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sabato 8 aprile 2023

Servant - serie TV (2019-2023)


Nel corso della sua carriera M. Night Shyamalan è riuscito a sfornare veri e propri capolavori, capaci di entrare nella storia del cinema (il Sesto senso, ma anche Unbreakable), così come film venuti male (L'Ultimo dominatore della terra), pellicole deludenti (E venne il giorno), mal pensate (Lady in the water) o vere e proprie ciofeche (After Earth). Nel mezzo qualche film discreto. E' per questo che ogni nuova uscita che porta la sua firma lascia sempre un po' interdetti, spaesati, inconsapevoli. Non sai mai davvero cosa aspettarti, in positivo e in negativo. La cosa si centuplica se pensiamo ai lavori da lui solo prodotti o sceneggiati. Può uscirsene con un'idea geniale (il plot twist de Il Sesto Senso, il concetto che sta dietro ad Unbreakable e che verrà ripreso dagli altri due film della trilogia "supereroistica") così come pensare a trovate talmente ridicole che rovinano un film intero (no, non mi riferisco a The Village ma a robe come il "tallone d'Achille" degli invasori di Signs, uno dei colpi di scena più stupidi mai visti in un film). Se vi dicono quindi che c'è la sua firma su una serie horror/soprannaturale su Apple +? Come reagite? Con un boh.

Boh è proprio la parola giusta da usare quando si guardano le prime puntate di Servant. Sostanzialmente non si comprende bene dove la serie voglia andare a parare (e lo stesso accade anche in seguito). Sigla e incipit ci fanno immaginare un telefilm dai connotati horror e psicologici ma il procedere delle vicende muta quasi fin da subito, prendendo strade diverse, che hanno molto più a che fare col dramma familiare, quando non si scivola nel grottesco o in momenti quasi da commedia. Non mancheranno infatti momenti particolarmente "esagerati" rispetto al contesto, che a tratti sembrano voler fare scivolare la serie nella parodia del genere, ma si fermano sempre un attimo prima.

venerdì 27 gennaio 2017

SPLIT - M. Night Shyamalan

Finalmente Shyamalan l'azzecca! Il regista più frainteso (sua culpa) della storia del cinema, l'incarnazione vivente del "è bravo ma non si applica", stavolta sembra essersi "spiegato meglio" con la sceneggiatura, riuscendo a far coincidere idea e sviluppo. Merito di una trama cruda ma essenziale e un'ambientazione semi-singola che non distrae dal tema e dalla buona recitazione degli attori. Alla fine arriva anche la genialata.

sabato 15 giugno 2013

AFTER EARTH - M. Night Shyamalan

La paura non esiste, La paura non esiste, la paura non esiste...la paura esiste!"

No, non si tratta della recensione de "L'esorciccio" ma del nuovo film di “Sciamallà” "After Earth".
Il regista indiano oramai definibile come eterna promessa dopo gli exploit con "Il senso senso" e "The Unbreakable" si è ficcato (a parte l'interessante e poco capito The Village) in un vero e proprio vicolo cieco: il particolare ma irrisolto "Lady in the water", il noioso e malriuscito "E venne il giorno", il disastroso "L'ultimo dominatore dell'aria" (che non ho avuto il coraggio di vedere).

In questo caso si limita a dirigere (quindi abbiamo scansato il solito finale a sorpresa ultimamente sempre più inutile) Willy Smith e suo figlio in un film praticamente recitato solo da questi ultimi due.