) è in buona compagnia, ma ha poco da consolarsi: il pur non fenomenale Romero era tutt'altra cosa


3) sempre più CR(oazia)
Finora oltre ad essere il mondiale di Ronaldo si può dire che è anche il mondiale della Croazia: due vittorie belle e convincenti, larghe e meritate, condite da ottime giocate individuali e un bel gico di squadra. Sarà la volta buona? Difficile a dirsi: sono una squadra che di solito parte bene e poi Kalinic col tempo, ma l'attaccante del milan lo hanno cacciato quindi hanno buone possibilità stavolta. Le indidualità ce le hanno e si è visto ieri: "il Modric non si è fermato mai un momento", Mangio Kitsch è il solito guerriero, finchè c'è Vida c'è speranza, Rakitikic è secco e sgusciante, "Periscic" (un omaggio a Cerqueti in questi mondiali orfani della Rai) sembra più continuo di quello visto nell'inter...


4) Pareggio senza (Danni)marca
I danesi partono bene e vanno in vantaggio contro in canguri ma poi si appiattiscono, speculano ed offrono il fianco agli avversari che pareggiano ma non vanno oltre. Un pari che va comunque bene a Eriksen e soci, puniti ancora una volta da un rigore (stavolta trasformato) causato da Poulsen. I cangurotti non faranno salti di gioia ma non sono ancora usciti fuori dal mondiale, e diciamo che un punto ciascuno non ha fatto male a nessuno.


5) O te tu batti il Perù, o te tu sposti la chiesa o vinci al totocalcio
Non basta affidarsi a Santamaria, il Perù è fuori dai mondiali. I sudamericani hanno mostrato buoni fraseggi, con giocatori bravi (Advincula)rsi ma non a tirare in porta (grida vendetta la caterva di occasioni sprecate all'esordio). E così ancora una volta i formaggini di Deschamps portano a casa i 3 punti pur senza entusiasmare (soprattutto nel secondo tempo), grazie ad una retè di Frappè. Sono già agli ottavi ma serve altro per poter ambire alla vittoria finale, tipo un'eplosione definitiva di Dembelè, non un granchè. 


giovedì 21 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 7 - Problemi di comunicazione

La settima giornata di questi mondiali è stata piuttosto avara di emozioni, con le favorite che hanno battuto rivali poco accreditate di misura, a volte anche con qualche affanno. Portogallo, Spagna e Uruguay fanno quindi passi importanti verso gli ottavi mentre le cenerentole Arabia Saudita e Marocco hanno già pronte le valigie. L'Iran grazie alla vittoria sul Marocco nella prima giornata è invece ancora in corsa.

1) Portonaldo
Ormai i suoi compagni manco si affannano più, tanto ci pensa lui, un Ronaldo in forma strepitosa (e con un nuovo pizzetto capirno sfoggiato per l'occasione) aggiunge al suo campionario di giocate anche il goal di testa (che ancora gli mancava, e dire che viene soprannominato Penaldo). Si adagiano così tanto sugli allori i suoi compagni che, arrivato il goal di CR7, smettono del tutto di giocare, sicuri che in caso gli avversari pareggiassero il loro fenomeno riporterebbe il risultato dalla loro. E giustamente lui si incazza: ok, sono la stella della nazionale, ma non il tuttofare. A sto punto fatemi fare anche l'allenatore così mi pagate pure, tanto schemi e moduli non servono ad una mazza. Ciao Mario, Bernardo Silvan e company stanno pregando in tutte e lingue del mondo che non gli venga manco un raffreddore, per non parlare di Fernando Santos, che continua a dichiarare (ma non ci credono più manco i suoi parenti) senza vergogna "siamo un collettivo".


2) Moroccan Croll

Se perdi all'esordio contro l'Iran vuol dire che te la sei andata ampiamente a cercare e la qualificazione è quasi un miraggio. Non basta tanta volontà se non riesci a segnare, mettiamoci che ieri Rui Patricio sembrava in stato di grazia (per la gioia del Napoli che non lo ha più preso)...
Benatia e soci salutano tristemente il mondiale con largo anticipo senza mai veramente sfigurare, è la legge del calcio: o segni o sogni. Addio ottavi.


3) Con le gambe ad angolo ballo il twist
Secondo voi l'Uruguay con che punteggio può aver vinto e in che modo? Inutile dirlo, già lo sapete: 1-0 su calcio d'angolo. Il portiere saudita decide di pagare subito la tassa dopo poco più di venti minuti e togliersi davanti il pensiero uscendo a farfalle. Suarez ringrazia e porta a casa segnando a porta vuota. Poi tante altre occasioni per i sudamericani ma, come detto in precedenza, avrebbe poco senso far goal su azione per una nazionale come loro.


4) Pass di Spagna
Vittoria risicata e sculata per una Spagna ancora una volta deludentissima: vince in pratica solo grazie ad un goal su rimpallo fortunoso e poi più di una volta rischia il pari dell'Iran. No, dico dell'Iran. Dopo l'abbandono di Logopedegui deve esserci qualche difetto di comunicazione tra Hierro e i suoi calciatori perchè questi ultimi spesso sembrano dimenticarsi cosa fare. Non è un caso che segni infatti quasi solo Diego Costa, un brasiliano naturalizzato: il portoghese è evidentemente una lingua più efficace a questi mondiali.


5) Ira(n)
Avevano adottato la stessa tattica della prima gara: catenaccione selvaggio e "segnamo se gli avversari si sucidano". Fino ad un certo punto erano pure riusciti nell'intento ma poi un gollonzo degli avversari, un goal annullato per fuorigioco e due occasionissime clamorose sprecate li condannano. Quegli altri saranno pure le furie rosse ma ieri tra le due di certo si sono incazzati di più gli iraniani. Oggi a me e domani a te...


mercoledì 20 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 6 - Russians

Continuano le sorprese in un mondiale finora piuttosto anomalo: gironi più equilibrati di quanto previsto, altri invece già chiusi con primati indiscutibili di nazionali sulla carta non certo fenomenali. Così, ridendo e scherzando, si entra nel secondo turno dei gironi, dove le cose cominciano a farsi più serie.

1) La mano de San (chez)
La Colombia è una di quelle nazionali di seconda fascia che sembra sempre poter fare grandi cose ma spesso si perde in un bicchiere d'acqua, o in una tazza di caffè. Una compagine che può schierare giocatori come Cuadrado, James Rodriguez, Falcao non può essere considerata di certo una cenerentola. Ecco però che spesso dove arrivano le gambe non arriva la testa: col Giappone dopo 3 minuti restano in 10 per una "parata" di Sanchez, la prima espulsione finora del torneo, espulsione che narco(s)tizza la partita e permette al Giappone (nonostante il pari momentaneo subito) di gestire la partita e il possesso palla. Vorranno restare fedeli alla loro nomea di "cattivi" ma vedere tanto talento sprecato è sempre un peccato.

2) Big in Japan
Mai dire Banzai ma anche mai dire mai. Il Giappone dato alla vigilia come quasi sicura ultima nel suo girone approfitta della follia colombiana per mettere in kashina 3 punticini preziosi. E così se Kagawa (la battuta a doppio senso di quel tipo l'ho fatta ieri e non la faccio ma ogni volta che leggo il suo nome, fosse anche 100 volte, il pensiero va fisso lì) viene raggiunto da Quintero, nella ripresa il Giappone continua a spingere fino a quando a 15 minuti dalla fine la spunta. Tra le due ha vinto chi ha Osako di più

3) Pollo(nia)
Secondo k.o. in due gare per una Polonia molto "italiana" (e di questi periodi avere a che fare con l'Italia calcistica porta una certa sfiga si sa): tra Szczesny, Cionek, Zielinski, Milik e l'ex Blaszczykowski si può dire che mezza squadra bazzica nel campionato italiano o ha avuto a che fare di recente con esso. E si vede: il primo goal del SEGHEnal è frutto di una paperazza di Cionek che con un autogoal clamoroso porta in vantaggio gli avversari, di lì in poi gli africani prendono coraggio e perfino uno come Niang riesce a diventare decisivo mentre la Polonia con questa sconfitta forse si Lewa definitivamente di torno.

4) Walk like an Egyptian
Un Egitto anonimo e praticamente già fuori da questi mondiali è comunque una notizia. Va bene che Salah era acciaccato ed in pessime condizioni, però qualcosina di più era lecito aspettarsi. Invece i Salah boys sembrano poco dinamici, senza idee, ballerini in difesa. I sahariani si sono persi nella steppa.



