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sabato 12 giugno 2021

#euro2020 GIORNATA 1 #ItaliaTurchia - Achilles last stand




E alla fine sono iniziati gli europei piú attesi della storia (in senso temporale: 5 anni): quelli di Euro 2020. 2020? Eh già, quante possibilità c'erano che decidessero di inventarsi un torneo itinerante proprio nell'anno in cui é scoppiata una pandemia globale? Prossime allo zero appunto. Magari avranno portato sfiga, chi lo sa. C'é che ad un anno di distanza e con qualche contagiato in meno ci si ripresenta con stadi semivuoti, nazioni ancora in balia della marea, squadre con alcuni giocatori positivi...Ma hey, lo spettacolo deve andare avanti, é per il popolo che deve poter sognare, mica per la pecunia (come amano ripetere Uefa e Fifa da quando hanno deciso di organizzare i prossimi mondiali in Qatar). Quindi eccoci qui, ancora una volta a guardare "lo spettacolo piú bello del mondo" e a commentarlo a modo nostro.


Italia - Turchia 3-0


Alla prima giornata siamo partiti subito col botto, la prima gara in assoluto é stata infatti proprio quella dell'Italia e il botto c'é stato: un netto 3-0 alla Turchia, rimasta quasi tutta la gara assopita nella propria area di rigore, come Erdogan sul sofà. Nessun caso diplomatico stavolta.

Il tempo di sentire l'inno della competizione (i ben informati ci fanno sapere che quei copioni di Bono e The Edge avrebbero plagiato nientepopodimenoché i Pinguini Tattici Nucleari, cosí, per entrare subito in clima da campanilismo sfrenato) e si parte.

Come da consuetudine italica poi, si sa, il pensiero principale fin dal fischio d'inizio sono gli episodi arbitrali, con Rimedio che ad ogni occasione per gli azzurri chiede un rigore ("eh, l'ancata c'é", "eh, ma il braccio é molto aderente al corpo ma c'é", "eh, il turco soffia sul viso dell'azzurro, lieve ma il soffio c'é"). A forza di gridare al lupo al lupo a fine primo tempo un rigore netto effettivamente c'é ma il risultato é che l'arbitro non ci crede. L'intera nazione all'unisono sbraita: "Ma perché, ma com'é, Makkelié". E cosí finisce il primo tempo e si va tutti a "pvendeve un tè caldo" (pure a giugno, con 3000 gradi).

Ma la strenua resistenza dei guerrieri turchi non ci mette poi molto a terminare (chiamarlo gioco il loro é un'offesa alla parola: 90 minuti di respinte fuori dalla loro area), il secondo tempo é a senso unico, pur nell'incapacità dei nostri di segnare. Ci pensa allora Demiral: stufo del gioco penoso della sua squadra si fa venire il mal di pancia...per il pallone che crossato a 3000 all'ora che gli rimbalza sull'addome prima di finire nella sua porta. Se non altro ha ravvivato la gara. 
La serata é infatti di quelle giuste, quelle nelle quali perfino Immobile e Insigne partecipano alla festa iscrivendo il loro nome sul tabellino, prima di esultare con un bel "Porcaputtena", che pare fosse ispirato direttamente dal mister in persona. Non Mancini ovviamente ma Oronzo Canà.


"Ma quale previsione, il cibo italiano mi piace di piú"


E' presto però per esultare, é solo la prima gara, l'avversario era modesto e poi la vittoria era già in saccoccia da ieri, dopo il pronostico del gatto Achille, roba che il polpo Paul scansate.
Comunque nel frattempo almeno per qualche giorno l'Italia pallonara sarà unita, anche grazie all'arbitro, immediatamente paragonato sul web al "nuovo Byron Moreno", cosí, per non perdere le vecchie abitudini. 

mercoledì 15 novembre 2017

I 5 motivi per cui l'Italia non è andata ai mondiali



Se ne sono dette tante, a caldo molti hanno straparlato, delirato, c'è perfino chi è arrivato a dire che la colpa per la mancata qualificazione dell'Italia al mondiale è da attribuire ad Allegri (si, sembra impossibile ma qualcuno lo ha detto davvero). A freddo si possono tentare di fare delle analisi un po' più sensate che comprendano vari fattori. Ecco quelli che sono per noi i 5 motivi per cui si è arrivati a quella che può essere definita una vera apocalisse per il movimento calcistico italiano.

 

1) Ci si è cullati sugli allori

Nel 2006 (solo 11 anni fa, sembra un eternità) abbiamo vinto il mondiale. La reazione? Giubilo, trenini, pullman scoperti, feste in piazza, Circo Massimo, nani, ballerine...Ma poi? Passata l'euforia qualcuno deve essersi chiesto "e adesso che si fa?" Che si fa? Nulla, siamo i più forti no? E così mentre una Juve ridotta in macerie provava a rialzarsi il resto dell'Italia pallonara si cullava sugli allori sicura che finalmente il calcio italiano era risorto e che tutti i problemi erano risolti. Invece mentre la Juve faticosamente si rialzava le altre e le istituzioni calcistiche, che partivano da una base importante, sceglievano di cullarsi sugli allori: zero investimenti sui giovani, zero investimenti sulle strutture, squadre costruite con giocatori fortissimi ma senza futuro data la carta d'identità. Il risultato? Nel 2010 una squadra Italiana vinceva la champions con una formazione titolare senza un italiano che fosse uno e nello stesso anno l'Italia (costretta a far giocare giocatorini di squadre in crisi o minori, tanto siamo forti lo stesso, siamo campioni del mondo) veniva sbattuta fuori ai mondiali in un girone composto da Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda. Che sarà mai, solo un incidente di percorso, e infatti nel 2014 si replica, stavolta la corazzata che ci sbatte fuori ai gironi si chiama Costa Rica. Non poteva che andare sempre peggio e infatti...

 

 2) Allenatore inadeguato

La situazione era critica ma un barlume di speranza inattesa l'aveva portata Antonio Conte. Una squadra simile a questa 2 anni fa andava in Francia e batteva Spagna, Belgio, Svezia (facile all'epoca, ad oggi mi sa mica tanto) e costringeva ai rigori i campioni del mondo. Vista la rosa e le basi di partenza un vero e proprio miracolo. Molti si disperarono (col senno di poi avranno realizzato che quei quarti di finale furono una spendida eccezione e non un risultato pessimo) molti altri già intravedevano la rinascita della "fenice italica". Purtroppo però Conte è un allenatore umorale, che ti può abbandonare dall'oggi al domani (fece così già quando allenava la Juve) e tu un piano b lo devi sempre avere. Ovviamente non ce lo avevano. Tavecchio e company si saranno guardati in faccia impauriti:

- E ora chi chiamiamo? 
- Ho letto sui giornali che Ventura fa un modulo e un gioco simile a Conte, perchè non chiamare lui?
- Ma ha quasi 70 anni, nella sua carriera il massimo che ha allenato è il Torino
- Si, ma mettiamogli un guru di fianco che gli faccia da badante, che ne dite di Lippi?
- Perfetto
- Lippi non può venire per problemi burocratici, si cambia idea?
- Assolutamente no, chi se ne frega, Ventura mandiamolo all'avventura


Inutile dire che la traversata di Ventura si è rivelata un totale disastro. Moduli e giocatori cambiati ad ogni partita, calciatori schierati fuori ruolo, oriundi che si fanno debuttare nella partita più importante degli ultimi 60 anni (provarli prima no?), giovani interessanti del tutto snobbati (Caldara), zero idee di gioco...Non ha funzionato nulla, nulla, e non poteva essere altrimenti: una specie di "clone" (ma quando mai?) anziano di Conte senza attributi e senza badante cosa poteva portarti?

 

