lunedì 2 dicembre 2019

#SERIEA_19_20 14> #JUVENTUSsassuolo 2-2 - Zuppe per pranzo


Ci sono pareggi che sono come sconfitte e magari sconfitte che accetti in maniera più serena di certi pareggi (se non fosse che portano zero punti) perché magari inutili o meritate. Persino amari pareggi che inghiotti quasi bene, come a Firenze, vuoi anche perché non puoi vincerle tutte. Poi magari in alcune sei stato più fortunato, in altre più sfigato, ma se pareggi una partita in casa con il Sassuolo, sciupando in attacco, facendo papere in difesa e regalando agli avversari praticamente due gol... Altro che Lecce-Juve qui è ancora peggio.


E meno male che lo chiamano Scansuolo, chissà quali salti mortali le semplici menti degli antiju han dovuto compiere per dare, darsi e darci una spiegazione a questo pareggio. Scherzi a parte c'è chi invece in questi episodi (perchè di episodi per fortuna rari si tratta) si spertica in lodi per squadre come il Sassuolo, che non fanno altro che fare il loro dovere e approfittare di una giornata favorevole senza fare nulla di eccezionale. Poiché diciamoci la verità la partita l'ha buttata via la Juve (come al solito accade in questi casi) che ha pagato anche dazio alla fortuna dopo qualche partita in cui magari lo era stata di più. Ci è capitato di vincere partite come quelle di Bergamo e pareggiare queste con Lecce e Sassuolo. Sciupando l'inverosimile sotto porta ed esaltando l'esordio di Turati con parate centrali (tranne un paio di ottimi interventi).

La metafora di questa gara sta in due episodi: mezza papera di Buffon che non trattiene e pallone che si avvia in porta. Mezza papera di Turati (l'unica per altro) e pallone che viene ripreso sulla linea dallo stesso. Quando becchi certe giornate non puoi farci nulla, tranne per il fatto che a volte la cattiva sorte sei tu a procurartela. Non serve passare sotto una scala, rompere uno specchio o farsi attraversare la strada da un gatto nero. Basta solo scendere in campo come è scesa ieri la Juve in campo 


Parliamoci chiaro ed in maniera lucida: appurato che la vittoria è l'unica cosa che conta, se poi alla fine volessimo fare la parte di quelli che "meglio-il-gioco" dovremmo lavar via presto quella vecchia puzza sotto al naso ed iniziare ad ammettere che questa nuova Juve, con l'obbiettivo di "dare spettacolo", sotto questo punto di vista non solo è buona solo a collezionare un possesso palla fine a se stesso e soffrire come lo scorso anno, anzi anche più dello scorso anno, ma ha addirittura meno punti. Alcuni potrebbero dire che si stava meglio quando si giocava peggio e alla fine, dati alla mano, non avrebbe neppure tutti i torti. Poiché l'unico modo per uscire dal fanboy club dell'uno o dell'altro allenatore e affidarsi ai dati e ai risultati.


Ammettetelo: si è sempre imputato ad Allegri più colpe di quelle che aveva, persino quando lo spogliatoio che aveva iniziato a giocargli contro offrendo il minimo sindacale. Quest'anno è finalmente (anche) colpa dei giocatori? Sarri nel suo paradosso ci dice nelle interviste che questa Juve non ha stimoli in campionato. Beme, allora che lo giochiamo a fare allora? Un alibi pericoloso per i suoi giocatori.

Che per l'ennesima volta sia chiaro NON SONO E NON MAI STATO UN FAN BOY DELL'ALLENATORE (Scritto gridando) e non ho mai tifato contro la mia squadra per sperare che lo caccino (perchè di vana speranza si tratta) nemmeno ai tempi di Del Neri o Zaccheroni vari. Ho sempre chiesto la testa di un allenatore incapace senza sperare ne gioire per una sconfitta. Ho sempre giudicato un anno dai risultati e non è questo il tempo dei bilanci, dato che siamo solo al primo dicembre. Ma un'analisi bisogna pur farla. Perciò "fanculo" Allegri e "fanculo" Sarri ma come si può non constatare il fatto che la rotta che ci doveva portare a soffrire di meno ci sta facendo patire di più? l'inversione di tendenza tecnica ad oggi ci porta più della metà delle vittorie ottenute di misura e meno punti in classifica.

Non serve il disegnino. Con Allegri ti bastava un gol perché eri sempre in difesa e bastava esser cinici (prerogativa delle grandi) per vincere le partite, ma con Sarri e la sua difesa alta, dato che prenderai più gol, ne dovrai fare di più. Ebbene stai segnando molto di meno. Stop! 
Al massimo posso dargli l'attenuante di non avere Ronaldo "a disposizione" mentre Allegri si. Anche la cattiva gestione del campione sta portando sulla cattiva strada sia lui che noi. A questo punto dovrebbe essere lo stesso Agnelli a prendere in mano questa situazione e a fargli capire che finché non ritrova la forma deve accettare il dosaggio. 

Da una parte questo, dall'altra non si può assolutamente discutere un campione come Ronaldo ne giudicare la sua stagione al primo dicembre. Proprio come non si può discutere Sarri alla stessa data ma si deve analizzare la situazione e dare un lucido punto. E poco c'entra il fatto che tutto questo ci sia costato la vetta. Un punto su o un punto sotto alla quattordicesima non significano nulla. Ci siamo rialzati da tempi peggiori, ma la lotta e la corsa bisogna farla su di noi stessi. Come quei giochi di macchine da corsa in cui lotti contro la tua ghost car, la traccia della tua migliore prestazione. Avete presente?

Perciò nei momenti delicati (attenzione non ho detto difficili) bisogna analizzare con misura ma con fermezza. Come con Buffon: ieri la sua prestazione è stata tutt'altro che ottima (ok) emblematico il fatto che al lato opposto del campo aveva di fronte uno che è nato quando lui è arrivato alla Juve (ok) che doveva ritirarsi dopo quella standing ovation che pareva la replica di quella tributata a Del Piero... ma anche in questo fermezza e giudizio dovrebbe suggerire di non dimenticare che sempre quest'anno in occasioni simili e con avversari simili al Sassuolo lo stesso quasi-quarantaduenne ci ha salvato le chiappe. E che al di là del solito romanzo calcistico trito e ritrito di portieri che si ergono a messia del futuro e poi si bruciano inesorabilmente uno dopo l'altro, il portierino ha beccato ancora una sola partita di grazia. Ne dovrà mangiare guantoni per arrivare al vecchietto e non rischiare la fine dei vari Scuffett o addirittura di Donnarumma.

Se dunque il problema sono le motivazioni allora la prossima a Roma con la Lazio potrà darci questa risposta, badate ancora non definitiva, ma ormai il tempo passa e questo sarrismo stenta a decollare.

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