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venerdì 22 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 8 - Per(Messi) negati

Nell'ottava giornata si consuma la tragedia (sportiva) dell'Argentina che floppa ancora ed è ad un passo dalla clamorosa eliminazione. Nel frattempo la Francia continua con la sua lenta marcia fatta di vittorie di misura e non convincentissime ma che gli garantiscono gli ottavi. La Danimarca tiene a bada l'Australia e si prende un punto prezioso.

1) Argent(in)eria scolorita
Il pari al debutto contro l'Islanda poteva essere un incidente di percorso, la ripassata che gli infligge la Crozia invece è una prova decisiva: questa Argentina è pallida, scolorita, piena di talento ma senza idee. Ne è l'emblema il suo giocatore simbolo, s(Messi) i panni da supereroe a questi mondiali stiamo osservando un calciatore che gioca per se, arruffone e inconcludente, che ieri a tratti manco si è visto in campo. Più Ronaldo splende, più Messi ingrigisce, come una sorta di quadro di Dorian "Grey" che ingloba anche tutti i suoi compagni di squadra.

2) Partita sei già mia, chiudi il gas e vieni via

La giocata più memorabile della giornata è stata sicuramente il paperone clamoroso di Caballero, che non è Paulista (a differenza del vecchio spot di caroselliana memoria) per sfortuna degli argentini, ma è un calciatore dell'albiceleste che non è forte, non è bruno (è anzi calvo) e non ha manco il baffo che conquista. Fino al suo errore clamoroso c'era stato tutto sommato un sostanziale equilibrio, ma dopo la sua svirgolata che ha portato in vantaggio i croati la partita è stata una mattanza. Diciamo che tra Karius, De Gea ecc. Wilfredo (si, si chiama proprio così) è in buona compagnia, ma ha poco da consolarsi: il pur non fenomenale Romero era tutt'altra cosa


3) sempre più CR(oazia)
Finora oltre ad essere il mondiale di Ronaldo si può dire che è anche il mondiale della Croazia: due vittorie belle e convincenti, larghe e meritate, condite da ottime giocate individuali e un bel gico di squadra. Sarà la volta buona? Difficile a dirsi: sono una squadra che di solito parte bene e poi Kalinic col tempo, ma l'attaccante del milan lo hanno cacciato quindi hanno buone possibilità stavolta. Le indidualità ce le hanno e si è visto ieri: "il Modric non si è fermato mai un momento", Mangio Kitsch è il solito guerriero, finchè c'è Vida c'è speranza, Rakitikic è secco e sgusciante, "Periscic" (un omaggio a Cerqueti in questi mondiali orfani della Rai) sembra più continuo di quello visto nell'inter...


4) Pareggio senza (Danni)marca
I danesi partono bene e vanno in vantaggio contro in canguri ma poi si appiattiscono, speculano ed offrono il fianco agli avversari che pareggiano ma non vanno oltre. Un pari che va comunque bene a Eriksen e soci, puniti ancora una volta da un rigore (stavolta trasformato) causato da Poulsen. I cangurotti non faranno salti di gioia ma non sono ancora usciti fuori dal mondiale, e diciamo che un punto ciascuno non ha fatto male a nessuno.


5) O te tu batti il Perù, o te tu sposti la chiesa o vinci al totocalcio
Non basta affidarsi a Santamaria, il Perù è fuori dai mondiali. I sudamericani hanno mostrato buoni fraseggi, con giocatori bravi (Advincula)rsi ma non a tirare in porta (grida vendetta la caterva di occasioni sprecate all'esordio). E così ancora una volta i formaggini di Deschamps portano a casa i 3 punti pur senza entusiasmare (soprattutto nel secondo tempo), grazie ad una retè di Frappè. Sono già agli ottavi ma serve altro per poter ambire alla vittoria finale, tipo un'eplosione definitiva di Dembelè, non un granchè. 


lunedì 18 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 4 - Incartati

Continuano le delusioni delle big ai mondiali, nessuna sembra voler dimostrare di essere davvero una corazzata da sicura finale, così dopo Francia, Argentina e Spagna chiudono il cerchio le due favoritissime: Brasile e Germania, fermate da due arcigne ma non più che discrete nazionali (Messico e Svizzera). Nel frattempo una serbia "italiana" batteva con qualche fatica il Costa Rica...no, scusate LA Costa Rica.


1) Roma-Lazio 1-0
No, non mi sto sbagliando, è che sinceramente di Serbia-Costa Rica non è che possa fregare più di tanto, così, facendo di necessità virtù, si trovano nuovi spunti di interesse. I due principali punti fermi della nazionale serba sono sicuramente Kolarov (Roma) e Milinkovic Savic (Lazio). Tra i due la spunta ancora una volta la sponda giallorossa (il laziale però non demerita) con una punizione delle sue. Un derby "interno" che per una volta non crea tensioni e malumori.


2) Fenomeni parastatali
Mentre i due "romani-serbi" giganteggiano, qualcuno si chiede perchè non giochi un altro fenomeno che nell'ultimo anno ha fatto faville in Italia, uno di quelli che da soli spaccano le partite, un calciatore talmente forte da essere ambito dalle più grandi squadre del calcio europeo. E' infatti appena approdato allo Spartak Mosca...si, in pratica se lo sono "portati" in Russia solo perchè tanto già la stava


3) Bandiere indigeste
Lo sappiamo, i campioni del mondo in carica della Germania sono allergici al tricolore verde-bianco-rosso (tanto che pure nell'ultima sfida contro un Italia tra le più scarse di sempre hanno vinto solo grazie ai rigori e alla "pollaggine" di Pellè), ma stavolta il tricolore era quello dl Messico. Non è che ora mi cominciate a perdere pure contro quelle con colori affini, tipo la prima Ungheria che passa?


4) Pardo per la tangente
Così come la Germania (pur volenterosa) sembrava non capirci nulla e annaspava, un sempre più gigionesco Pierluigi Pardo sfarfallando ci decantava le gesta dei campionissimi tedeschi, talmente forti che sembravano essere più di 11: addirittura due portieri, uno dei quali era un certo Noia affiancato al solito Neuer, i due "gemelli" Wurner e Werner...Deluso dalla prestazione dei teutonici anche il buon Pierluigi alla fine cederà e non cambiera più versione per fortuna.


5) Gli svizzeri incartano il Brasile
Un Brasile sbruffone e fin troppo spavaldo si approccia ai mondiali con la classica modestia di che crede di aver vinto già tutto prima di cominciare. E così gli onesti svizzeri, grazie ad un goal di Zuber (dal nome pare uscito da uno di quei vecchi sketch di Aldo Giovanni e Giacomo sugli svizzeri) gliela incartano...la partita non la cioccolata. E dire che dopo il goal di Cotechinho sembrava tutto facile.