 3) Zero talenti

"Colpa degli stranieri" è la frase più gettonata. Ma all'estero gli stranieri non ce li hanno? La Germania ha costruito le sue vittorie con le naturalizzazioni (la Francia manco la citiamo). La realtà invece è che in Italia non nascono più veri talenti e neanche ci si prova a farli nascere (che va bene, non è che puoi fabbricarli in provetta ma almeno tentare non costa nulla). Se la generazione nata nei '70 ci ha portato autentici fenomeni ed icone del calcio italico (Buffon, Pirlo, Cannavaro, Del Piero, Inzaghi, Totti, Barone...no lui no, comecazzhafatto Barone a vincere i mondiali? Boh), quella degli anni '80 non è stata altrettanto fortunata pur sfornando buoni giocatori (Bonucci, Chiellini, De Rossi). Gli anni '90? Ad oggi un disastro. Hai voglia a dire che Belotti vale 100 milioni, o che Insigne è il nuovo Messi, o che Immobile è il nuovo Luca Toni o che Bernardeschi basta che giochi di più ed è il nuovo Ronaldo. Se te lo dici da solo ci fai ben poco. In realtà si parla di buoni giocatori, giocatori che nel mercato attuale drogato dai prezzi arrivi pure a pagare 40/50 milioni (i 100 di Belotti manco nei sogni più sfrenati di Cairo) ma che ne valgono forse la metà. I Del Piero, i Totti giocavano nelle loro squadre già a 21/22 anni ed erano già delle star, Buffon a 20 anni era già un pilastro, ora abbiamo i Berardi che si perdono nei meandri della provincia, i Gagliardini che arrivati in una big si nascondono, i Bernardeschi che faticano a trovare spazio...Ad oggi insomma il futuro appare tutt'altro che roseo.



 4) Immobilismo

Si dice che la colpa di questo disastro sia delle big perchè non fanno giocare i giovani. Vero, in piccola parte però. In realtà le istituzioni non riescono ad apportare nuove riforme perchè osteggiati soprattutto delle piccole squadre:

- Vogliamo fare il campionato a 18 squadre per dare più pepe e imprevedibilità al campionato?
- No, poi, come faccio a salvarmi? Già così ho difficoltà
- Vogliamo fare le squadre b per incentivare la scoperta di nuovi talenti?
- No, poi io devo giocare pure in serie b con Juve-Milan-Inter che mi tolgono spazio? No.


Ed ecco quindi che gli uomini delle istituzioni (già inadeguate di loro) per paura di non mantenere il loro comodo posto in poltrona cercano di accontentare un po' tutti e di mantenere uno status quo che ha impoverito il calcio italiano. Le nuove idee vengono subito scartate, i progetti non si vedono, ma nel frattempo si pensa alla grande "innovazione" del VAR. I soliti italiani insomma: si pensa a come eliminare le polemiche, alle scaramucce, agli arbitri, nel frattempo laddove si dovrebbe intervenire davvero si dorme.



5) Istituzioni calcistiche "vecchie" e incapaci di rinnovarsi

Di Tavecchio si è parlato tanto: delle sue gaffes, delle sue frasi sconvenienti, delle sue squalifiche, cacciarlo magari? No, perchè Tavecchio come detto sopra mantiene lo status quo e aiuta squadre in difficoltà a vivacchiare. Se quindi in passato qualcuno ha provato a cambiare le cose (Juventus e Roma) ora ci ha perfino rinunciato del tutto. Restiamo insomma ancora legati a certe figure del nostro calcio che sanno di vecchio, che guardano al calcio con concetti ormai sorpassati, che non vogliono o non possono cambiare le cose.
Servono insomma le cannonate per smuovere certi ambiti? Evidentemente si, e forse neanche quelle (vedremo se la cannonata di lunedì servirà)

martedì 28 giugno 2016

giovedì 23 giugno 2016

#euro2016 GIORNATA 13 #ItaliaIrlanda (#ISL v #AUT #HUN v #POR #SWE v #BEL) - Il sinistro lato destro

Si chiude la fase a gironi degli europei col tentativo di suicidio del Portogallo e il ritorno in campo degli azzurri, già prima ma anche destinata al temibile lato destro del tabellone.

sabato 18 giugno 2016

#euro2016 GIORNATA 8 #ItaliaSvezia 1-0 (#CZE vs #CRO #ESP vs #TUR) - Coccinelle Azzurre

Nell'ottava giornata il ritorno in campo degli azzurri, la consueta follia croata e la passeggiata di salute della Spagna.

