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lunedì 2 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Ottavi di finale ( #SPA v #RUS #CRO v #DAN) - Zufolando Il circuito x di rigore

Spagna-Russia 1-1 (3-4 dcr)
Le big in questo strano mondiale continuano a cadere come mosche: ecco quindi che, dopo l'Italia e l'Olanda manco presenti, dopo la Germania, il Portogallo e l'Argentina ci salutano pure i paella boys che cadono a Mosca contro i padroni di casa russi. Hanno giocato come sanno, con il solito possesso palla sterile che ormai non attecchisce più, come un toro che continua a girare in tondo cercando di infilzare il drappo rossso (e qui visto che si parla di sovietici il rosso ci sta) ma che di fatto non arriva mai al dunque. La corazzata Spagna è ormai storia di Hierro: dopo il mondiale vinto nel 2010 hanno collezionato solo magre figure (eliminati nei gironi ai mondiali successivi, fuori contro l'Italia agli ultimi europei, il che è tutto dire, fuori agli ottavi ora...) e di questo passo torneranno ai vecchi fasti di eterna bella incompiuta. La Russia manco si deve sforzare più di tanto, si limita a imitare la Corea che li eliminò nel 2002: catenaccione in attesa di un episodio arbitrale "casalingo" e così è stato (anche se il rigore per i russi ci poteva stare) fino ai rigori fatali agli spagnoli. Per la prima volta nei supplementari ha debuttato il quarto cambio ma alle furie rosse probabilmente non ne sarebbero bastati altri 5.

Croazia-Danimarca 1-1 (3-2 dcr) 
Il "circuito di rigore" continua anche nell'altro match di giornata. La Croazia ce la mette tutta per fare anche lei la fine della altre big, ma non ci riesce, forse perchè ancora big non lo è. Prima si suicida nei minuti iniziali ma rimedia quasi subito, poi si impantana contro una Danimarca inguardabile ma arcigna che riesce a stringere i denti e a mantenere il pari (che qui però non ha il sapore del biscotto ovviamente). Infine pensa bene pure di sbagliare un rigore proprio allo scadere dei due minuti supplementari. Proprio ai rigori però risorge, più per caso che per altro (entrambi bravi i portieri), con rigori battuti malissimo ma che si infilano lo stesso (Modric avrà sudato sicuramente freddo). Dopo aver dominato il girone i croati si sono quasi fermati al primo (piccolo) ostacolo, in teoria avrebbero una corsia preferenziale per la finale ma vedendo l'andamento di questi mondiali non ci stupiremmo se i padroni di casa gli facessero uno scherzetto ai quarti. Smeichelino invece non riesce a dare una soddisfazione a suo padre (ma la prestazione resta ottima), i danesi tutto sommato comunque sono usciti "a testa alta" (frase che piace molto a chi tiene per le squadre che perdono) anche perchè sono tutti alti 7 metri e trentatrè

mercoledì 20 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 6 - Russians

Continuano le sorprese in un mondiale finora piuttosto anomalo: gironi più equilibrati di quanto previsto, altri invece già chiusi con primati indiscutibili di nazionali sulla carta non certo fenomenali. Così, ridendo e scherzando, si entra nel secondo turno dei gironi, dove le cose cominciano a farsi più serie.

1) La mano de San (chez)
La Colombia è una di quelle nazionali di seconda fascia che sembra sempre poter fare grandi cose ma spesso si perde in un bicchiere d'acqua, o in una tazza di caffè. Una compagine che può schierare giocatori come Cuadrado, James Rodriguez, Falcao non può essere considerata di certo una cenerentola. Ecco però che spesso dove arrivano le gambe non arriva la testa: col Giappone dopo 3 minuti restano in 10 per una "parata" di Sanchez, la prima espulsione finora del torneo, espulsione che narco(s)tizza la partita e permette al Giappone (nonostante il pari momentaneo subito) di gestire la partita e il possesso palla. Vorranno restare fedeli alla loro nomea di "cattivi" ma vedere tanto talento sprecato è sempre un peccato.

2) Big in Japan
Mai dire Banzai ma anche mai dire mai. Il Giappone dato alla vigilia come quasi sicura ultima nel suo girone approfitta della follia colombiana per mettere in kashina 3 punticini preziosi. E così se Kagawa (la battuta a doppio senso di quel tipo l'ho fatta ieri e non la faccio ma ogni volta che leggo il suo nome, fosse anche 100 volte, il pensiero va fisso lì) viene raggiunto da Quintero, nella ripresa il Giappone continua a spingere fino a quando a 15 minuti dalla fine la spunta. Tra le due ha vinto chi ha Osako di più

3) Pollo(nia)
Secondo k.o. in due gare per una Polonia molto "italiana" (e di questi periodi avere a che fare con l'Italia calcistica porta una certa sfiga si sa): tra Szczesny, Cionek, Zielinski, Milik e l'ex Blaszczykowski si può dire che mezza squadra bazzica nel campionato italiano o ha avuto a che fare di recente con esso. E si vede: il primo goal del SEGHEnal è frutto di una paperazza di Cionek che con un autogoal clamoroso porta in vantaggio gli avversari, di lì in poi gli africani prendono coraggio e perfino uno come Niang riesce a diventare decisivo mentre la Polonia con questa sconfitta forse si Lewa definitivamente di torno.

4) Walk like an Egyptian
Un Egitto anonimo e praticamente già fuori da questi mondiali è comunque una notizia. Va bene che Salah era acciaccato ed in pessime condizioni, però qualcosina di più era lecito aspettarsi. Invece i Salah boys sembrano poco dinamici, senza idee, ballerini in difesa. I sahariani si sono persi nella steppa.



5) Mother Russia poetry majestic tells the time of a great empire
Diciamo che nei mondiali la nazionale di casa ha sempre una corsia privilegiata (di solito capita casualmente in gironi non così ostici diciamo) e ha spesso arbitraggi piuttosto casalinghi. Nessuno però si aspettava una Russia in così grande spolvero. Tra la rivelazione Gol(ovin), CHERY(shev), Dzjuba(la)...sfornano prestazioni di alto livello e goal a raffica. Sono la vera rivelazione del torneo e si qualificano per la prima volta agli ottavi. Vedremo se si confermeranno pure contro l'Uru(guay)