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mercoledì 7 luglio 2021

#euro2020 SEMIFINALE 1 (#ITA vs #SPA) Fiesta



La prima semifinale, Italia-Spagna é un classico del calcio europeo e mondiale. Ma questa volta forse aveva una sensazione ancora piú speciale. Una gara dai tanti significati, nella quale l'Italia ha avuto la meglio giocando peggio degli avversari. Rigori stavolta a noi favorevoli e portatori di gioia in tutti gli angoli del Paese. E "Fiesta" sia. 


Italia-Spagna 5-3 (dcr) 


Un segno del destino: Italia-Spagna proprio il giorno dopo la morte della Carrà, simbolo della musica e dello spettacolo in Italia e non...quel non che guarda caso ha a che fare soprattutto con la Spagna, quasi una seconda patria per l'artista scomparsa all'età di 78 anni (ricordata prima del fischio d'inizio con le sue canzoni). La Raffaella nazionale era anche appassionata di calcio e, come noto, tifosa juventina. 
Sembra quindi piú che una coincidenza il fatto che la partita sia stata decisa, guarda un po', da due juventini, uno per parte, quasi come fosse l'ennesimo omaggio. 

Una gara dura, spigolosa, con l'Italia a soffrire perennemente, come e piú della gara contro gli austriaci. In RAI per giorni ci avevano raccontato che la Spagna non si reggeva in piedi, era stanca, dopo 2 supplementari avrebbe sicuramente mollato. E invece sapete che c'é? Che gli spagnoli hanno corso e giocato e di supplementari se ne sono fatti 3, facendo la gara e tenendo palla e l'Italia ha finito in sofferenza, con i crampi e ha benedetto i rigori come una liberazione. E' il calcio, sono le partite secche, sono le semifinali, dove ci si gioca tutto e tutto può succedere: pure che dopo una gara in apnea all'improvviso dal nulla Chiesa segni un goal "aggir" (ormai pare sia copyright di Insigne, Rimedio ci tiene a farci sapere che glielo ha ispirato lui. Meglio tacere),  o che il contestatissimo Morata faccia prima gioire i suoi per poi farli sprofondare nella piú nera disperazione. In pratica, se non fosse entrato, i suoi compagni probabilmente non avrebbero pareggiato, ma allo stesso tempo é proprio lui che li condannerà sbagliando il rigore decisivo. 

Il calcio dà e il calcio toglie, non esiste giustizia, previsione, sicurezza nei propri mezzi che tengano. Non c'é un diritto divino o un fine superiore, vince chi é piú bravo e fortunato in quella singola gara e giocare bene non ti garantisce nulla. A maggior ragione se poi vai ai rigori, quei maledetti rigori, per noi amari quasi sempre (1990/1994/1998/2016 con la piccola, inutile, parentesi fortunata del 2000) e che stavolta invece ci arridono. Succede quindi che Bernardeschi ti tira fuori il rigore perfetto e un Dani Olmo, dopo una gara strepitosa, ne tiri uno imbarazzante. I rigori sono cosí, la Svizzera che fa fuori la Francia ai tiri dal dischetto per poi farsi eliminare, sempre dal dischetto, dalla Spagna, che a sua volta si fa sbattere fuori dal l'Italia, sempre dal dischetto. Pare quasi ci sia uno schema in tutto ciò e invece si tratta soltanto delle follie della casualità 


"Cosa non ti é chiaro Jordi? Red is the new blue, quindi il rosso é l'Italia è il blu la Spagna che anche se é rossa é abbinata al blu, che però poi ridiventa rosso. Capito? E' semplice, in pratica avete perso" 


Destino? Caso? Poco importa. Importa, solo che il tabellino dice che l'Italia é in finale, di nuovo a Wembley e ci troverà molto probabilmente l'Inghilterra (vedremo se sarà cosí) che a quel punto si giocherà la gara piú importante in casa, un fattore sfavorevolissimo per noi. Ma, come sappiamo e come abbiamo visto, nulla é scontato, il football non é matematica, é questo il bello e il brutto del calcio: balli per 90 minuti (o piú) e speri alla fine di aver fatto felici i tuoi fans. Stavolta é andata cosí e siamo sicuri che la Carrà si sarebbe divertita tantissimo. 

sabato 3 luglio 2021

#euro2020 QUARTI DI FINALE 1 (#SVI vs #SPA #BEL vs #ITA) Against all odds



Sono cominciati i quarti ed é stata subito Italia. Gli azzurri hanno fatto un sol boccone anche dei belgi, ancora una volta forse un po' sopravvalutati in questi anni (alla fine ancora una volta resteranno a secco). Non riesce il secondo miracolo "di rigore" alla Svizzera, che stavolta si arrende dal dischetto ad una Spagna come al solito fumosa, precaria, instabile, ma che porta a casa il risultato. Sarà Spagna-Italia dunque in semifinale, speriamo che stavolta finisca meglio dell'ultima volta che ci si scontrò. 


Svizzera-Spagna 2-4 (dcr) 



Dalle mie parti si dice "Una volta viene Natale". A parte il fatto che siamo a luglio e viaggiamo a 40 gradi di media al giorno, per restare all'interno della metafora non tutte le volte ti può riuscire l'impresa, a maggior ragione se questa impresa deve passare per la lotteria dei rigori (che, si sa, hanno una grossa componente di casualità). 
La gara è molto diversa, per emozioni e spettacolo rispetto a quelle che Svizzera e Spagna hanno disputato nel turno precedente, eppure l'andamento, in piccolo, non é poi molto diverso: Spagnoli che vanno avanti, Svizzera che va sotto ma che poi all'improvviso si rialza, inaspettatamente. Piú che lo spirito elvetico ancora una volta appare decisivo però il solito masochismo inaudito degli iberici che non si fanno mancare nulla sotto questo punto di vista. Rigori sbagliati? Celo. Goal mangiati a porta vuota? Celo. Paperazza del portiere su retro passaggio di un compagno? Celo. Difensori che si scontrano tra loro nel tentativo di intervenire sul pallone? Manca. 
Mancava: al 68'  Laporte sbatte contro Pau Torres, Freuler serve Shaqiri, 1-1. Nemmeno il rosso a Freuler a 13 dalla fine sembra scompaginare il piano degli svizzeri: catenaccione, spazzare alla viva il parroco, aspettare i classici goal mangiati  dagli spagnoli (che puntualmente arrivano) e si va allegramente ai rigori. Sommer se la ride pregustando già il bis, pure Petkovic deve aver pensato che la ricetta "ammazza Francia" era ripetibile e manda dal dischetto gli stessi dentici giocatori con la stessa identica sequenza. Peccato che ai rigori non bastino gli stessi ingredienti e la stessa preparazione per cucinare la stessa pietanza. Quello che doveva essere un piatto ricco ed abbondante quindi si trasforma in una frittata. Dai 5 su 5 dal dischetto si passa all' 1 su 4. Favola finita. 
Gli spagnoli cosí, zitti zitti si ritrovano a sorpresa in semifinale. Non ci arrivavano dal 2012, quando poi stravinsero in finale contro l'Italia, Italia anch'essa in semifinale dopo 9 anni. Si ritroveranno contro in un match che non regalerà trofei ma la certezza di essere tornati tra le grandi. 


Belgio-Italia 1-2


Quello di Conte di 5 anni fa ci era stato raccontato come un mezzo miracolo e in parte lo era. Arrivare ai quarti, uscendo solo ai rigori contro gli allora campioni del mondo, appariva come un'impresa epocale per una nazionale che veniva dalle macerie della post sbronza del 2006 (con la "piacevolmente dolorosa" parentesi della finale del 2012). A maggior ragione lo appariva vedendo quello che era arrivato dopo: il ciclo (s)Sventura e la vergognosa mancata qualificazione ai mondiali del 2018. Si ripartiva dal nulla insomma, sia come risultati che come base (molto modesta). Cosa poteva mai fare in una competizione importante una nazionale imbottita di buoni giocatori (ma non fenomeni) e mestieranti? Beh, c'é questa cosa delle nazionali, che spesso vanno al di là dei singoli, che se riescono a compattarsi e a fare gruppo in un torneo di breve durata possono sorprendere e se tutto gira, ma proprio tutto, nel verso giusto ti fanno l'impresa epocale (si, pensavo alla Grecia, ma non solo). Ecco perché pure un'Italia senza campioni ed arrivata in sordina alla competizione continentale poteva mettere paura al Belgio n.1 del ranking Fifa, squadra con campioni ma che nei momenti clou tende ad evaporare, la classica squadra "bella ma che non balla". E poi c'era quel precedente agli scorsi europei: certo erano i gironi ma l'approccio poteva essere lo stesso. E infatti...
Dopo Wembley, contro tutte le previsioni, anche la trasferta di Monaco porta bene agli azzurri. Eh si, in caso qualcuno se lo fosse chiesto si chiama (guarda un po') ancora Allianz Arena: nonostante Lollobrigida parli di fantomatico  "nuovo nome" si tratta semplicemente del classico caso di denominazione diversa causa Uefa/Fifa che non riconoscono il nome commerciale di uno stadio. Poi ci si chiede perché non ci mancherà la Coppa, Italia made in RAI. 


