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domenica 15 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Finali #BEL v #ING #FRA v #CRO - Il cielo è bleu sopra il Cremlino

Belgio-Inghilterra 2-0
E' mai fregato qualcosa a qualcuno della finale per il terzo e quarto posto? Poteva essere qualcosa di diverso stavolta? Ovviamente no, di Belgio-Inghilterra ce ne fregava quanto poteva fregarcene di scoprire quanti capelli hanno in testa precisamente Witsel e Fellaini. Zero...o meglio tantissimi, è di saperlo che ci fregava zero. Comunque partita senza storia, stradominata dai belgi, che gli inglesi nel frattempo stavano già "going home" e li hanno dovuti richiamare in fretta e furia prima che prendessero l'aereo. Gli Albionici già nel girone si fecero battere (ancora tu, ma non dovevamo rivederci più?) dai cavoletti e lo rifanno, lì gli interessava perdere per finire nella parte più "facile" del tabellone (geniacci), qua perchè sostanzialmente si trattava di una specie di amichevole. Si sa, agli inglesi le partite inutili non piacciono (vedi Italia 90'), preferiscono concentrarsi sulle partite importanti...e perdere pure quelle. Belgi invece vincenti e a(bronz)atissimi, sono già pronti per le vacanze.

Francia-Croazia 4-2
Alla fine era abbastanza prevedibile: il cielo è bleu sopra il Cremlino. Mancavano solo loro, sono arrivati: Italia, Spagna, Germania e ora Francia. La squadra DI Didì Diventa campione del mondo per la seconda volta, a distanza di 20 anni,. Troppo stanca e masochista la Croazia: Perisic e Mandzukic fanno e disfano, disfano e fanno mente la Francia bada a giocare e a segnare. C'è spazio un po' per tutte le stelle: Grizmann, Pogba, Mbappè...si divertono i formaggesi. Neppure una papera clamorosa del capitano Lloris riesce a rovinare la festa (bagnata) finale. Macron abbraccia tutti, Didier rincuora tuttti, Pogba irride tutti, i formaggi multietnici, multirazziali e multistrato un po' odiati da tutti alla vigilia (un po' a torto) si sono dimostrati i più forti di tutti, al di là dei soliti discorsi sulle gatte di Deschamps (si dice che abbia sedere ma, a parte un biscottino, le sue partite le ha vinte tutte e nei '90 minuti a differenza di altri). Due anni fa furono polli più che galli, stavolta si prendono una grossa rivincita dimostrandosi la più solida tra le big degli ultimi anni. Finiscono così questi mondiali russi, per certi versi sorprendenti, per altri scontati (tra le tante outsider trionfa invece una delle favorite), domani è un altro giorno, si tornerà a parlare di un calcio più consono a noi, fatto di polemiche, illazioni, frecciate, voli pindarici. Nel frattempo proprio mentre la Francia vinceva il mondiale un volo atterrava a Torino consegnandoci, chi lo sa, una rinascita del calcio italiano.

giovedì 12 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Semifinale #ING v #CRO - England is going home

Croazia-Inghilterra 2-1 (dts)
Non è il football a tornare a casa ma l'Inghilterra. Sembrava tutto apparecchiato per la bella favola di albione: la tavola imbandita e preparata con cura con cibi belli pesanti (si consumava un po' di Tripp(ier) fin dai primi minuti) ma alla fine il tutto finiva per restargli sullo stomaco, troppi goal mangiati. Gli altri invece digerivano alla grande e arrivati alla frutta avevano ancora fame, dopo Peri(sic) non sazi rispondevano "ancora ancora, tanto io Mangio Kitsch". 
Interista e juventino, per una volta amici sul campo, si mangiavano in un boccone i 3 leoni mentre loro erano ancora intenti a scacciare le formiche che gli avevano rovinato il picnic (per la Croazia è la prima storica finale della sua, breve, storia). 
52 anni di attesa e continueranno ad aumentare: forse alla fine la giovane età e l'inesperienza di molti ha pesato, laddove i croati avevano tra le loro fila parecchi giocatori navigati ed esperti.

Il difetto principale delle squadre inglesi (e di conseguenza della loro nazionale) è quello di avere  sempre poca benzina nel serbatoio e partire a 1000: dopo i primi minuti hai l'impressione che dilagheranno senza tanti problemi e poi invece sul più bello sbandano, cominciano a camminare in campo ("You'll never walk alone", non camminerai mai da solo, ma comunque da solo o accompagnato finirai per camminare piuttosto che correre) e si fermano. Stavolta proprio quando sembrano ricominciare a riacquistare qualche energia vanno sotto, ai supplementari. La Croazia invece acquista il morbo del Portogallo e va in finale senza vincere nemmeno una partita nei 90 minuti tra ottavi di finale, quarti e semifinale. Un bel bottino. In finale se la vedranno con i formaggesi che quando partono favoriti di solito steccano. Vedremo se, dopo gli europei di 2 anni fa, riusciranno a suicidarsi contro una outsider o se trionferanno come nel 1998, quando eliminarono proprio i croati in semifinale (loro miglior risultato fin a ieri).

mercoledì 11 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Semifinale #FRA v #BEL - Niente da dichiarare

Francia-Belgio 1-0
Mentre il resto del mondo era intento a parlare del colpo del secolo, il vero evento della serata di ieri che ha oscurato tutto e tutti (la presentazione di Asamoah all'inter?), in Russia si sfidavano a singolar tenzone (per una partitina da poco, una semifinale mondiale) i cuginetti belgi e franzosi. Ci si aspettava un match più scoppiettante e combattuto, anche a livello nervoso, e invece si è rivelata una partita banale con la Francia alla quale il Belgio lascia Umtiti(no) e loro si prendono tutta la mano. Fellaini torna quello che ben conosciamo e infatti è proprio lui a perdersi il calciatore francocamerunense nell'occasione del goal. Da quel momento i formaggi difendono il confine badando a non prenderle (e a perdere tempo con qualche classica sceneggiata di Mbappè, Neymar rassegnati) e i Belgi nonostante qualche Hazard di più rispetto a prima non sfondano mai. Ci si aspettava insomma una scoppiettante commedia degli equivoci e invece abbiamo avuto un film classico e anche leggermente noioso.

