martedì 8 settembre 2015

NOMADS - John McTiernan (1986) [Summer 80]

Like a mirage riding on the desert sand
Like a vision floating with the desert winds
Know the secret of the ancient desert lands
Your are the keeper of the mystery in your hands
(The nomad - Iron Maiden)

Prendiamo in prestito ancora una volta il testo di una canzone per introdurre un film della rubrica dedicata alle pellicole anni '80.
Un anno prima di raccogliere consensi col celebrato Predator, John McTiernan esordisce alla regia con questo Nomads, thriller psicologico dotato di un certo fascino, con un giovane Pierce Brosnan protagonista.

Quando si dice "state attenti agli sbandati" non si hanno tutti i torti, si ma di quali sbandati parliamo? In questo caso si tratta di "una specie di sbandati", diciamo dei punk, che all'improvviso decidono di prendersela col protagonista, che però è già morto. Si, in realtà il personaggio di Pierce Brosnan all'inizio del film è ormai dissanguato e in fin di vita ma fa in tempo (prima di morire) a pronunciare una serie di frasi in francese e poi a mordere un'infermiera. Un morso che la trascinerà in un incubo e le cambierà la vita. Ancora con questi zombie? No, per niente.

La pellicola è sviluppata come un thriller-horror nel quale non c'è un vero "complevole" ma c'è comunque un mistero da risolvere, "l'indagine" si dipanerà su due piani temporali diversi: uno è un flashback che ci mostra gli ultimi giorni di vita del protagonista maschile e il modo nel quale è arrivato a crepare, l'altro è il presente che vede l'infermiera ripercorrerne le tappe e le visioni.
Tutto sembra molto complesso, e a tratti lo è, ma scorre via bene e McTiernan è bravo a costruire una specie di giallo che però nel suo sviluppo in realtà è ben altro. Chi o cosa sono in realtà questi "nomadi"? Perchè nessuno li ha mai scoperti o "catturati"? Da dove provengono? La risposta non sarà semplice e non ci sarà un unico piano di lettura.

A stemperare l'aria da thriller complesso e psicologico ci pensa una colonna sonora tipicamente eighties che, anzichè fungere da sottofondo di atmosfera, pompa canzoni hard rock a getto continuo e, complice le capigliature improbabili dell'epoca e un montaggio che a tratti puzza di videoclip come non mai, ci ritroveremo più di una volta a immaginare quale effetto avrebbero avuto se il film fosse stato girato oggi, ma pure negli anni '90.
Fa da sfondo una Los Angeles notturna, sporca e piena di luci, che non si cura dei reietti della società, questi "invisibili" che sembrano sparire alla luce diurna come dei vampiri, per poi ricomparire e prendere ciò che vogliono. Rifiuti della società? Esseri umani? Visioni? Comunque nomadi senza una meta e senza un perchè, nati chissà come o chissa dove e pronti a cibarsi della società borghese. E si spostano col camion dell'A-Team (beh, pure quelli in fondo erano dei nomadi, no?).

Per certi versi ci sono delle assonanze tra questi "esseri" e quelli di Distretto 13 di Carpenter. Laddove però lì erano degli "assalitori" in una specie di assedio da film western, qui sono dei fuggiaschi, degli anarchici, dei senza nome, che nessuno può vedere fin quando non ci si entra a contatto (perchè scegliamo di andare al loro inseguimento) fino a rimanerne imprigionati. Il finale "ad effetto" è emblematico in questo: più che un thriller il film è una riflessione sulla società dell'epoca e sulle conseguenze dello scontro tra due tipi di culture e stili di vita (più di una volta il protagonista nei suoi dialoghi con la moglie fa riferimento a quanto si senta diverso nel vivere una vita da borghese dopo aver vissuto libero e in un mondo totalmente diverso). 

Un film insomma di indubbio fascino, che all'apparenza potrebbe sembrare più semplice di quanto in realtà sia o più complesso di quanto voglia lasciare ad intendere, che lascia dopo la visione uno strano retrogusto: da una parte ci ricorda certi thriller successivi alla "Il tocco del male", dall'altra ci ritroviamo a pensare a certe scene che sanno troppo di videoclip anni '80. In fondo però pensiamo alle diverse chiavi di lettura della pellicola e non possiamo che ritenerci soddisfatti. Intrattenimento e riflessione

Invecchiamento: 3,5/5
Fattore cult: 4/5
Divertimento: 3,5/5
Visionarietà: 3/5
Premonizioni: 4/5
Fascino Vintage: 4/5

Cult

Voto definitivo: 4/5

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