" Belgioooo, Oh, ti raggiro"


Tornando a parlare della gara in se, l'Italia non ha meravigliato, fatto cose eccezionali, fatto sbrilluccicare gli occhi. Ha fatto l'Italia, quella dei bei tempi, che sa far tenere palla agli avversari quando c'é da badare al sodo, che sa pungere all'occorrenza (Barella, Insigne) e ringhiare quando c'é da tenere botta (Giorgione mannaggia, se tu avessi 4/5/6 anni in meno quanto ci sarebbe ancora da divertirsi). Il Belgio invece è apparso evanescente, appesantito come un Lukaku stoppato puntualmente dalla difesa, azzurra, privo di idee come un De Bruyne ancora convalescente e svagato, lento come una difesa che nei momenti importanti mostra tutte le sue falle. Non é un caso che il migliore dei belgi sia stato il diciannovenne Doku, a tratti imprendibile (ne sa qualcosa Di Lorenzo che con la sua mano malandrina per fermarlo poteva riaprire la gara). Vittoria insomma meritata anche nella sofferenza, quando questa porta al risultato é positiva. Non lo è purtroppo quando é letterale: buona guarigione a Spinazzola, sarà dura su quella fascia senza di lui. 
Sarà semifinale dunque, non ci si crede, ma ora che si é in ballo bisogna ballare senza timore di cadere. 


martedì 29 giugno 2021

#euro2020 OTTAVI DI FINALE 3 (#CRO vs #SPA #FRA vs #SVI) It can happen




La terza giornata degli ottavi di questi Europei é la piú pirotecnica vista finora: non solo per i goal segnati (ben 14) ma anche per la girandola di emozioni e per la clamorosissima eliminazione della Francia, ai danni della Svizzera. Un risultato che scombina del tutto le gerarchie del torneo, con una Spagna finora deludente che improvvisamente può davvero sognare di arrivare fino in fondo (saranno loro infatti ad affrontare gli svizzeri ai quarti) 


Croazia-Spagna 3-5 (dts)



Perché Unai Simon e non De Gea come portiere titolare della Spagna? Risposta finora scontata: "perché De Gea é bravo ma fa pure un sacco di papere mentre lui é ormai una sicurezza". Sarà. A vedere però il goal preso dalla Spagna nel primo tempo contro la Croazia viene un po' da sorridere, uno di quei goal che si vedono nelle compilation di di Militello a Striscia o nei vecchi Mai dire Goal: retropassaggio di un compagno e lui che si butta la palla da solo in porta mentre tenta di stoppare. DEcostruzione dal basso. 
Uno di quegli episodi che possono cambiare l'umore e pure l'inerzia dei giocatori in campo. La Spagna però non si scompone, lo fa la Croazia che continua a regalare occasioni agli avversari che attaccano a testa bassa, di rabbia (si chiamano o no le "furie rosse"?) e infatti Sarabia fa goal. 1-1.


"Allora, quando me la passate sta pall.."


Nella ripresa la Spagna gioca sul velluto e ne fa altri 2. Sembra finita, mancano 5 minuti, ma con questa Spagna  (visto anche come avevano preso il primo goal) non c'é mai, proprio mai, da star tranquilli. Mai vendere infatti la pelle dell'Orsic prima di averlo ammazzato che poi proprio lui ti  riapre la gara, e lo fa con un classico goal/non goal. L'orologio non mente, é buono. 
Spagnoli che soffrono e sbandano e infine crollano clamorosamente al 92'. Si va ai supplementari. 
Ancora una volta però gli iberici ricominciano ad attaccare, come un toro scansato dal torero che torna alla carica. Di nuovo goal: Morata. Morata? Si, proprio lui, il piú contestato di tutti, quello insultato in lungo e in largo da una nazione intera. In quel momento I deficienti che lo hanno minacciato di morte sui social forse non si saranno di nuovo innaMorati di lui, ma di certo forse per un po' rimetteranno la testa sotto la sabbia o avranno la decenza di tacere. 2 minuti dopo si replica con Oyarzabal. Stavolta però la Croazia non ne ha piú, é anzi la Spagna a sfiorare il clamoroso sesto goal piú volte. Finisce con un pirotecnico 5-3 e la sensazione che la sfida tra le 2 nazionali piú deludenti arrivate agli ottavi sia stata vinta dalla meno peggio. Vedremo dove arriverà questa Spagna. Croazia invece che chiude con un guizzo ma che non cancella un europeo deludente al quale erano arrivati da vice campioni del mondo. 



