domenica 20 settembre 2009

Serie A 4> Juventus vs Livorno 2-0 – The Great Gigi In The Sky

Non è tutto oro quello che riluce ma vale la quarta vittoria consecutiva in campionato e altri tre punti. Dopo l’opaca prestazione con la Lazio ieri si è vinto ancora perchè ci chiamavamo Juventus e loro Livorno. Perchè c’era chi ha saputo sfruttare due splendidi assist di un Camoranesi altalenante e soprattutto perchè c’era Super Gigi sulla porta blindata.
Ok ragazzi, va bene la fortuna, va bene le assenze ma non può andare sempre così. Per carità, non penso che siamo stati poi così disastrosi ieri, le occasioni le abbiamo avute anche noi e abbiamo fallito gol incredibili firmate Trezeguet e Iaquinta, ma non è sempre Natale. Dopo un primo tempo, definito da alcuni da ping pong, con squadre lunghe e occasioni da ambo le parti siamo riusciti ad arrivare all’intervallo con due gol di vantaggio, e ci siamo cullati su questo. Nel secondo tempo abbiamo mostrato i fianchi ai livornesi che come sparring partner hanno trovato un portierone che lavora in banca, cosa che ci permette di guardare il bicchiere mezzo pieno visto che Buffon è pur sempre un giocatore della Juve… E’ chiara l’allusione ai nemici, che invece hanno rimontato il miracolo di un rigore subito dopo 2 anni con due gol di Milito gentilmente offertigli dalla difesa de Cagliari… per non parlare dell’attacco. Così questa giornata ci ha detto che le grandi strappano vittorie sofferte laddove non sono riuscite a brillare.
Il fatto: lo scorso anno giocavamo decisamente meglio con le seconde linee che non le riserve (se quattro partite soltanto possono essere prese a campione) mentre ora sembra che tutto sia tornato all’ovvio, cioè chi è in panchina sembra che finora la meriti. Oltre Buffon c’è Iaquinta su tutti. Giovinco non si da una mano ad entrare nelle grazie dei tifosi come vice Diego e nemmeno Trezeguet si schioda da questo suo immobilismo post infortunio. Sarebbe stato meglio tenerlo in campo al posto di Iaquinta sulla sostituzione con Amauri per permettere all’ormai titolare calabrese di tirare un po' il fiato. Legrottaglie? non eri un uomo diverso? Forse vivere all’ombra di Cannavaro ti ha tolto un po' di fiducia in te stesso.
Ora a Marassi col Genoa altro esame, aspettando che sfolli l’infermeria, quest’anno come lo scorso, vera protagonista bianconera.

Scheda tecnica

Serie A 2009/10 – 4ª giornata d’andata
Torino, stadio Olimpico
Sabato 19 settembre 2009
JUVENTUS-LIVORNO 2-0 (2-0) RETI: 8’ pt Iaquinta, 30’ pt Marchisio
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Camoranesi (27’ st Marrone), Poulsen, Marchisio; Giovinco (15’ st De Ceglie); Iaquinta, Trezeguet (35’ st Amauri). A disposizione: Manninger, Zebina, Ariaudo, Molinaro. All. Ferrara.
LIVORNO: De Lucia; Raimondi, Diniz, Miglionico, Pieri; Pulzetti, Mozart (1’ st Filippini), Moro; Candreva; Tavano (25’ st Cellerino), Lucarelli (18’ st Danilevicius). A disposizione: Benussi, Knezevic, Vitale, Marchini. All. Russo.
ARBITRO: Pierpaoli di Firenze.
AMMONITI: 46’ pt Moro, 47’ pt Lucarelli.
NOTE: spettatori 22.788 per un incasso di € 501.959,45.