La Francia così si candida a seria pretendente al titolo di campione del mondo (dopo Italia, Spagna e Germania mancano solo loro all'appello). La prima (e unica) volta in cui riuscì a salire sul tetto del mondo fu nel 1998. Giusto 20 anni fa. Il pallone d'oro in carica, un certo Ronaldo, giocava in Italia ma fallì l'appuntamento più importante in maniera clamorosa e fragorosa in finale. Gli successe un certo Zinedine Zidane (anche lui giocava in Italia) che di lì a poco approderà al Real. Proprio quel tale in estate ha abbandonato il Real (ma da allenatore) ed un altro Ronaldo, anche lui pallone d'oro in carica, è approdato in Italia. Corsi e ricorsi storici che fanno uscire di testa. Ah, il capitano di quella Francia campione del mondo si chiamava Didier Deschamps. 
Però ci hanno raccontato che quest'anno "football is coming home"  e quindi alziamo le mani e aspettiamo anche di fronte alla kabala, mai dire mai, nell'anno della Brexit forse gli inglesi smetteranno di essere europei per diventare cittadini del mondo.

domenica 8 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Quarti di finale ( #SVE v #ING #RUS v #CRO) - God save the teen

Svezia-Inghilterra 0-2
E alla fine anche loro ci salutano, i simpaticissimi svedesi che tanto ci hanno dato in questi mesi e che hanno regalato a Ventura e company un sogno in questi mondiali sono andati a casa. Li ha traditi la testa: oltre a non essere scesi in campo a livello psicologico perdono proprio grazie a due incornate inglesi, quasi paradossale. Finora la loro tattica era stata: andare in vantaggio e difendere catenacciando, svanita quella possibilità non hanno avuto più scampo.
I Leoni stavolta hanno fatto a meno del Kane e hanno colpito con l'insospettabile J(Harry) Maguire e Delle Alpi. L'Inghilterra torna in semifinale dopo ben 28 anni anche grazie alle parate di tal Pick Ford (non sappiamo se "raccoglie" le Ford ma di sicuro di palloni ne prende tanti), laddove in passato erano stati proprio gli eroi tra i pali a tradire i britannici. Una nazionale che stupisce sempre di più: una volta che non si parla di loro come favoriti (partiti col ruolo di outsider perchè troppo Young) vuoi vedere che centrano l'impresa? Per favore però, basta con questa storia del "football is coming home", perchè "home is where the heart is".

Russia-Croazia  2-2 (3-4)
E torna a casa anche la Russia. Anzi no, a casa ci sono già, restano e guardano gli altri giocarsi i mondiali. Ma hanno fatto già quasi un'impresa, sfiorare le semifinali non è stata cosa da poco. Stavolta nulla hanno potuto le parate di A Chi Nfeiev? contro una Croazia spietata dal dischetto (ottavi e quarti vinti alla "lotteria"). Non hanno mollato per 120 minuti e hanno ripreso i croati proprio sul gong grazie a Mario Fernandes (classico cognome russo) ma proprio lui dagli 11 metri ha fallito uno dei rigori decisivi (l'altro è stato sMOLLOv). 
Livin' la VIDA loca. Ora però i croati avranno di fronte l'Inghilterra, vedremo di che pasta sono fatti, inglesi che proprio a questi mondiali hanno sfatato dopo millenni il tabù rigori.


sabato 7 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Quarti di finale ( #URU v #FRA #BRA v #BEL) - Un Euromondiale

Uruguay-Francia 0-2
Allez allez le bleus. E' dall'inizio di questo mondiale che i galletti sembra vincano le partite quasi senza sforzarsi, per inerzia, magari con aiuti degli avversari o con qualche aiuto della fortuna. Come se avversari e fato volessero risarcirli degli europei persi in casa 2 anni prima, mettiamoci pure che tutte le big hanno deciso di sucidarsi... L'Uruguay big non lo è mai stata e lo dimostra il fatto che probabilmente produca più della Francia come occasioni ma concretizzi pochissimo. No calci da fermo no party. E allora pure senza giocate clamorose alla Francia bastano "quei due (goal) sopra il Varane",  con la seconda rete gentilisimo omaggio di Galbusera (le sue mani sul tiro di Grizzlyman si piegano come un grissino, come nemmeno un Karius in serata di grazia). L'Uruguay invece senza Cavani non vede la porta, con Suarez che pare più intento ad adocchiare qualcosa da azzannare che a giocare e i suoi compagni che in fondo sembrano non crederci mai. Si, ad un certo punto ci regalano la classica rissa al settantesimo come è loro consuetudine, ma si vede che pure quella è fatta con poca convinzione (Mbappè lascia il campo immacolato). In altri tempi si sarebbero visti morsi e gomitate ma non stavolta, Urubye.


Brasile-Belgio 1-2
"Can you hear the drums Fernandinho/I remember long ago another starry night like this/In the firelight Fernandinho..."  
In quelli che sono i mondiali delle delusioni (tra le big) non poteva mancare all'appello il Brasile. Sembrava una pura formalità battere un Belgio che in fondo aveva eliminato il Giappone più per caso che altro, con una difesa indecente. Ci voleva un miracolo o un qualcosa di irreale e magico perchè accadesse qualcosa di diverso. E invece "Ala(Kazan)": saremo costretti a vedere Neymar simulare solo in qualche video fatto sulle spiagge brasiliane durante le vacanze. Che tristezza. Anche lui a casa come Messi, come Ronaldo, di questo suo mondiale ci resteranno soltanto le proteste ed i tuffi (ora potrà allenarsi quanto vuole). Il fenomeno ieri sera l'ha fatto De Bruyne, in un Belgio Bello nel primo tempo e roccioso nella ripresa, quando nel finale si è difeso come poteva riuscendo a difendersi dalla rimonta (alla fine solo parziale  ) dei verdeoro. Nemmeno l'ingresso di Costa (apparso comunque in ottima forma) è servito a nulla. Mondiale sempre più europeo e ormai siamo alla quarta edizione consecutiva nella quale le sudamericane devono guardare il vecchio continente sul tetto del mondo. Il Belgio sfiderà in semifinale i cugini/nemici francesi in un match che si preannuncia come un revival del film "Niente da dichiarare?"