Italia-Svezia 1-0

Dopo l'inattesa vittoria contro i belgi tornava in campo l'Italia, pronta a smentire subito chi l'aveva elogiata solo 4 giorni prima. La Svezia doveva vincere invece a tutti i costi e, in mancanza di rosee prospettive sul campo, già nel prepartita si lasciava andare a commenti carini del tipo "Chiellini è un maiale", "L'Italia è scorretta" e cose così, in simpatia. Nel prepartita Barzagli scorge e salva una coccinella sul prato (in un giorno che aveva rotto col passato) e mentre gli svedesoni gli ridono dietro (Italiani femminucce) lui pensa che "in fondo si dice che porti fortuna", ci servirà visto che oggi è venerdì 17.

martedì 14 giugno 2016

#euro2016 GIORNATA 4 (#ESP vs #CZE #IRL vs #SWE #BEL vs #ITA) - Due sberle "con le mani"

La quarta giornata di questi entusiasmanti (si, come no) europei era attesa da molti, scendeva infatti in campo Ibrahimovic...si vabbè pure l'Italia, che sicuramente avrà perso di brutto contro i fenomeni del Belgio... vero? Mentre nel primo pomeriggio la Spagna affrontava la Repubblica Ceca

domenica 7 settembre 2014

La Nazionale internazionale

Chi ha visto Frankestein Jr. sa ormai che se qualcosa va male, potrebbe sempre andare peggio, potrebbe sempre piovere. E' quello che è successo praticamente con la Nazionale di Calcio italiana dopo l'addio di Prandelli e Abete. Mai particolarmente amati dagli juventini (soprattutto il sedicente incompetente), con le loro dimissioni hanno lasciato un vuoto che è stato presto colmato dalla "repubblica delle banane".

mercoledì 25 giugno 2014

Italia vs Uruguay 0-1 - Disboscamento [Brasile14 giornata #13]

Un fulmine che cade nel deserto non produce suono, se non c'è nessuno ad ascoltarlo. Ma un Abete che cade in Amazonia produce un onda d'urto che si sentirá per settimane e mesi. L'onta della sconfitta dell'Italia, con annessa eliminazione al mondiale brasiliano, miete teste illustri. Oltre alle scontatissime dimissioni di Prandelli, ci lascia il nostro caro amico Abete. Si proprio lui, Mister incompetenza. Colui che nel 2011 decise di non decidere, lasciando che la prescrizione interista non influisse su quello scudetto di cartone. Con lui se ne va un pezzo di calcio che dal 2006 non ci ha rappresentato. Ora non ci rimane altro di augurarci che chi lo sussegua non sia anche peggio.

sabato 21 giugno 2014

Italia vs Costa Rica 0-1 - Fratellastri d'Italia + [Brasile14 giornata #9]

Com'era il fatto? "Siamo forti", "vinceremo i mondiali", "abbiamo il gruppo", "quando l'Italia gioca siamo tutti fratelli e non contano le squadre di club"... Siamo un paese dal parere volatile. Una vittoria ti gonfia e una sconfitta ti sgonfia. Siamo una nazione che va ad elio, ma non abbiamo ancora imparato a legare il palloncino al dito. Siam tutti figli della stessa madre (Italia) ma con padri diversi (i club). 

domenica 15 giugno 2014

Inghilterra vs Italia 1-2 - Togli Balo! Viva Balo! [Brasile14 giornata #3]

"Frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero" Quasi... La mia scelta è virata su un "panozzo", una bionda annacquata e una tavolata di amici in un locale maxischermomunito. La Corazzata Potëmkin l'ho giá vista qualchè anno fa, potendo testimoniare che non si tratta affatto di una "cagata pazzesca", il match di stanotte invece non é che sia stato 'sto partitone d'altri tempi. Ad ogni modo si tratta di Italia-Inghilterra e persino Biancaneve si sarebbe persa la carrozza di mezzanotte per vederla. Per lei zuppa di zucca e rutto libero. Fanculo il bonton da favola!

martedì 13 maggio 2014

Caccia all'uomo premeditata - Dove si firma per il codice etico?

L'onta della sconfitta della Roma ha provocato la prevedibile deflagrazione. Dovevano vincere, dovevano dominare ma non hanno fatto ne l'uno ne l'altro. Il gol di Osvaldo poi è stata la mazzata finale per il loro orgoglio ferito, così gli antijuventini (che ormai sono gemellati e fusi coi romanisti) sono partiti col fuoco di rappresaglia, rispondendo nel solo modo nel quale possono: con l'odio e con le chiacchiere.

Vittima illustre un bersaglio grosso e comodo, Giorgio Chiellini. Grosso perché difensore della nazionale comodo perché giocatore della Juventus e non della Roma (ad esempio). Da ieri in Italia è partita contro di lui l'ennesima campagna di caccia all'uomo (come era già successo in campo), campagna che in un paese civile sarebbe vergognosa ma che da noi pare addirittura doverosa, da parte della stampa di regime.

lunedì 2 luglio 2012

Italia – Il punto sugli europei di calcio 2012

santi poeti e… commissari tecnici


Qualcuno ha detto che in Italia ci sono 59.999.999 commissari tecnici e 1 incompetente: L’allenatore della nazionale. Tra la maggioranza dei primi non posso tirarmi fuori, anche se non mi vanto di farne parte, ma un po’ di analisi ragionate fan parte di questo mondo. Del mondo di chi segue il calcio assiduamente e di chi se ne interessa solo per europei e mondiali. In questo circolo democratico non c’è meritocrazia e tutti vogliono prenderne parte, tutti hanno la propria idea indotta o spontanea che sia. Cosi accade che si viaggi per umori, vinci e sei un mito, perdi e cerchi il capro espiatorio. Tutto compresso in un mese di tempo in cui siamo stati i migliori e i peggiori a giorni alterni e poche volte lo siamo stati sul campo, perchè queste partite si giocano sui tavoli dei bar.
scandali al sole
Ma analizziamo un po’ come siamo arrivati a tutto questo. Partiamo dal gioco al massacro, quella macchina del fango pronta per tutti ma utilizzata per pochi, quelli più comodi da colpire. Si da il caso, infatti, che i giustizialisti italici abbiano una pessima mira. Preferiscono sparare nel mucchio o mirare al grande animale, quello già rallentato dal famoso sentimento popolare razzista e pregiudiziale. “Qui non si ha ad analizzare i fatti ma a trovare i colpevoli” questo e il loro motto. Così la cara FIGC caccia Criscito per lavarsi la faccia e i carissimi media si scagliano contro Bonucci e Buffon più per la loro maglia di club che per motivi logici. Prendiamo l’esempio del portierone azzurro, possibile che a nessuno pare sia una casualità che, soltanto 24 ore dopo il suo famoso sfogo contro la stampa, venga chiamato in causa dagli stessi mezzi di disinformazione (visto che non risulta affatto, ne imputato ne iscritto in alcun registri degli indagati) per una storia di scommesse? Solo per aver speso dei soldi senza aver spiegato per cosa, quasi dovesse avere la prima pagina della Gazzetta dello Sport per suo commercialista. Si dice che dopo un po’ che senti la puzza l’olfatto si abitua al suo odore, in Italia invece accadde l’esatto contrario, nell’assiduo tentativo di voler sentire la puzza di bruciato, alla fine si è indotti a sentirlo sempre e comunque, anche quando il fuoco lo si accende per raggiungere tale scopo. Esempi come questi ce ne sono stati moltissimi e i bersagli si son fatti sempre più grossi, a voler rimarcare quanto potente sia il quarto potere nostrano, ma pochi se ne accorgono, tanto impegnati sono ad utilizzarli per tifare contro i propri nemici.
Fratellastri d’Italia
Il punto è che i tifosi italiani sono sempre in equilibrio precario, squassati da lotte intestine pronte a scatenarsi alla prima sconfitta. La nazionale porta via tempo ed energie ai club così gli si da poco spazio pretendendo comunque che si faccia bene in questo tipo di competizioni. Dall’atro lato invece non si ha riconoscenza verso gli stessi giocatori (in particolare alla maggioranza juventina) e i sacrifici che fanno per essere in questa nazionale. Non siamo mai entrati nella mentalità che vede la nazionale come una squadra a parte, senza sottostare a logiche di tifo per i rispettivi club. La politica di questa FIGC (autodefinitasi incompetente) da parte sua non fa molto per migliorare le cose. Ecco allora che i motivi per tifare contro non mancano, ne agli juventini ne agli anti juventini. Se abbiamo fatto l’Italia ma non gli italiani, pensate quanto sarà difficile fare i tifosi della nazionale.
Un europeo Travagliato
Poi arrivano personaggi da circo e della forca, come i vari Narducci e Travaglio che tifano contro perchè è il loro mestiere, perchè non sanno fare altro. Si, Travaglio Questo Ronin della politica orfano del nano, che dice di essere di destra ma focalizza tutta la sua foga professionale contro questa stessa parte politica, che dice di essere juventino e non perde occasione per buttare fango sulla sua squadra del cuore e in definitiva dovrebbe essere anche italiano ma tifa contro per paura che vi sia un’amnistia da vittoria (come se nel 2006 vi fosse stata). E’ tale e tanta la sua rabbia nell’impiccare che se un giorno dovesse sopravvivere solo lui ad una catastrofe biblica sarebbe capace anche di auto accusarsi per rimanere vivo e coerente al suo anti regime, che non propone mai ma accusa, perchè solo questo sa fare!
Il calcio giocato
Nell’altalena delle prestazioni, lo stesso Prandelli ha ammesso di avere in mano una nazionale cotta, che aveva nelle gambe non oltre l’ora di gioco. Una nazionale che comunque è poi cresciuta e che ha avuto anche la sfortuna di raggiungere l’apice contro la Germania in semifinale, esaurendo tutte le sue scorte fisiche ad un passo dal traguardo. Visto le premesse nell’amichevole con la Russia sembrava improbabile persino passare il turno, figurarsi vincere l’europeo, ma chiaro che una volta arrivato in fondo ci si deve provare. E’ stato invece troppo facile e ingeneroso da parte della corazzata spagnola umiliarci in questo modo. Per carità, “gloria al re e nessuna pietà per i vinti”, ma fa male essere umiliati dai più forti giocando nelle condizioni fisiche peggiori, così come capitò alla storica Italia del ‘70, in finale col Brasile giusto dopo aver battuto la stessa Germania con quel famoso 4-3. Lo stile però non si insegna e la presunzione di forza di questa squadra (quella iberica) durerà ancora per chissà quanto, galvanizzati dalle prestazioni di Barca e Real. Prandelli nel fare autocritica ammette di non aver osato, non ha cambiato i giocatori bolliti per non mancare di rispetto agli stessi che l’hanno condotta fin qui, dichiarazione alquanto criticabile, ma quanto ha dato retta al suo cuore piuttosto che ai giornali o alla federazione nelle sue scelte invece che allo “spietato” cervello? Era il caso di aspettare il recupero di Cassano per poi portarlo all’europeo a mezzo servizio? Convocare Ogbonna è stato il simbolo del suo pensiero, tenersi stretta l’opinione pubblica per non essere divorato dalla stessa, fa niente non far giocare lui e Borini perchè alla fine sono li solo per presenza. perchè parliamoci chiaro, con Ogbonna e Borini in finale cosa avremmo voluto fare? A mio parere solo evitare l’umiliazione, ma non la sconfitta. La vittoria avrebbero potuta darcela solo gli stessi di Italia Germania ma in condizioni ottime, magari con un modulo diverso.