domenica 13 settembre 2009

Serie A 3> Lazio vs Juventus 0-2 – Caceres c’è, audaces fortuna Juve

I campionati si conquistano anche vincendo queste partite, quelle che porti a casa soffrendo, giocando male e con la fortuna che ti aiuta.
Quella vista ieri è una Juve sotto tono, con il fiato corto dei nazionali, il problema muscolare di Diego che sembrava un segno divino ed un avversario, la Lazio, sicuramente nel suo momento migliore. Poteva starci benissimamente un pareggio invece è stata vittoria, che vale per quante volte è successo ai nostri “nemici” (qualcuno già li chiama Charlie) e la stessa Lazio deve ricordarsi in che modo gli ha strappato la supercoppa italiana. Certo subire quel gol “regolare” nel primo tempo ci avrebbe tagliato definitivamente le gambe. Sfido però chiunque, nella stessa posizione fisica dell’arbitro, a vedere se quello era fallo o meno, anche se ammetto che la sua direzione non è stata impeccabile.
Juve sulle gambe, quindi, e Lazio più tonica, con Foggia che fa il diavolo a quattro e un Diakite’ che pareva uscito da un uovo di Pasqua. Con Cruz eterno spauracchio bianconero siamo rimasti sugli scudi grazie al migliore dei nostri, Buffon (assieme ad Amauri e Marchisio), che pare tornato il grande numero 1 di una volta, vivendo però su folate singole. Il meccanismo non ha girato e la tegola Diego e stata la pioggia sul bagnato, ma come capita in giornate strane come questa chi ti segna? Giusto chi gioca peggio, come a mantenere un certa coerenza cosmica. Proprio quel Caceres quel Trezeguet tanto alieni quanto calciatori. Più volte qualcuno ieri avrà desiderato che la Juve avesse venduto il francese, in cambio di qualche milione, poi lo stesso ti segna un gollonzo in collaborazione col portiere laziale e già voci di corridoio parlano di un suo ripensamento circa l’abbandono a fine stagione… Stranezze del calcio.
Punteggio pieno in classifica e 9 punti di grande peso specifico per il campionato.

SCHEDA TECNICA

LAZIO-JUVENTUS 0-2 (0-0)
RETI: 27’ st Caceres, 49’ st Trezeguet.
LAZIO: Muslera; Lichtsteiner, Diakite, Siviglia, Kolarov; Dabo (32’ st Inzaghi), Baronio, Mauri; Matuzale; Cruz, Foggia (34’ st Eliseu). A disposizione: Bizzarri, Radu, Meghni, Del Nero, Faraoni. All. Ballardini.
JUVENTUS: Buffon; Caceres, Legrottaglie, Chiellini, Grosso (41’ st Molinaro); Camoranesi (24’ st Tiago), Felipe Melo, Marchisio; Diego (45’ pt Giovinco); Trezeguet, Amauri. A disposizione: Manninger, Cannavaro, Poulsen, Iaquinta. All. Ferrara.
ARBITRO: Gervasoni di Mantova.
AMMONITI: 30’ pt Legrottaglie, 9’ st Felipe Melo, 15’ st Caceres, 43’ st Amauri.

sabato 5 settembre 2009

Rainbow six, Lone wolf (il gioco è bello quando dura poco. V puntata)