mercoledì 4 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Ottavi di finale ( #SVE v #SVI #COL v #ING) - Break the curse

Svezia-Svizzera 1-0
Continua la marcia dei lungagnoni svedesi, un cammino incredibile e insperato fino a qualche mese fa e nel frattempo (S)Ventura gongola probabilmente credendo di aver ceduto il passo ad una specie di Brasile europeo (la maglia gli somiglia no?). Solo che questi gialli qua di tecnica ne hanno pochissima e di tattica sanno solo i fondamentali (lanci lunghi, spizzate, ponti...). Vincono insomma con la classica partita alla svedese: 1-0 e poi difesa del risultato ad oltranza. pure la Svizzera deve inchinarsi, non certo uno squadrone ma molto più tenica degli scandinavi (possesso palla schiacciante). La Svizzera le prova tutte, ma quando parte l'Embolo c'è sempre uno svedese che risana la situazione. La rete di 4Sberg viene difesa con le unghie e con i denti fino a quando addirittura nel finale ci scappa un rigore che però viene Skominato dal Var (il tocco minimo del giocatore svizzero era fuori area). Vedremo quando e se finirà l'epopea di questa strana squadra in giallo, è finito invece il mondiale degli elvetici che come al solito si confermano nazionale media per eccellenza: poche brutte figure, pochi acuti.

Colombia-Inghilterra 1-1 (4-5 dcr)
Da non crederci, dopo 28 anni, da quei rigori stregati di Italia '90 gli albionici sfatano la maledizione dal dischetto. 1990, 1996 (europei giocati in casa), 1998, 2006, rigori sempre fatali, pure il loro attuale allenatore ci cascò e invece...Mondiali che si confermano sempre più pazzi: pure stavolta gli "inventori del calcio" stavano per rimediare l'ennesima figuraccia mondiale. Al solito Harry Kane aveva infatti risposto in pieno recupero il solito Mina, "ancora ancora ancora" a segno. Dagli 11 metri però si conferma la classica legge che vede trionfare chi sbaglia per primo (Henderson). Il Bacca(no) della Colombia è fatale, gli inglesi sono ancora tra noi, Living and Dier. Ancora non è passata la paura che già si affrettano a rispolverare il classico "football is coming home". Attenti che con questo atteggiamento gli unici ad andare a casa siete stati sempre voi. Ai quarti c'è la Svezia, che di scherzetti ne ha fatti più di uno ultimamente.

martedì 3 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Ottavi di finale ( #BRA v #MES #BEL v #GIA) - Harakiri

Brasile-Messico 2-0
I verdeoro finora si erano dimostrati l'unica big che (a parte un piccolo incidente di percorso) non aveva deluso e si sono confermati tali anche in questi ottavi. In un mondiale nel quale altre nazionali regalano difese ballerine e tiki taka senza costrutto i brasiliani sembrano invece (in barba al loro passato) poco in vena di calcio champagne e più concreti. Il Messico va al massimo e a gonfie vele per 20 minuti, poi comincia a catenacciare e il Brasile prende campo impensierendo sempre di più il portiere centroamericano. Un salvataggio di qua uno di là, Ocio sono minuti preziosi e infatti su un tiro-cross spunta Neymar giusto sulla linea di porta e porta in vantaggio i brasiliani. "Proprio lui, cezzionale" continua a risultare decisivo, sia con le solite sceneggiate da telenovelas brasiliane, sia con le solite giocate di classe: grazie ad una di queste arriva il goal del k.o. Firmato Firmino. A questo punto temiamo davvero che tra i due litiganti (Ronaldo e Messi) il terzo goda e chissà potrebbe arrivare in quel caso pure il pallone d'oro a consacrarne definitivamente lo sbruffonissimo talento.

Belgio-Giappone 3-2
Finalmente è arrivata, la partita che tutti stavamo aspettando, l'atteso match che vedeva sfidarsi Lukaku e Kagawa e puntualmente entrambi hanno tenuto fede al loro nome con le loro prestazioni, lasciando il palcoscenico ad altri.
Non pareva vero ai samurai, a 20 dalla fine erano in vantaggio 2-0 contro un Belgio come al solito vanitoso e raccapricciante dietro, poi nei minuti finali il seppuku. Tutto arriva quasi per caso più che per reale convinzione: all'improvviso Vetonghen colpisce di testa dalla fascia, non ci capisce cosa volesse fare ma la palla decide incredibilmente di prendere un effetto "a pallonetto" e finire in rete. il portiere giapponese si impaurisce, va in bambola, su ogni cross sembra andare a farfalle. Ed è proprio un altro cross a beffare i giapponesi, stavolta su azione da manuale segna Fellaini di parrucca, si esatto, proprio Fellaini e se ti fai segnare pure da lui vuol dire che non sei in serata. Ma tutto sommato i giapponesi sembrano riuscire a tenere almeno il pari per i supplementari, così sembrerebbe, battono pure un corner in pieno recupero. Proprio da quel corner gestito malissimo nasce però il contropiede che regala goal e qualificazione ai belgesi...belgiani...belgi. Il marcatore Chad Li, che scritto staccato pare quasi cinese. Belgio ai quarti contro il Brasile.
I Giapponesi invece finiscono di festeggiare, puliscono tutto e vanno a dormire.

lunedì 2 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Ottavi di finale ( #SPA v #RUS #CRO v #DAN) - Zufolando Il circuito x di rigore

Spagna-Russia 1-1 (3-4 dcr)
Le big in questo strano mondiale continuano a cadere come mosche: ecco quindi che, dopo l'Italia e l'Olanda manco presenti, dopo la Germania, il Portogallo e l'Argentina ci salutano pure i paella boys che cadono a Mosca contro i padroni di casa russi. Hanno giocato come sanno, con il solito possesso palla sterile che ormai non attecchisce più, come un toro che continua a girare in tondo cercando di infilzare il drappo rossso (e qui visto che si parla di sovietici il rosso ci sta) ma che di fatto non arriva mai al dunque. La corazzata Spagna è ormai storia di Hierro: dopo il mondiale vinto nel 2010 hanno collezionato solo magre figure (eliminati nei gironi ai mondiali successivi, fuori contro l'Italia agli ultimi europei, il che è tutto dire, fuori agli ottavi ora...) e di questo passo torneranno ai vecchi fasti di eterna bella incompiuta. La Russia manco si deve sforzare più di tanto, si limita a imitare la Corea che li eliminò nel 2002: catenaccione in attesa di un episodio arbitrale "casalingo" e così è stato (anche se il rigore per i russi ci poteva stare) fino ai rigori fatali agli spagnoli. Per la prima volta nei supplementari ha debuttato il quarto cambio ma alle furie rosse probabilmente non ne sarebbero bastati altri 5.

