sabato 21 marzo 2009

Roma-Juventus 1-4 (one for you, four for me)

In molti ancora ricordano quell’irridente “4 e a casa” di capitan Totti. da allora possiamo dire di esserci presi molte rivincite sulla Roma. C’è da ammettere che stasera abbiamo viaggiato sul velluto grazie alla situazione assenze romanista, ma d’altronde una volta tanto può capitare anche a noi di avere meno infortuni dell’avversario, no? un'altro 4-1 e godiamo a predercene gusto, soprattutto con un avversario storico come la Roma.
Il nostro primo tempo condotto con sufficienza si reggeva sulla loro mediocrità e quel gol di Loria ad avvio di ripresa poteva spaventare molti. Con tutta onestà, a differenza del pessimismo post gol del Bologna di sabato scorso, stasera sentivo che la partita potevamo farla nostra. La reazione dei giocatori bianconeri difatti non si è fatta attendere. Poco ha sofferto la difesa è Iaquinta si è regalato, e ci ha regalato, una splendida doppietta. Poi quel gol di Nedved alla vecchia maniera da fuori area… che dire, davvero la serata perfetta. Alla fine sembrava anche esser ritornato anche il cosiddetto stile Juve, con i nostri che parevano non voler infierire sull’avversario a terra.
I dati dicono che stecchiamo con le piccole e ci vinciamo i big match. E forse questa la chiave di volta di questi ultimi due campionati bianconeri? In parte si, e l’ho anche più volte ribadito da queste righe. L’ha già detto Ranieri dobbiamo migliorarci? Ormai è un tormentone e speriamo duri ancora poco, anche perché fosse così Ranieri potrebbe registrare un videotape e mandarlo in onda al posto della diretta, guardate le sue interviste e ditemi se non ripeta sempre le stesse cose, e lo dico con simpatia e senza polemica.

domenica 15 marzo 2009

Juventus-Bologna 4-1 (dottor Jekyll & mister Alex)

Sarà stato l’apporto del doppio allenatore, Ranieri in panchina e Del Piero in Campo, ma ieri si è visto un primo tempo da Wayne e una ripresa da Hulk. Metamorfosi o trasmutazione in forma? Nella serata da applausi a scena aperta per Giovinco la Juve reagisce con orgoglio e rabbia agonistica all’eliminazione di coppa.

Visto come si erano comportati i nostri nel primo tempo, prima e dopo il gol di Mutarelli per il Bologna, mi sono sentito di pronosticare un 1-1 finale che sapeva di ottimismo, e forse in molti ieri s’erano già rassegnati al materializzarsi del contraccolpo negativo derivante dalla Champions. Sembrava quasi un’amichevole di fine stagione, con la Juventus che rinunciava alle velleità di rimonta in campionato e il Bologna che si godeva il privilegio di poter sfruttare la serata a proprio vantaggio. Giocatori mogi e sconsolati non sembravano più in grado di dar nulla di buono a questa gara, e si avviavano negli spogliatoi nella speranza di riuscire a limitare i danni. 

Ma ecco scendere in campo il nuovo mister della Juventus, Alessandro Del Piero. Sprona la truppa, prende da parte uno a uno i soldati e detta la nuova tecnica offensiva: “Lasciatevi cadere addosso le parole del cantante e ascoltatemi, questa partita va vinta, in vista della marcia su Roma di sabato prossimo”… Congetture? Sta di fatto che i bianconeri del secondo tempo sono sembrati lontani da quella ranierica teoria che recita: “vantaggio e copertura”. Scesi in campo con una grinta e una determinazione diversa hanno subito trovato il pareggio con Salihamidzic e poi trabordato con Sebastian e Alex. Giovinco… che gara! Già martedì col Chelsea si era distinto ma ieri è stato un attore protagonista. Nel secondo tempo mister Alex torna a fare anche il calciatore e sigla due splendidi gol che, su azione, quest’anno a Torino non aveva ancora realizzato. Nel complesso però tutta la squadra è apparsa diversa, due facce, una bianca e una nera appunto.