Non sono un grande fan dei giochi di guerra, degli stealth, dei giochi strategici o dei picchiaduro, li trovo monotoni e poco vari: l'unico scopo è trovare il modo di ammazzare questo o quello o di fare fuori decine e decine di persone dall'inizio alla fine. E' ovvio che (come per tutte le cose) ci sono delle eccezioni: Resident evil 4 era un grande gioco, molto improntato sulle sparatorie e sull'azione, ma un grande gioco; la serie di Splinter cell o di Syphon filter le ho apprezzate (per quei giochi ai quali ho giocato) e non dubito che anche la serie di Rainbow six abbia avuto degli episodi riusciti. Non è il caso di questo Lone wolf.
Innanzitutto bisogna dire che il gioco non si presenta benissimo: la grafica non è del tutto penosa, ma è piatta, poco curata, senza nessun picco, ma soprattutto mina la giocabilità. Le mura a volte lasciano vedere i nemici dall'altra parte, a volte invece i nemici saranno impossibili da trovare, semplicemente perchè non riusciremo a vederli. Verremo ammazzati senza il più delle volte sapere da dove i proiettili provengano, magari da grossa distanza, o da vicino a noi. L'intelligenza artificiale completa il tutto: alcuni nemici non si accorgeranno della nostra presenza nemmeno sotto i loro occhi, altri invece ci scoveranno da grandissima distanza e ci faranno fuori senza che si riesca ad individuarli.
Il problema però viene superato dal fatto che una volta individuata la loro posizione (se ci riusciamo, e non è così facile) non avremo più grattacapi di questo tipo: i nemici si trovano sempre nello stesso posto infatti. Il sonoro anch'esso è di qualità non certo elevata: nulla che sia degno di nota, anzi fastidioso più che altro e ripetitivo all'inversosimile. Altra caratteristica di questo gioco è quella di essere brevissimo: solo 5 livelli, anche se forse se ce ne fossero stati di più il risultato sarebbe stato soltanto quello di rendere il gioco più noioso.
Comunque una volta imparato il meccanismo completarlo richiederà pochissimo, sicuramente un periodo di tempo non degno di un gioco della sua generazione. Insomma Rainbow six: Lone wolf pecca sotto tutti i punti di vista, se a questo ci aggiungiamo (come ho detto) che non sono proprio un fan del genere di appartenenza del suddettol la frittata è fatta. Sicuramente uno dei peggiori giochi ai quali abbia giocato, fortunatamente anche uno di quelli ai quali ho giocato meno.
Pessimo.

giovedì 3 settembre 2009

S. DARKO - Chris Fisher

Ho visto al cinema S. Darko. Perchè? Puro masochismo immagino. Avendo visto Donnie Darko (un buon film con ottime intuizioni a mio avviso) volevo "vedere quello stupido dove voleva arrivare" (per dirla alla Totò), proprio perchè DD era autoconclusivo e non ammetteva "repliche".

Partiamo dallo slogan strombazzato in lungo e in largo: "Donnie aveva una sorella". Risposte:
-Ma va? Non ce ne eravamo accorti.
-Veramente di sorelle ne aveva 2, e avete preso quella scema per farci il seguito.
-Speriamo che non avesse una sorella pure Jena Plissken

Il film (?) in pratica è una schifezza colossale: se nel primo la trama era volutamente articolata per mostrare varie sfaccettature (la ribellione giovanile, la voglia di rivalsa, la fede, gli universi paralleli ecc.), qui invece è articolata per risultare nonsense.

-C'era uno vestito da coniglio nel primo? Mettiamocelo anche qui, anche se non si capisce cosa c'entri. Nel primo aveva una sua valenza, qui viene inserito come specchio per le allodole. Lì il costume da coniglio lo metteva la guida, colui che diceva al protagonista cosa fare. Qui lo mette un folle, perchè. Boh. Forse il regista non aveva molto chiaro il senso di DD.

-C'era un incendio nel primo? Mettiamocelo pure qui, cosa importa se lì aveva come significato quello di smascherare la vera attitudine del santone in realtà pedofilo (la verità è diversa da come ce la raccontano). Qui invece lo appicca l'eletto perchè glielo ha detto una morta che poi in realtà non muore, in quanto salvata dal sacrificio di lui… E quindi?

-C'erano i viaggi nel tempo e le profezie nel primo? Mettiamoceli pure qui, mescoliamo tutto, facciamo che tutti possono viaggiare nel tempo, che non ci sono limiti, che tutti muoiono e poi non muoiono più, perchè qualcuno li ha salvati. Come si fa a viaggiare? Basta desiderare di salvare le persone che sono morte, e puff si viaggia nel tempo. Lasciate perdere tutte le teorie del primo, si viaggia nel tempo ogni volta che lo volete.

-C'era il countdown per la fine del mondo nel primo? C'è anche qui, anzi a dire la verità il conto alla rovescia non funziona: mancano prima 2 giorni alla fine del mondo, poi 1 e poi di nuovo 3, ma che è? Insomma se il primo aveva come significato ultimo quello di mostrare la ribellione di un adolescente problematico, e di fargli capire attraverso un mondo parallelo come sarebbe stato un futuro nel quale non egli non fosse tragicamente morto, qui invece lo scopo è riprendere il primo senza però la benché minima idea di dove andare a parare.

