mercoledì 27 novembre 2019

#UCL_1920 D5> #JUVENTUSatleticomadrid 1-0 Dybalik


Che gol ha fatto Dybala! Sembra uno di quei video di magia che guardi su TiKTok e poi rivedi in loop, con quello che sorpreso grida: ohohohohoh, spalancando gli occhi e coprendosi la bocca con le mani. Una sorta di tormentone destinato a diventare virale. Magari Rihanna, super-tifosa juventina, ieri in tribuna col fratello, ci starà già pensando. Una parabola piazzata nel sette su punizione da posizione laterale, una sorta di calcio d'angolo corto, che inchioda la Juve in testa al girone. Il coronamento di una serata magica per il gioiellino bianconero. Un colpo alla Dybalik con la machera.


E' una notte D&D (Dybala-De Ligt). L'uno in avanti a costruire, l'altro dietro a fortificare. L'uno salta l'uomo con un tunnel, dribbla, fa una veronica, stoppa al volo, nasconde la palla e delizia il pubblico. L'altro, si immola, morde, anticipa, salva, guida la difesa e... delizia il pubblico. Ad ogni loro prodezza lo Stadium si accende e gli ooooh si sprecano. E dire che fino a pochi mesi fa, l'uno doveva farsi la valigia, l'altro passava per uno venuto dall'Olanda per rubarsi lo stipendio... e che stipendio! La gioventù che avanza, che cresce e si riscatta. A cui paradossalmente non si perdona nulla o comunque sempre meno che ai veterani. Come quando l'olandese la tocca di petto in area e tutti (gli avversari) a gridare al tocco di mano, marchio che fatica a togliersi e che non vogliono togliergli, soprattutto se indossi quella maglia, Polemiche costruite ad arte come quelle che riguardano Dybala e il suo saluto a Demiral, l'amico che prima della partita gli aveva pronosticato il gol. Gesto stupido? Scherzoso? Ma comunque amplificato dal tentativo di digerire l'ennesima vittoria bianconera. 

E' lui a sacrificarsi per l'amico Cristiano, che non sia mai lo si sostituisca di nuovo e si riattacchi con la telenovela mediatica. Mai che si valuti invece l'occasione del bicchiere mezzo pieno, quello che offre a Ronaldo l'opportunità del ritorno alla forma e alla consapevolezza e che consegna a Paulo la meritata standing ovation. In questo mondo non ci si gode più nulla, neppure le vittorie. Il calcio deve restare collaterale alle chiacchiere

I due tempi della Juve sono talmente diversi che sembra che oltre ai giocatori si siano sostituiti in panchina anche due tecnici. Ad un primo tempo sarriano, fatto di scambi frenetici e possesso palla (sempre troppo fine a se stesso e poco propositivo) si alterna un secondo più difensivo, che alcuni direbbero accorto ed altri timido, nel quale rischiamo sia di raddoppiare in contropiede che subire il pareggio, che offre migliore copertura del solito. A Bernardeschi difetta la fortuna, in una delle poche cose buone e belle fatte vedere da mesi, ormai, coglie il palo. A CR7 manca il fiato, quando dopo il suo contropiede solitario dribbla l'uomo ma spara altro con la lingua di fuori. Ancora in attesa della forma a cui ci ha abituato. Alla fine della fiera si è anche rischiato di prendere il gol dell'ex, che però così come Khedira prima, che si era divorato il gol, essendo in fuorigioco non si conta. Per dirla alla maniera della Gazzetta: Morata rischia seriamente di far saltare la festa alla Juve (che in caso di pareggio per 1-1 sarebbe arrivata comunque prima) ma nell'occasione non viene tenuto in gioco.

Vittoria che ci consegna il primo posto del girone e sappiamo quanto questo alla fine conti poco o relativamente in fase di sorteggio. Ma che comunque dona la soddisfazione di battere uno come Simeone, che ancora una volta mostra tutta la sua sportività, imponendo ai suoi di non restituirci palla dopo un fallo assassino. Galateo e sportività, roba per fessi. Molto meglio mostrare il pacco al pubblico dopo un gol o approfittare di un arbitro (fin troppo) inglese per mazzolare a destra e a manca. Vero Cholo?

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