Croazia-Danimarca 1-1 (3-2 dcr) 
Il "circuito di rigore" continua anche nell'altro match di giornata. La Croazia ce la mette tutta per fare anche lei la fine della altre big, ma non ci riesce, forse perchè ancora big non lo è. Prima si suicida nei minuti iniziali ma rimedia quasi subito, poi si impantana contro una Danimarca inguardabile ma arcigna che riesce a stringere i denti e a mantenere il pari (che qui però non ha il sapore del biscotto ovviamente). Infine pensa bene pure di sbagliare un rigore proprio allo scadere dei due minuti supplementari. Proprio ai rigori però risorge, più per caso che per altro (entrambi bravi i portieri), con rigori battuti malissimo ma che si infilano lo stesso (Modric avrà sudato sicuramente freddo). Dopo aver dominato il girone i croati si sono quasi fermati al primo (piccolo) ostacolo, in teoria avrebbero una corsia preferenziale per la finale ma vedendo l'andamento di questi mondiali non ci stupiremmo se i padroni di casa gli facessero uno scherzetto ai quarti. Smeichelino invece non riesce a dare una soddisfazione a suo padre (ma la prestazione resta ottima), i danesi tutto sommato comunque sono usciti "a testa alta" (frase che piace molto a chi tiene per le squadre che perdono) anche perchè sono tutti alti 7 metri e trentatrè

domenica 1 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Ottavi di finale ( #FRA v #ARG #URU v #POR ) - La caduta degli Dei

Francia-Argentina 4-3
Il risultato potrebbe fare pensare ad una specie di partita epica piena di ribaltoni e di incertezza (tipo la mitologica Italia-Germania del 1970), in realtà il copione della gara è stato "Francia che attacca, Argentina che si difende e non si sa come segna". Già dopo i primi minuti sembra che i formaggini possano dilagare: traversa di Grizzlyman, goal sempre suo su rigore (sgroppatona di Frappè) e occasionissima per Frappè. Sei lì lì per cambiare canale perchè pregusti una partita senza storia quando a qualche minuto dalla fine Di Maria si inventa il tiro della domenica...del sabato. Addirittura appena il secondo tempo comincia gli argentini passano in vantaggio: tiro di Messi velleitario che passa per il Mercado (non si capisce quanto la sua deviazione sia volontaria) e finisce nel sacco. Guardi l'esultanza sguaiata di Sa(n)Paoli e, come folgorato sulla via di Kazan, immagini una cavalcata epocale fatta di culaggine e congiunture astrali stile Portogallo agli ultimi europei. Ma è solo un attimo: la Francia non si scompone e pareggia quasi subito (gran goal di Pavard) prendendo poi il largo ancora con Mbappè. Inutile il goal di Aguero nel finale. Mentre tutti sono intenti a trovare il classico salvatore della patria mancato (l'Argentina è scarsa perchè non ha convocato Icardi così come nel 2010 un Italia tra le più scarse della storia avrebbe vinto se avesse convocato Cassano) l'unico che non si trova più è Maradona: inquadrato fino al 2-1 dell'Argentina è poi sparito dai radar. Messi nei radar in questo mondiale invece non c'è mai stato.

Uruguay-Portogallo 2-1
Invece di essere rinfrancato dalla pessima figura del rivale, Ronaldo e la sua nazionale lo imitano. Stavolta sono gli europei a soccombere ai sudamericani, con un Cavani che si prende la scena e Cristiano e company che non CAVAN(o) un ragno dal buco. Per l'occasione l'Uruguay sfoggia addirittura giocate che non prevedono calci piazzati  e anzi sono pure belle a vedersi, basti guardare il primo goal, c'è tutto: cambi di campo, sgroppate, cross, incornata di testa da gran attaccante. Il Portogallo si squote e dopo aver messo alle strette gli uruguaiani riesce a pareggiare dando un po' di Pepe alla partita. Ma Cavani è in serata di grazia e si inventa un goal da cineteca prima di uscire infortunato (saranno uru(guay) senza di lui ai quarti). Ti aspetti la reazione di Ronaldo ma l'unica reazione è quella che gli porta il cartellino giallo. 10 palloni d'oro guarderanno gli ottavi da spettatori e le sorprese non sono finite.

venerdì 29 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 15 - Paradossi gialli

Ultima giornata dei gironi e clamorosa qualificazione dei giapponesi grazie al fair play. La Colombia batte ed elimina il Senegal mentre Belgio-Inghilterra che si preannunciava spettacolare ha regalato solo sbadigli. Panama-Tunisia...boh.

1) Il giallo dei gialli
Si può dire che era destino: non era mai successo che una squadra passasse il girone a scapito di un'altra solo grazie al fair play e beh, quale squadra migliore di loro poteva inaugurare questa prima volta? In pratica i gialli del Giappone passano il turno grazie al minor numero di gialli rispetto al Senegal, un piccolo paradosso. Altro piccolo paradosso è il fatto che nel finale i giapponesi perdessero tempo e giocassero a 2 all'ora cercando di conservare la preziosa "sconfitta": un fallo di troppo o un goal subito di troppo potevano essere fatali infatti. Ecco quindi che la squadra che passa grazie al fair play finisce fischiata per mancanza di fair play. 

2) La Colombia della pace
Pure loro sono gialli, anche se solo di maglia, però riescono a passare lo stesso. I colombiani (che speriamo non festeggino con la consueta dose di morti assurde dopo ogni vittoria) hanno la meglio su un Senegal volenteroso ma poco concreto grazie a una Mina a 15 minuti dalla fine. Cuadrado è apparso appannato e James si è infortunato ma per il momento il passaggio è arrivato. Poi si vedrà, James n'coppa James Ja', funiculì funiculà.