La polemica di turno ieri era: Ranieri vs Trezeguet e alcuni commentatori poco accorti hanno giudicato i doppi cori della Scirea, a sostegno prima dell’uno e poi dell’altro, come un segno di diplomazia. La verità invece è che la tifoseria è divisa. Come mi schiero? Trezeguet alla luce della prestazione di martedì poteva risparmiarsi il suo orgoglio a mezzo stampa e Ranieri poteva rispondergli in privato non cadendo nello stesso errore. La società s’è schierata con il tecnico, io invece mi auspico una riappacificazione rapida perché le condizioni dello spogliatoio e dell’infermeria non permettono che si versi ancora benzina sul fuoco.

giovedì 12 marzo 2009

Manchester United-Inter 2-0 (Mourinho sit down)

Mourinho sit down, Mourinho sit down… Sombody’s crying. Not the Uninted’s fans but the nerazzurri’s supporters. Now they realized how much are pathetic and how much their coach is pathetic too. They believed they were an indestructible army, but must take note: you could win ONLY IN ITALY, where with the phone and the petrol dollars was eliminated the competition. It is not so in the european competition where they didn’t won over 40 years. Mourinho says to the press: "Now you'll be happy now, but I win" … win what? Scudetto (Shield… Italian Championship)? It had already done Mancini and better than you. You will be a poor winners in a poor championship, pity for AS Rome. In Italy, where If anything can go wrong… there’s always someone to give you an hand. Take even that Championship but your season is failed because the Champions is faded again, and it will be so for years and years. two goals taken nothing in the rest… thanks United.
Mourinho sit down, Mourinho siediti… grida qualcuno. Non i tifosi dello United ma i nerazzurri. Ora si rendono conto di quanto è patetico il loro allenatore e di quanto sono patetici loro stessi. Credevano fossero un’armata indistruttibile ma devono prendere atto di poter vincere solo in Italia, dove col telefono e con i soldi del petrolio hanno eliminato la concorrenza. Non è così in Europa dove non vincono da 40 anni. Mourinho dice alla stampa: “ora sarete felici ma io ho vinto” … vinto cosa? uno scudetto? l’aveva già fatto Mancini e meglio di te. Sarete i mediocri vincitori di un campionato mediocre, peccato per la Roma. In Italia dove se dovesse andar male c’è sempre qualcuno a dargli una mano. Prendetevi anche quest’altro scudetto ma la vostra stagione l’avete fallita perché la Champions è di nuovo sfumata e sarà così per anni ed anni. due gol subiti, nessuno segnato… grazie United.

mercoledì 11 marzo 2009

Juventus-Chelsea 2-2 (Non si poteva chiedere di più)

19’ pt Iaquinta, 46’ pt Essien, 29’ st (rig) Del Piero, 38’ st Drogba.
Non si poteva chiedere di più a questa squadra. E un anno che lo diciamo, siamo quello che siamo. Scarsa qualità, 54 infortuni, sfortuna, errori del tecnico, dei giocatori o di una campagna acquisti dilettantistica… mettiamola come vogliamo non siamo la vecchia Juve. Di lei rimane in noi solo l’orgoglio di un grande marchio. Un piccoletto che scalcia e morde contro in mondo di giganti.
L’analisi della gara ci dice che comunque dobbiamo rendere l’onore delle armi a questa squadra. Hanno fatto quel che potevano con i mezzi a loro disposizione. Coscienti del fatto che per far nostra questa qualificazione dovevamo disputare la partita perfetta, per antonomasia, siamo incappati nell’eterna legge di Murphy: Se qualcosa poteva andare storto lo ha fatto. Già senza Sissoko, Legrottaglie, con Nedved subito fuori eravamo riusciti a passare in vantaggio con un bellissimo gol di Iaquinta ma ecco il pareggio di Essien proprio un secondo prima della fine del tempo. Ok… ripartiamo e proviamoci, ma se poi Chiellini ci abbandona così, facendosi espellere ingenuamente, cosa possiamo fare? Poi il rigore realizzato da Del Piero e di nuovo una luce in fondo al tunnel. Manca un gol per il miracolo ma ecco che quella luce in fondo a quel tunnel diviene un camion che ci travolge, 2 pari e addio sogni di gloria. Pensare che eravamo vicini all’impresa l’impresa.
La conduzione di gara non ha contribuito a darci stimoli. Assegna a loro una punizione inesistente che li porta a un gol valido annullato. Non espelle Cech che prende il pallone fuori area. Che dire? Fosse accaduto in campionato sarebbe stato crocifisso in sala mensa. Invece è stato pessimo solo nella competizione più importante. Ad ogni modo… il cantante? non so se salvarlo o assolverlo: mette Iaquinta e poi lo toglie, Trezeguet e poi lo toglie… Boh?
Penso che questa partita sarà il nodo cruciale dell’intera stagione soprattutto perché inevitabilmente darà un contraccolpo negativo al suo prosieguo. Il campionato sembrerà più lontano e persino la Coppa Italia la vedo male. Stagione virtualmente conclusa? Speriamo ancora per la Coppa Italia perché vogliamo la stella d’argento e poi nel Manchester domani, perché solo una sconfitta dell’Inter sarà la testimonianza che i perdazzurri possono vincere solo in un campionato mediocre come quello Italiano, surclassato dalla qualità di quello Inglese. Vediamo ad esempio il Real, massacrato dal Liverpool e pensiamo a quanto fiato abbiamo sprecato nell’esultare nelle vittorie contro i Madrileni. Chiudo con gli auguri alla Roma, nella dimostrazione che ODIO SOLO L’INTER.