C'è un povero reduce di guerra che si sente l'eletto ed è l'unico a morire, perchè? Viene accusato di aver rapito dei bambini, la protagonista gli fa dei viaggi nel tempo nei quali gli dice di "fare delle cose insulse" per salvare il mondo. Un film insomma da evitare come la peste, soprattutto se ci era piaciuto Donnie Darko, e senza dubbio il peggior film che io abbia avuto la (s)fortuna di vedere al cinema.

Voto 3



martedì 1 settembre 2009

Il gioco e bello quando dura poco (IV puntata) - Haunting ground

Molti sono stati i survival-horror che hanno invaso la nostra vita di videogamer. Dopo l'invasione di Resident Evil è stato tutto un pullulare di giochi su zombie e mostri vari da fare a fettine, e soprattutto spesso questi giochi tendevano a somigliarsi troppo tra loro. Alcuni hanno deciso di focalizzarsi sull'azione (Re4), altri sull'esplorazione, e altri ancora arrivando in ritardo si sono dovuti cercare altre vie. Spesso se si fa un gioco troppo poco originale si rischia di annoiare, ma se invece si produce un gioco accurato e innovativo ma che invece più che divertire riesce ad annoiare?
Se Forbidden Siren mette a dura prova i nervi e la pazienza con le sue meccaniche stealth, Haunting Ground invece col suo "scappa in continuazione" risulta noioso e molto poco divertente, anche se non del tutto da buttare.
Il gioco si presenta bene (lo credo, è firmato Capcom): la grafica è davvero ottima, anche le espressioni facciali e le movenze dei personaggi fanno impressione nel senso buono del termine. La protagonista soprattutto risulta molto realistica nelle fattezze.
Anche i primi minuti di gioco saranno interessanti: dopo aver scoperto il primo "nemico" saremo sempre tesi e impauriti, alla ricerca di un rifugio in quanto non abbiamo armi per difenderci. Proprio questo che sembra essere un punto di forza, si trasformerà invece in uno dei difetti principali del gioco: se infatti inizialmente sarà divertente fuggire e cercare un riparo, alla lunga diventerà davvero insopportabile.
Nel gioco non ci sono mostri o "esseri" da ammazzare, ma solo il mostro di turno che ci rincorrerà per tutto il castello. Ad aggravare la situazione ci si metteranno due fattori:
1) Le armi, le pozioni, e tutto quello che troveremo per strada saranno del tutto inutili: non faranno fuori i nemici e soprattutto non ci faranno ristabilire del tutto. la protagonista infatti più sarà vicina al nemico è più comincerà ad avere attacchi di panico (il che si tradurrà sul monitor in un'immagine sempre più sfocata e in una protagonista sempre più impacciata ed incapace di correre), col risultato di "ripristinare" il nostro stato di salute solo momentaneamente.
2) I ripari ed i nascondigli che troveremo saranno tutt'altro che sicuri. Se infatti ad un primo tentativo potremo trovare ristoro, alla seconda il nemico già non ci scoverà, col risultato che il nascondiglio sarà da quel momento in poi del tutto inutile. Alcune volte addirittura ci capiterà di nasconderci in un posto per la prima volta e di essere scoperti lo stesso. Se a questo ci aggiungiamo il fatto che individuarli mentre corriamo forsennatamente non è facilissimo, e che sono pochi, allora ne viene fuori un quadro piuttosto sconfortante. Molte volte il nemico non ci darà modo di nasconderci, perchè noi il più delle volte correremo in maniera impacciata e solo dopo moltissimo penare ce lo leveremo (momentaneamente) di torno.
La storia non è pessima, ma sembra presagire cose che in realtà si riveleranno abbastanza banali, mentre gli enigmi non saranno molti e mai troppo complicati. In pratica dall'inizio alla fine non faremo altro che scappare, e non per raggiungere luoghi diversi, andando sempre nelle stesse stanze e negli stessi posti con la vana speranza che il nemico di turno si stanchi o rimanga indietro (anche se comparirà poco tempo dopo, e nel momento più inopportuno).
L'inserimento del cane come fido aiutante e come unico modo si tenere bada ai nemici è interessante, ma alla lunga rende il tutto più frustrante: non saranno rari i casi nei quali il nostro fido Hewie farà il contrario di quello che gli diciamo di fare (ad esempio anziché restare fermo in un posto se ne va gironzolando per conto suo), e visto che per risolvere molte situazioni è necessario il suo aiuto...
Inoltre non è capace di salire o scendere le scale, molte volte quindi rimarrà dietro e dovremo pensare a come ritrovarlo.
Un gioco insomma non scarso o frustrante come Forbiden Siren (non sarà difficilissimo, quanto ripetitivo), ma comunque molto noioso soprattutto davvero poco divertente.
Noioso.

