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martedì 17 gennaio 2017

Juve, il logo della discordia. Dibattito tra occhio, cuore e testa


Ieri sera la Juventus, tra lo "stupore" generale, in un evento social-televisivo, ha presentato il nuovo logo della società. "Un cambiamento epocale" (come loro stessi l'hanno definito) talmente rivoluzionario che non poteva passare sotto silenzio. Naturalmente la cosa ha scatenato le più disparate reazioni, moltiplicate dal fatto che nel calcio tutto è passione e poco ragionamento ed elevato al fatto che quando c'è di mezzo la Juve l'Italia intera si ferma a commentare, foss'anche solo per scrivere la Iuve Rubba!!!1!!

venerdì 9 settembre 2016

[9/9/2006] E quindi uscimmo a riveder le stelle…

Era il pomeriggio di un Sabato qualsiasi, ma non per noi (e forse neanche per "loro"). Un sabato di 10 anni fa, una vita fa. La Juventus iniziava una pagina inedita della sua storia e lo faceva lì dove un'altra estate era appena finita. Lì sulla spiaggia di Rimini. Come tutte le avventure il cui primo passo risulta impacciato e titubante, anche quella corazzata non potè fare a meno di zoppicare e quasi inciampare sulle strette e tortuose strade della cadetteria. I neo campioni del mondo (o quantomeno molti di loro) ottennero un misero pareggio su un campo di provincia. Un 1-1 che fece fregare le mani a molti loschi figuri. 

martedì 13 maggio 2014

Caccia all'uomo premeditata - Dove si firma per il codice etico?

L'onta della sconfitta della Roma ha provocato la prevedibile deflagrazione. Dovevano vincere, dovevano dominare ma non hanno fatto ne l'uno ne l'altro. Il gol di Osvaldo poi è stata la mazzata finale per il loro orgoglio ferito, così gli antijuventini (che ormai sono gemellati e fusi coi romanisti) sono partiti col fuoco di rappresaglia, rispondendo nel solo modo nel quale possono: con l'odio e con le chiacchiere.

Vittima illustre un bersaglio grosso e comodo, Giorgio Chiellini. Grosso perché difensore della nazionale comodo perché giocatore della Juventus e non della Roma (ad esempio). Da ieri in Italia è partita contro di lui l'ennesima campagna di caccia all'uomo (come era già successo in campo), campagna che in un paese civile sarebbe vergognosa ma che da noi pare addirittura doverosa, da parte della stampa di regime.

martedì 2 novembre 2010

Il 25 anniversario di Ritorno Al Futuro scatena in rete il marketing virale (?)


Prima la scoperta di una scena in “Circus” (1928) di Charlie Chaplin, in cui una strana signora sembra parlare ad un cellulare per strada, poi questa foto della fine degli anni 40, custodita nel Virtual Museum of Canada, in cui un tizio appare del tutto fuori posto e fuori tempo, hanno scatenato in rete, e non solo, un dibattito acceso che coincide con il 25 Ritorno al Futuro. Il bello è che si tratta di due documenti autentici e non manomessi.

Sul primo caso sembra si stia arrivando ad una soluzione scientifica. Fatto salvo il che i walkie talkie sono stati inventati solo negli anni 50, sembra che la donna (o l’uomo travestito da donna) potrebbe benissimamente avere all’orecchio un apparecchio acustico, che in quegli anni avevano più o meno la forma di un imbuto a cornetta.

Nel secondo caso invece la soluzione è un po' più lontana. Il tizio si trovava all’inaugurazione del South Fork Bridge, un piccolo ponte del Canada, abbigliato con un paio di Occhiali da sole moderni, una maglietta stampata (le magliette stampate non esistevano in quel tempo), una pettinatura insolita per gli anni 40 e con uno strano aggeggio in mano che sembra una piccola macchina fotografica. Pare che anche siti dediti alla risoluzione dei seguenti casi si siano messi al lavoro per smentire l’ipotesi del viaggiatore nel tempo. Tutte le ipotesi formulate finora da questi ultimi non reggono ancora, anzi a tratti sembrano quasi arrampicamenti sugli specchi. Se infatti è pur vero che qualcuno abbia potuto inventare o emulare star del passato e i loro bizzarri abbigliamenti, non si giustifica il fatto che abbia potuto prevedere così precisamente la moda che sarebbe apparsa decenni dopo. Genio della moda ante litteram o marketing virale

Personalmente i viaggi nel tempo mi hanno sempre affascinato e sono di fatto più plausibili di qualsiasi atterraggio alieno. Viaggiare nello spazio per milioni di anni luce richiede infatti come postulato quello di viaggiare anche nel tempo. In fondo molti vorrebbero crederci.

mercoledì 7 aprile 2010

Lettera aperta a replay

Dopo la scandalosa trasmissione intercentrica di ieri sera ho deciso di mandare una lettera aperta alla rai. Vi ripropongo il testo.
Della vostra “obbiettiva” trasmissione di questa sera, come l’esimio vostro presentatore l’ha apostrofata, non è stata tanto la vostra invettiva sputata anti-Moggi (e anti Juve, come Galeazzi si è palesemente fatto scappare di bocca) , o l’ipotesi delle schede svizzere sventolata come pistola fumante, o il continuo vendere agli ingenui l’eterna balla del tutti colpevoli tutti innocenti (Moggi ha sempre detto che persino le sue erano telefonate irrilevanti, figurarsi queste), ne l’ignorare volutamente e ripetutamente quanto ai tifosi juventini interessi il processo sportivo più che quello penale… poiché di tutto questo ha potuto in due parole renderne conto l’avvocato Prioreschi con il suo intervento. Persino l’aver scelto di non mandare in onda l’intercettazione con Facchetti l’avete potuta giustificare con il rispetto dovuto ad un defunto, Ma la cosa più grottesca ed esilarante di tutto il vostro circo è stata la frase lapidaria del “grande” Boniek (uomo sempre onesto e fuori dal calcio) che in risposta al consiglio di Prioreschi che chiedeva semplicemente a tutti: “prima di parlare con facili pregiudizi andate a leggervi le carte” ha detto “Abbiamo altro da fare”.
Assurdo! Quindi su cosa avete basato la vostra trasmissione? Sul bar dello sport? Cosa siete scesi di casa a fare stasera? Per perdere tempo o per rubare lo stipendio (canone)? Penso che questo sia un insulto all’intelligenza del singolo spettatore che da una parte si sente rassicurato da voi stessi di assistere a una trasmissione oggettiva che analizza i fatti, dall’altro quando la conoscenza di tali fatti andrebbe verificata ci venite a dire di non avere tempo. Il tempo e denaro e voi lo state sprecando con l’informazione faziosa di chi guarda ad un uomo come colpevole fino a prova contraria, perché palesemente invece questa prova contraria per voi non è mai esistita, ma non dovrà neppure esistere, non sia mai!
Ecco perché siete li che ve la cantate e ve la suonate da soli, un interista un romanista e un laziale dichiarati (sembra tanto l’inizio di una barzelletta) senza contraddittorio e quando questo vi si presenta in forma telefonica ne siete esplicitamente contrariati e disgustati, come se un portoghese si fosse imbucato in una festa privata senza l’invito. Siete patetici, e non è un offesa, vi offenderei se vi vantassi poiché anche io come voi sono della scuola di chi si attiene ai fatti, sperando sempre di superare l’esame senza copiare il compito.
Con immutata stima (immutata nel senso che non l’ho mai avuta) Tino da Foggia

giovedì 22 ottobre 2009

Uccidiamo Berlusconi o quelli che non usano il PC perchè pensano sia l'acronimo di Partito Comunista?

MI ricordo che il compagno di classe di mio fratello che per spiegare la differenza tra DC e PSI negli anni della prima Repubblica disse che la DC era la Dream Cast e i PSI era la Playstation Italiana. Be poco ci manca di ascoltare cose del genere anche dai nostri politici se gli chiediamo la differenza che passa tra un monitor e un modem. Ma anche tra un sito o un gruppo (riferito a Facebook). Meglio non scomodare nemmeno l'articolo 21 della Costituzione dunque, secondo il quale:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”

Gli intenti dei social network sono (fonte Wikipedia):

“Una rete sociale (in inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari”

Vale a dire (applicato ad internet) un’interconnessione anche casuale tra diverse persone nel mondo, non necessariamente ascrivibile a un gruppo politico o ad un mezzo di stampa. Come cioè se ci si trovasse ad in un bar virtuale in cui chi entra inizia a dire qualsiasi cosa gli passa per la testa. Fino a che questo non si si concretizza, o non vi sia una palese ed inequivocabile intenzione di farlo non può essere perseguibile poiché opinione personale. Se invece si tratta di un affermazione colorita o una semplice goliardata (di cattivo gusto o meno) come quella che è stata posta in essere da questo utente di facebook, beh allora stiamo parlando di aria fritta. Il gruppo infatti si iscrive, già dalla sua fondazione, nelle etichette (tag) di affermazioni bizzarre – svago.

La Minaccia: la vera minaccia invece è quella di un potere (quello politico) che per colpire un goliardico oppositore applichi la censura alla rete, non chiudendo (perchè non in loro potere territoriale) ma oscurando una parte di essa in stile Repubblica Popolare Cinese. Non erano loro quelli che definivano le affermazioni razziste e xenofobe della Lega Nord una “goliardata” o “colorita” affermazione di una parte politica. Perseguire i fondatori o anche gli iscritti al gruppo sarebbe come arrestare l’intera curva juventina perchè in una partita con l’Inter grida: “aiuto allarme, Milano in fiamme”, magari ignorando quanti juventini risiedano a Milano. O come fa questo europarlamentare della lega ad una festa:

La Conseguenza: come conseguenza invece abbiamo la pubblicità gratis e a livello nazionale per un piccolo gruppetto (chi vuol trovare 20 milioni di italiani che non voteranno Berlusconi è arrivato a più di 400.000 iscritti) che ha moltiplicato i suoi iscritti in poche ore e che alla lunga non faticherà a fruttare con le regole del social engineering .  Si formano così i conseguenti uccidiamo chi vuole uccidere Berlusconi o il successivi uccidiamo chi vuole uccidere quelli ke vogliono uccidere Berlusconi!

Insomma la questione è più ampia e merita altro spazio. Perchè tutto questo odio? perchè siamo tutti aizzati dai politici o perchè i politici ci fanno sempre più incazzare? Con riferimento particolare a chi in questi ultimi 150 anni per essere il più amato del reame si è fatto beffe dei giudici e della pubblica morale.

venerdì 26 giugno 2009

Il re è nudo

C’era una volta un re vanitoso che si fece commissionare un vestito speciale da degli strani sarti giunti in città. Tali imbroglioni si vantavano di aver fabbricato un abito magico che risultava invisibile agli occhi degli indegni. Il re allora chiamo un paio di sudditi e provò i nuovi abiti. I sudditi, che in realtà lo vedevano nudo, per non risultare indegni, come da profezia, iniziarono a lodarlo per la bellezza dei suoi vestiti. Sicuro di se allora il re usci per le strade del paese e tutti i cortigiani si complimentavano per i suoi nuovi vestiti... ma ecco che al suo passaggio un fanciullo, voce dell’innocenza, strabuzzando gli occhi grido: “il re è nudo!”.
C’è da noi un detto che recita: “le cose che non si fanno, non si sanno!”. Questo moderno re è arrivato a credersi tanto potente da credere di poter fare tutto quello che vuole, certo che i suoi sudditi saranno tanto bravi a nascondere le sue nudità. Ma se prendi il sole in giardino senza protezione ti scotti col flash (ecco perchè è così abbronzato?). Alcuni di loro ancora si affannano ad occultare le sue “monellate” dietro un paravento di censura e di “voltare lo sguardo” altri attaccano per difendersi, come nei migliori film americani. Sarà proprio la sua sicurezza ad essere la sua condanna, come quell’automobilista con tanti anni di patente che dice: “tanto ci passo”, cosa che un neo-patentato non farebbe mai, o quel barista che lascia volteggiare la bottiglia sempre più in alto finché non riesce più ad acchiapparla. Insomma quest’uomo finirà per covare una serpe in seno che lo avvelenerà.
Meno male che WEB c’è… verrebbe da dire. Siamo nel 21° secolo, e con la tecnologia attuale nascondere la verità è sempre più difficile e prima o poi quel 60% di gente che ancora segue le notizie solo in tv è destinato a dimezzarsi. La stessa tecnologia contenuta in una fotocamera o in un telefonino, tanto In Iran quando a palazzo Grazioli, raccontano storie tra loro molto diverse ma accumunate dall’assenza di un filtro censorio. Dovesse ancora farla franca la credibilità dell’Italia all’estero toccherebbe i suoi minimi storici. Da fuori infatti osservano un paese “cornuto e contento” che non lo punisce ma anzi lo rielegge, perchè in realtà, come lui stesso afferma, gli italiani lo vogliono così. Perchè in fondo, ahimè, gli italiani sono come lui.