domenica 8 marzo 2009

Torino-Juventus 0-1 (Chiellini toreador)

Come al solito, negli ultimi tempi, dobbiamo affidarci a un non-attaccante per risolvere una partita. Chiellini man of the match e derby bianconero.
Derby: Partita classicamente tosta, in cui i muscoli sono i veri protagonisti. Quello di Torino non poteva essere da meno, dato il netto divario tecnico e di classifica che c’è tra le protagoniste ormai da anni. I granata, che pure hanno fatto un bel primo tempo, rendendosi pericolosi in più occasioni, hanno dovuto sfornare una quantità enorme di falli per tenerci testa. Non è che noi si sia fatto granché ieri per vincere ma alla lunga la tecnica l’ha spuntata sul vecchio cuore granata (come amano definirlo loro). Sicuramenti distratti dall’impegno di Champions col Chelsea abbiamo prodotto lo stretto necessario ma è bastato. il Toro s’è dannato l’anima ma alla fine è anche calato fisicamente. Ad onor del vero però plauso va anche dato a Sereni che con i suoi interventi da serata magica ha tenuto in corsa la sua squadra, tanto per rispondere a chi pensa che non abbiamo meritato la vittoria. Il derby è cosi, e molte volte può essere deciso da un solo episodio. Così Chiellini su quel cross di Nedved ci tiene ancorati alle residue speranze tricolori.
Detto ciò si capisce che nulla può essere imputato al tecnico o ai giocatori, hanno fatto quello che si prevedeva facessero riuscendo a spuntarla. Però alcune considerazioni si possono fare: Marchisio continua a distinguersi positivamente, così come Poulsen appare sempre più il vero grande perché… il perché l’avete preso? La sponda Bidolsen è sempre più fuori luogo in questa squadra. Meglio Iaquinta di Amauri che ormai forse sta iniziando a preoccuparsi psicologicamente. Giriamo subito pagina è pensiamo a martedì, quando ci servirà la miglior Juve della stagione per compiere l’impresa. Poi si potranno iniziare analisi più approfondite della situazione come ammette anche lo stesso Cobolli Gigli.

martedì 3 marzo 2009

Lazio-Juventus 2-1 (purtroppo le partite durano due tempi)

34’ pt Marchionni (J), 20’ st Pandev (L), 33’ st Rocchi (L).
C’è poco da dire su questa partita. Continua la mezza Juve, primo tempo tonico con un inizio molto grintoso che aveva fatto ben sperare, con un portiere che a tratti sembrava chiamarsi Buffonninger (per dirla alla Franco Ordine). Sono rimasto io stesso meravigliato del buon approccio alla gara dei nostri. Qualcuno però (uno a caso) dovrebbe avvisarli che una partita di calcio dura due tempi, che in genere non si può sempre difendere ostinatamente l’1-0 perché una partita è fatta per essere giocata interamente e può finire anche 2-0, 3-1 ecc..
Non sono arrabbiato ma frustrato, come penso quasi tutti i tifosi bianconeri. Nella serata delle feroci polemiche di Mourinho quale risposta è stata data sul campo? La più assoluta impotenza come di un cane bastonato. Se l’Inter in generale dichiara guerra diplomatica in piena regola contro Juve, Roma e Milan, la difesa della dirigenza bianconera è stata tenue e insufficiente. Affidati ad un comunicato stampa si sono visti prendere in giro dal “magnaccio” Moratti, il quale sembrava Chiellini con il suo “non ce ne” nei confronti degli avversari. L’unico che accenna ad alzare la voce è il cantante. Stanco di farsi trattare da coglione inizia ad abbaiare anche lui, ma rimarrà un cane nell’aia, visto che i vertici disciplinari del calcio minacciano di deferire De Rossi ma fanno orecchie da mercante sulle dichiarazioni, ben più gravi, del carismatico portoghese. Il “tiranno medievale” (come l’epoca in cui dice che è chi l’accusa) è ormai come una pistola in mano ad un bimbo. In qualsiasi altra squadra c’è da scommetterci che le sue parole sarebbero state ridimensionate, mentre all’Inter lo specialone pizzarrone trova terreno fertile per dire ciò che vuole, convinto che ormai può farlo indisturbato. Come in una guerra in piena regola già si schiera con Catania e Atalanta, dimenticando i vari Siena, Milan, Juve, Samp, Roma e tutte le altre sfavorite nei suoi confronti.
Ranieri ulula alla luna: “"il gol di Iaquinta, regolare e annullato, …i vari cartellini gialli presi da quest’arbitro dalla conduzione cinese”. Ma sa che è come un albero che cade nel deserto, non fa rumore. Il potere merdazzurro affila le armi e punta in alto, cioè alla monarchia assoluta. Ecco a voi lo stile Inter

domenica 1 marzo 2009

Juventus-Napoli 1-0 (basta mezzo sforzo)