5) Mother Russia poetry majestic tells the time of a great empire
Diciamo che nei mondiali la nazionale di casa ha sempre una corsia privilegiata (di solito capita casualmente in gironi non così ostici diciamo) e ha spesso arbitraggi piuttosto casalinghi. Nessuno però si aspettava una Russia in così grande spolvero. Tra la rivelazione Gol(ovin), CHERY(shev), Dzjuba(la)...sfornano prestazioni di alto livello e goal a raffica. Sono la vera rivelazione del torneo e si qualificano per la prima volta agli ottavi. Vedremo se si confermeranno pure contro l'Uru(guay)

martedì 19 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 5 - Rock you like a Harry Kane

La quinta giornata dei mondiali ha visto affrontarsi 2 delle nazionali più odiate negli ultimi anni dai tifosi azzurri, un Belgio che in scioltezza liquida una debuttante modesta e un Inghilterra che, a sorpresa, per una volta non delude (paradossale visto che tutte le altre big hanno steccato o quasi)

1) Here comes the story of the Harry Kane, The man the authorities came to blame...
La solita Inghilterra, quella che parte bene per poi perdersi in un bicchiere d'acqua ed implodere su se stessa puntualmente, è un po' la stessa che aveva approcciato anche questi mondiali: tanti giovani pompatissimi dai media, grandi aspettative, tanto gioco, poco sostanza. Pure ieri ha rischiato di raccogliere solo un punto dopo una partita dominata ma proprio sul gong arriva lui, Harry Kane, con un goal di opportunismo simile a quello che stava per segnare contro la Juve in champions. Sta cosa dell'uragano comincia a stufare però sicuramente è uno di quei calciatori che potrebbero essere i protagonisti assoluti del torneo. Harry saved The Queen


2) I "Moscherini"
Non si sa se Mosca è piena di mosche, ma una cosa è certa: Volgograd è di sicuro la città ufficiale dei moscerini. Un'infestazione in grande stile tanto che i calciatori anzichè fronteggiarsi fra di loro hanno dovuto far fonte comune per battere un nemico molto più fastidioso e tenace. Ecco allora una sfilza di giocatori che mentre camminano o corrono prendono a schiaffeggiarsi da soli come colti da una strana sindrome, servizi interrotti, giornalisti e tifosi costretti nel caldo e nell'aria resa irrespirabile dalle massicce dosi di insetticida nell'aria, isterie di massa, cani e gatti che vivono insieme...no forse ho un po' esagerato. L'effetto è stato comunque surreale.


3) Il passo del Granqvist
Se chiedi a qualche tifoso italiano quale è stata la più grossa delusione legata ai mondiali è probabile che la metà (quella più giovane) ti risponderà "l'eliminazione contro la Svezia". L'altrà metà quasi sicuramente risponderà "la vergogna di Italia-Corea". Beh, manco a farlo apposta ieri si sono sfidate proprio queste due nazionali a noi "indigeste" e vedendole giocare non si può far altro che rosicare: i lungagnoni svedesi bravi solo nei classici lanci lunghi quasi come se facessero un altro sport, i coreani bravi solo a...a...non mi viene niente. Sono forse tra le peggiori compagini di questo mondiale e infatti perfino gli svedesoni in giallo al confronto parevano il Brasile (e sono senza Ibra). Vincono però solo su rigore e con goal di uno dei tanti passati dalla provincia italiana senza lasciare il segno, Granqvist. Da pelle d'oca (non di piacere).
 

4)(W)oo-doo Child
A guardarlo sembra un ragazzino uscito da quegli anime basati sul calcio alla Holly e Benji, ma tal Cho Hyun-Woo di anni ne ha 27 e in fondo non è proprio una ciofeca, anzi fa più di una parata importante. E dire che in teoria sarebbe il secondo/terzo nelle gerarchie.
 

5) "A Panam(a), a Panam(a) tra Gomez e Godoy sont tutt scars..."
Per loro era già un sogno partecipare, basta vedere come festeggiano i loro supporter dopo il primo tempo finito 0-0 (si erano schierati con un offensivissimo 4-5-1 per poter riuscire a salvare la baracca). Peccato per i panamensi che le partite durino 90 minuti e un Belgio svogliato vince comunque nella ripresa senza affaticarsi troppo. Nei secondi 45 minuti Mer(d)ens e LuKaku scaricano in tutta tranquillità e tirano lo sciacquone. Per farsela addosso ci vuole ben altro.

lunedì 18 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 4 - Incartati

Continuano le delusioni delle big ai mondiali, nessuna sembra voler dimostrare di essere davvero una corazzata da sicura finale, così dopo Francia, Argentina e Spagna chiudono il cerchio le due favoritissime: Brasile e Germania, fermate da due arcigne ma non più che discrete nazionali (Messico e Svizzera). Nel frattempo una serbia "italiana" batteva con qualche fatica il Costa Rica...no, scusate LA Costa Rica.