martedì 21 aprile 2009

Bullitelli e l’ipocrisia del finto antirazzismo

Premesso che aborro e stigmatizzo ogni tipo di razzismo, che trovo ignobile chi stupidamente o lucidamente compie atti di razzismo individuali o di gruppo, siano essi concreti o verbali e che, se davvero vi sono stati cori razzisti all’indirizzo della persona Balotelli Mario nel corso di Juventus-Inter di Sabato sera sia stato giusto decidere di far disputare a porte chiuse la prossima partita casalinga della Juve… detto questo però, respingo al mittente (Moratti) qualsiasi lezione di stile o di correttezza. Pochi “tifosi” imbecilli non possono parlare in vece degli altri dieci milioni rimanenti. Siamo ancora in democrazia e in una democrazia conta la maggioranza. Come si vede a me non piace definire non-tifosi queste persone, non perchè così voglia esprimere loro la mia solidarietà, ma perchè penso che uno possa essere tifoso, razzista, violento allo stesso tempo. Così come può essere credente quel boss di mafia che si costruì una cappella nel giardino, piuttosto che un serial killer tifi Italia alla finale dei mondiali, una cosa non esclude l’altra ed è pura ipocrisia dire il contrario. Ognuno nella vita fa del bene e del male in proporzioni diverse e quasi nessuno solo uno o solo l’altro.
Moratti ha dichiarato che se fosse stato li avrebbe ritirato la squadra, magari! Peccato che non sia successo. Forse anche noi avremmo potuto prenderci qualcosa a scrocco dal tavolino. Signor Moratti perchè non l’ha fatto nel famoso caso di Zoro? Dove addirittura trovò l’ardire di difendere gli stessi imbecilli che ora tutti denunciamo solo perchè indossavano i suoi orrendi colori? Mentre invece oggi i nostri dirigenti prendono le distanze a prescindere. Io mi riserbo il diritto di fischiare chi meglio credo, così come applaudo chi voglio senza risparmiare alcuno, sia esso juventino o meno, quando reputo si meriti gli uni o gli altri. Se vado in teatro e trovo attori cani voglio che ascoltino il mio disappunto in base al denaro che mi han fatto buttare. Nello stesso modo è stato fatto per Ibra e poteva esser fatto per Vierà o Muntari, se si fosse trattato solo di razzismo.
La verità e che questo giocatore, per i propri atteggiamenti spocchiosi e per i suoi gesti irriverenti verso gli avversari, i tifosi (vedi Inter-Roma) e arbitri (come rimarcato dal suo stesso allenatore) non meritano alcun applauso. Il suo scarso fair play è da condannare e da fischiare. Tanto più che causano le reazioni incontrollate di quei gruppi, che messi in quelle gabbie che sono le curve italiane, li trasformano in bestie frustrate che sfogano la loro rabbia animalesca con insulti che colpiscono punti bassi di ognuno si trovi loro di fronte, sia esso di colore, zingaro, napoletano ecc. Tutto quello che può essere preso a pretesto per fare più male. Ricordate l’esultanza di Mazzone sotto la curva dell’Atalanta quando era al Brescia? Quanto si è discusso per quel gesto?

sabato 11 ottobre 2008

Italia di pongo

Più penso all'Italia, più mi ricordo di quando all'asilo giocavo col pongo. Materiale sfizioso, malgrado puzzolente, che potevi modellare a tuo piacimento, ma se poi lo lasciavi in giro qualche altro bambino trasformava il tuo pupazzo di pongo in un cane di pongo e il tuo progetto di dargli una forma definitiva andava a farsi benedire. I governi che si sussedono negli anni trattano l'Italia come il pongo, chi va gli la forma che desidera (o che gli è più comoda) e poi la lascia a chi puntulamente la riscompone per farne altro. Il più delle volte solo per dispetto.
C'è un Ministro in Italia, tanto per citarne uno, che sedutosi sul suo Ministero si è detta: "Cosa Fare?". Non riuscendo a trovare una risposta o sinceramente convinta di quello che voleva dal suo pongo si è detta: "Ridiamoli la forma che aveva una volta!". Così ha deciso di prendere le vecchie leggi scolastiche e cacciarle fuori di nuovo. Grembiuli, Esami di riparazione, Maestri unici, Tutti rispolverati da un passato che sembrava aver insegnato qualcosa per il cambiamento. Ma forse in realtà non era così, e fra un po vedremo tornare di moda anche le orecchie d'asino, le lavagne col cancellino e il gesso, e se siamo fortunati anche penna e calamaio.
E' la solita vecchia storia di quel sindaco che spese una cifra per installare una copertura per una zona pedonale e del suo successore che spese la metà della stessa cifra per farla smantellare. So bene che l'alunno delle elementari necessita di una guida stabile e distinguibile che lo porti per mano sino alle medie ma, decidiamo, chi deve educare i bimbi? La madre, la maestra o entrambi? E se poi le idee sul mondo delle due "donne" dovessero essere diverse? Che senso avrebbe a quel punto il maestro unico? Fai sempre quello che ti dice la maestra a patto che sia prima approvato da me. Fai come ti dico io non fare come faccio io.
Perche fu eliminato l'obbligo del grembiule a scuola? O meglio, Perchè c'era? Perche così si era tutti uguali o per evitare ai vestiti di spocarsi con l'inchiosto del calamaio? Ma i comunisti non avevano torto? Ma se poi il padre di Marco va a prendere il figlio col Porsche chi presta attenzione al suo grembiule?
Comunque se un giorno diventerò Ministro Dei Trasporti ridipingo i Taxi di giallo.