domenica 30 marzo 2025

Juventus 1-0 Genoa – 30ª Serie A 24/25 – Prima rondine

La prima di Tudor sulla panchina bianconera sa di rivoluzione totale, o quanto meno di netta discontinuità col recente passato. Svestita dello sterile possesso palla, del fondamentalismo tattico e col reintegro degli esiliati Vlahovic e Yildiz, dal primo minuto, la Juve vince in casa contro il Genoa. E su questo, per ora, ci si potrebbe benissimamente fermare con le analisi. Si è infatti ancora alla prima bozza, nemmeno del progetto futuro, ma del disegno che si cercherà di portare avanti, da qui alla fine, per cercare di raddrizzare la barca. 

Si sa che una rondine non fa primavera, il tempo metereologico di questi giorni ce lo ricorda, ma se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, possiamo dire di aver visto il primo sprazzo di concretezza, tra le rovine ancora fumanti della città vecchia. Rovine, beninteso, sulle quali ancora si inciampa, soprattutto nel primo tempo. Non si può togliere ai reduci la paura di una guerra, ma si può lavorare sulla loro psicologia.

Al di là delle successive analisi,  quel che conta è aver vinto. Neppure soffermandosi sul tentativo di dire: "ci fosse stato Motta...". Non ci interessa. Chiudiamo le porte al passato. Ci sarà tempo per tirare le somme, ora toccherà aggiustare l'equazione e far quadrare i conti con la classifica finale, più che i conti societari. Anche perché i secondi sono subordinati ai primi. Senza il quarto posto anche la società si troverà nelle stesse condizioni di Motta e le toccherà rispondere direttamente alla proprietà. Proprietà, la quale, con l'aumento di capitale che fa rima baciata con lo stipendio triennale di Motta, ha lasciato intendere che la decisione di dire basta allo scempio è stata in primis sua.

Di sicuro qualcuno avrà storto il naso (e anche il muso) nell'assistere al ritorno del corto muso, ma ancor di più alla cessione del possesso palla all'avversario (sacrilegio!) forse per la prima volta da inizio stagione. Come santoni sconfessati ci parleranno di involuzione, seduti ai banchi dell'opposizione. A questi abbiamo già dato troppo credito e i risultati si sono visti. Per questo, da oggi, si dovrà badare solo a quello... al risultato. 

La prima cosa che si è notata è stata il tagliare corto con l'inutile traccheggio e tikitakismo, per lo più verso l'indietro. Sono iniziate a nascere le palle in avanti per gli attaccanti. Soprattutto si è iniziato a prendere coscienza del fatto che una partita dura novanta minuti, non un tempo indefinito in cui puoi permetterti di fare assoli di violino lunghi e inconcludenti. Il gol di Yildiz, su assist di "Tudor" ne è stato l'emblema. Prendi questa palla e vai verso la porta. Questa è la condizione principale che deve portare al gol.

Già solo anche aver rimesso al centro dell'equazione i calciatori, può aiutare a superare o aggiustare i loro limiti. Non si può infatti recuperare nessuno esiliandolo in corso d'opera. Come Virgilio con Dante, speriamo che Tudor riesca a traghettarci fuori da questo inferno e lasciarci nelle mani della nostra Beatrice. Se riuscirà a fare questo gliene saremo grati, senza iniziare a farci film di rinnovo se le cose dovessero andare bene. Ma come detto è ancora presto. 

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