giovedì 31 ottobre 2019

#SERIEA_1920 10> #JUVENTUSgenoa 2-1 - Siuuu Fiuuu


Avete presente Scherzi A Parte, quando proprio al culmine di tutto il "raggiro" viene svelato al malcapitato di turno? Quel sospiro di sollievo dal retrogusto incazzato che proverebbe ognuno di noi al suo posto? Ecco, è più o meno come ci siamo sentiti ieri. Subito prima di aver potuto godere per la vittoria. Un lungo sospirato ed estremo siuuu mischiato al fiuuu di allegriana memoria

Che con Sarri la difesa avrebbe ballato la samba boema lo si sapeva. Ma santoddio... quel famoso signor Ci-avevano-detto non l'avevamo preso proprio perché, nella sofferenza, quanto meno avremmo dovuto fare più gol dello scorso anno? Almeno così... ci avevano detto. Fatto sta che la Signora-due-a-uno colpisce ancora. Non bastasse l'esultanza spontanea che il calcio contemporaneo ci ha tolto, ponendo sub iudice ogni gol e posticipando il grido alla ripresa del gioco da centrocampo, pena il rischio di apparire ridicoli una volta che il VAR ci richiami alla compostezza, ultimamente per noi juventini neppure dopo che tutto è stato ufficializzato è dato il tempo di andare in cucina per aprire una birra che... taaac, ecco il pareggio.

Passati in vantaggio con Bonucci, ecco arrivare il gollonzo subito di turno. Stavolta la variante è Kouame che calciandosi il pallone sul piede sinistro spiazza Buffon. Chissà che il goffo tiro non venga infine collaudato per aggiungersi alle varie rabone o trivele. Fortunato certo, ma che arriva a causa di un grave errore di Alex Sandro in disimpegno. D'altronde se vinci (solo) 2-1 il 50% delle partite, in quelle stesse partite ci puoi trovare sia il 50% di sfortuna per i gol non fatti che il 50% della tua colpa per lo stesso motivo. Se da solo davanti al portiere non la calci in porta ma il portiere la para, non sempre (e non solo) è un miracolo di quest'ultimo. Certi gol devi metterli dentro e non fa eccezione nemmeno il man of the match Ronaldo, che in qualche occasione avrebbe potuto risolverla prima, mandando all'aria lo scherzo finale per Thiago Motta.

Unica discontinuità a tutto questo ieri solo la "nuova maglia", che in altri tempi avrebbe fatto arricciare il naso a molti tradizionalisti, come il sottoscritto, ma che oggi già ne sentono la mancanza, dato che trattasi solo di una trovata di marketing destinata a rimanere isolata e che dalla prossima dovremo tornare a quell'obbrobrio che invece pare sponsorizzata dallo Sheridan. Per il resto la Juve di sempre. Quella che produce tanto ma che concretizza poco. Quella che santifica portieri avversari e a volte anche pali di porta. Ieri persino un po' messa peggio sotto l'aspetto del gioco e del possesso. Lascia un po' troppo il pallino in mano al Genoa e poco importa che ad un certo punto ci si ritrovi in superiorità numerica. Più che a Lecce pare incapace di poter riprendere in mano la partita. Quel gol annullato a Ronaldo per fuorigioco sembra poi la pietra tombale alla serata, visto già in diretta e vissuto con la consapevolezza che sarebbe stato cancellato a dispetto di telecronista ed esultanze. Come chi scorge il prodigio di un mago e né riamane deluso prima ancora che anche tutti gli altri se ne accorgano e lo segnalino. 

Tutto sembrava portare al bis del pareggio dello scorso anno. Finché non è arrivato quel siuuu. Un rigore insperato e quanto mai ingenuo per il difensore genoano. L'urlo finale di sfogo su una serata di sofferenza.

C'è poco da fare, in questa Juve l'assenza di Pjanic e Higuain si avverte eccome. Come i due appoggi di questi compasso, l'uno a disegnare l'altro come punto di riferimento d'attacco. E pensare che c'è chi li dava per finiti entrambi, in special modo il Pipita, che per due anni non abbiamo saputo sbolognare ma che dimostra oggi di essere una pedina fondamentale per Sarri. Il suo feticcio pagano.
Per rivalutare De Ligt abbiamo dovuto ricordarci che l'alternativa potrebbe essere Rugani, e che al cambio attuale il peggior De Ligt vale comunque tre Rugani.

Nemmeno il tempo di grattarsi in testa e ritrovare le forze che Sabato c'è il derby dello spacca mole (inteso come dente). Tra noi che riusciamo a vincere al 96 su rigore e la Lazio che incontra un Toro in precampionato e con la testa alla sua annuale finale di coppa del mondo, passeggiando per 4-0, davvero non saprei chi è stato il più assistito dalla sorte. 

Questo anche per rispondere a qualche interista che pensa noi si sia sempre fortunati. Posso capire che brucia ma con un pizzico di fortuna in più avremmo addirittura fatto più gol, senza ridurci sempre alla maledizione (benedizione) del 2-1. Sempre una vittoria certo, ma comunque con la condanna della sofferenza. Proprio quello che ingiustamente spesso imputavamo ad Allegri. Con Sarri invece si cincischia troppo con la palla tra i piedi e il possesso palla resta fine a se stesso. Fa solo perdere tempo. Se l'obbiettivo principale è vincere la nuova via non può essere meno accidentata e rischiosa della vecchia. Le buche ci sono ancora e ci cadiamo spesso dentro, molto più di prima.

In fondo se scherzo dovevamo subire sarebbe stato di fatto prematuro visto che la notte per gli scherzetti è oggi. Perciò ci siamo presi il dolcetto.

Nessun commento: