Tutti coloro che sono nati in Italia tra la metà degli anni '70 e la fine degli anni '80 hanno avuto, chi più e chi meno, una strana fascinazione per il wrestling durante la loro infanzia/adolescenza. Sebbene si trattasse di un fenomeno tipicamente americano e americanocentrico, ad un certo momento si trattava di una cosa più che naturale: venivi bombardato quotidianamente dai programmi TV che trasmettevano questi omaccioni che se le davano di santa ragione e tu li vedevi come dei supereroi in carne ed ossa, a combattere battaglie (agli occhi ingenui di un ragazzino dell'epoca) epocali su tematiche (fintamente e ruffianamente) importantissime a livello globale (niente altro che una infarinatura di luoghi comuni con una spruzzata di razzismo latente). Eppure tutto quel kitsch, quegli atteggiamenti sopra le righe, le risse vere e presunte, i look stravaganti, le luci sfavillanti avevano un potere difficile da spiegare razionalmente. Almeno per qualche anno ti saresti fatto ammazzare, pur di non rinnegare davanti a tutto il mondo intero che si trattasse di uno sport vero, che tutto ciò che accadeva era reale (per fortuna per quanto mi riguarda l'infatuazione durò poco, ma molti altri caddero nel tunnel e alcuni ci sono dentro con tutte le scarpe, anche se si tratta di mosche bianche in un wrestling che ormai è diventato apertamente tutt'altro, accettando la sua vera natura di spettacolone da circo proprio grazie al "padre/padrone" oggetto della serie in questione). Poi scoppiò la bolla. E si seppe tutto ciò che avveniva dietro le retrovie e non si trattava di cose molto piacevoli, tutt'altro. Tra scandali sessuali, risse, uso di anabolizzanti, morti sospette, il wrestling non si è fatto mancare nulla, soprattutto sotto la longa manus dell'uomo più potente, nonché vero e proprio patriarca, del business: Vince MC Mahon. Amato, odiato, specchio di un realtà sempre più costruita, tra vere finzioni e falsità vere Mr McMahon ci racconta l'ascesa e il declino di un uomo che ha cambiato per sempre la storia dell'entertainment USA e il prezzo che ciò è costato.
venerdì 25 ottobre 2024
Mr McMahon - Miniserie (2024)
Tutti coloro che sono nati in Italia tra la metà degli anni '70 e la fine degli anni '80 hanno avuto, chi più e chi meno, una strana fascinazione per il wrestling durante la loro infanzia/adolescenza. Sebbene si trattasse di un fenomeno tipicamente americano e americanocentrico, ad un certo momento si trattava di una cosa più che naturale: venivi bombardato quotidianamente dai programmi TV che trasmettevano questi omaccioni che se le davano di santa ragione e tu li vedevi come dei supereroi in carne ed ossa, a combattere battaglie (agli occhi ingenui di un ragazzino dell'epoca) epocali su tematiche (fintamente e ruffianamente) importantissime a livello globale (niente altro che una infarinatura di luoghi comuni con una spruzzata di razzismo latente). Eppure tutto quel kitsch, quegli atteggiamenti sopra le righe, le risse vere e presunte, i look stravaganti, le luci sfavillanti avevano un potere difficile da spiegare razionalmente. Almeno per qualche anno ti saresti fatto ammazzare, pur di non rinnegare davanti a tutto il mondo intero che si trattasse di uno sport vero, che tutto ciò che accadeva era reale (per fortuna per quanto mi riguarda l'infatuazione durò poco, ma molti altri caddero nel tunnel e alcuni ci sono dentro con tutte le scarpe, anche se si tratta di mosche bianche in un wrestling che ormai è diventato apertamente tutt'altro, accettando la sua vera natura di spettacolone da circo proprio grazie al "padre/padrone" oggetto della serie in questione). Poi scoppiò la bolla. E si seppe tutto ciò che avveniva dietro le retrovie e non si trattava di cose molto piacevoli, tutt'altro. Tra scandali sessuali, risse, uso di anabolizzanti, morti sospette, il wrestling non si è fatto mancare nulla, soprattutto sotto la longa manus dell'uomo più potente, nonché vero e proprio patriarca, del business: Vince MC Mahon. Amato, odiato, specchio di un realtà sempre più costruita, tra vere finzioni e falsità vere Mr McMahon ci racconta l'ascesa e il declino di un uomo che ha cambiato per sempre la storia dell'entertainment USA e il prezzo che ciò è costato.