lunedì 31 agosto 2009

Serie A 2> Roma vs Juventus 1-3 – Diegologia


Tutti cercavano una conferma da questa partita, gli studiosi della nuova Juve di Ciro Ferrara e gli studiosi di Diego. Sembra che le risposte siano arrivate anche se ancora troppo presto per la verità.
Certo che a veder quella sgroppata di Diego sul primo goal ritorna alla mente quell’altra sgroppata… di Ibrahimovic, sempre contro la Roma, nell’anno dello scudetto numero 29. Anche nel secondo gol, quando prede quella palla e ubriaca il difensore si finte, puoi quasi sentire che segnerà. Con lui giusto sognare e sperare che sia finito il lungo digiuno e giusto sperare che qualcuno fermi lo sconcio dell’egemonia interista sul campionato, ma con i pochi dati a nostra disposizione questi exit poll devono essere presi con le dovute molle.
Nel rovescio della nostra medaglia però, ci sono i ben noti problemi tecnico-societari dei giallorossi, palesatesi ancora una volta ieri. Non potendo infatti starci dietro con la tecnica i romanisti hanno tentato di buttarla sulla fisicità compiendo falli a ripetizione. I nostri però son sono proprio ballerine e non hanno abboccato. Gli avevamo dato anche una mano con quella papera difensiva da oratorio che ci è costato il pareggio di De Rossi. Felipe Melo non è che mi abbia convinto granché, troppi leziosismi inutili che si concretizzano in pericolose perdite di palla. Altre volte il suo nervosismo gli annebbia la vista tanto da fargli vedere giallo (quello di un cartellino) ieri invece ha deciso di poter gestire il tempo, convinto che se lui si arrabbia il mondo non può seguitare a girare… ed ecco pareggio. Non immune da colpe il Portierone, che s’è fatto trovare fuori dai pali come un impiccione, meno male che entrambi si sono poi riscattati con quella miracolosa parata su Totti, e con il terzo gol. Amauri a metà strada tra l’impreciso e lo sfortunato, la metteva o sul palo o centrale per Julio Sergio, il quale sbucando dal nulla dalla panchina giallorossa e compiva la partita della vita. Iaquinta ha la parola impegno stampata sul petto e Cannavaro continua ad innalzare il suo muro difensivo alle critiche preconcette oltre che agli avversari. Mamma mia che difensore è ancora, si capisce la standing ovation che i madrileni gli hanno tributato per la partenza. Poulsen, Poulsen, Poulsen sempre di te devo parlar male? o devo forse farlo con chi ti schiera? In generale la condizione migliore si ferma ai primi 60’ per partita e la difesa deve fare qualcosa in più. Il colpo Grosso dell’ultima ora potrà darci più consistenza su quella fantomatica fascia sinistra.
Ora la sosta e poi il ritorno a Roma, sull’altra sponda del Tevere c’è la Lazio che attualmente e la sponda più ripida delle due.