Al di la di quello che si vorrebbe, infatti, solo Lippi nel 2006 riuscì ad impiegare quasi tutti i giocatori, gli altri commissari tecnici della storia (Prandelli compreso) han sempre avuto un impianto di gioco fondato su titolari funzionali alla propria idea e dei sostituti portati per far numero. Si dice però che questo europeo sia un punto di partenza per il cambiamento, per l’approccio ad una visione di gioco che è stata quella della Juventus di quest’anno, non a caso la maggiore fornitrice. Una mentalità che abbandoni il catenaccio per un gioco più propositivo. La domanda rimane la stessa, Prandelli è l’uomo giusto o troppo condizionabile dall’esterno? perchè per fare una rivoluzione ci vogliono rivoluzionari e non aziendalisti… vedremo, per il momento il giro di giostra è ancora degli spagnoli. Gettonatevi!

domenica 20 giugno 2010

Italia vs Nuova Zelanda 1-1 - Fermi all'angolo

Una quantità industriale di calci d'angolo, lentezza immonda e una squadra senza punte. Gli altri invece, pur non essendo assolutamente nessuno in campo, segnano sempre con un solo tiro in porta. A.D. 2010 L'Annus Horribilis del calcio italiano non sembra avere fine e d'altronde l'Italia è inevitabilmente sempre più simile al suo alter ego bianconero.

