venerdì 24 maggio 2013

FAST AND FURIOUS 6 - Justin Lin

Volevamo stupirvi con effetti speciali invece… abbiamo addirittura sovvertito le regole della fisica. Potrebbero essere queste le parole di presentazione del film, parafrasando uno slogan anni ‘80. Abbandonato definitivamente il genere strettamente Corse-Tuning, la saga diviene un action-macchina-da-soldi ben organizzato, con tanto di marketing all’americana, farcito di esposizioni d’auto nelle multisale e raduni di appassionati. Poco sembra importare dunque, se si perdono quei pochi puristi della prima ora, quelli che “non è più quello di prima!”, perché mentre loro restano a casa le masse affollano la biglietteria, manco fosse l’uscita di un film epocale manco fosse Avatar (indipendentemente dall’effettiva qualità di Avatar).

A conti fatti il cinema non può che guadagnarci, in fondo prima o poi si deve crescere e Fast And Furious in questi anni l’ha fatto, bisogna ammetterlo! Lo scapestrato Vin Diesel ha fatto carriera, come la saga. quel pischello delle corse clandestine di periferia che si giocava il libretto della macchina a suon di acrobazie e litri di NOS, è divenuto una sorta di 007 al servizio dell’FBI, a caccia di criminali internazionali, con tanto di maxi squadra al seguito in pieno stile Ocean’s 11.

Abbandonati dunque i pregiudizi da snob si può tranquillamente dire che si tratta di un gran film, chiassoso e adrenalinico tiene incollato alle poltrone dall’inizio alla fine, suscitando applausi di approvazione e gridolini di godimento neppure tanto celati, in sala. In particolare il pubblico va a nozze quando vengono messe in discussione le leggi della meccanica quantistica, che rendono i protagonisti più simili a supereroi “quasi” immortali. Memorabili in tal senso alcune scene con The Rock che cita apertamente il suo passato da Wrestler e i “tuffi di testa” del bomber Diesel. Il grande circo visivo non disdegna neppure lo sviluppo di uno straccio di trama, anche se con il ricorso a qualche piccola architettura trita e ritrita di sceneggiatura, per spiegare ad esempio il ritorno di Michelle Rodriguez nel cast, tornata dal mondo dei morti ma con la squadra sbagliata. Cosa che per i più attenti era stata già anticipata alla fine dello scorso FF (l’importanza di rimanere seduti anche sui titoli di coda), il tutto farcito con una buona dose di ironia, che non guasta mai.

Il fulcro del discorso è dunque semplicemente riassumibile in due parole, The Rock chiede aiuto a Toretto per acciuffare un malvivente che scorrazza indisturbato per mezza Europa, per convincerlo gli mostra le prove che Letty è ancora viva offrendo in cambio l’immunità pe la sua squadra. E credetemi tanto basta, perché il resto viene riempito ben bene dalla storia. Un capitolo, questo, che finisce anche per rivalutare il terzo, quello finora meno riuscito e in fondo meno amato, finora slegato ma che con gli ultimi sviluppi si interseca in modo diretto agli atri, divenendo tecnicamente un sequel.

Insomma, molta carne al fuoco anche per mettere le basi per il prossimo capitolo, con una presenza d’eccezione sottolineata da quello stupore della sala sulla fine del film.

voto 8

Nessun commento: