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venerdì 5 aprile 2013

JIMMY BOBO (Bullet to the head) - Walter Hill

(ovvero come rendere ridicolo un titolo)
A distanza di 10 anni dall'ultimo film Walter Hill ritorna con una pellicola che riprende pienamente le tematiche dei suoi film più famosi e celebrati. Se il regista infatti probabilmente verrà ricordato soprattutto per The Warriors, ha saputo forgiare anche un tipo di action (pluriimitato e pluricitato) con qualche spruzzata di commedia come Danko o 48 ore

E' proprio a questi ultimi 2 che Bullet to the Head si rifà: la strana coppia che per "il bene comune" e costretta a collaborare e che si punzecchia per tutto il film, tra una scazzottata e una sparatoria.
In effetti non si può dire che non sia una coppia agli antipodi quella formata da Sylvester Stallone e Sung Kang, un duo che rende perfettamente l'idea di culture e modi di fare diversissimi.

Se la storia ovviamente è classica e stravista (come un po' in tutti gli action), questo Bullet to the head ha dalla sua il classico tocco del regista: grande capacità nel girare sequenze d'azione memorabili (con pochissimi effetti speciali ma molta sostanza), capacità di mescolare musiche e atmosfere con grande cura, bravura nel rendere appassionante e pieno di stile anche ciò che per altri registi sarebbe soltanto tamarro e fracassone.

Se non si facesse accenno con qualche battuta alla tecnologia e ai cellulari di ultima generazione sembrerebbe di vedere proprio un film degli anni '80, allo stesso tempo però il film non risulta "vecchio" pur nel suo essere classico fino al midollo: ci si diverte ma allo stesso tempo si gustano le diverse sfumature del carattere dei protagonisti, si apprezzano le inquadrature notturne e i dialoghi da film noir.

Stallone come al solito gioca a fare lo Stallone anche se stavolta la sua recitazione appare più "misurata" e meno "fumettosa" e il personaggio che gli viene costruito addosso appare più credibile, anche gli altri attori sembrano in parte. La vera particolarità del ruolo dell’attore sta piuttosto nel fatto che per la prima volta si cimenta nel ruolo fondamentalmente da cattivo, un Killer spietato e mercenario ma con un cuore sotto la corazza. Se infatti fondamentalmente non si dovrebbe, si finisce con empatizzare con lui.

Un film insomma gradevole, godibile, che piacerà molto a coloro che amavano gli action tipicamente anni '80 che Hill ha contribuito a rendere così famosi.

Voto 7,5

martedì 4 ottobre 2011

DRIVE - Nicolas Winding Refn

Ci sono film che promettono tanto (effetti speciali, trama originale, colpi di scena) e mantengono ben poco ed altri che invece, pur non risultano originalissimi e presentando una trama già sentita, riescono a catturare lo spettatore. Drive appartiene alla seconda categoria: se infatti da una parte tutto sembra quasi già visto, è il come il film lo racconta che rende il tutto interessante.

Lo stile visivo (i titoli di testa e di coda soprattutto) fa molto anni '80. Le musiche davvero azzeccate accrescono ulteriormente questa sua caratteristica, tanto che a tratti, nei momenti più romantici, sembra di essere in un teen movie di quegli anni, salvo poi (ed è questa la cosa migliore del film) ritrovarsi all'improvviso in un'esplosione di violenza splatter e inaspettata, proprio come in quella scena che si potrebbe intitolare "dammi un bacio prima di pestarlo a morte".

E proprio in questo contrasto tra dolcezza e violenza che il film sfodera la sua arma migliore, dove anche i piccoli barlumi di speranza vengono spazzati via dalla violenza e dalla vendetta.

Drive è quindi un noir metropolitano, spesso molto dark e cupo, con molti sguardi e poche parole, con spunti di regia davvero ottimi (e a Cannes se ne sono accorti) e con una fotografia meravigliosa.

Tutto questo contribuisce a renderlo un film da vedere, anche se all'inizio ci sembrerà quasi un remake aggiornato del bellissimo Driver di Walter Hill. Quasi sempre l'atmosfera e lo stile servono molto di più dell'originalità e degli effetti speciali.

domenica 27 luglio 2014

ANARCHIA: LA NOTTE DEL GIUDIZIO (The Purge: Anarchy) - di James Lo Monaco

A poco meno di un anno di distanza da "La Notte Del Giudizio" esce questo sequel e ci si chiede se davvero ce n'era bisogno. Perché film del genere è sempre meglio lasciarli figli unici. Si insomma, non è che il tema fanta politico di fondo poggi su chissà quali premesse stabili. In un mondo perfetto, per poter mantenere lo status quo e non far scoppiare rivoluzioni (dettate dalla frustrazione che ne deriverebbe) ci si è inventati questo "sfogo", 12 ore l'anno di pura anarchia in cui si attivano i trucchi di GTA e nessuno sbirro ti insegue, qualunque cosa fai 

Ci si potrebbe chiedere quale efficacia può portare un simile sistema nella realtà, ma non stiamo a sindacare troppo sui se e sui ma. Logico che non passera tanto tempo finchè qualcuno si svegli e dica: "oh, ma che è 'sta cosa?" e non inizi a impugnare un arma, molto più velocemente di un mondo in cui magari le armi le ha solo l'esercito. E' quello che succede nel secondo capitolo, il rivoluzionario di turno inizia a fare capolino dalla tv, dicendoci di "svegliarci" (come in Essi Vivono).

venerdì 18 settembre 2015

I RACCONTI DELLA CRIPTA - Registi vari (1989 1991) [summer 80]

Abbiamo già parlato della moda tipicamente anni '80 dei film ad episodi, che hanno visto come principale esponente Creepshow, assieme ad una serie di pellicole simili. Ma sul finire del decennio anche in tv ci fu (forse per la prima volta con tale libertà espressiva) un esperimento del genere: la serie conosciuta come I racconti dell Cripta. Non solo riscosse un grande successo, ma riuscì a mettere insieme tantissimi registi e attori all'epoca famosissimi (Walter Hill, Robert Zemeckis, Arnold Schwarzenegger...) e a portarli sul piccolo schermo con un esperimento di sicuro fascino per l'epoca.

martedì 31 dicembre 2013

Col senno di POI - Un anno di Poi Si Risolve [edizione 2013]

Scampati alla tragedia Maya siamo giunti nel 2013 e di cose ne abbiamo viste tante, nel nostro giro attorno al sole. Innanzitutto abbiam scoperto che si può abdicare da Papa senza rischiare un girone dantesco dell'inferno. Così, tra un nuovo Pontefice qua e un nuovo governo là, siamo giunti fino alla sua fine attraversando la desolazione della crisi economica mondiale. Proprio come il nostro caro Bilbo Baggins nel suo viaggio di avvicinamento alla montagna solitaria, nel secondo episodio della saga, per l'occasione in doppia recensione.

martedì 17 febbraio 2015

THE RAID: redemption - di Gareth Evans [Recuperafilm]

Indonesia 2012
Indonesia, una squadra di poliziotti in assetto da S.W.A.T. prepara l'irruzione in un gigantesco palazzone occupato di Giacarta (stile ONPI di Foggia) "governato" da un feroce signore della droga. Una volta dentro, però, i militari si renderanno subito conto di essere stati attirati in una trappola per topi... e non c'è alcun bisogno che io aggiunga altro.