3) Una vittoria di Pirla
Si confermano Pollonia: arrivati a questi mondiali con qualche ambizione riescono invece a vincere l'unica partita inutile. Davvero paradossale vedere gli avversari che stanno perdendo contro di loro fare melina. Evitano lo zero nella casella dei punti ma c'è poco da festeggiare: Lewa saluta la competizione con 0 goal fatti e in generale i polacchi sono parsi davvero poca cosa. Chissà forse la colpa è del fatto di aver schierato troppi "italiani", della mancanza di amalgama, o semplicemente del fatto che erano più scarsi di quanto si pensava.

4) Vincere o non vincere? Questo è il problema
La lotta per il primato del girone era influenzata da due fattori: il primo il fair play (con un pari probabilmente sarebbe andata a finire come nel pomeriggio per decidere chi passava come prima), il secondo un primato che avrebbe consegnato però la parte più dura del girone. Due fattori che ci hanno regalato un primo tempo squallido e noioso, con due squadre che pensavano ad altro. Nella ripresa qualche bagliore, soprattutto grazie al gran goal di "Jonunzaj" (lo so invece chi è), ma in generale c'era grossa aria di scansamento da parte di entrambe le formazioni. 

5) Chi ha giocato?
Partita che probabilmente tutti avranno dimenticato dopo 2 secondi dal fischio finale. In contemporanea davano Inghilterra-Belgio, ci chiediamo chi siano quegli stoici che invece in barba a tutte le convenzioni hanno deciso di farsi del male (Inghilterra-Belgio però non è che sia stata tutto sto granchè) guardando questa partita. Che dire? Nulla, non l'abbiamo vista, sappiamo che Panama ha chiuso come previsto a 0 punti, tant'è

giovedì 28 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 14 - Tenimmoce accusì: anema e Core(a)

La quattordicesima giornata regala sorprese inimmaginabili. Non solo il Messico cede di schianto alla Svezia cercando di suicidarsi proprio nel match finale del girone, la Germania salva i sudamericani capitombolando incredibilmente contro una Corea già eliminata e dice addio ai mondiali per la prima volta ai gironi, da campione del mondo in carica. Il Brasile in serata fa il suo battendo con una partita non eccezionale ma efficace la Serbia, la Svizzera si accoda con un pari "tranquillo" contro la Costa Rica che garantisce gli ottavi.

1)  La maledizione del trofeo d'ottone
2006 l'italia vince i mondiali/2010 l'Italia va fuori ai gironi. 
2010 la Spagna vince i mondiali/2014 la Spagna va fuori ai gironi. 
2014 la Germania vince i mondiali/2018 la Germania va fuori ai gironi. 
E' ormai praticamente diventata una vera maledizione del vincitore (pensiamo pure al fatto che, salvo il 2006, era già successo pure alla Francia tra 1998 e 2002: sono quindi 4 volte su 5), fossimo nei prossimi campioni del mondo non ci presenteremmo nemmeno all'edizione successiva, la figuraccia è praticamente certa.



2) Una Corea è per tutti
Arrivati a questi mondiali con la nomea di "squadra da battere" e la classica sbruffonaggine crucca, sono stati senza dubbio quella tra le big che ha fatto maggiormente pena in questi mondiali (L'Argentina mezza partita decente gliela attribuiamo): prima sconfitti dal Messico, poi vittoria di misura al 95' contro la Svezia, infine scempio totale contro la Corea già eliminata (ma in fondo Son felici: chiudono terzi davanti ai tedeschi nel girone). Una Germania senza gambe e testa (il finale con Neuer che gioca da attaccante per 6 minuti e subisce puntualmente goal è pura follia) che saluta per la prima volta i mondiali ai gironi. Khedir(e), prima o poi doveva accadere pure a voi cari crucchesi, sono gli High & Loew della vita, c'è una Corea per tutti.


3) Messico è tra le nuvole
Due partite perfette per i centroamericani, poi all'improvviso il crollo, contro una Svezia che (non ci avremmo scommesso 1 euro) si prende il primato del girone con un roboante 3-0. Blackout totale per i "Rosolio" boys che lasciano campo fin dai primi minuti ai lungagnoni in giallo. Verrebbe da pensare che in fondo forse questi qui non erano i pipponi che credevamo fino a qualche mese fa ma sarebbe un assist a personaggi come Sventura e Stravecchio e la loro scellerata gestione. Il Messico comunque si "salva" grazie al disastro tedesco e tutto sommato va agli ottavi con merito anche se l'unico evento Gallardo e da ricordare della loro partita è stato il giallo record dopo soli 12 secondi rimediato dal calciatore della tricolor.


4) Bra(vi)sile senza (ri)Serbo.
Due clamorose eliminazioni in un giorno sarebbero state troppa grazia. Un Brasile poco spettacolare vince contro un'arcigna Serbia grazie a "vai vai Paulinho" e Thiago Silvan. La difesa scricchiola, il gioco latita ma le accelleazioni e i contropiede risolvono la pratica. La Serbia si conferma più fumo che arrosto: Milinkowc, Milenkowc, Milleproblemiatavici non girano. Agli ottavi sarà Brasile-Messico, un duello all'americana 


5) Viva la Var
Ormai si è capito, questo è il mondiale degli autogoal, dei goal arrivati nel recupero e, soprattutto, del var. Non c'è partita che a livello arbitrale non regali momenti di discussione. Perfino in una partita tranquilla come Svizzera-Costa Rica si deve ricorrere al supporto tecnologico e addirittura facciamo l'en plain: autogoal del portiere nel recupero grazie al var, che solo 60 secondi prima aveva sconfessato "Tapin" su un rigore assegnato tropopo frettolosamente (fuorigioco nettissimo). Pure ai mondiali insomma questo "rodaggio" crea più di qualche grattacapo, grattacapo che pure la Svizzera avrà agli ottavi dovendo fare a meno della difesa titolare.


mercoledì 27 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 13 - Non facciamoci del male

Altra giornata e altre sentenze: l'Argentina riesce in qualche modo a qualificarsi a spese della Nigeria, l'Islanda battuta dalla Croazia saluta la competizione mentre Francia e Danimarca raccolgono il classico pareggino che accontenta tutti. Il Perù battendo l'Australia ottiene una vittoria inutile che comunque non la relega a fanalino di coda del girone

1) Biscotti danesi
La Danimarca di biscotti se ne intende si sa, la loro è una tradizione antichissima, una tradizione che richiede almeno altre 22 mani che collaborino all'impasto. L'amalgama più efficace è quello che vede impiegare i mirtilli svedesi ma in mancanza d'altro ci si più arrangiare anche con un po' di cioccolato francese. Meglio se usate la farina di tipo 0-0.
Per prepararli ci si impiega la bellezza di 90 minuti di noia e attesa ma il risultato è pressochè garantito, tutti alla fine mangiano con gusto. 


2) Feet Don''t Fail Me
Salutano il mondiale anche i cangurotti australiani che per un po' avevano illuso di poter fare qualcosa di più e invece chiudono addirittura ultimi, battuti anche dal Perù. Tanta buona volontà ma i piedi sono quelli che sono (si sa d'altronde che i famosi marsupiali non hanno proprio piedi finissimi), così il Perù vince col contro(piede) e si prende il terzo posto effimero nel girone. Gli uomini di Gareca chiudono a testa alta (dopo qualche ora invece l'ex collega del suo quasi omonimo, Careca, chiuderà col gomito altissimo, ma questa è un'altra storia)


3) Messi(one) compiuta
Lo avevamo anticipato ieri: dopo la deludente prestazione di Ronaldo avremmo scommesso che Messi sarebbe risorto: ecco quindi ora su tutti i giornali i titoloni dedicati al fuoriclasse argentino che (in barba a quanto scritto solo poche ore prima)  fanno immediatamente dietrofront. In realtà Messi ha segnato solo il primo goal, la Nigeria aveva impattato, la partita l'ha decisa nel finale inaspettatamente Rojo, che però nesssuno si sta cacando di strijo: non guadagna quanto Messi e non fa notizia, ci sta. Davvero un peccato per la Nigeria che (come capita spesso a molte africane) si perde proprio quando c'è da fare l'ultimo sforzo. Agli ottavi Messi(&)co dovranno vedersela però con la Francia in un match che si preannuncia molto interessante.


4) Il gomito de Dios
Non si rassegna e cerca sempre di dare spettacolo anche ora che è lontano dai campi da parecchi anni. Se prima però quello che offriva in campo era uno spettacolo di gran livello, quello che gli resta ora ha a che fare più col trash che altro, complice probabilmente qualche ettolitro di alcool in circolo. Anche ieri El Pube de oro, sugli spalti, è stato inquadrato quasi quanto i giocatori in campo: prima balla, poi si muove sguaiatamente, poi a tratti si addormenta, poi si sente male (nulla di serio), poi torna e al goal dell'Argentina festeggia distribuendo diti medi come fossero volantini. Le telecamere lo assecondano relegandogli un ruolo da protagonista, lui offre il classico spettacolo da circo che però alla sua età comincia ad avere delle conseguenze.


5) Hoppipolli
Ne siamo Sigur  Ros, l'Islanda è fuori dai mondiali. La favola della squadra di Hall(GRIMM)son di 2 anni fa agli europei non si è ripetuta. Il girone obiettivamente era complicato e loro comunque ce l'hanno messa tutta. E' bastata però la Croazia B per avere la meglio sui poveri ghiaccioli, che si sono sciolti lentamente (non fa caldo per essere giugno) ma inesorabilmente. Il goal decisivo per la Croazia (che ha chuso a punteggio pieno) è stato siglato dall'interista Periscic (Cerqueti sei sempre nei nostri pensieri).

martedì 26 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 12 - Still It Takes Me by Surprise

Nella giornata numero 12 dei mondiali il girone B si chiude col botto, o quasi: la Spagna e il Portogallo decidono di complicarsi la vita salvo spuntarla in maniera rocambolesca su formazioni di livello basso o addirittura già eliminate. Nel frattempo l'Uruguay batte la Russia in maniera schiacciante e si prende il primo posto nel girone, girone che vede sorprendentemente l'Arabia Saudita terza davanti ad un Egitto disastroso che chiude a 0 punti.

1) Pure i Ronaldo steccano. 
All'improvviso, dopo due grandi prestazioni, CR7 decide di prendersi una vacanza russa, una vacanza che poteva incredibilmente costare cara ai suoi (che ricordiamo "sono un gruppo", mica sono Ronaldo dipendenti, certo che no). Non solo sbaglia un rigore, rischia pure di farsi buttare fuori per una gomitata. I suoi compagni di squadra naturalmente vanno nel pallone e, dopo essersi fatti pareggiare, a momenti perdono una partita che poteva significare eliminazione. Se stasera Messi tornasse a fare magicamente il Messi non  ci stupiremmo, ormai si è capito che Leo vive in funzione delle prestazioni del portoghese

2) Iran(toli) degli asiatici
Hanno dato tutto, finendo la partita stremati e sfiniti, sfiorando una miracolosa qualificazione agli ottavi. Bye Bye Iran, bella meteora di questo mondiale. Dopo aver fatto soffrire tantissimo la Spagna, fa lo stesso, forse ancora di più, contro il Portogallo. Una partita piena di Var(iazioni) di percorso: prima il Portogallo può chiudere grazie al rigore di Ronaldo (lo sbaglia), poi ancora il Var protagonista con l'arbitro che non se la sente di cacciare Ronaldo rivedendo le immagini, infine ancora il Var a decretare un rigore per l'Iran. finisce l-1, inutile l'assalto finale. Sospiro di sollievo portoghese che ancora una volta passa i gironi per il rotto della cuffia.

3) Carry me Cara(var) take me away/Take me to Portugal, take me to Spain
Gli altri iberici non vogliono essere da meno e riescono addirittura a complicarsi la vita contro un Mar Rocco già eliminato. Di goal ne segnano, ma quanto subiscono però: con i due goal di ieri fanno 5 goal presi in 3 partite. Ogni loro partita sembra un thriller di Iscocock: ieri riacciuffano il pari per ben due volte (l'ultima in maniera contestata e sul filo di lana grazie al Var) dopo aver regalato le praterie agli avversari (Ramos ieri è sembrato più il maldestro Leprecauno di American Gods che il campione del Real). Passano comunque il girone da primi grazie al CR7 & Co, Marocco invece A(spas), non senza rimpianti.

4) Il tri angolo no, non l'avevo considerato
La vera grossa delusione della giornata non è la Russia, no, è un Uruguay che su 3 goal fatti ne realizza uno solo su calcio d'angolo, la media si è abbassata drasticamente: ora siamo a 3 goal su 5 (sono comunque più della metà). Ieri si vede che era la giornata delle sorprese in negativo (vedi Ronaldo). Ci ha provato Suarez a farsi deviare la palla in angolo su punizione ma purtroppo il portiere russo piazza male la barriera e si butta in ritardo (goal degli uruguaiani). Ci va decisamente più vicino Laxalt: tiro dalla distanza (giustamente diretto verso il fondo a cercare una devizaione) che Chery Shave devia incredibilmente nella propria porta. Solo al terzo tentativo è Cavani a prendersi quello che è loro di diritto segnando sugli sviluppi di un corner solo al terzo tentativo. 

5) Desideri E(sauditi)
Dovevano essere i più scarsi del torneo e invece questo ambito premio andrà probabilmente di diritto a Panama, passando per l'Egitto. I Sauditi dopo aver cominciato male (prima goal di Salame che poi sfiora anche il raddoppio) ci mettono l'anima e vanno a prendersi la prima vittoria della loro storia in un mondiale. Una piccola spinta gliela da l'arbitro assegnandogli due rigori generosi in pochi minuti, poi fanno tutto loro spuntandola nel recupero. L'Egitto si congeda dalla manifestazione con un bottino misero e deludente, 0 punti, l'unica cosa per la quale verranno ricordati ai mondiali è il record del portiere più vecchio schierato in una partita: El Hadary, 45 anni.


lunedì 25 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 11 - Il salto di Panama

Mentre l'Inghilterra continua la sua marcia (per ora) inarrestabile Giappone e Senegal si confermano tra le sorprese del torneo mentre la Colombia rialza la testa dopo la partita gettata letteralmente alle ortiche all'esordio.

1)Stiamo Harryvando

La partita si preannunciava come una sfida impari e tale è stata. I poveri panamensi erano giunti a questo mondiale da cenerentola designata e tale si sono rivelati: basta guardare con quanto entusiasmo hanno festeggiato il goal della bandiera (dopo i 6 subiti prima) nel secondo tempo. l'Inghilterra ne ha fatto un solo boccone sfoggiando tutta l'argenteria migliore, Kane e Stones su tutti. Dove Harryveranno gli inglesi? difficile dirlo, conoscendoli si fermeranno proprio sul più bello, ma "mai dire mai" direbbe un loro famoso personaggio di finzione.

2) Ne dovete mangiare ancora di  Panama(ro)...

Quando sei molto più scarso dell'avversario qualcosina per ridurre almeno un po' il gap devi inventartelo: c'è chi si butta sul sicuro catenacciando, chi prova la carta del gioco violento o delle perdite di tempo e chi, in mancanza di qualità anche i quei frangenti, prova la carta dello stealth: l'Inghilterra segna ed esulta, nel frattempo visto che non li cacano manco di striscio i panamensi zitti zitti provano a segnare senza essere visti da nessuno. Peccato che ci sia un piccolo particolare che non hanno considerato: per ripartire il gioco deve esserci il consenso dell'arbitro. Eh vabbè, questi sono alla prima partecipazione, quanto siete esigenti, volete che sappiano già tutte le regole? Col tempo impareranno...


3) Honda su Honda il pari ci porterà...
Il Ronin  Keisuke dato per disperso è diventato protagonista di questo mondiale col suo Giappone (con il goal  segnato ieri è andato a segno in 3 diverse manifestazioni). Nulla di trascendentale ma in entrambe le partite finora disputate è stato decisivo e suoi samurai vedono gli ottavi quasi a sorpresa. Il Senegal, ingenuo, si fa riprendere due volte, spesso la squadra di Sarr(i) e Koulibaly gioca bene ma si perde nei fondamentali e ottiene meno di quanto espresso, tutto il contrario del Giappone: concreto, efficace, anche fortunato se vogliamo. 


4) La Colombia trova la Cuadra
Nella prima partita era stato costretto ad uscire per scelta tecnica dopo che la sua nazionale era rimasta sciaguratamente in dieci appena scesa in campo, ieri finalmente invece tutto Cuadra nella Colombia: goal, grandi giocate, sacrificio, poca sofferenza. Il giocatore della juve si prende la sua rivincita trascinando i Cafeteros allo "spareggio" dentro/fuori contro il Senegal. D'altronde ieri era San Juan, non poteva andare diversamente


5) I polaccchi non sono proprio Sczcesny in campo
Già nel primo tempo la Colombia Mina le sue pochissime certezze, nel secondo tempo la Pollonia crolla definitivamente e dice addio ai mondiali dopo sole due partite. Zio Elinski, My lick, Cow Naki probabilmente sono stati esaltati perchè fenomenali solo nel contesto italiano (poi fuori...). Mettiamoci un Lewa in formato "cugino scarso" e un "codice a barre" che se vuole essere davvero l'erede di Buffon deve cominciare ad uscire ogni tanto dall'area piccola abbiamo il quadro di una nazionale non scarsa ma pompata e male assortita.

domenica 24 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 10 - Germaniaci

Nella decima giornata si rischia il dramma (calcistico) con la Germania campione del mondo, ad un passo dall'eliminazione, che risorge proprio sul fischio finale. Nel frattempo il Belgio seguita a passeggiare contro squadre materasso e il Messico continua la sua marcia lenta ma efficace verso gli ottavi.

1) Belgio(co) e tanti goal
Gli avversari sono quelli che sono però il Belgio continua a rifilargli goleade (laddove altri invece si inceppano incredibilmente) in serie. La difesa, punto debole, contro giocatori come Khazri(di), Skhiri (una versione masterizzata di Shaqiri), Ben You Selfie e company se la cavicchia (ma le crepe a tratti si vedono), in questo modo i Diavoli Rossi possono Hazard(are) senza rischiare troppo e sbilarciarsi liberamente. Dalla prossima si dovrebbe cominciare a fare sul serio, vedremo di che pasta saranno fatti.