1) Roma-Lazio 1-0
No, non mi sto sbagliando, è che sinceramente di Serbia-Costa Rica non è che possa fregare più di tanto, così, facendo di necessità virtù, si trovano nuovi spunti di interesse. I due principali punti fermi della nazionale serba sono sicuramente Kolarov (Roma) e Milinkovic Savic (Lazio). Tra i due la spunta ancora una volta la sponda giallorossa (il laziale però non demerita) con una punizione delle sue. Un derby "interno" che per una volta non crea tensioni e malumori.


2) Fenomeni parastatali
Mentre i due "romani-serbi" giganteggiano, qualcuno si chiede perchè non giochi un altro fenomeno che nell'ultimo anno ha fatto faville in Italia, uno di quelli che da soli spaccano le partite, un calciatore talmente forte da essere ambito dalle più grandi squadre del calcio europeo. E' infatti appena approdato allo Spartak Mosca...si, in pratica se lo sono "portati" in Russia solo perchè tanto già la stava


3) Bandiere indigeste
Lo sappiamo, i campioni del mondo in carica della Germania sono allergici al tricolore verde-bianco-rosso (tanto che pure nell'ultima sfida contro un Italia tra le più scarse di sempre hanno vinto solo grazie ai rigori e alla "pollaggine" di Pellè), ma stavolta il tricolore era quello dl Messico. Non è che ora mi cominciate a perdere pure contro quelle con colori affini, tipo la prima Ungheria che passa?


4) Pardo per la tangente
Così come la Germania (pur volenterosa) sembrava non capirci nulla e annaspava, un sempre più gigionesco Pierluigi Pardo sfarfallando ci decantava le gesta dei campionissimi tedeschi, talmente forti che sembravano essere più di 11: addirittura due portieri, uno dei quali era un certo Noia affiancato al solito Neuer, i due "gemelli" Wurner e Werner...Deluso dalla prestazione dei teutonici anche il buon Pierluigi alla fine cederà e non cambiera più versione per fortuna.


5) Gli svizzeri incartano il Brasile
Un Brasile sbruffone e fin troppo spavaldo si approccia ai mondiali con la classica modestia di che crede di aver vinto già tutto prima di cominciare. E così gli onesti svizzeri, grazie ad un goal di Zuber (dal nome pare uscito da uno di quei vecchi sketch di Aldo Giovanni e Giacomo sugli svizzeri) gliela incartano...la partita non la cioccolata. E dire che dopo il goal di Cotechinho sembrava tutto facile.


domenica 17 giugno 2018

#RUSSIA2018 GIORNATA 3 - Capre argentine

La terza giornata di questi mondiali "deitalianizzati" ci ha regalato ben 4 partite: spicca sicuramente la pessima prestazione di Messi e company ma pure la Francia non ha entusiasmato, una grossa mano gliel'ha data la tecnologia. Completano il quadro la vittoria della Danimarca sul Perù e la solita eterna aspirante Croazia (vedremo se per una volta manterrà le attese)


1) L'uomo che fissava le capre. 
Come nelle classiche barzellette che si raccontano: c'è un portoghese, un argentino e una capra...L'argentino fa un servizio fotografico dove si fa ritrarre insieme ad una capra dichiarando di essere il migliore di tutti (in inglese Capra si scrive Goat, che è pure l'acronimo di greatest of all time), per tutta risposta il portoghese all'esordio fa una tripletta e mima il gesto di lisciarsi la barbetta scimmiottando il rivale che invece...al suo debutto sbaglia tutto lo sbagliabile e sembra pricologicamente a terra. Completa il quadro un rigore decisivo fallito che consegna all'Argentina "solo" un pari contro i vichinghi islandesi. Più che Leo(ne) è stato effettivamente Capra insomma.

2) La Var-sigliese
Per battere una Australia rognosa alla Francia è servita un pizzico di fortuna ma soprattutto una grande prestazione del nuovo che avanza. No, non ci riferiamo ai tanti giovani schierati dai "formaggini" ma alla tecnologia. Non contenta di essere la prima nazionale della storia ad usufruire del Var decide di acquistare il pacchetto completo e così dopo il pari dei canguri (anche quello su rigore) usufruisce pure della goal line tecnology su un tiro rimpallato di Pogba che era precedente sbattuto sulla traversa. Viva la Var.