sabato 29 agosto 2009

Il gioco è bello quando dura poco (III puntata) – 24 the game

I giochi basati su pellicole cinematografiche non godono di una grandissima considerazione, specialmente se sono fatti soltanto per sfruttare il titolo in questione e se non hanno nulla da offrire.
Spesso escono subito dopo il film, con poco tempo per mettere a punto evidenti difetti, e con evidenti errori di gameplay e sono in tutto e per tutto delle vere schifezze: prendiamo giochi come La bussola d'oro, Catwoman, Bad boys 2 ecc.
Ci sono delle eccezioni, è ovvio: ad esempio La cosa o Scarface (guarda caso basati su film non recentissimi) hanno ricevuto un buon giudizio dalla critica. I giochi basati su serial televisivi sono molto più rari, e 24: The Game è tra questi, perchè dovrebbe essere diverso? Innanzitutto la fonte è un telefilm molto attento ai particolari, e che si può definire "ad orologeria". Il gioco ha l'obiettivo di farci entrare in Jack Bauer, nel proiettarci in un contesto inserito tra la seconda e la terza stagione televisiva e di farci comprendere alcune cose che in tv non avevamo messo bene a fuoco. Il problema principale del gioco è proprio che la riproduzione del serial è tanto accurata quanto invece il videogame in se sarà approssimativo. Nel gioco Ci saranno le voci originali (anche nel doppiaggio italiano saranno le stesse), lo stesso taglio cinematografico delle inquadrature, lo stesso stile di 24.
La grafica è ben riprodotta e non ha particolari imperfezioni, anche se a volte i personaggi appaiono troppo statici e troppo legnosi.
Le prime pecche però cominciano col gioco: l'intelligenza artificiale non sarà particolarmente curata: molte volte i nemici non saranno altro che dei bersagli fissi ai quali per la maggior parte del gioco spareremo (ed il meccanismo con il quale si usano le armi nel gioco non aiuta), rendendo il tutto abbastanza monotono e noioso.
Per spezzare questa routine ci verranno in soccorso dei minigiochi (tutti sufficienti, ma nessuno degno di menzione) che serviranno più a scacciare la monotonia che a rendere il gioco vario.
Molti di essi inoltre saranno fin troppo semplici (ed io non sono un esperto nei giochi pieni di puzzle), e alla lunga stancheranno.
Purtroppo l'area di gioco sarà limitata: niente free roaming alla gta per intenderci, potremo solo andare dal punto A al punto B (l'obiettivo della missione), stop. Le sezioni di guida sono forse la parte più carente: le auto sembrano poste sui dei binari: pesantissime, tutte uguali, poco curate, non si avrà mai la sensazione di controllo sul mezzo. I nemici che ci inseguono non adottano nessuna strategia, semplicemente ci vengono addosso al massimo della velocità, il più delle volte facendosi del male da soli.
24: The game insomma è un gioco che fa innervosire. Si, perchè ne senti le potenzialità, ne percepisci l'accuratezza della realizzazione, ti accorgi che non è come tutti gli altri, eppure allo stesso tempo è un prodotto davvero malriuscito. I punti a favore sono tanti quanto quelli a sfavore e allora non sai se ti trovi davanti ad un buon prodotto o ad una schifezza. La verità spesso sta nel mezzo, 24:The Game è semplicemente un gioco mediocre.
P.S. a dispetto del titolo, non occorreranno più di 8 ore per finire il videogame in questione.
Vuoto.

martedì 25 agosto 2009

Il gioco è bello finché dura poco (II puntata) – Livingstone I presume?

