sabato 7 marzo 2015

GOAL OF THE DEAD - Thierry Poiraud e Benjamin Rocher [Recuperafilm]

Francia 2014
"Il calcio come metafora della vita"... ma quante volte l'abbiamo sentito? In questo film invece è la morte vivente ad essere usata come metafora del mondo del calcio. Questo Goal of the dead è uno spassoso Commedy-Horror francese in due parti (dirette da due registi diversi) che riprende l'esperimento già compiuto dal britannico L'alba dei morti dementi (Shaun of the dead), in cui il mito degli zombi viene esorcizzato a suon di risate.
La squadra dell'Olimpique Paris - squadra fittizia che si rifà alla vecchissima Olimpique de Paris, ma con la maglia simile all'odierno PSG - con l'espicita sponsorizzazione della Playstation, va in trasferta nel piccolo paesino di Caplongue per affrontare la squadra locale. Tra le sue fila milita l'ex Sam Lorit, che torna nel suo paese, ormai a fine carriera, accompagnato dalla contestazione dei locali, i quali non gli hanno mai perdonato il tradimento. Un'occasione di rivalsa attesa da tempo. Persino dal padre del suo migliore amico d'infanzia, il quale ricorre a metodi "poco leciti" per permettere al figlio di primeggiare. Cosa ci sarà nella siringa che gli inietta nella spalla? Non credo sia semplice Nandrolone, a giudicare dalla quella faccia e dalla roba bianca che gli cola dalla bocca.

Nella scena iniziale - un flashforward che si riferisce a quando tutto è già degenerato - Lorit guarda le auto in fiamme e dice sarcasticamente: "visto l'arbitraggio c'era da aspettarselo". La frase riassume il concetto fontamentale del film. Attraverso l'allegoria zombesca si esprime una sottile critica al fenomeno della violenza del mondo degli ultras violenti, ridicolizzando il loro campanilismo estremista che sfocia in concetti di onore e tradimento. Una marmaglia di zombi che vivono nella massa, spinti soltando dalla fame (d'odio) verso il "forestiero". Il calcio, quel micromondo in cui il concetto di straniero è legato a tutti quelli che vivono fuori dal cartello che delimita il tuo paesello. Nel quale il concetto di sport alla de Coubertin deve, obtorto collo, convivere in costante paradosso con il business e lo spettacolo che rappresenta.

Ma guarda un po' questi francesi che film ti han fatto con pochi soldi - ed ogni volta che vedo una cosa del genere penso: possibile che non si sia capace anche noi di far una cosa simile, che non sia magari uno scopiazzamento alla "Benvenuto al sud"? - con quegli effetti speciali semplici da imbastire con un po' di trucco e con quel bullet time dello splatter che ricorda la moviola. E poi si ride, proprio come era accaduto ne L'Alba dei morti dementi.

Voto 7+

Nessun commento: