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mercoledì 8 settembre 2021

Iron Maiden - Senjutsu


Sono passati ben 6 anni da The Book Of Souls, penultimo album dei Maiden. Di acqua sotto i ponti ne é passata, eccome. Si potrebbe perfino dire che viviamo quasi in un'altra epoca. Ma basta ascoltare i primissimi secondi di Senjutsu, nuovo lavoro della metal band britannica, per sentirci a casa, come se questi 6 anzianotti vivessero in una loro dimensione dove le regole del tempo non funzionano allo stesso modo.
Bastano i colpi della batteria di Nicko McBrain per ritrovarci su sentieri noti: epici, guerreschi, cruenti, con una spruzzata (stavolta) di oriente. E' di questo che si ciba la title track, posta come opener, ad aprire le danze in maniera potente ma mai invadente, con il suo andamento costante, le poche variazioni, tra schitarrate furiose e tamburi. Il cantato profondo di Dickinson é la ciliegina su una torta appetitosa, ma il meglio deve ancora venire (voto 8,5).

"Stratego", il secondo estratto dell'album dopo Writing on the Wall, é, per contraltare, un pezzo molto diretto e puramente maideniano. Classico riff veloce ma non velocissimo che ci conduce ad una song che ha il compito di stamparsi subito in testa senza tanti fronzoli. Non c'é molto da dire, molto gradevole, fa il suo senza stupire (voto 7)
Subito dopo troviamo l'altro estratto dal disco, la già nota "Writing on the wall". Ancora una volta un Nicko sugli scudi conduce le danze e ci porta su sentieri noti ma piacevoli, con le chitarre che ci regalano una assolo molto riuscito. Il ritornello é impossibile da dimenticare, orecchiabile ma non banale (voto 7,5).

Dopo 2 pezzi piú brevi e canonici "Lost in a Lost world" prova a rialzare l'asticella della complessità (quasi 10 minuti di saliscendi). Inizio molto delicato ed inusuale con un Bruce grandissimo. Sembra quindi di trovarci di fronte ad una piacevole ballata. Niente di piú sbagliato. Appena scoccano i 2 minuti si parte con un riff, non immediatissimo ma puramente maideniano e una parte centrale che a tratti sembra evocare stancamente le atmosfere di A matter of life and death. Il senso si già sentito comincia a farsi però piú forte mentre i riff continuano ad alternarsi ed avvilupparsi senza soluzione di continuità. Si rischia insomma che le montagne russe del brano ci conduciamo soltanto alla confusione, se ne esce poi però in grande stile. Cosí come era cominciato il brano torna sui suoi passi, si addolcisce ma stavolta acquista epicità e il cantato dona al pezzo un finale di sicuro effetto. Ci troviamo di fronte insomma ad un pezzo difficile da giudicare, che alterna cose pregevoli ad altre che fanno storcere un po' il naso (voto 7+)

‘’Days Of Future Past’’ ci riporta su territori piú immediati, classici che piú classici non si può. Il riffaccione molto anni '80 non lascia dubbi, cosí come il pezzo. E' maiden sound, di quelli senza fronzoli e senza sorprese, senza pretese oseremmo dire, quasi da filler. Stratego e Writing fanno la stessa cosa ma decisamente meglio. Però non é proprio una ciofeca, quello no (voto 6,5)

"The Time Machine" ci riporta però al "metal progressivo" con un saliscendi che stavolta appaga. Chitarre aggressive e melodiche che ti entrano subito in testa. Nulla é lasciato al caso, ci troviamo di fronte alla classica galoppata alla maiden nella parte centrale, con Bruce molto convincente. Non c'é un attimo di tregua, tutto cambia ad ogni battito d'ali e si fa ora piú aspro e ora piú epico. Sicuramente il brano piú "progressivo" finora, ma allo stesso tempo é uno dei piú scorrevoli e assimilabili al primo ascolto (voto 8+)

La Seconda metà di questo Senjutsu si apre con un pezzo davvero davvero inusuale. "The darkest hour" dal titolo potrebbe far pensare ad un pezzo metallico potentissimo e oscuro. Pure l'introduzione delicata e acustica (con tanto di suoni di gabbiani in sottofondo) non sarebbe da prendere come un segnale definitivo. Niente affatto. L'intro ci conduce davvero stavolta ad una ballad sofferta e sentita, con un Bruce Dickinson perfetto (il pezzo sembra quasi uscito da un suo album solista). Bellissimo l'assolo di chitarre, uno dei migliori dei maiden da 30 anni a questa parte. Insomma molto molto bene, non quello che uno si aspetta ma davvero ben fatta (voto 8).

“Death Of The Celts” inizia anch'essa in maniera delicata, acustica, ma sappiamo che stavolta non possiamo assolutamente fidarci. La durata, l'incedere iniziale alla "The clansman" ci fa presagire già quello che arriverà. E puntualmente non veniamo smentiti. Epicità a pioggia come solo i Maiden sono in grado di creare. Pezzo potente ma molto melodico, dove Dickinson scompare per gran parte del tempo per lasciare spazio ai 3 chitarristi che sembrano battagliare per prendersi la scena. Siamo di nuovo dalle parti del metal progressivo. Ci sono pure le tastiere che donano al tutto un sapore particolare ed accompagnano Dickinson mentre ritorna per breve tempo per la parte finale simile all'intro.
Un pezzo insomma imponente e cangiante, come nella migliore tradizione del gruppo (voto 8,5).

“The Parchment” alza ancor di piú la posta (é il pezzo piú lungo di tutto l'album) : intro orientaleggiante e misterioso. Molto potente, massiccio, con un riff minaccioso e un cantato rabbioso. Il pezzo é sicuramente tra le cose piú pesanti di questo Senjutsu eppure non manca un certo spirito melodico, saranno le tastiere che donano al tutto ancora una volta un sapore progressivo o saranno le chitarre che, come da tradizione, riescono sempre a risultare gradevoli in qualsiasi veste. Ancora una volta sembra di assistere ad un "triello" tra chitarre pieno di cambiamenti e di epicità. Non c'é che dire, questi ultrasessantenni ci sanno fare, ancora. Certo i tempi di Ryme of the ancient mariner sono lontani ma il pezzo non sfigura di fronte ai piú storici per durata e complessità del gruppo (voto 9).

"Hell on earth" chiude il terzetto dei pezzi forti dell' album. Dei tre é sicuramente il piú melodico. La classica intro acustica, stavolta piú breve, ci conduce ad un crescendo col classico incedere galoppante e, ancora una volta, epico. Stavolta però siamo piú vicini al progressive che al metal. Il pezzo é infatti molto gradevole e pur nelle sue continue mutazioni mantiene un impianto melodico con un ritornello (?) davvero riuscito. Ma come detto il pezzo non ha una struttura canonica ed anzi fa sfoggio di invidiabile camaleonticità grazie anche alle tastiere che dipingono atmosfere a tratti perfino sognanti nonostante le tematiche del pezzo. Basti dire ad esempio che prima di entrare Dickinson il brano va avanti per 3 minuti e oltre quasi come fosse uno strumentale. Difficile chiedere di meglio. Bruce Dickinson appare perfettamente a suo agio poi in questo tipo di song. (voto 9)

Si chiude cosí in bellezza un lavoro ben suonato, dalla struttura ben definita (una prima parte dove i pezzi piú immediati la fanno da padrone ed una seconda parte piú complessa che flirta spesso col progressive), piú compatto del precedente, che non sconvolge per originalità ma coinvolge per il suo essere rassicurante.
Magari non ci sarà un pezzo destinato ad essere annoverato tra i classici dei classici e probabilmente neanche una nuova Empire Of The Clouds ma é un disco che non ha quasi mai momenti discutibili, un pregio non da poco.
I Maiden insomma sono tornati e sono ancora come li avevamo lasciati qualche anno fa. Scusate se é poco alla loro veneranda età.

Voto CD 1: 7,5
Voto CD 2: 8,5
Voto globale: 8+

sabato 28 agosto 2021

#SerieA_21/22 2> #JuventusEmpoli 0-1 – Jay fu...


Com'era il fatto? Ronaldo non serve, è un giocatore finito, bla, bla, bla... Non perdete tempo, Ronaldo era l'unico giocatore da Juve e la sua partenza ci toglierà minimo 20/25 gol fino a fine stagione. Questa è una squadra così in alto mare che persino gli arbitri banchetteranno, perché tanto neppure una mosca avrà il coraggio di ribellarsi.

Allegri non può fare miracoli, stasera si è visto il remake dell'horror visto lo scorso anno contro il Benevento. Covid a parte, non ti puoi permettere di presentarti in un campionato di serie A con i vari Bernardeschi, De Sciglio, Rugani, ecc. Ma soprattutto senza un centrocampo da serie A e senza un attaccante serio. Lì davanti abbiamo gente che pensa più a chi deve passare la palla che a tirare in porta.

Il buon inizio di Udine si è frantumato sulle papere di Szczesny e sull'addio di CR7. Addio tardivo che non ci lascia né spazio né scampo. Questo rischia di essere il peggior campionato della storia bianconera. L'abbiamo visto lo scorso anno cosa ha significato partire così in ritardo, persino iniziando con una vittoria.

L'impressione più negativa è che non ci sia alcuna soluzione. Prendersela con l'allenatore è un esercizio ignorante e inutile. Questi sono uomini senza orgoglio e senza palle, che sinora si erano nascosti dietro ai 30 gol di Ronaldo ed ora sono nudi sotto i riflettori. L'unica cosa positiva è che almeno quest'anno riceveranno la loro dose di fischi dal pubblico, anche se non in piena potenza.

Di questo passo aspettiamoci di tutto, anche arbitraggi peggiori di questo, nessuno se ne accorgerà. Con un centrocampo persino peggiore del fischietto, che dovrebbe pagare il prezzo del biglietto più che percepire uno stipendo. Un attacco che non fa onore al nome attacco. Qualsiasi avversario può venire qui a vantarsi di se stesso, ignorando la storia del Benevento. L'Empoli stasera potrà vantarsi e festeggiare quanto vuole ma se vuol davvero salvarsi meglio paradossalmente si dimentichi presto di stasera, perché senno alla prossima ne prende sei come lo Spezia. Quando giochi contro questa Juve è tutto facile, così come quando giocavi contro l'Inter di qualche anno fa che battevano cani e porci.

Nemmeno un elettroshock collettivo può svegliare queste schiappe. E davvero sono in pochi quelli che si salvano, uno su tutti Chiesa. Ma se nessuno va a messa nemmeno lui può fare miracoli. Questo è un gruppo senza Dio, perduto nel deserto dirigenziale ed economico. Siamo in una tempesta dalla quale dobbiamo prima pensare a salvare la pelle. Tutto il resto sono chiacchiere morte.

domenica 22 agosto 2021

#SerieA 21/22 1> #UdineseJuventus 2-2 – Porte aperte alla Dacia


Lasciatemi esordire con un commento a caldo. Uno dei commenti più incazzati degli ultimi tempi e posso farlo solo se è bello caldo, come il pane che esce dal forno. Anche perché trovo del tutto inutile commentare in altro modo una non-gara come questa.
Avrei voluto parlare del partitone di Dybala e del suo grandioso esordio da capitano, o parlare del ritorno alla Juve di Allegri o di qualsiasi cosa d'altro, persino del tempo meteorologico di Udine. Ma tutto scompare come lacrime della pioggia di fronte allo scempio al quale abbiamo dovuto assistere stasera. Un eclissi polacco che ci è costato due punti in questa partita e forse anche un bel po' di morale per le prossime, dato che tutte le altre han vinto.

Inizio allora arrivando subito al dunque: trovo vergognoso il fatto che, una squadra con una tradizione storica di grandi portieri debba ridursi ad avere come estremo difensore uno che per cognome ha un codice fiscale... Ma non certo per il suo cognome, che a nulla gli serve per parare, ma per le sue mani, peggio messe del suo cognome poiché non hanno nome... perché stasera sono state innominabili.

Se segni due gol, prendi due pali, ti annullano l'ennesimo gol col millimetro, nulla puoi contro l'urgano Szczesny, che stasera ha fatto più danni di Henry. Quello che abbiamo visto stasera è stato qualcosa di ignobile per un professionista. Un essere umano con un po' di amor proprio, non dico che avrebbe dovuto farci la grazia di rescindere, ma quanto meno dovrebbe rinunciare ad un mese di stipendio e darlo ai poveri. Quelli che davvero stasera avrebbero meritato più di lui anche solo un tozzo di quel pane caldo che sto sfornando in questo sfogo fiume.

Di fronte a quello che ho visto decade tutto. Non mi importa che sia solo la prima giornata, nemmeno che non sia la finale di Champions. Avessimo perso 3-0 giocando male me ne sarei fatto una ragione, appunto perché siamo ancora alla prima e appunto perché non è una finale di Champions. Ma se un solo giocatore è stato in grado di regalare un pareggio del genere, a qualsiasi avversario, il calcio non c'entra più.

Davvero tra SZCZ e DAZN non so chi mi ha fatto incazzare di più (da notare i nomi che sembrano bestemmie onomatopeiche da fumetto) e chi mi farà incazzare di più. Nell'anno in cui SKY come gli americani ci lascia in mano di questo streaming talebano, nemmeno buono a mettere su una diretta calcio, per dirne un'altra. Davvero si parte nel peggiore dei modi.

Qui non si parla di episodi, come i due pali o i gol annullati, qui si parla di una prestazione quasi scientifica, dal punto di vista negativo. Qui parliamo di una tifoseria, o peggio ancora di una dirigenza, che invece di pensare alle sorti di Ronaldo avrebbe fatto bene a prendere un portiere e non uno di quelli che la mattina, quando scendi di casa, trovi giù a leggere il giornale. Poiché già lo scorso anno ha spesso dimostrato di non essere un portiere da Juve, quest'anno ho paura che ripeteremo (speriamo non peggio) i tempi di Van Der Sar.

Detto questo... Davvero... Trovo superfluo parlare di qualsiasi altra cosa. Meglio invece lasciare che questa serata rimanga nell'oblio calcistico. Meglio che il mio sfogo termini il prima possibile. Facciamo che la partenza falsa della Juve (non per colpa della Juve) coincida con la mia falsa partenza. Se volete parliamo del tempo. Degli uragani che si trasformano in tempeste tropicali, dei 50 gradi di Siracusa o della pioggia caduta sulla calotta polare. Possiamo parlare di tutto quello che volete, purché non mi facciate parlare di quell'uomo.

Il mio unico desidero stasera è pensare a lui il meno possibile. Parlare di lui il meno possibile.

Toglietemelo davanti.
Toglietemelo davanti.

lunedì 12 luglio 2021

#euro2020 FINALE (#ITA vs # ING) Another brick in the wall





Ligabue cantava "E ti senti ad una festa per cui non hai l'invito". Questo deve essere stato l'umore in generale della truppa azzurra a questa finale degli europei. La sensazione era che tutto fosse pronto ed apparecchiato per la vittoria degli inglesi e ci si sentiva un po' degli intrusi, come delle mosche che di presentano ad un picnic. Perché oh, stavolta dopo tanto parlare il football era pronto davvero a tornare a casa, ma non c'era manco da discuterne. Il segnali erano chiari: Ceferin che aveva già promesso la coppa al compare BoJo, la partita a Wembley davanti a quasi 60.000 tifosi di casa, la convinzione degli albionici (gente che si era già tatuata la coppa, programmi TV col conto alla rovescia per i festeggiamenti), la sconfitta di Berrettini a Wimbledon poche ore prima...Oscuri presagi. 


Italia-Inghilterra 4-3 (dcr) 


Si arriva alla gara e le sensazioni si fanno ancora piú nefaste: il pubblico che urla, le bandiere inglesi, il frastuono, Beckham che sorride tra la folla, sembra davvero una festa, la loro festa, uno show, tanto che lo "Shaw" inglese in campo comincia già dopo meno di 2 minuti. Manco scendi in campo a momenti e già sei sotto. Cosa potrebbe andare peggio? E' una doccia gelata per gli azzurri, che già piove a dirotto di suo. E allora non ti resta manco il classico "potrebbe sempre piovere".

Gli inglesi in campo sono proprio sicuri, tranquilli, consapevoli e...supponenti. Si perché all'improvviso, forse perché forti del fatto di essere la migliore difesa del torneo, cominciano ad arretrare progressivamente sempre piú. In pratica cominciano a giocare "all'italiana" e hanno buon gioco vista la solita impalpabilità di Immobile (di nome e di fatto per tutti gli europei) ed Insigne (manco un "tiraggir"). L'unico che si sbatte pare essere Chiesa ma l'Italia appare frastornata anche quando ha in mano il pallino, tanto che nel primo tempo gli inglesi si affacciano piú di una volta nella nostra area (per fortuna Sterling é in serata da tuffatore piú che in quella da goleador).
E allora visto come vanno le cose gli inglesi già che ci sono cominciano ad arretrare ancora di piú. Non sarà troppo? Macché, questi blindano il risultato è non ti fanno passare, i gladiatori eroici che riportano a casa il calcio a forza di spallate e spazzate.
Nonostante Chiesa non si dia mai per vinto se non alla sua caviglia, non sembra proprio serata, il loro portiere sventa con sicurezza le poche minacce al loro "muro" invalicabile. 


Wash your mouth 


Ma all'improvviso, dal nulla, al minuto 67' il muro crolla, inglesi salvati prima dal palo su Verratti ma Bonucci ribadisce in rete: 1-1. Non ci si crede, non ci credono manco gli inglesi, tanto che per il resto del secondo tempo continuano a fare catenaccio, forse convinti che pure un pari bastasse a far tornare a casa sto benedetto football. Sono storditi, vivono ormai come in un sogno in balia degli eventi, l'Italia non é capace però di assestare il colpo definitivo. 
Nemmeno i supplementari cambiano il copione, solo la stanchezza degli azzurri sembra risvegliare dal torpore gli inglesi che sul filo di lana provano il sussulto. Stavolta però il muro si chiama Chiellini. Dopo una carriera all'ombra di nomi piú grandi e celebrati é la sua ultima occasione di entrare nella storia con la maglia azzurra e dopo 120 minuti di gioco corre e ringhia come se di anni ne avesse 27 invece che 37.







Si va ai rigori e qui si ricomincia con gli oscuri presagi. Finora, infatti, chi aveva vinto ai rigori aveva sempre perso la gara seguente, sempre ai rigori, chiedere a Svizzera e Spagna. Volete che non capiti a noi stavolta? Ci tocca. E' destino. 
Poi guardi Belotti e perfino Jorginho sbagliare e ti dici "ecco lo sapevo" e invece non sai un bel nulla. Non sai come non lo sapevano gli inglesi, non lo sapeva la cabala, non lo sapeva nessuno. Perché i rigori, i maledetti rigori, sono sempre imprevedibili e allora accade che quelli sbaglino piú di noi e Donnarumma si trasformi in Superman. 
Non ci sono proclami o segni del destino che tengano, la festa del pubblico di casa si trasforma in tragedia, "football is coming Rome". Mai dare per scontate le vittorie o le sconfitte. 

Dopo 53 anni l'Italia torna dunque a vincere gli europei, con una squadra alla quale non avresti dato un euro. Zero campioni, zero fenomeni, un gruppo nato dalle macerie di una nazionale che manco era arrivata a disputare gli scorsi mondiali. E invece un altro muro é stato abbattuto. A volte le imprese accadono  e questa indubbiamente lo é. 


giovedì 8 luglio 2021

#euro2020 SEMIFINALE 2 (#ING vs #DAN) Coming Home



E alla fine ce l'hanno fatta. Dopo decenni di delusioni, figuracce e sberleffi da parte degli avversari gli inventori del calcio raggiungono una finale europea. Tutto sembra pronto e apparecchiato per un loro trionfo. Resta un solo ostacolo, sappiamo quale. Sarà vera gloria per gli Inglesi? Speriamo di no. 


Inghilterra-Danimarca 2-1 (dts) 



Sarà che con questa storia del "football is coming home" i tifosi inglesi ci hanno frantumato i cosiddetti da tempi inenarrabili. Sarà che quest'anno davvero la finale si gioca in Inghilterra (piú "home" di cosí...). Sarà che, dopo una storia fatta di capitomboli quando sembrava già fatta, stavolta in finale ci sono arrivati per davvero (per la prima volta agli europei). Sarà che il cammino di questi Europei per loro é stato piú che agevole (ai quarti l'Ucraina, in semifinale la Danimarca) quasi come non ci dovessero essere ostacoli di qualunque tipo. Sarà che per una volta la dea bendata sembra essersi decisa a voltarsi dalla loro parte. Sarà che quando le cose si sono messe male e il risultato era in bilico, con lo spettro dell'ennesimo disastro ai rigori, il rigore (rigorino a essere generosi) ai supplementari gli ha svoltato la gara e l'annata. Talmente era la voglia di finale che sull'azione del penalty  gli inglesi sono arrivati perfino a duplicare i palloni in campo senza che a livello arbitrale si battesse ciglio (oh, metti che un pallone veniva sprecato, c' era sempre l'altro che poteva finire in porta, meglio non farsi mancare nulla e non lasciare nulla di intentato) 


Quando si dice "portarsi il pallone da casa. Qui però si esagera


Non vogliamo fare eccessivamente i maliziosi ma dopo le decisioni della UEFA su Wembley con covid e variante delta in ballo diciamo che le coincidenze sono piuttosto singolari. Sarà Il famoso "calcio del popolo", in questo caso del popolo di casa.
Ci sono insomma tutti ma proprio tutti gli indizi per poter pensare che questo possa essere l'anno dell'Inghilterra. La Danimarca ha lottato, ha dato tutto, ha finito stremata, é andata al di là delle sue possibilità: prima andando inaspettatamente in vantaggio con Damsgaard (gran punizione), poi soffrendo e mantenendo con le unghie e con i denti il pari (arrivato non molto dopo su autorete). Ma nulla poteva impedire evidentemente la finale in casa degli inglesi (in casa ci vinsero un mondiale d'altronde e dopo la delusione del 1996 volevano assolutamente andare fino in fondo).

Cosa potrebbe mettersi quindi sulla strada degli albionici e il loro trionfo? L'Italia? Beh, in questi Europei a Wembley ci ha già giocato 2 volte e ha vinto, chi lo sa. Magari gli inglesi terranno fede alla tradizione e si suicideranno ancora sul piú bello. Solo il tempo potrà dirci, l'11 luglio é un appuntamento con la storia, vedremo di che storia si tratterà. 


mercoledì 7 luglio 2021

#euro2020 SEMIFINALE 1 (#ITA vs #SPA) Fiesta



La prima semifinale, Italia-Spagna é un classico del calcio europeo e mondiale. Ma questa volta forse aveva una sensazione ancora piú speciale. Una gara dai tanti significati, nella quale l'Italia ha avuto la meglio giocando peggio degli avversari. Rigori stavolta a noi favorevoli e portatori di gioia in tutti gli angoli del Paese. E "Fiesta" sia. 


Italia-Spagna 5-3 (dcr) 


Un segno del destino: Italia-Spagna proprio il giorno dopo la morte della Carrà, simbolo della musica e dello spettacolo in Italia e non...quel non che guarda caso ha a che fare soprattutto con la Spagna, quasi una seconda patria per l'artista scomparsa all'età di 78 anni (ricordata prima del fischio d'inizio con le sue canzoni). La Raffaella nazionale era anche appassionata di calcio e, come noto, tifosa juventina. 
Sembra quindi piú che una coincidenza il fatto che la partita sia stata decisa, guarda un po', da due juventini, uno per parte, quasi come fosse l'ennesimo omaggio. 

Una gara dura, spigolosa, con l'Italia a soffrire perennemente, come e piú della gara contro gli austriaci. In RAI per giorni ci avevano raccontato che la Spagna non si reggeva in piedi, era stanca, dopo 2 supplementari avrebbe sicuramente mollato. E invece sapete che c'é? Che gli spagnoli hanno corso e giocato e di supplementari se ne sono fatti 3, facendo la gara e tenendo palla e l'Italia ha finito in sofferenza, con i crampi e ha benedetto i rigori come una liberazione. E' il calcio, sono le partite secche, sono le semifinali, dove ci si gioca tutto e tutto può succedere: pure che dopo una gara in apnea all'improvviso dal nulla Chiesa segni un goal "aggir" (ormai pare sia copyright di Insigne, Rimedio ci tiene a farci sapere che glielo ha ispirato lui. Meglio tacere),  o che il contestatissimo Morata faccia prima gioire i suoi per poi farli sprofondare nella piú nera disperazione. In pratica, se non fosse entrato, i suoi compagni probabilmente non avrebbero pareggiato, ma allo stesso tempo é proprio lui che li condannerà sbagliando il rigore decisivo. 

Il calcio dà e il calcio toglie, non esiste giustizia, previsione, sicurezza nei propri mezzi che tengano. Non c'é un diritto divino o un fine superiore, vince chi é piú bravo e fortunato in quella singola gara e giocare bene non ti garantisce nulla. A maggior ragione se poi vai ai rigori, quei maledetti rigori, per noi amari quasi sempre (1990/1994/1998/2016 con la piccola, inutile, parentesi fortunata del 2000) e che stavolta invece ci arridono. Succede quindi che Bernardeschi ti tira fuori il rigore perfetto e un Dani Olmo, dopo una gara strepitosa, ne tiri uno imbarazzante. I rigori sono cosí, la Svizzera che fa fuori la Francia ai tiri dal dischetto per poi farsi eliminare, sempre dal dischetto, dalla Spagna, che a sua volta si fa sbattere fuori dal l'Italia, sempre dal dischetto. Pare quasi ci sia uno schema in tutto ciò e invece si tratta soltanto delle follie della casualità 


"Cosa non ti é chiaro Jordi? Red is the new blue, quindi il rosso é l'Italia è il blu la Spagna che anche se é rossa é abbinata al blu, che però poi ridiventa rosso. Capito? E' semplice, in pratica avete perso" 


Destino? Caso? Poco importa. Importa, solo che il tabellino dice che l'Italia é in finale, di nuovo a Wembley e ci troverà molto probabilmente l'Inghilterra (vedremo se sarà cosí) che a quel punto si giocherà la gara piú importante in casa, un fattore sfavorevolissimo per noi. Ma, come sappiamo e come abbiamo visto, nulla é scontato, il football non é matematica, é questo il bello e il brutto del calcio: balli per 90 minuti (o piú) e speri alla fine di aver fatto felici i tuoi fans. Stavolta é andata cosí e siamo sicuri che la Carrà si sarebbe divertita tantissimo. 

domenica 4 luglio 2021

#euro2020 QUARTI DI FINALE 2 (#CZE vs #DAN #UKR vs #ING) It's easy




Si sono chiusi anche i quarti di finale di questo strano europeo. Certo non lo hanno fatto in modo esaltante, con 2 gare che non rappresentavano esattamente la creme della creme del calcio continentale. Danimarca che continua a stupire non per gioco ma per concretezza, all'Inghilterra invece basta il minimo sforzo per far fuori nettamente un' Ucraina davvero modesta.



Repubblica Ceca-Danimarca 1-2



Due outsiders assolute. Forse non quanto L'Ucraina, ma nessuno avrebbe immaginato che una Danimarca sconfitta nelle prime due gare di sarebbe giocata l'accesso alla semifinale. Certo una grandissima dose di buona sorte ci ha messo lo zampino (arrivare secondi con soli 3 punti é stato un record, beccare poi il Galles agli ottavi come vincere un terno al lotto). La Repubblica Ceca se non altro il suo dovere lo aveva fatto, dopo un girone discreto avevano pure fatto fuori la quotata Olanda.
Passano solo 5 minuti e la Danimarca va già in vantaggio, la Repubblica Ceca come un pugile suonato sbanda, rischia di prendere il secondo quasi subito. Sembrano quasi non crederci, eppure in teoria non avrebbero meno qualità degli avversari (non ne hanno entrambe), crescono poco, alla distanza e proprio quando sembrano prendere in mano il pallino del gioco e cominciare a pressare nell'area avversaria arriva invece il raddoppio danese con Dolberg. Primo tempo che si chiude cosí. 
La ripresa sembra riaccendere la gara: bastano 4 minuti a Schick per accorciare. Ma invece di crederci ancora di piú i cechi si afflosciano improvvisamente, producono poco, anzi a tratti rischiano pure di beccare il terzo. La partita diventa statica, bloccata, con i sirenetti che ci sguazzano alla grande e tengono senza grossi affanni fino alla fine. 
Per la terza volta sono in semifinale e sperano nel miracolo a distanza di 29 anni. Repubblica Ceca invece che dopo aver eliminato una big si suicida sul piu bello contro una squadra di pari livello, se non inferiore. 


Ucraina-Inghilterra 0-4


Non che ci si potesse aspettare chissà cosa. La partita era tra le piú sbilanciate, non solo della fase ad eliminazione diretta, ma in assoluto. Cosa poteva impedire agli inglesi di raggiungere la semifinale in uno scontro del genere? Tipo che sentendo un improvviso attacco di nostalgia delle terre di Albione si facessero intimorire dall'aria di Roma? Che si intristissero vedendo il poco pubblico sugli spalti (lo stadio di Wembley nonostante i contagi in aumento clamoroso  era sempre stato colmo, scherzi della UEFA)? Che si appisolassero fiaccati dalla calura italica? 
La risposta é immediata: dopo 4 minuti gli inglesi sono già in vantaggio. Altro che "Hurricane", sembra piú un goal da " Hurry Kane". 
Tutto facile, talmente facile che i britannici cominciano fin da subito a giochicchiare, cullandosi sul vantaggio, facendo sembrare L'Ucraina una squadra decente solo perché arriva un paio di volte alla conclusione. Ma non scherziamo, é una gara che ha poco da dire, zero illusioni. Il primo tempo é stato puro allenamento e il risultato di 1-0 non inganna nessuno. 
Infatti non fa in tempo ad iniziare la ripresa che L'Ucraina subisce subito il raddoppio. Non basta, altri 4 minuti ed é 3-0. Passano 15 minuti e sono 4.
Sembra di assistere ad un incontro amichevole tra una nazionale che si prepara a giocare un torneo importante e uno sparring partner chiamato all'ultimo momento. Ci si chiede solo fino a quando continueranno ad infierire e quando si fermeranno. Si fermano lí, anche perché di lí in poi Southgate pensa solo a salvaguardare i suoi e a fare turnover. Quanto agli ucraini la cifra della gara é data da un finale nel quale Sheva cerca di fare delle sostituzioni ma l'arbitro fischia prima il finale di gara (zero minuti di recupero). Inglesi che tornano insomma in semifinale dove incontreranno l'ennesima sorpresa, la Danimarca. Finale già prenotata insomma. 


sabato 3 luglio 2021

#euro2020 QUARTI DI FINALE 1 (#SVI vs #SPA #BEL vs #ITA) Against all odds



Sono cominciati i quarti ed é stata subito Italia. Gli azzurri hanno fatto un sol boccone anche dei belgi, ancora una volta forse un po' sopravvalutati in questi anni (alla fine ancora una volta resteranno a secco). Non riesce il secondo miracolo "di rigore" alla Svizzera, che stavolta si arrende dal dischetto ad una Spagna come al solito fumosa, precaria, instabile, ma che porta a casa il risultato. Sarà Spagna-Italia dunque in semifinale, speriamo che stavolta finisca meglio dell'ultima volta che ci si scontrò. 


Svizzera-Spagna 2-4 (dcr) 



Dalle mie parti si dice "Una volta viene Natale". A parte il fatto che siamo a luglio e viaggiamo a 40 gradi di media al giorno, per restare all'interno della metafora non tutte le volte ti può riuscire l'impresa, a maggior ragione se questa impresa deve passare per la lotteria dei rigori (che, si sa, hanno una grossa componente di casualità). 
La gara è molto diversa, per emozioni e spettacolo rispetto a quelle che Svizzera e Spagna hanno disputato nel turno precedente, eppure l'andamento, in piccolo, non é poi molto diverso: Spagnoli che vanno avanti, Svizzera che va sotto ma che poi all'improvviso si rialza, inaspettatamente. Piú che lo spirito elvetico ancora una volta appare decisivo però il solito masochismo inaudito degli iberici che non si fanno mancare nulla sotto questo punto di vista. Rigori sbagliati? Celo. Goal mangiati a porta vuota? Celo. Paperazza del portiere su retro passaggio di un compagno? Celo. Difensori che si scontrano tra loro nel tentativo di intervenire sul pallone? Manca. 
Mancava: al 68'  Laporte sbatte contro Pau Torres, Freuler serve Shaqiri, 1-1. Nemmeno il rosso a Freuler a 13 dalla fine sembra scompaginare il piano degli svizzeri: catenaccione, spazzare alla viva il parroco, aspettare i classici goal mangiati  dagli spagnoli (che puntualmente arrivano) e si va allegramente ai rigori. Sommer se la ride pregustando già il bis, pure Petkovic deve aver pensato che la ricetta "ammazza Francia" era ripetibile e manda dal dischetto gli stessi dentici giocatori con la stessa identica sequenza. Peccato che ai rigori non bastino gli stessi ingredienti e la stessa preparazione per cucinare la stessa pietanza. Quello che doveva essere un piatto ricco ed abbondante quindi si trasforma in una frittata. Dai 5 su 5 dal dischetto si passa all' 1 su 4. Favola finita. 
Gli spagnoli cosí, zitti zitti si ritrovano a sorpresa in semifinale. Non ci arrivavano dal 2012, quando poi stravinsero in finale contro l'Italia, Italia anch'essa in semifinale dopo 9 anni. Si ritroveranno contro in un match che non regalerà trofei ma la certezza di essere tornati tra le grandi. 


Belgio-Italia 1-2


Quello di Conte di 5 anni fa ci era stato raccontato come un mezzo miracolo e in parte lo era. Arrivare ai quarti, uscendo solo ai rigori contro gli allora campioni del mondo, appariva come un'impresa epocale per una nazionale che veniva dalle macerie della post sbronza del 2006 (con la "piacevolmente dolorosa" parentesi della finale del 2012). A maggior ragione lo appariva vedendo quello che era arrivato dopo: il ciclo (s)Sventura e la vergognosa mancata qualificazione ai mondiali del 2018. Si ripartiva dal nulla insomma, sia come risultati che come base (molto modesta). Cosa poteva mai fare in una competizione importante una nazionale imbottita di buoni giocatori (ma non fenomeni) e mestieranti? Beh, c'é questa cosa delle nazionali, che spesso vanno al di là dei singoli, che se riescono a compattarsi e a fare gruppo in un torneo di breve durata possono sorprendere e se tutto gira, ma proprio tutto, nel verso giusto ti fanno l'impresa epocale (si, pensavo alla Grecia, ma non solo). Ecco perché pure un'Italia senza campioni ed arrivata in sordina alla competizione continentale poteva mettere paura al Belgio n.1 del ranking Fifa, squadra con campioni ma che nei momenti clou tende ad evaporare, la classica squadra "bella ma che non balla". E poi c'era quel precedente agli scorsi europei: certo erano i gironi ma l'approccio poteva essere lo stesso. E infatti...
Dopo Wembley, contro tutte le previsioni, anche la trasferta di Monaco porta bene agli azzurri. Eh si, in caso qualcuno se lo fosse chiesto si chiama (guarda un po') ancora Allianz Arena: nonostante Lollobrigida parli di fantomatico  "nuovo nome" si tratta semplicemente del classico caso di denominazione diversa causa Uefa/Fifa che non riconoscono il nome commerciale di uno stadio. Poi ci si chiede perché non ci mancherà la Coppa, Italia made in RAI. 


" Belgioooo, Oh, ti raggiro"


Tornando a parlare della gara in se, l'Italia non ha meravigliato, fatto cose eccezionali, fatto sbrilluccicare gli occhi. Ha fatto l'Italia, quella dei bei tempi, che sa far tenere palla agli avversari quando c'é da badare al sodo, che sa pungere all'occorrenza (Barella, Insigne) e ringhiare quando c'é da tenere botta (Giorgione mannaggia, se tu avessi 4/5/6 anni in meno quanto ci sarebbe ancora da divertirsi). Il Belgio invece è apparso evanescente, appesantito come un Lukaku stoppato puntualmente dalla difesa, azzurra, privo di idee come un De Bruyne ancora convalescente e svagato, lento come una difesa che nei momenti importanti mostra tutte le sue falle. Non é un caso che il migliore dei belgi sia stato il diciannovenne Doku, a tratti imprendibile (ne sa qualcosa Di Lorenzo che con la sua mano malandrina per fermarlo poteva riaprire la gara). Vittoria insomma meritata anche nella sofferenza, quando questa porta al risultato é positiva. Non lo è purtroppo quando é letterale: buona guarigione a Spinazzola, sarà dura su quella fascia senza di lui. 
Sarà semifinale dunque, non ci si crede, ma ora che si é in ballo bisogna ballare senza timore di cadere. 


mercoledì 30 giugno 2021

#euro2020 OTTAVI DI FINALE 4 (#ING vs #GER #SVE vs #UKR) Breakthru




Dopo la pirotecnica terza giornata, la quarta giornata degli ottavi di finale é avara di spettacolo ma non di sorprese. L'Inghilterra di Southgate si prende una rivincita sulla storia sbattendo fuori i tedeschi dal torneo, mentre in serata l'Ucraina di Shevchenko fa lo scherzetto agli svedesi al 120' dei supplementari e vola ai quarti. 
Euro 2020 si conferma un torneo estremamente imprevedibile. 


Inghilterra-Germania 2-0


Nel calcio esiste il concetto di "bestia nera": quella squadra contro la quale non riesci mai ad avere la meglio. Se ad esempio la Germania agli ultimi europei é riuscita a sfatare questo mito contro gli azzurri, L'Inghilterra nei confronti della stessa Germania ha sempre avuto un conto in sospeso. Da quella famosa finale del 1966 (vinta sappiamo come) infatti non é mai riuscita a prevalere sui teutonici in una gara ad eliminazione diretta (ci vinse ai gironi di euro 2000, successo tra l'altro inutile visto che andarono a casa entrambe), una vera e propria maledizione:

- quarti di finale di Messico 1970: 3-2 per i tedeschi
- semifinale di Italia 1990: passano i tedeschi ai rigori
- semifinale degli europei del 1996 (in Inghilterra): passano i tedeschi di nuovo ai rigori
- ottavi dei mondiali del 2010: passano i tedeschi con un perentorio 4-1.

Va da sé che una sfida del genere non può mai essere una gara come tante per gli albionici, tantopiú che in panca siede quel Southgate "colpevole" con un suo rigore sbagliato di quell'eliminazione sanguinosa negli europei casalinghi del 1996.
Tutto insomma ancora una volta congiurava contro di loro e anche stavolta si giocava in Inghilterra, davanti al pubblico di casa. Oscuri presagi. 

Forse per questo il primo tempo é noiosetto, con le squadre che hanno quasi il timore di scoprirsi, se non fosse per un goal clamoroso sbagliato da Kane nel recupero. 
La ripresa non sembra poter offrire poi molto e lo spettro del 1996 si fa incombente. Ma il destino stavolta ha altro in serbo: quando si comincia già a sentire profumo di supplementari, visto che mancano solo 15 minuti e l'equilibrio é perfetto tra le due squadre, Sterling porta in vantaggio gli inglesi. Non un segnale definitivo ma un indizio. Il secondo indizio é un clamoroso goal sbagliato da Muller a 10 dalla fine. Il terzo indizio, che certifica la prova che stavolta la storia é svoltata é il raddoppio di Kane a 4 dalla fine. La maledizione é sfatata, Germania a casa, Inghilterra ai quarti. 


"Non l'avevi annusata già da prima questa sconfitta? Eppure col naso ci perdi sempre un sacco di tempo" 


Scherzi del destino di un europeo che sta regalando sorprese a ripetizione. Chi avrebbe scommesso che del girone della morte (quello con Francia, Portogallo e Germania) nessuna sarebbe arrivata almeno ai quarti? Probabilmente nessuno. 
L'Inghilterra ora si prepara alle sue "vacanze romane" contro L'Ucraina, dovesse (probabile) andar bene avrebbe pure il bonus della semifinale ed eventuale finale in casa. Destino? Il "calcio che torna a casa"? O come al solito si impantaneranno nel momento clou? Vedremo. 



Svezia-Ucraina 1-2 (dts)



Se Inghilterra-Germania (nonostante il poco spettacolo offerto) a vedere i nomi delle squadre piú che un ottavo sembrava una semifinale, Svezia-Ucraina sembra una gara capitata un po' per caso, anche a guardare i 4 gatti  tra gli spalti di Glasgow le sensazioni non migliorano di certo. La Svezia che ci arrivava da prima classificata ma con un gioco che definire noioso é un eufemismo, l'Ucraina addirittura senza manco sapere come. Insomma ci si aspetta il peggio del peggio, anche perché per la legge dei grandi numeri dopo la scorpacciata di goal di ieri vedi come probabile il classico 0-0 squallidissimo. 
Saranno quindi le basse aspettative ma il primo tempo non é proprio una ciofeca. Un goal per parte, tre legni, uno degli ucraini e 2   della Svezia con un  Forsberg scatenato. Quindi cominci a pregustare quantomeno una gara interessante se non fosse che dall'inizio del secondo tempo le squadre smettono di giocare. Vabbé ti dici, poteva andar peggio, se non altro bisogna resistere solo altri 45 minuti. Macché, ovviamente visto l'andazzo i supplementari sono pressoché scontati, supplementari nei quali come prevedibile le cose vanno ancora peggio. In pratica sono una lunga sequenza di falli,perdite di tempo, infortuni, proteste. 
Dì fatto si gioca a calci piuttosto che a calcio e, trascinato dal clima, il buon Danielson pensa che frantumare la gamba del povero Besedin (che era appena entrato) faccia parte del gioco. Cartellino giallo che rivedendolo  al var tende al viola. Espulsione sacrosanta. Ma la gara non cambia registro nemmeno in quel momento: altre perdite di tempo, altri falli, altre proteste. Conti i secondi che mancano alla fine, quando dal nulla spunta una palla in area svedese e Dovbyk ci si catapulta di testa. Goal al 120'. Beffa per gli svedesi e Ucraina incredibilmente ai quarti in un europeo che non finisce di regalare sorprese. A Roma per gli inglesi i quarti sembrerebbero pura formalità ma ormai non diamo assolutamente piú nulla per scontato. I canarini in fondo sembravano spacciati già da tempo e invece per ora continuano a cinguettare. 

martedì 29 giugno 2021

#euro2020 OTTAVI DI FINALE 3 (#CRO vs #SPA #FRA vs #SVI) It can happen




La terza giornata degli ottavi di questi Europei é la piú pirotecnica vista finora: non solo per i goal segnati (ben 14) ma anche per la girandola di emozioni e per la clamorosissima eliminazione della Francia, ai danni della Svizzera. Un risultato che scombina del tutto le gerarchie del torneo, con una Spagna finora deludente che improvvisamente può davvero sognare di arrivare fino in fondo (saranno loro infatti ad affrontare gli svizzeri ai quarti) 


Croazia-Spagna 3-5 (dts)



Perché Unai Simon e non De Gea come portiere titolare della Spagna? Risposta finora scontata: "perché De Gea é bravo ma fa pure un sacco di papere mentre lui é ormai una sicurezza". Sarà. A vedere però il goal preso dalla Spagna nel primo tempo contro la Croazia viene un po' da sorridere, uno di quei goal che si vedono nelle compilation di di Militello a Striscia o nei vecchi Mai dire Goal: retropassaggio di un compagno e lui che si butta la palla da solo in porta mentre tenta di stoppare. DEcostruzione dal basso. 
Uno di quegli episodi che possono cambiare l'umore e pure l'inerzia dei giocatori in campo. La Spagna però non si scompone, lo fa la Croazia che continua a regalare occasioni agli avversari che attaccano a testa bassa, di rabbia (si chiamano o no le "furie rosse"?) e infatti Sarabia fa goal. 1-1.


"Allora, quando me la passate sta pall.."


Nella ripresa la Spagna gioca sul velluto e ne fa altri 2. Sembra finita, mancano 5 minuti, ma con questa Spagna  (visto anche come avevano preso il primo goal) non c'é mai, proprio mai, da star tranquilli. Mai vendere infatti la pelle dell'Orsic prima di averlo ammazzato che poi proprio lui ti  riapre la gara, e lo fa con un classico goal/non goal. L'orologio non mente, é buono. 
Spagnoli che soffrono e sbandano e infine crollano clamorosamente al 92'. Si va ai supplementari. 
Ancora una volta però gli iberici ricominciano ad attaccare, come un toro scansato dal torero che torna alla carica. Di nuovo goal: Morata. Morata? Si, proprio lui, il piú contestato di tutti, quello insultato in lungo e in largo da una nazione intera. In quel momento I deficienti che lo hanno minacciato di morte sui social forse non si saranno di nuovo innaMorati di lui, ma di certo forse per un po' rimetteranno la testa sotto la sabbia o avranno la decenza di tacere. 2 minuti dopo si replica con Oyarzabal. Stavolta però la Croazia non ne ha piú, é anzi la Spagna a sfiorare il clamoroso sesto goal piú volte. Finisce con un pirotecnico 5-3 e la sensazione che la sfida tra le 2 nazionali piú deludenti arrivate agli ottavi sia stata vinta dalla meno peggio. Vedremo dove arriverà questa Spagna. Croazia invece che chiude con un guizzo ma che non cancella un europeo deludente al quale erano arrivati da vice campioni del mondo. 



Francia-Svizzera 7-8 (dcr) 


Altra gara scontata che scontata non é. La Francia ci ha abituato a fare "la preziosa" , a piacersi troppo, a portare il leziosismo a nuove vette. Certo poi quando arriva il momento clou di solito decidono di fare la Francia e passano lo stesso. Ma questo giochetto può funzionare per sempre? Gli intoppi sono sempre facilmente superabili se sei piú forte? Sembrava di sì anche stavolta. E invece...
In una gara che a tratti ha ricordato quella andata in scena qualche ora prima (per andamento e risultato maturato nei primi 90 minuti) una Svizzera tenace e intraprendente  va in vantaggio inaspettatamente e rischia di fare anche il secondo, se non fosse che Rodriguez sbaglia il rigore del possibile raddoppio. Dischetto crudele per gli elvetici perché da quel momento i galletti decidono di fare sul serio e non fai a tempo a pensarci su che sono già sul 2-1 con una doppietta di Benzema. "Ecco lo sapevo, quel rigore é costato alla Svizzera la gara", chi non lo ha pensato? Anche perché a 15 dalla fine Pogba con un euro goal fa 3-1. Insomma "Just another false alarm" cantava Morrissey. E invece no, l'allarme e scattato comunque, quando Seferovic (goal molto simile al primo degli svizzeri) la riapre a 10 dalla fine. E da lí comincia il lungo calvario dei francesi. E' il 91' quando Gavranovic si inventa il goal che scombina tutto, che trasforma la solita gara sofferta, ma vinta, dai francesi in un film drammatico degno del festival di Cannes. All'ultimo secondo dell'ultimo minuto di recupero dei tempi regolamentari Coman con un bolide trova la traversa. Sono tutti segnali. Anche perché ai supplementari non accade tantissimo, si segnala un goal sbagliato da Mbappé e poco altro. Si va ai rigori. 


"Dai svizzerino canta con me: Siamo fuori di testa ma diversi da loroooo, ed il test antidoping adesso faglielo a lorooooo" 


Era stato un rigore a dare la prima svolta importante alla gara ed é ai rigori che viene decisa. La Svizzera dopo averne sbagliato uno nei 90 minuti diviene invece implacabile nella lotteria dei penalties, la Francia invece come nel 2006 (remember?) lí segna tutti tranne uno, quello tirato da Mbappé, il piú atteso, il piú forte, il piú bravo, insomma IL PIÚ. Proprio lui. E se Varriale e company hanno parlato di Annus Horribilis per Ronaldo dopo l'eliminazione del Portogallo (capocannoniere in serie A e finora degli europei) mi chiedo allora come si può giudicare quello di Mbappé (ha perso il campionato, la Champions e agli europei ha segnato 0 goal)? Ai posteri l'ardua sentenza e non ai poster, in base ai quali qualche giornalistucolo giudica le partite. 
Comunque in sintesi i francesi sono già fuori agli ottavi. Dopo quello dei campioni d'Europa e i vice campioni del mondo si consuma l'addio piú eccellente ed inaspettato. La caduta degli Dei. Qualcuno qua nel Belpaese già sente l'acquolina in bocca della grande annata. Calma e Belgio.