3) Euro Mandzukic
In campionato sembra uno di quei classici calciatori miracolati che giocano solo perchè ben visti dall'allenatore, in Europa si conferma invece uomo sempre decisivo. Un Mandzukic double face che regala alla sua Croazia, pur senza segnare, una vittoria piuttosto agevole contro la Nigeria. Prima propizia con un suo colpo di testa l'autogoal di...aspettate che cerco il nome esatto su internet...ah ecco: Oghenekaro Etebo. Poi si procura un rigore trasformato da Modric. All'occorrenza potrebbe pure ricoprire il ruolo del portiere e risultare il migliore in campo. Il soprannome Super Mario è un po' abusato, a lui però calza a pennello


4) Bravi Perù sfortunati
Giocavano contro una nazionale famosa per aver vinto degli europei ai quali manco doveva partecipare, "perù" i sudamericani davvero non meritavano la sconfitta. "Peru" loro, come la Francia, usufruiscono del Var ma sbagliano il rigore. Mettiamoci poi che subiscono un goal in contropiede da veri polli e che l'autore della rete è il 45esimo Poulsen che bazzicava nella nazionale danese (al solo sentire Poulsen a qualche juventino viene un infarto). In fondo perù non avete sfigurato dai...Ok, la smetto.

5) The big fail
Questo mondiale sta regalando poche soddisfazioni finora alle big, apparse decisamente in affanno: Francia, Argentina, Spagna, un po' tutte hanno deluso, pur non uscendo dal campo sconfitte. Ci mancherebbe solo una sconfitta dei campioni del mondo in carica contro il Messico ed il quadro sarebbe completo. Scommetto che succederà...(si, lo so, a chi voglio darla a bere, hanno appena perso, ne parleremo domani)

sabato 16 giugno 2018

#RUSSIA2018 GIORNATA 2 - Ronaldeide

La seconda giornata dei mondiali si è consumata tra partite per stomaci forti (e per persone di bocca buona) ed altre invece che suonano quasi come una semifinale anticipata, col solito Uruguay invece che vince nell'unico modo che conosce: grazie ai calci d'angolo


1) La tripletta di Ronaldo. 
In una sola partita abbiamo assistito praticamente a tutto il repertorio dell'asso portoghese: goal su rigore, goal su punizione e goal su azione, quest'ultimo siglato grazie alla complicità di una papera clamorosa di De Gea. Evidentemente Ronaldo con la sua sola presenza riesce ad impippire pure qualsiasi portiere avversario (come se non bastassero già da sole le sue capacità balistiche). Karius non sei più solo, avanti un altro.


2) La pareggite del Portogallo.
Questi ci hanno vinto un europeo grazie ad una serie infinita di pareggi (terzi nel loro girone e trionfatori con la bellezza di una sola partita vinta nei 90 minuti in tutto il torneo), sono recidivi, non ricominciamo con le vecchie abitudini per favore, basta, ogni tanto qualche partita vincetela: Iran e Marocco non sono le "corazzate" Islanda e Ungheria, ce la potete fare.


3) I soliti corner dell'Uruguay
Ecco, si parlava di vecchie abitudini e a quanto pare non muoiono mai. L'Uruguay di qualità ne avrebbe per vincere le partite contro certe squadrette, eppure sembra quasi si stufi nel volerlo fare,"chi se ne frega tanto poi verso 1 o 2 minuti dalla fine segnamo su calcio d'angolo". il povero portiere egiziano dopo aver compiuto centordici parate decisive non riesce nemmeno a disperarsi come si deve per la "beffa": troppo scontata. La prossima volta l'Uruguay proverà direttamente a giocare a palla avvelenata vicino alla linea di fondo in cerca di una deviazione, le energie vanno preservate.

4) Grazie Aziz Bouhaddouz
Grazie Aziz per aver reso una di quelle classiche partite dei mondiali da penichella (l'unica cosa fattibile durante la partita, per tenersi svegli, era contare quante volte toccava la palla Benatia o quanti fallacci c'erano nell'arco dei 90' minuti) un match che comunque ci regala almeno un goal bello, di quelli da vero attaccante e Bouhaddouz lo è. Peccato però che la porta fosse sbagliata. L'Iran per non saper leggere ne scrivere ringrazia, festeggia in maniera sguaiata e porta a casa senza manco tirare in porta. Gli piace vincere facile dicono.

