domenica 26 ottobre 2008

Juventus-Torino 1-0 (Crisi finita?)

48' Amauri
La domanda ormai è d'obbligo. Dopo gli otto giorni dati Ranieri e la risposta data in campo dalla squadra, si può dunque dire che siamo di fronte alla fine del tunnel di ottobre? Solo il tempo può dircelo. Intanto ora ci sono Bologna, Roma e Real. L'importante sarà non sentirsi sazi, tenendo conto che tutti questi infortuni hanno abbassato di molto la già poca qualità di una squadra nata male in estate.
Paganini non ripete e la marcia della Juve di quest'anno deve essere una delle sue sinfonie, visto che in 8 giornate ha segnato soltanto 7 gol (per lo 0-0 con la Samp siamo sotto la rete a partita) non riesce a farne più di uno a partita e soprattuto cala paurosamente dopo averlo fatto.
Come ormai tutti i derby della Mole, e per la situazione d'organico sopracitata, è stata una partita più muscolare che spettacolare. Amauri sempre più salvatore della patria e Ranieri sempre più emblematico nelle sostituzioni. Visto che non doveva sostituire Del Piero a Napoli, perchè non rimanere coerente al suo stile tenendolo oggi in campo con "tre metri di lingua"? E per lingua non mi riferisco a quella di Rollingstoniana memoria, che il capitano mette fuori dopo i suoi gol, ma di quella di un trentaquattrenne che gioca ogni tre giorni. E' palese ormai che l'allenatore, forse per sue paure, non crede nei giovani o non sa rischiare. Chi invece proprio non vuole uscire (dai pali) è Manninger, che ci fa penare col suo stoico io da qui non mi muovo. Meno male che alla fine è uscito da questa sua depressione effetuando quell'unica e decisiva presa in aria. Melberg ti informo ufficialmente che stasera non mi sei piaciuto, non leggi il mio blog? fai male perchè qualcuno dovrà pur dirti che quei passaggi, quei controlli, in area e in difesa ci condanneranno, come daltronte han già fatto nel recente passato.
Vincere un derby è sempre e comunque qualcosa di godurioso, anche per chi, non essendo di Torino, sente di meno l'evento. Così godiamoci questo derby ma occhio al futuro, perchè per risalire serve continuità.

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