Francia-Svizzera 7-8 (dcr) 


Altra gara scontata che scontata non é. La Francia ci ha abituato a fare "la preziosa" , a piacersi troppo, a portare il leziosismo a nuove vette. Certo poi quando arriva il momento clou di solito decidono di fare la Francia e passano lo stesso. Ma questo giochetto può funzionare per sempre? Gli intoppi sono sempre facilmente superabili se sei piú forte? Sembrava di sì anche stavolta. E invece...
In una gara che a tratti ha ricordato quella andata in scena qualche ora prima (per andamento e risultato maturato nei primi 90 minuti) una Svizzera tenace e intraprendente  va in vantaggio inaspettatamente e rischia di fare anche il secondo, se non fosse che Rodriguez sbaglia il rigore del possibile raddoppio. Dischetto crudele per gli elvetici perché da quel momento i galletti decidono di fare sul serio e non fai a tempo a pensarci su che sono già sul 2-1 con una doppietta di Benzema. "Ecco lo sapevo, quel rigore é costato alla Svizzera la gara", chi non lo ha pensato? Anche perché a 15 dalla fine Pogba con un euro goal fa 3-1. Insomma "Just another false alarm" cantava Morrissey. E invece no, l'allarme e scattato comunque, quando Seferovic (goal molto simile al primo degli svizzeri) la riapre a 10 dalla fine. E da lí comincia il lungo calvario dei francesi. E' il 91' quando Gavranovic si inventa il goal che scombina tutto, che trasforma la solita gara sofferta, ma vinta, dai francesi in un film drammatico degno del festival di Cannes. All'ultimo secondo dell'ultimo minuto di recupero dei tempi regolamentari Coman con un bolide trova la traversa. Sono tutti segnali. Anche perché ai supplementari non accade tantissimo, si segnala un goal sbagliato da Mbappé e poco altro. Si va ai rigori. 


"Dai svizzerino canta con me: Siamo fuori di testa ma diversi da loroooo, ed il test antidoping adesso faglielo a lorooooo" 


Era stato un rigore a dare la prima svolta importante alla gara ed é ai rigori che viene decisa. La Svizzera dopo averne sbagliato uno nei 90 minuti diviene invece implacabile nella lotteria dei penalties, la Francia invece come nel 2006 (remember?) lí segna tutti tranne uno, quello tirato da Mbappé, il piú atteso, il piú forte, il piú bravo, insomma IL PIÚ. Proprio lui. E se Varriale e company hanno parlato di Annus Horribilis per Ronaldo dopo l'eliminazione del Portogallo (capocannoniere in serie A e finora degli europei) mi chiedo allora come si può giudicare quello di Mbappé (ha perso il campionato, la Champions e agli europei ha segnato 0 goal)? Ai posteri l'ardua sentenza e non ai poster, in base ai quali qualche giornalistucolo giudica le partite. 
Comunque in sintesi i francesi sono già fuori agli ottavi. Dopo quello dei campioni d'Europa e i vice campioni del mondo si consuma l'addio piú eccellente ed inaspettato. La caduta degli Dei. Qualcuno qua nel Belpaese già sente l'acquolina in bocca della grande annata. Calma e Belgio. 

giovedì 24 giugno 2021

#euro2020 GIORNATA 13 (#SVE vs #POL #SVK vs #SPA #GER vs #HUN #FRA vs #POR) Fly to the rainbow




Tantissimi goal e tantissime sorprese nella giornata finale dei gironi di Euro 2020. Succede un po' di tutto in partite pirotecniche  e piene di ribaltamenti. Oltre alla Svezia e la Spagna passano anche il Portogallo, la Francia e la Germania, ma quanta sofferenza, soprattutto per i tedeschi. 


Svezia-Polonia 3-2


Eppure non nevicava a San Pietroburgo. Ed é successo l'impossibile. La Svezia (che conosciamo bene) segna la bellezza di 3 goal (incredibile ma vero). Va prima in vantaggio di 2 reti grazie alla doppietta di Forsberg (il primo goal arriva dopo meno di 2 minuti). Ti aspetti che difenda arcignamente il risultato come al solito, catenacciando come se non ci fosse un domani, tanto piú che una Polonia costretta a vincere a tutti i costi (la Svezia invece era qualificata a prescindere) sembrava ormai rassegnata. E invece all'improvviso Lewandowski decide di provarci definitivamente da solo e da solo la rimette in piedi con una doppietta. Ai polacchi non par vero di essere di nuovo in gara e proprio mentre cercano un forcing finale insperato arriva la beffa. Decisivo Kulusevski (gran partita la sua) che offre a Claesson il goal vittoria che regala agli svedesi anche il primo posto nel girone. Per loro agli ottavi ci sarà l'ultima delle ultime, L'Ucraina  (ripescata in extremis). Polonia mestamente a casa. 


Slovacchia-Spagna 0-5


L'ultima tornata é quella buona per la Spagna. Gli iberici si mangiano in un solo boccone la Slovacchia senza nemmeno faticare piú di tanto. E dire che la partita sembrava essersi messa subito sui binari sbagliati anche stavolta: pronti via e rigore assegnato agli spagnoli che Morata sbaglia (e sono 2 in questo europeo, il quinto consecutivo sbagliato dalla Spagna). E invece no, la Slovacchia ce l'ha messa proprio tutta per agevolare gli avversari, ecco che quindi dopo la frittata del rigore concesso pensano bene di farselo da soli il goal: Dubravka, bravo nel parare il tiro dal dischetto, si butta la palla in porta dopo una traversa. Da lí in poi la gara é una pura formalità per gli spagnoli ed i goal fioccano in serie: Laporte, Saravia, Ferran Torres ed altro autogoal slovacco. Agli ottavi ci aspetta il derby delle qualificate deludenti: Croazia-Spagna


Germania-Ungheria 2-2


Germania in casa contro la modesta Ungheria mentre nell'altro girone si scannano tra Portogallo e Francia. Cosa potrebbe andare storto? Cosa potrebbe succedere di diverso dallo scontato? 
Che una bufera si abbatta su Monaco di Baviera nel primo tempo. Non solo quella metereologica ma ancor prima la meteora ungherese. Infatti i teutonici inaspettatamente si impatanano davanti al pubblico amico. Bastano 10 minuti a Szalai per portare in vantaggio i salamini con un tuffo di testa su cross di Nego. Un goal sceso dal cielo. Poi dal cielo comincia a venir giú il mondo, la Germania é frastornata, reagisce in maniera confusa e chiude il primo tempo sotto. Ma é ancora dal cielo che la gara svolta, quando nel secondo tempo, su un'uscita scriteriata del portiere ungherese, un doppio colpo di testa  permette, ai tedeschi di rimetterla in piedi. 


Io sapevo che l'arcobaleno spuntava dopo un temporale, non prima 


La bufera ormai é finita, il sereno é tornato a Monaco ma sul bagnato ci piove comunque. Stavolta é Neuer a combinarla grossa con un'inutile uscita a farfalle che agevola Schafer che, ancora una volta di testa, beffa i tedeschi. Sembra che la tragedia sia inevitabile e matura, i tedeschi appaiono sfiduciati, incapaci di reagire, ma a soli 5 minuti dalla fine pescano il jolly con Goretzka che li catapulta non solo agli ottavi ma anche da secondi. Il temporale é definitivamente finito, spunta il sereno anche se é tardi e di arcobaleni non se ne vedono, per la gioia degli ungheresi ai quali non vanno molto a genio (come tante altre cose). E allora ciao salamini, ci avete provato se non altro. 
Tedeschi invece agli ottavi attesi dall'Inghilterra. 


Portogallo Francia 2-2


Campioni del mondo contro campioni d'Europa, Ronaldo contro Mbappé. Partita che si prospettava spettacolare. 
Al 13esimo minuto la Puskas Arena già esplode in un boato, ma non sta accadendo nulla. Non lí. Dall'altra parte infatti l'Ungheria era passata in vantaggio sulla Germania. In pratica giustamente i tifosi allo stadio se ne fregavano bellamente della partita alla quale erano andati ad assistere. Il bello del calcio.
Ma qualcosa, e di grosso, accade una ventina di minuti dopo. All'improvviso la follia: su un calcio di punizione Lloris scambia la testa di Danilo per il pallone e gli molla un cazzottone degno di Mike Tyson.
Al 45' invece la follia é quella dell'arbitro che vede un rigore a favore della Francia, Mbappé sfiorato cade a terra. Benzematto pareggia ed é 1-1 all'intervallo, e lo stesso Benzema apre la ripresa con un goal. Sembra la svolta definitiva della gara ma c'é l'ennesimo colpo di scena: un altro rigore per il Portogallo (su altro errore clamoroso dei francesi, particolarmente masochisti). Ancora Ronaldo dal dischetto, goal.
Da quel momento le due squadre, per non saper leggere ne scrivere decidono di accontentarsi del pari, la Francia per arrivare prima, il Portogallo per evitare una beffa finale. Beffa che a momenti arriva quando ancora una volta un contatto in area (sulla linea/fuori? L'arbitro stavolta per evitare problemi decide di sorvolare completamente) fa sussultare tutti. Falso allarme. Squadre a braccetto agli ottavi. Per la Francia c'é l'abbordabile Svizzera, Portoghesi invece chiamati all'impresa contro il Belgio. 

domenica 20 giugno 2021

#euro2020 GIORNATA 9 (#HUN vs #FRA #POR vs #GER #SPA vs #POL) Fighting the world




Nella nona giornata degli Europei non sono mancate le sorprese: Francia e Spagna hanno impattato contro le modeste, ma bisognose di punti, Ungheria e Polonia. Il match clou di giornata ha visto la Germania distruggere i campioni in carica con un perentorio 4-2