Più che Trezeguet mi ricorda Vucinic, ma fate voi
5) Il falso Trezeguet
Tutti lo chiamano Trezeguet di qua, Trezeguet di là... Ma è parente? Niente affatto, questo è egiziano e il suo vero nome è Mahmoud Hassan però tutti lo chiamano come il grande David. Dicono per la somiglianza, ah beh, due gocce d'acqua, basta vederli...separati alla nascita proprio. Non gioca manco nello stesso ruolo, è un esterno del Kasimpasa (me cojoni cit.)
Allora da domani facciamo che Sturaro si fa chiamare Iniesta, chi glielo vieta? Hanno entrambi una A nel cognome no?



venerdì 15 giugno 2018

#RUSSIA2018 GIORNATA 1 - Party like a russian






Forse non ve ne siete accorti (magari in questi mesi stavate su marte, chi può saperlo) ma l'Italia non si è qualificata per i mondiali di calcio. Orrore, disgusto e vergogna...e ora che si fa? Di che parliamo? Beh, se consideriamo che nelle precedenti manifestazioni l'Italia ha fatto più la comparsa che altro, facciamo quello che facciamo sempre in quei casi: guardare le altre nazionali. Chi vincerà? Chi ci farà emozionare Ma la cosa che ci interessa di più è in questo caso soprattutto chi ci farà divertire e sghignazzare? Anche il nostro blog seguirà quindi il mondiale quotidianamente con le 5 cose da ricordare della giornata calcistica precedente.


1) La cerimonia di apertura
Poco appariscente ma efficace, l'unica cosa che purtroppo non appare (ahinoi) e la bandiera italiana tra quelle che sfilano sul campo. E' proprio il caso di dirlo, nel calcio non ci son più le bandiere di una volta.

2) Robbie Williams (o Robert Williamovski per gli amici russi). 
La musica russa non è che abbia così tanto da offire e allora in qualche modo ci si deve arrangiare. E allora si saranno detti "chi possiamo chiamare"? "Dunque, vediamo un po', c'è quel cantante inglese che ha scritto un pezzo che si chiamava tipo "Party like a Russian""
"Si, ma è inglese e la canzone non è "tenera" con la Russia..."
"C'è la parola russian nel titolo della sua canzone? E allora va benissimo lui".

Poi naturalmente Robbie quella canzone nella cerimonia non la canterà...Putin ci aveva rassicurato che ci avrebbero mostrato una Russia moderna e "aperta" due secondi prima


3) Piccinini. Sentire in una telecronaca dei mondiali i suoi classici "sciabolata morbida", "non va", "proprio lui" è un qualcosa che sta tra l'estasi e il ribrezzo, una sensazione strana: pure se passano i minuti non riesci mai ad abituartici e allora ti immagini che lui stia commentando un match di champions ma poi senti i nomi improponibili dei calciatori e capisci che no, di certo tutto può essere meno che la champions

 
4) L'ennesima ecatombe de "La Rabbia Esaurita". Fingono di prendersela con l'arbitro per delle decisioni troppo casalinghe (a tratti non del tutto a torto), in realtà la loro rabbia è più frutto di frustrazione che altro. I russi in rosso, dati in condizioni precarie (figuriamoci in condizioni normali), al confronto sembrano dei funamboli. Un'imbarcata per i sauditi, che già nel 2002 fecero capolino al mondiale con uno 0-8 storico contro la Germania. Parliamo insomma di quella che con grossa probabilità è la squadra più scarsa del torneo, che però qualche settimana fa per poco non pareggiava in amichevole contro l'Italia. Poi ci chiediamo perchè gli azzurri non sono al mondiale.

 
5) "Gol ho vint". Dopo due assist e tante belle giocate decide che la misura è colma: "qua tra un po' segna pure Putin e io no?" Avrà pure il nome (Golovin) di uno sciroppo per la tosse ma di sicuro i piedi buoni non gli mancano. Chiude su punizione una gara per lui perfetta, che gli vale almeno 100 milioni in più di quotazione di mercato. La Juve per acquistarlo sarà ora costretta a vendere Higuain, Dybala e Costa, ma deve sperare che non segni altri goal nelle partite successive altrimenti gli toccherà impegnarsi lo stadio.