Agli albori delle mie esperienze videoludiche il fido Commodore 64 mi prese per mano, portandomi in un mondo fino al momento ancora ignoto. Ero però ancora un fanciullo che poco o nulla conosceva di quell'universo e non aveva i mezzi per conoscere determinate cose.
All'epoca giravano queste cassettine vendute nelle edicole, che raccoglievano giochi del C64 per farne una compilation. A quel tempo non esistevano grossi problemi di copyright, quei geniacci quindi non facevano alto che prendere dei giochi e spacciarli per altri cambiandogli il nome, o togliendogli dei livelli (rendendoli di fatto monchi) o inventandosi chissà quale altra scempiaggine. A questo si devono abomini come Uccelli spaziali (Star Paws in originale), Capo cosca (The untouchables, in realtà solo i primi livelli) e così via.
Il gioco in questione per me quindi non era affatto "Livingstone, i presume?", ma piuttosto Leoni e iene, uno stupidissimo gioco nel quale non si capiva cosa fare. Si andava avanti per qualche quadro non capendo bene cosa fare e non sapendo come farlo. Ogni tanto ti capitava di finire in una grossa buca e per uscire dovevi sperare in un colpo di fortuna. Il problema principale è che il gioco in realtà doveva essere niente affatto male, ma la mia incapacità di giocatore dell'epoca e la tristezza della conversione in quella compilation rendevano l'esperienza ai limiti del sopportabile. Qualche giocatina la facevo, attratto dalla bella grafica con belle animazioni, ma dopo un po' era difficile continuare a restare senza fare nulla. Molti di quei giochi erano difficilissimi, con zero aiuti dalle istruzioni, e in più moltissime volte erano pieni di bug che non permettevano di farteli finire. Tanto per citarne uno, nel famoso Rampage (per me Godzilla & company) sui molti livelli il più delle volte non raggiungevi il terzo o il quarto. Leoni e iene per me finiva al primo livello, dopo qualche schermata, per altri finiva al terzo livello, insomma sono pochissimi coloro che hanno potuto scoprire il finale di quel gioco.
Non ho mai finito un gioco del C64, ma pochi giochi mi hanno lasciato così basito: qui più che non riuscirci non sapevo quello che dovevo fare.
Incomprensibile.

lunedì 24 agosto 2009

Serie A 1> Juventus vs Chievo Verona 1-0 – E già Diego mania

Dopo le chiacchiere estive e l’alta concentrazione di amichevoli, compresse in un cortissimo pre-campionato tutto ha inizio. 2009/2010, stagione di fine decennio, riusciremo a colmare il gap sui nemici? Il termine ormai è stato sdoganato dal mou e non è più di esclusivo appannaggio di quei facinorosi degli stadi. Non ci si venga più a parlare di responsabilità degli addetti ai lavori, i giornalisti iniziano bene il campionato coccolando il loro protetto. In vero molto ci sarebbe da dire sui veleni dell’estate e sul mercato, e certo nel corso di questi interventi avrò occasione di esprimere la mia.
Il mercato della Juve è tutto sommato buono, anche se paghiamo ancora le scelte del cantante che hanno costretto la dirigenza a vendere gli ottimi Zanetti e Marchionni per le bizze dei suoi acquisti. La prima uscita conferma le impressioni avute ad Agosto: Diego lè l’uomo in più. Con lui ed Amauri è JUVE spettacolo, il 4-3-1-2 e tutt’altra cosa dal 4-4-2 di Ranieristica memoria. I reparti sono più vicini e sono spariti quei noiosissimi lanci lunghi. Persino il fuorigioco è meglio gestito. Detto questo però, la difesa non è ancora all’altezza di sopportare lo stress di questo modulo e ci sarà sicuramente da penare. Stasera Cannavaro con la sua prestazione ha zittito un po’ di detrattori, ma basterà questo per un’intera stagione.
Zoomando su questa partita si nota che il caldo e la prestazione ancora da “lavori in corso” ci fanno penare nel secondo tempo. Subito gol al 12’ con Iaquinta su splendido assist di Diego da calcio piazzato, poi bel gioco occasioni sciupate e un palo. Sul finale mostriamo la corda, memori delle esperienze passate, Pelissier diveniva il fantoccio da esorcizzare in una difesa splendidamente tenuta dall’esperienza di Fabio Cannavaro. Centrocampo costretto, con un buon Tiago e il solito Bidolsen che perde quella palla e per poco ci condanna. Ok la prima è andata e non si conta. Ora invece il “bello” inizia con la doppia trasferta romana. Fuoco alle polveri!

