sabato 28 giugno 2014

Person Of Interest - Stagione 3 [Serie TV 2014]

Dopo la fine di Lost gli attori principali cercarono una nuova strada che li riportsse agli onori della cronaca televisiva, spesso con risultati discutibili: prendiamo lo strombazzatissimo Alcatraz. Oltre ad avere tra i suoi protagonisti principali "l'ingombrante" Jorge Garcia (e un attore di razza come Sam Neill) la serie era prodotta da J.J. Abrams e parlava di un isola misteriosa nella quale accadevano cose strane.

Che bello, hurrà, il nuovo Lost! (che poi Lost lo sappiamo tutti come è finito, è vabbe, pazienza) Una serie fantastica che scriverà la storia dei serial televisivi, o almeno è quello che ci raccontava Mediaset.

In realtà Alcatraz si rivelò un non meglio identificato minestrone di idee buttate un po' a caso, scopiazzature di Lost, flashback spesso insensati e...e...niente, non mi ricordo più niente tanto mi è rimasto impesso. Un megafloppone, ovviamente chiuso con un cliffhanger che anzichè spingere a rinnovare la serie chiuse il tutto con un finale insensato.

Nello stesso periodo nasceva Person of Interest, che tra le sue fila aveva Michael Emerson (oltre al sottovalutato James Caviezel), ideato da Jonathan Nolan (ma chi è, il fratello minore di Christoper Nolan? Si, lo è).

Di cosa trattava la prima serie di questo Person of interest? Un action-poliziesco con venature fantascientifiche che implicitamente prendeva qualche spunto qua e là da Quantum Leap: in pratica il protagonista "era spinto da una forza sconosciuta a modificare in meglio gli eventi. La sua unica guida era Finch, il creatore del progetto, che gli appariva nella forma di nerd smanettone che solo lui, il cazzuto Reese poteva vedere e sentire. John Reese salta di vita in vita, aiutando coloro che si trovano nei guai...". Una cosa del genere. Ma che è? Un procedurale, quei telefilm che ogni puntata c'è una storia diversa? Che schifo, allora è un flop, lo chiudono dopo una stagione, anzi mezza stagione, altro che Alcatraz.

Lo hanno chiuso? Naturalmente no, perchè non importa tanto l'originalità o quanto fai il figo con i misteri e i flashback, l'importante è come racconti le cose, come recitano i protagonisti, l'importante è quello che hai da dire. Person Of Interest fin dalla prima stagione mostrava già di sapere il fatto suo, naturalmente col tempo ha costruito la sua trama orizzontale, ma gli episodi filler molto spesso era dei filler scritti e recitati dannatamente bene, così bene che non si sentiva minimamente il bisogno di una trama orizzontale.

La seconda stagione faceva maturare i presupposti della prima, a tratti inserendo una miriade di trame e sottotrame principali che da una parte rendevano un po' più confuso il tutto, aiutavano a mantenere sempre la tensione e a non restare mai tranquilli: "questo qui fa parte dei cattivi? Naaah, adesso gli faccio un discorsetto io e ci aiuta, quell'altro è un poliziotto integerrimo, se non lo fosse?" e così via, tra colpi di scena e trame apparentemente lasciate per strada ma sempre recuperate quando si va al dunque (capito Lost?).

La terza stagione è stata quella della svolta, tagliata quasi completamente la struttura da procedurale Nolan e soci hanno deciso di chiudere definitivamente (?) molte questioni e di abbandonare alcuni personaggi principali per inserirne altri, cercando di concentrarsi principalmente su una unica sola minaccia. Se quindi la prima parte verte principalmente sul chiudere la questione HR, con tutte le conseguenze del caso (inanellando tra l'altro una serie di puntate appassionanti e riuscitissime), la seconda si concentra sul fulcro della serie stessa, la macchina. Nel mezzo una serie di puntate filler di raccordo.

Dicevamo che, la seconda parte si concentra principalmente sulla macchina, sulle sue potenzialità, sulla sua capacità di salvare delle vite ma se la macchina fosse cattiva? Se se ce ne fosse un'altra che anziché aiutare distrugga? C'è, anzi non c'è, ma si può creare. Questa macchina si chiama KARR..ehm... Samaritan.
Tra interessanti flashback che approfondiscono la vita di Finch e ci fanno immergere nella sua natura tormentata e la promozione a personaggi principali di Root (qui in veste di aiutante della combriccola) e Shaw, la serie viaggia veloce fino alle estreme conseguenze dell'ultima puntata che ci regala anche un efficacissimo colpo di scena. Tutto cambierà o rimarrà lo stesso? I nostri cosa faranno? Samaritan quali progetti ha? lo sapremo nella prossima stagione.

Se vogliamo trovare una pecca sta nello scarso approfondimento o utilizzo di certi personaggi: per gran parte della stagione Reese non appare o appare poco e tutto il telefilm si regge sulle spalle di Shaw, che sebbene ormai di fatto è parte del team non sembra avere la profondità neccessarie per adempiere a questo compito gravoso, molto meglio invece quando interagisce con Reese regalandoci anche dei simpatici siparietti comici.
Allo stesso modo purtroppo dispiace vedere Fusco relegato quasi a ruolo di comparsa o di "risolviproblemi", quando non di pupazzetto, e invece potrebbe ancora dire qualcosa di interessante.

Più riuscita invece la caratterizzazione di Root, che nelle stagioni precedenti appariva come la classica nemesi destinata a sparire in fretta, qui invece si trasforma in una specie di braccio armato della macchina, quasi una super-eroina che è in grado di conoscere il futuro e prevedere gli eventi. Si rivelerà decisiva per le sorti dei nostri e della creazione di Finch, merito anche dell'ottima interpretazione di Amy Acker.

Una terza stagione insomma che si può definire "piena" (ne succedono di cose), divisa in 3 tronconi ben distinti, che conferma ancora una volta la bontà della creatura di Nolan, nata come quasi tappabuchi procedurale con pochissimi spunti fantascientifici per trasformarsi in una serie distopica piena di doppiogiochisti e uomini dalla dubbia morale dove l'unica ancora di salvezza è rappresentata da pochi cazzuti fuggiaschi.

PRO
- La trama orizzontale arriva ad un punto cruciale
- Eccellente conclusione delle sottotrame
- Pochi episodi filler o insufficienti

CONTRO
- Il personaggio di Fusco lasciato un po' da parte
- Reese meno coinvolto rispetto al passato.

Voto 8

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