mercoledì 6 marzo 2019

Kidding (Il fantastico mondo di mr. Pickles) - prima stagione (2018)

Fare il comico (o comunque l'intrattenitore) è tremendamente complicato. Non a livello intellettuale o manuale, naturalmente, ma a livello psicologico. Mettere quotidianamente da parte la tua vita personale, i tuoi problemi, le tue manie per rallegrare gli altri può diventare frustrante. Se poi questo "pubblico" è composto quasi totalmente da bambini il tutto diventa ancora più pesante: zero concessioni alla malinconia, alla nostalgia, all'introduzione di argomenti più spinosi che potrebbero destabilizzare i piccoli spettatori. E' proprio quello che accade al protagonista di Kidding (da noi sovraccaricato dal sottotitolo "Il fantastico mondo di Mr. Pickles"), serie tv interpretata da Jim Carrey. 

Ad enfatizzare ulteriormente la questione posta in precedenza mettiamoci pure che il protagonista in questione non solo è una star conosciuta in ogni angolo del globo (con tanto di pupazzetti e gadget vari a lui dedicati), quindi restare se stessi è a tratti impossibile, ma ha pure da poco perso un figlio in un incidente stradale. Non basta? Fa parte di una famiglia decisamente disfunzionale che lavora assieme a lui nello stesso show televisivo da anni (il padre supervisore, la sorella si occupa di costruire ed animare i pupazzi dello show) e che affronta la perdita e i problemi di tutti i giorni in modo totalmente diverso da lui: di petto. Si, perchè Jeff Piccirillo, a differenza degli altri, è incapace di scindere le sue due "anime", non riesce a considerare il suo come un semplice lavoro, continua a comportarsi in maniera simile in entrambe le sue vesti, è un "cartone animato vivente". Così, mentre la sua vita personale va a rotoli, lui si ostina ad accogliere tutto quello che gli capita come un dono, un'opportunità, col sorriso sulle labbra. Ti lascia la moglie? Se lei è felice ben venga. Tuo figlio si fa le canne? Sta crescendo. Il nuovo compagno della tua consorte è uno stronzo? Cerco di farmelo amico. Il punto di rottura, inevitabilmente, è dietro l'angolo. Ahivoglia ad accogliere la sfiga quotidiana col sorriso sulle labbra, prima o poi arriverà il momento di dire basta e mandare tutto a quel Paese. Ma quando arriverà questo momento?

"Trejocattolini aveva Danny: un machete, una pistola, oh mamma cosi tu mi scotenni, Trejocattolini aveva Danny: una pistola, un fucile, quando li vidi immediatamente svenni"

La serie tv gira intorno alla follia di Piccirillo a lungo, accende una piccola scintilla per poi tornare indietro, lo mette in situazioni apparentemente da "giorno di ordinaria follia" e poi si ferma un attimo prima, mescola il grottesco con il drammatico senza arrivare ad una decisione definitiva su quale anima far prevalere (un po' come il protagonista: diviso tra il suo bisogno di evolvere e di crescere e la volontà di mantenere un inutile status quo). Questo ripetere situazioni più volte con solo piccolissimi cambiamenti o svolte è un po' a ben vedere uno dei motivi per i quali non mi sono mai innamorato dello stile di Michel Gondry (una delle menti dietro il progetto): spesso sembra di essere entrati in un loop assieme ai suoi personaggi, un loop nel quale situazioni bizzarre e grottesche mascherano una ripetitività e prevedibilità che risulta a volte stucchevole. In questo caso però la durata esigua degli episodi, una storia amalgamata meglio (grazie anche all'ottima prova degli attori "non protagonisti" tra i quali spicca un bravissimo Frank Langella) e la bravura di Carrey nel districarsi tra situazioni agli antipodi, risultando sempre credibile e pimpante, rendono il prodotto meno ridondante di quanto poteva essere.

La parola d'ordine è "Zuppa di pesce alla crema o crema di zuppa alla pesce", non ricordo

Kidding è insomma una "commedia drammatica" che non dice nulla di particolarmente nuovo o appassionante ma lo fa bene, grazie ad un redivivo Carrey (mai quanto questa volta coinvolto visto che la vicenda ha contorni vagamente autobiografici) ancora una volta sugli scudi. Più Truman Show che Ace Ventura, più rifllessione che divertimento. Ci si commuove, si ride a tratti e si assiste a qualche situazione grottesca, situazioni che grazie alla bravura degli attori non appaiono fuori luogo. 
Peccato per uno sviluppo non sempre entusiasmante e che più di una volta va avanti a singhiozzo ma se cercate un prodotto ben recitato e che fa riflettere allora entrate anche voi nel Fantastico Mondo di Mr. Pickles.


PRO

- Carrey come al solito coinvolgente
- Fa riflettere
- Personaggi sfaccettati e ben caratterizzati

CONTRO

- Uno sviluppo un po' troppo "a singhiozzo"
- Una certa ripetitività di situazioni
- Forse poteva osare di più col materiale a disposizione

Voto 7,5

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