Ungheria-Francia 1-1


Gli Ungheresi spinti dalla bolgia del pubblico di casa ottengono un clamoroso pareggio contro i campioni del mondo della Francia. 
Transalpini che partono a rilento con la sicurezza dei forti "che tanto prima o poi il goal arriva" ed in effetti é cosí. Peccato che in vantaggio ci vadano i salamini, proprio allo scadere di tempo, nientepopodimenoché con Attila Fiola. Chi? Attila Fiola. Chi? Lui

"Ben fatto miei cari sbabbari, adesso antiamo a mangiacc quescti fommaccini francesi" 


In preda all'esaltazione del momento, e per tenere fede al suo nome, pensa bene di festeggiare spaccando il computer di una giornalista a bordo campo.
Francia che nella ripresa prova a risvegliarsi ma appare comunque svogliata, non va oltre il pari, comunque meritato dagli ungheresi. Girone ancora apertissimo. 



Portogallo-Germania 2-4




Finalmente. Finalmente una gara piena di goal ed emozioni, in un match che ha rispettato i pronostici. 
Germania che inizialmente sembrava ancora una volta volenterosa ma povera in zona goal, e va pure in svantaggio su un contropiede avversario (gol di Ronaldo, e chi sennò?), poi però proprio quando sembra che il primo tempo volga al termine arriva un uno due micidiale  dei tedeschi che cambia tutto. Da quel momento la partita diventa un massacro per i portoghesi che non si capiscono piú nulla. Soprattutto le incursioni sulla fascia fanno uscire i capelli verdi ai lusitani. Goesens sembra ubiquo, gli avversari se lo ritrovano ovunque (i tedeschi se lo sono ritrovati in casa invece, quando fino a qualche mese fa manco sapevano chi fosse) e cosí arrivano pure altri 2 goal nella prima parte della ripresa. 
Il Portogallo si risveglia tardi, abbozza una reazione ma ormai il match é indirizzato. Girone che si riapre e tutto può ancora succedere. 


Spagna-Polonia 1-1



Allora non era solo un incidente di percorso, la Spagna é proprio questa: passaggini, passaggetti, ma quando si tratta di segnare... 
E dire che stavolta erano pure andati in vantaggio, quando il criticatissimo Morata, dopo giorni di critiche furiose, aveva fatto goal al suo portiere. Inteso come portiere della sua squadra di club ovviamente, non al suo portiere nella gara in questione (avesse fatto pure autogoal lo avrebbero linciato probabilmente). 
E invece no, anche stavolta la Spagna trova il modo di suicidarsi. Prima la Polonia gli Lewa il vantaggio col pari del bomber del Bayern, poi gli spagnoli pensano bene di fare tutto da soli. Rigore sbagliato e Morata che sbaglia clamorosamente il goal sulla ribattuta. E' cambiato tutto per non cambiare nulla insomma e spagnoli sempre piú sulla graticola. Adesso il destino degli iberici é appeso ad un filo, anche se é ancora tutto nelle loro mani. 

lunedì 2 luglio 2018

#RUSSIA2018 - Ottavi di finale ( #SPA v #RUS #CRO v #DAN) - Zufolando Il circuito x di rigore

Spagna-Russia 1-1 (3-4 dcr)
Le big in questo strano mondiale continuano a cadere come mosche: ecco quindi che, dopo l'Italia e l'Olanda manco presenti, dopo la Germania, il Portogallo e l'Argentina ci salutano pure i paella boys che cadono a Mosca contro i padroni di casa russi. Hanno giocato come sanno, con il solito possesso palla sterile che ormai non attecchisce più, come un toro che continua a girare in tondo cercando di infilzare il drappo rossso (e qui visto che si parla di sovietici il rosso ci sta) ma che di fatto non arriva mai al dunque. La corazzata Spagna è ormai storia di Hierro: dopo il mondiale vinto nel 2010 hanno collezionato solo magre figure (eliminati nei gironi ai mondiali successivi, fuori contro l'Italia agli ultimi europei, il che è tutto dire, fuori agli ottavi ora...) e di questo passo torneranno ai vecchi fasti di eterna bella incompiuta. La Russia manco si deve sforzare più di tanto, si limita a imitare la Corea che li eliminò nel 2002: catenaccione in attesa di un episodio arbitrale "casalingo" e così è stato (anche se il rigore per i russi ci poteva stare) fino ai rigori fatali agli spagnoli. Per la prima volta nei supplementari ha debuttato il quarto cambio ma alle furie rosse probabilmente non ne sarebbero bastati altri 5.

Croazia-Danimarca 1-1 (3-2 dcr) 
Il "circuito di rigore" continua anche nell'altro match di giornata. La Croazia ce la mette tutta per fare anche lei la fine della altre big, ma non ci riesce, forse perchè ancora big non lo è. Prima si suicida nei minuti iniziali ma rimedia quasi subito, poi si impantana contro una Danimarca inguardabile ma arcigna che riesce a stringere i denti e a mantenere il pari (che qui però non ha il sapore del biscotto ovviamente). Infine pensa bene pure di sbagliare un rigore proprio allo scadere dei due minuti supplementari. Proprio ai rigori però risorge, più per caso che per altro (entrambi bravi i portieri), con rigori battuti malissimo ma che si infilano lo stesso (Modric avrà sudato sicuramente freddo). Dopo aver dominato il girone i croati si sono quasi fermati al primo (piccolo) ostacolo, in teoria avrebbero una corsia preferenziale per la finale ma vedendo l'andamento di questi mondiali non ci stupiremmo se i padroni di casa gli facessero uno scherzetto ai quarti. Smeichelino invece non riesce a dare una soddisfazione a suo padre (ma la prestazione resta ottima), i danesi tutto sommato comunque sono usciti "a testa alta" (frase che piace molto a chi tiene per le squadre che perdono) anche perchè sono tutti alti 7 metri e trentatrè

martedì 26 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 12 - Still It Takes Me by Surprise

Nella giornata numero 12 dei mondiali il girone B si chiude col botto, o quasi: la Spagna e il Portogallo decidono di complicarsi la vita salvo spuntarla in maniera rocambolesca su formazioni di livello basso o addirittura già eliminate. Nel frattempo l'Uruguay batte la Russia in maniera schiacciante e si prende il primo posto nel girone, girone che vede sorprendentemente l'Arabia Saudita terza davanti ad un Egitto disastroso che chiude a 0 punti.

1) Pure i Ronaldo steccano. 
All'improvviso, dopo due grandi prestazioni, CR7 decide di prendersi una vacanza russa, una vacanza che poteva incredibilmente costare cara ai suoi (che ricordiamo "sono un gruppo", mica sono Ronaldo dipendenti, certo che no). Non solo sbaglia un rigore, rischia pure di farsi buttare fuori per una gomitata. I suoi compagni di squadra naturalmente vanno nel pallone e, dopo essersi fatti pareggiare, a momenti perdono una partita che poteva significare eliminazione. Se stasera Messi tornasse a fare magicamente il Messi non  ci stupiremmo, ormai si è capito che Leo vive in funzione delle prestazioni del portoghese

2) Iran(toli) degli asiatici
Hanno dato tutto, finendo la partita stremati e sfiniti, sfiorando una miracolosa qualificazione agli ottavi. Bye Bye Iran, bella meteora di questo mondiale. Dopo aver fatto soffrire tantissimo la Spagna, fa lo stesso, forse ancora di più, contro il Portogallo. Una partita piena di Var(iazioni) di percorso: prima il Portogallo può chiudere grazie al rigore di Ronaldo (lo sbaglia), poi ancora il Var protagonista con l'arbitro che non se la sente di cacciare Ronaldo rivedendo le immagini, infine ancora il Var a decretare un rigore per l'Iran. finisce l-1, inutile l'assalto finale. Sospiro di sollievo portoghese che ancora una volta passa i gironi per il rotto della cuffia.

3) Carry me Cara(var) take me away/Take me to Portugal, take me to Spain
Gli altri iberici non vogliono essere da meno e riescono addirittura a complicarsi la vita contro un Mar Rocco già eliminato. Di goal ne segnano, ma quanto subiscono però: con i due goal di ieri fanno 5 goal presi in 3 partite. Ogni loro partita sembra un thriller di Iscocock: ieri riacciuffano il pari per ben due volte (l'ultima in maniera contestata e sul filo di lana grazie al Var) dopo aver regalato le praterie agli avversari (Ramos ieri è sembrato più il maldestro Leprecauno di American Gods che il campione del Real). Passano comunque il girone da primi grazie al CR7 & Co, Marocco invece A(spas), non senza rimpianti.

4) Il tri angolo no, non l'avevo considerato
La vera grossa delusione della giornata non è la Russia, no, è un Uruguay che su 3 goal fatti ne realizza uno solo su calcio d'angolo, la media si è abbassata drasticamente: ora siamo a 3 goal su 5 (sono comunque più della metà). Ieri si vede che era la giornata delle sorprese in negativo (vedi Ronaldo). Ci ha provato Suarez a farsi deviare la palla in angolo su punizione ma purtroppo il portiere russo piazza male la barriera e si butta in ritardo (goal degli uruguaiani). Ci va decisamente più vicino Laxalt: tiro dalla distanza (giustamente diretto verso il fondo a cercare una devizaione) che Chery Shave devia incredibilmente nella propria porta. Solo al terzo tentativo è Cavani a prendersi quello che è loro di diritto segnando sugli sviluppi di un corner solo al terzo tentativo. 