2) Messico senza nuvole
In questi mondiali ci sono quelli Messi male e quelli invece Messico(sìbene) da vedere già gli ottavi. I sudamericani si confermano squadra non irresistibile ma solida, che anche contro la Corea va a gonfie Vela (goal su rigore). Così la nazionale con la bandiera simile alla nostra continua a dominare il girone delle squadre più odiate dagli italiani (Germania, Svezia e Corea). Avanti così, e ora sotto con gli svedesi.


3) Son spacciati
Bye bye Corea, ma era scontatissimo: la nazionale di Moreno del 2002 al confronto sembrava il Real Madrid. Questa pare fatta di picchiatori raccattati per le strade di Seoul, che la palla la sanno prendere al massimo solo con le mani. A differenza di 16 anni fa però, qua i rigori contro glieli danno e loro possono fare ben poco. Dopo una partita intera a dormicchiare si risollevano parzialmente: sogno o Son (l'unico a salvarsi) desto? Siete sveglissimi, preparatevi che è ora di partire per casa.


4) Germa(nici) di scopa per scacciare le streghe
Rischiano seriamente di uscire ai gironi di un mondiale per la prima volta, da campioni del mondo in carica, un incubo. Sull'1-1 nei minuti finali e con Boateng che si fa espellere vedono le streghe, contro una Svezia che anche in superiorità numerica bada soltando a erigere un muro che al confronto La Barriera di Game of Thrones è alta quanto un marciapiede. Poi, quando non ci credeva più nessuno una punizione di Kroos cambia la storia del mondiale. Hai voglia a scrivere ora "ci credono fino alla fine", "sono i più forti perchè non mollano mai" e cose del genere, nel calcio serve anche cul...tura del sacrificio.


5) Basta biscotti, oggi solo crauti
Ci avete provato di nuovo eh? Ma stavolta vi è andata male, la Germania a differenza dell'Italia è una squadra solida, con grandi individualità e dotata di discreto sedere. Il vostro catenaccione ad oltranza prima o poi doveva incappare in un incidente di percorso. E così mentre pregustavate già il megabiscottone all'ultima contro il Messico che vi avrebbe permesso di andare agli ottavi siete rimasti con le pive nel sacco.

sabato 23 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 9 - Rivincite personali

Nella nona giornata il Brasile acciuffa per i capelli una vittoria insperata e si rimette in carreggiata, la Svizzera in rimonta stende la Serbia e l'Islanda capitombola contro la Nigeria. Ora la qualificazione per i vikinghi diventa una mezza impresa mentre l'Argentina, quasi spacciata fini a ieri, torna ad avere discrete speranze.

1) Colpo di Costa
Un Brasile in grossa difficoltà, stile Argentina, riesce proprio sul filo di lana a spuntarla sulla Costa Rica, ma quanta fatica: tra nervosismi, neymarismi (tanto forte quanto irritante), gomitate, proteste, perdite di tempo... Il recupero monstre permette ai verdeoro di spuntarla, ma per battere la Costa Rica c'è voluto Costa: finalmente in campo, anche se solo nel secondo tempo si è rivelato decisivo per le sorti della partita. Alla fine segna pure Neymar e si mette a piangere (tanta la paura di fare la fine di Messi), ma fino a quel goal (ininfluente) era lui ad aver fatto piangere.


2) Ticos(ta) la qualificazione
Bye Bye ticos (nomignolo col quale sono noti i costaricensi, i costaricani, i costarichesi...i ticos appunto). 4 anni fa riuscirono ad eliminare l'Italia e passare agli ottavi, ma il miracolo non si è ripetuto. L'unica tattica adottata è sembrata quella di far innervosire gli avversari (sarà colpa del caffè che gira da quelle parti) per il resto tanto catenaccio e poco costrutto. Non ci mancheranno.


3) Il "rigore" dell'Islanda
Inatteso stop per i vikinghi islandesi che complicano tremendamente il loro cammino in questi mondiali. Stavolta nulla ha potuto Skula(son), anzi la dea bendata non è stata proprio dalla loro: buon primo tempo ma senza concretezza e addirittura un rigore sbagliato nel finale che poteva riaprire la partita. (Sigur)ds(son) si è mostrato mica tanto sicuro dal dischetto, aveva anzi la classica faccia di chi pensa "non lo segnerò mai". Nigeria e Argentina possono sorridere, si giocheranno i "sedicesimi di finale" all'ultimo turno in una partita secca.


4)Balla Laika
Il programma condotto da Nicola Savino e Ilary Blasi ha chiuso la sua (quasi) ultima puntata (?) in "grande stile": trash a fiumi, battutacce da osteria, ospiti improbabili, domande degne di un programma della D'urso... Quello che dovrebbe essere un programma di approfondimento sui mondiali ci ha regalato invece una puntata interamente dedicata a Maxi Lopez (manco parlassimo di Ronaldo), costretto (a suon di euro probabilmente) in un quasi "uno contro tutti" nel quale è stato tempestato di domande allusive su Icardi (ai mondiali manco c'è) e Wanda Nara. E così mentre Savino e Brandi giocavano a contendersi il ruolo di Signorini della situazione, perfino Belen ad un certo punto non ne poteva più. Però in fondo un merito va dato a Balalaika (stoppato fino al 30 giugno, pare fosse già previsto): è riuscito a far sembrare pure il teatrino Pardesco di Tiki Taka Russia un programma decente al confronto. Non era facile.


5) Where eagles dare
Il gesto dell'aquila col quale hanno esultato Xhaka e Shaqiri non voleva essere un omaggio all'ex squadra allenata dal loro allenatore Petkovic (la Lazio), era invece un tributo alle loro origini. Tra i tanti di una Svizzera imbottita di "stranieri" chi va a segnare i due goal che ribaltano la Serbia? Due kosovari. inutile dire che i serbi l'hanno presa un tantino male, poco poco. Sanzioni in arrivo dalla FIFA? Per il momento l'unica FIFA che è sicura è quella della Serbia che rischia seriamente di uscire fuori dai mondiali.