lunedì 3 agosto 2009

Mettiamoci in gioco, terza puntata – Grand Theft Auto: San Andreas

Una delle saghe videoludiche più controverse, forse la più controversa in assoluto, anche tra i videogamers: un gioco scadente che fa della violenza esplicita e della "trasgressione" il suo forte, o un gioco profondo e pieno di sfaccettature, che attraversa tutti i generi e li riscrive? Difficile dare un giudizio oggettivo, le vendite però e i voti delle riviste specializzate parlano chiaro, e confermano che San Andreas è un qualcosa che non si può ignorare.
Il mio primo approccio fu dubbioso: anch'io credevo che il gioco fosse così considerato per via delle polemiche che si trascinava dietro e per via della possibilità di fare cose che nella vita reale non faremmo mai. In realtà Gta bisogna giocarlo per capirlo, non è affatto un gioco semplice da capire a fondo, e gustandone le mille sfaccettature si arriverà ad amarlo. Il primo gioco della saga che acquistai fu Vice city, e mi colpì subito: il solo girovagare con macchine lussuose ascoltando meravigliosa musica eighties mi prese delle ore intere, quando poi scoprii la bellezza della trama, delle citazioni, la possibilità di fare quasi tutto, il carisma di un personaggio come Tommy Vercetti allora ne divenni un fan.
San Andreas rispetto a Vice city è molto più grande, si possono fare molte più cose, c'è anche una spruzzatina di rpg (giochi di ruolo) a completare la mole immensa di generi che attraversa, ne è insomma una versione evoluta, magari meno affascinante, ma assolutamente da provare.
In teoria è un videogame infinito: anche dopo la fine della trama principale, probabilmente avremo ancora centinaia di altre cose da fare, segreti da scoprire, posti da visitare, insomma difficilmente lo metteremo in un angolo con la voglia di non riprenderlo mai più.
San Andreas è un gioco che non eccelle in nessun genere che attraversa (non è il migliore action game, ne il miglior rpg, non è nemmeno un grandissimo gioco di guida), la sua grandiosità è data dall'insieme: la libertà, la vastità dell'ambientazione, l'atmosfera, i dialoghi, la colonna sonora.
In buona sostanza si potrebbe dire che più che un gioco è un "esperienza ludica", che molti hanno cercato di emulare (i vari True Crime, The Getaway, Just Cause), ma che nessuno è riuscito a riprodurre a comando (anche se giochi come Mafia, Scarface, o Mercenari sono delle varianti abbastanza riuscite).
Quanto alle presunte polemiche per la violenza gratuita, come ho detto chi ha "vissuto" il gioco ha capito che molte delle accuse sono del tutto infondate: volete ammazzare qualcuno nel gioco? Provateci, verrete subito braccati dalla polizia. Una rapina? Non senza una probabile fuga perchè la polizia ci sta alle calcagna.
E' facile comprendere quindi che determinate azioni corrispondono a delle conseguenze, così nella vita, come nel gioco.
In conclusione, un gioco in tutti i sensi "Immenso".

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