venerdì 21 agosto 2009

Il gioco è bello quando dura poco (i peggiori). Puntata I – Forbidden Siren

I giochi di una volta non erano come quelli di adesso, i giochi di una volta erano frustranti, erano progettati per giocatori assidui, il più delle volte non era possibile finirli. All'epoca non c'era internet, non c'erano siti che ti spiegassero il gioco, non c'erano soluzioni, ma anche se ci fossero state il gioco sarebbe stato comunque impossibile da finire vista la sua complessità.
All'epoca nella quale giocavo col C64 a malapena sapevo cosa fosse un gioco e come farlo funzionare, non sapevo nulla dei generi, delle saghe, dell'apporccio che si doveva avere con un certo tipo di gioco, ecco perchè molti di quei videogames (quasi tutti a dire la verità) non li ho mai finiti, di molti altri nemmeno capivo quale era il senso. In questa classifica quindi ho inserito non i gioghi più brutti ai quali ho giocato, quanto piuttosto quelli che più mi hanno fatto innervosire, che ho trovato frustranti, quelli che non ho capito o che ho trovato deludenti. Insomma ci sono anche giochi abbastanza interessanti in questa classifica, ma che interessanti non lo sono stati per me, o almeno non del tutto.

Tutta quella tiritera sui giochi di una volta e poi come primo gioco uno di non tantissimi anni fa? Si se il videogame in questione ti fa davvero rimanere basito.
Forbidden Siren è un gioco frustrante: non tanto per la difficoltà invero molto elevata, ma soprattutto per come è strutturato. Un survival horror dovrebbe far crescere la tensione, partire da uno scenario di relativa calma e condurti piano piano in un incubo, dal quale però hai qualche mezzo per uscire. Un gioco d'orrore dovrebbe avere un protagonista col quale devi poterti identificare, e col quale "soffrire" per raggiungere l'agognata salvezza. Un vero videogame di paura dovrebbe avere una curva di apprendimento graduale, che via via ti porta del tempo per apprendere nuove abilità, ed una storia alla quale appassionarti. FS non ha nessuna di queste. Se sotto il comparto audio si parte col piede (quasi) giusto, e la grafica non è eccezionale ma tutto sommato nemmeno penosa, salta subito all'occhio (all'orecchio per la verità) il pessimo doppiaggio in italiano, che sembra uscito da un filmaccio di serie c, davvero penoso. Uno allora si chiede se non era meglio lasciarlo così come era e metterci dei sottotitoli, vabbè, è un gioco e tutto sommato l'importante e la giocabilità, passiamoci sopra.
La principale novità è dettata dal sightjack: un originale meccanismo che ci permette di avere il quadro della situazione dal punto di vista dei "nemici" attraverso la pressione di un tasto, e vedere quanti ne sono muovendo la levetta analogica sinistra. Sembra davvero una scelta originale e azzeccata, ma dopo i primi minuti avremo modo di tornare (amaramente) sui nostri passi. In realtà il sightjack è del tutto inutile: non possiamo capire dove si trovano effettivamente i nemici, non sappiamo quanto ci sono vicini (anche se un segnalatore ci indicherà dove approssimativamente siamo, non è la stessa cosa), non sappiamo bene cosa fare per poter fuggire. L'ultima frase ovviamente dovrebbe essere il cardine di un gioco, altrimenti che gusto c'è, il problema è che il gioco è strutturato come uno stealth horror nel quale però possiamo fare ben poco per non farci vedere dai "nemici" o per distrarli, dove la mappa è realizzata malissimo, dove la pianificazione del piano di fuga richiede tantissimo tempo e quel che c’è di peggio e che sulla mappa non vi è nessun puntino che indichi la nostra posizione, elemento fondamentale per qualsiasi videogame che si rispetti. Tutte queste difficoltà le incontriamo già nella terza missione di gioco.
La storia poi non aiuta: i protagonisti sono ben 10, e si alternano tra loro senza rendere possibile un'identificazione o un qualche motivo di interesse per le loro vicende. Quello che più fa innervosire è che il gioco in questione ha davvero delle premesse molto buone ed ha sicuramente degli elementi che lo rendono originale rispetto agli altri giochi del suo genere, premesse ed intenti letteralmente gettati alle ortiche. Ecco allora che l'unica paura che proveremo nel gioco è quella di sbagliare qualcosa, quella di non riuscire a gestire al meglio il gameplay, quella di ricominciare tutta la missione da capo.
Insomma un gioco non pessimo "oggettivamente" e amato da una buona fetta di giocatori, ma davvero troppo odioso e irritante per intrattenere per tutto il tempo che richiede.
Frustrante