5) Desideri E(sauditi)
Dovevano essere i più scarsi del torneo e invece questo ambito premio andrà probabilmente di diritto a Panama, passando per l'Egitto. I Sauditi dopo aver cominciato male (prima goal di Salame che poi sfiora anche il raddoppio) ci mettono l'anima e vanno a prendersi la prima vittoria della loro storia in un mondiale. Una piccola spinta gliela da l'arbitro assegnandogli due rigori generosi in pochi minuti, poi fanno tutto loro spuntandola nel recupero. L'Egitto si congeda dalla manifestazione con un bottino misero e deludente, 0 punti, l'unica cosa per la quale verranno ricordati ai mondiali è il record del portiere più vecchio schierato in una partita: El Hadary, 45 anni.


giovedì 21 giugno 2018

#RUSSIA2018 - GIORNATA 7 - Problemi di comunicazione

La settima giornata di questi mondiali è stata piuttosto avara di emozioni, con le favorite che hanno battuto rivali poco accreditate di misura, a volte anche con qualche affanno. Portogallo, Spagna e Uruguay fanno quindi passi importanti verso gli ottavi mentre le cenerentole Arabia Saudita e Marocco hanno già pronte le valigie. L'Iran grazie alla vittoria sul Marocco nella prima giornata è invece ancora in corsa.

1) Portonaldo
Ormai i suoi compagni manco si affannano più, tanto ci pensa lui, un Ronaldo in forma strepitosa (e con un nuovo pizzetto capirno sfoggiato per l'occasione) aggiunge al suo campionario di giocate anche il goal di testa (che ancora gli mancava, e dire che viene soprannominato Penaldo). Si adagiano così tanto sugli allori i suoi compagni che, arrivato il goal di CR7, smettono del tutto di giocare, sicuri che in caso gli avversari pareggiassero il loro fenomeno riporterebbe il risultato dalla loro. E giustamente lui si incazza: ok, sono la stella della nazionale, ma non il tuttofare. A sto punto fatemi fare anche l'allenatore così mi pagate pure, tanto schemi e moduli non servono ad una mazza. Ciao Mario, Bernardo Silvan e company stanno pregando in tutte e lingue del mondo che non gli venga manco un raffreddore, per non parlare di Fernando Santos, che continua a dichiarare (ma non ci credono più manco i suoi parenti) senza vergogna "siamo un collettivo".


2) Moroccan Croll

Se perdi all'esordio contro l'Iran vuol dire che te la sei andata ampiamente a cercare e la qualificazione è quasi un miraggio. Non basta tanta volontà se non riesci a segnare, mettiamoci che ieri Rui Patricio sembrava in stato di grazia (per la gioia del Napoli che non lo ha più preso)...
Benatia e soci salutano tristemente il mondiale con largo anticipo senza mai veramente sfigurare, è la legge del calcio: o segni o sogni. Addio ottavi.


3) Con le gambe ad angolo ballo il twist
Secondo voi l'Uruguay con che punteggio può aver vinto e in che modo? Inutile dirlo, già lo sapete: 1-0 su calcio d'angolo. Il portiere saudita decide di pagare subito la tassa dopo poco più di venti minuti e togliersi davanti il pensiero uscendo a farfalle. Suarez ringrazia e porta a casa segnando a porta vuota. Poi tante altre occasioni per i sudamericani ma, come detto in precedenza, avrebbe poco senso far goal su azione per una nazionale come loro.


4) Pass di Spagna
Vittoria risicata e sculata per una Spagna ancora una volta deludentissima: vince in pratica solo grazie ad un goal su rimpallo fortunoso e poi più di una volta rischia il pari dell'Iran. No, dico dell'Iran. Dopo l'abbandono di Logopedegui deve esserci qualche difetto di comunicazione tra Hierro e i suoi calciatori perchè questi ultimi spesso sembrano dimenticarsi cosa fare. Non è un caso che segni infatti quasi solo Diego Costa, un brasiliano naturalizzato: il portoghese è evidentemente una lingua più efficace a questi mondiali.


5) Ira(n)
Avevano adottato la stessa tattica della prima gara: catenaccione selvaggio e "segnamo se gli avversari si sucidano". Fino ad un certo punto erano pure riusciti nell'intento ma poi un gollonzo degli avversari, un goal annullato per fuorigioco e due occasionissime clamorose sprecate li condannano. Quegli altri saranno pure le furie rosse ma ieri tra le due di certo si sono incazzati di più gli iraniani. Oggi a me e domani a te...