Non solo latita il gioco, ma anche la voglia di giocarlo, c’è la stessa voglia che ha la RAI di comprarsi i diritti per i prossimi 20 mondiali. Non so se si sono resi conto con chi abbiamo giocato in queste due gare. Squadre che ancora oggi ringraziano la sorte di essere capitati con noi, perchè per il resto non han fatto nemmeno una partita decente. Se sappiamo di giovare con il “supertele” e con certi “stangoni” poco tecnici perchè tanti lanci lunghi? Perchè tirare più piano le volte successive in cui l’hai spedita in Congo? Va bene che questo è il mondiale delle difese (ed è oggettivo) ma la nostra manovra macchinosa e lumachescha mal si addice a chi sa di dover vincere con una squadretta come la Nuova Zelanda. Nessun fraseggio, nessun uno contro uno, un beneamato nulla per chi per onore dovrebbe giocare con il sangue ai denti.
La perdita di Pirlo è un vuoto incolmabile per chi non è mai stata ben considerata da tutti. Vedere la Nazionale in queste condizioni è davvero frustrante, ne sanno qualcosa gli inglesi che sono sulla nostra stessa barca. Vincere con la Slovacchia ci darà la qualificazione ma difficilmente il primo posto, il che vuol dire che saremo asfaltati dall’Olanda già negli ottavi.
 
Allora… vediamo.. si passa vincendo o pareggiando (se il Paraguay vince con la Nuova Zelanda). Ma attenzione perchè vi è anche una terza e apocalittica chance: LA MONETINA… qualora ad esempio le due partite finissero sullo zero a zero. E con tutto quello che si è visto quest’anno questa sarebbe la combinazione con più alta probabilità di riuscita.

martedì 15 giugno 2010

Italia vs Paraguay 1-1 – Come non detto. la prima sarà Domenica 20

Con un solo tiro in porta i nostri avversari del Paraguay, che già si lisciavano la coda di pavone credendo di asfaltarci, ci costringono a inseguirli. Si perchè aldilà della poca cattiveria in attacco dei nostri, i sud americani sono stati ben poca cosa.
Inizia una nuova avventura mondiale e la mezza gufata dei disertori interisti va quasi in porto. Erano già pronti li con il loro dito di biasimo, ma alla domanda: <<che contributo hanno dato alla Nazionale i campioni d’Europa?>> non si è ancora udito una risposta. E’ vero, la Nazionale dovrebbe unire tutti i tifosi d’Italia, ma queste orecchie sono stanche di ascoltare le castronerie dei tifosi di quella squadra straniera che gioca in Italia. La storia della Nazionale recita infatti che la colonna portante della sua squadra ai mondiali è sempre stata costituita dalla squadra campione d’Italia… cosa che quest’anno non è stata possibile. Ecco perchè ora è da ignoranti lamentarsi. Se una squadra come la Juve (settima in campionato) è la squadra che più ha dato il suo contributo a quest’Italia, si ringrazi Dio per ogni risultato che avremo.
Detto questo (e potrei dilungarmi) non penso che la prestazione sia tutta da buttare. Chi poco capisce di calcio, come gli occasionali tifosi che si affacciano a questo mondo solo allorquando si giocano i mondiali, non hanno sicuramente notato il buon pressing dei nostri ne primo tempo, e neppure la prestazione di giocatori come Pepe. Trascurano che il primo gol nasce da una punizione inesistente, concessa da un arbitrucolo poco capace, salvo poi dire che la nostra fortuna è stata la papera del loro portiere sul nostro pareggio. Dove si pecca invece e sotto porta, dove servirebbe un po' più di cattiveria. Si è vero, non siamo forse una Nazionale eccezionale ma siamo pur sempre l’Italia e non dobbiamo abbandonare prima di aver venduta cara la pelle, tanto più che il pareggio odierno tra Nuova Zelanda e Slovacchia livella tutto ed ora è come se il girone iniziasse con le prossime partite di Domenica 20.
Il vero spettacolo ignobile lo offre ancora una volta la Rai che stavolta si supera, offrendoci uno squallido assaggio di mondiali come chi dice: prendi è sta zitto! Farcito di perle come: “che bello vedere le partite alla radio” o come “questo mondiale e praticamente gratis”… si perchè il canone? Allora a questo punto ache su SKY lo vedono gratis, visto che il mondiale è compreso nel pacchetto calcio di sempre. Ma anche la scarsa verve di telecronisti e commentatori tecnici ormai sempre più inascoltabili ci fanno dire sempre più: che schifo… ci hanno tolto anche i mondiali. ormai cosa ci rimane? Le wuwuzelas!