mercoledì 23 ottobre 2024
Juventus 0-1 Stoccarda – 3ª UCL 24/25 – A fari spenti nella notte
domenica 20 ottobre 2024
Juventus 1-0 Lazio – 8ª Serie A 24/25 – Can che abbaia non morde
A un certo punto dovremo pur decidere se restare il Bologna dello scorso anno o diventare la Juventus del futuro, facendo quel salto di qualità necessario. Undici contro dieci per settanta minuti, settanta percento di possesso palla, ma riusciamo a vincerla solo per un loro autogol. Su sedici tiri solo tre nello specchio, oltre l'immancabile palo, amico ormai delle nostre serate. Restiamo carta conosciuta, soprattutto per i nostri avversari, che anche in inferiorità numerica riescono a tenerci ben distanti dal loro portiere. Col Cagliari è servito un rigore, qui un autogol, ma la sostanza non cambia. Siamo abbastanza stitici lì davanti, soprattutto con squadre che, per scelta o per necessità, si arroccano in difesa.
venerdì 11 ottobre 2024
Gli Anelli Del Potere - seconda stagione (2024)
Gli anelli del potere ovvero la serie sulla quale tutti amano polemizzare. Da chi (a ben donde) ha cominciato fin dall'annuncio a chiedersi come potesse una serie, senza diritti d'utilizzo del Silmarillion e simili, raccontare qualcosa di aderente agli scritti di Tolkien (la risposta l'abbiamo avuta subito=racconta poco e inventa molto). Ci sono poi i puristi assoluti dell'opera originale (quelli che perfino all'epoca della trilogia di Peter Jackson avevano definito l'operazione una schifezza perchè non c'era Tom Bombadil o perché Legolas surfava sugli orchi) pronti a mettere sulla croce qualunque "licenza poetica" che rovinasse la sacralità dell'opera originale. Abbiamo avuto poi i vari esperti di moda ("i vestiti non sono credibili, non si possono guardare, inaccettabile questa serie"), gli pseudo linguisti ("non parlano mai in elfico e utilizzano un linguaggio inesatto"), i nazi ossessionati dalle etnie nei telefilm o gli onnipresenti fustigatori del politicamente corretto pronti a distruggere qualsiasi serie a loro giudizio troppo inclusiva. Ci sono poi i fan della trilogia di Peter Jackson, pronti a scandagliare frame per frame la serie per confrontare qualsiasi cosa e giudicarla peggiore. I musicofili, quelli che associano ancora ogni scena o personaggio ad un tema della colonna sonora di Howard Shore o che ricordano a memoria ogni canzone presente nel libro, pronti a darsi fuoco per l'incapacità di riproporre certe atmosfere musicali.
domenica 6 ottobre 2024
Juventus 1-1 Cagliari – 7ª Serie A 24/25 – Bolognentus
giovedì 3 ottobre 2024
Lipsia 2-3 Juventus – 2ª UCL 24/25 – Ceferin ti tarpa le ali
domenica 29 settembre 2024
Genoa 0-3 Juventus – 6ª Serie A 24/25 – Porte chiuse, reti riaperte
domenica 22 settembre 2024
Juventus 0-0 Napoli – 5ª Serie A 24/25 – Motta farina 00
Così si fa poca strada. Se tre indizi fanno una prova, ormai è ufficiale: la Juve ha un grave problema in attacco, che sarebbe riduttivo chiamare col nome di Dusan Vlahovic. Chi guarda la pagliuzza non vede la trave. Il vero problema, signori, è l'assoluta e preoccupante mancanza di alternative offensive.
mercoledì 18 settembre 2024
Juventus 3-1 PSV – 1ª UCL 24/25 – Ricomincio da tre
Iniziamo subito con la nota stonata della serata, quel gol preso da polli all'ultimo secondo della gara, sintomo della natura acerba di questa squadra. Può sembrare eccessiva pignoleria, la mia, ma per essere il primo gol preso in stagione, è stato un gol abbastanza fastidioso, considerata la natura amorfa della nuova champions, soprattutto a causa della classifica unica, disegnata da un gruppo di squilibrati, che alla fine di questa grande fiera dell'est ci regalerà un'orgia dantesta di squadre medie, che per qualificarsi dovranno andare a contarsi gli spiccioli in tasca, compresi i gol subiti in casa e fuori. Ma a questo ci penseremo più in là.
domenica 15 settembre 2024
Empoli 0-0 Juventus – 4ª Serie A 24/25 – ballo lento poco romantico
Aspettatevi un articolo noioso e scialbo come questa partita. Di nuovo la Juve facilita il compito dell'avversario, com'era successo con la Roma, con una manovra lenta e a tratti soporifera, che ha ricordato l'estenuante e inconcludente possesso di palla Sarriano. All'Empoli non basta che barricarsi in difesa per 90 minuti per sfangarla. Serve davvero fare di più, per dichiararsi migliori di quelli che siamo stati negli anni scorsi.