43’ (pt) Marchisio
Bastano 45’ minuti per tenere testa al Napoli. Un bel primo tempo bianconero tonico, in cui siamo andati più volte vicino vicini al vantaggio. Sfortunati su quel tiro di Trezeguet che coglie in pieno il portiere da pochi metri, pericolosi con Del Piero sulla punizione e su quella progressione delle sue che trovano attento Navarro. Poi quello che non ci riesce a noi ce lo da la sorte. Marchisio da fuori aria trova la deviazione decisiva di Blasi ed è 1-0 pochi minuti prima della fine del tempo. Poi nella ripresa la Juve, visibilmente stanca dal match di coppa, avrebbe voluto riscrivere le regole di durata di una partita per anticipare il fischio finale dell’arbitro. Come il Chelsea in Champions, tutti rintanati nella nostra metà campo non siamo riusciti ad accennare nulla di serio, collezionano 0 tiri in porta. Sicuramente rassicurati dal fatto di avere di fronte un avversario che ha fatto ben poco per punirci. Secondo tempo quindi brutto di entrambi e alla fine quel che contano sono i tre punti.
A me personalmente questo atteggiamento difensivista sull’1-0 non mi è mai piaciuto, poiché in queste condizioni poco basta per capitolare, ma mi rendo conto che tatticamente a questa Juve non si può chiedere di più. Gli siano concesse le attenuanti psicofisiche e andiamo avanti. Nella prestazione dei singoli va registrata un’altra stecca di Giovinco (e spiace nella serata dedicata alle giovani leve trionfatrici al Viareggio) e il mezzo servizio di Del Piero, che Ranieri bene fa a sostituire con Amauri. Brilla invece Marchisio, sempre più in crescita e non solo per il gol ma per la sua prestazione in generale. E poi naturalmente Chiellini, perno della difesa, sempre li mettere toppe sugli sbagli dei compagni di reparto.
Ed ora un po' di pepe… Si è visto Chiellini nel finale su tutte le furie, rivolgersi ai tifosi avversari con sprezzo e irriverenza. Certo sportivamente un giocatore non dovrebbe comportarsi in questo modo, ma ormai il vittimismo e le simulazioni partenopee iniziano a stancare. Napoletani sempre a terra, Reja si lamenta preventivamente di gol a suo dire irregolare che poi a ben vedere la moviola ridefinisce  fortuito. E ancora i loro piagnistei in occasione del doppio fuorigioco, peraltro fischiato con molto anticipo. A loro discolpa può essere certo portato l’alibi dei nervi tesi per la crisi di risultati ma nient’altro.

sabato 28 febbraio 2009

Carta, Povia, Vinci... Tre buoni motivi per non amar Sanremo.

Ad una settimana da Sanremo, mi trovo ad analizzare cosa è stato questo festival per un’amante della musica come me. E’ servito a convincermi sempre più del fatto che i veri amanti della musica fanno bene a non amarlo. Leggo Carta, Povia, Vinci, ma so che non è il celebre gioco con i gesti, bensì il podio del 49° Festival della pseudo-canzone italiana, ogni anno sempre più patetico e prevedibile, tenuto in piedi soltanto dallo spessore dei suoi ospiti (io stesso riesco a sintonizzarmici solo per questo), dalle polemiche e dalle trasmissioni terze fatte sulle sue polemiche. Checché ne dica Bonolis col suo: “la musica al centro” frase ormai usurata quanto quelle dei politici. Inizia la Zanicchi che alla sua età, in sprezzo al suo pubblico di benpensanti e apologhi del nazional-popolarismo, presenta "ti voglio senza amore", salvo poi risentirsi se un grande comico come Benigni la tira in mezzo perché diventa un pretesto comico troppo appetitoso.

Che la Zanicchi lasci che sia il suo Imperatore Silvius a difendersi dalle battute di questo gran giullare! D'altronde mi sembra che abbia le spalle più larghe della sua altezza. E non ci venga a dire che non è per questo che si è arrabbiata, non può reggere la filastrocca della sua eliminazione causata dal comico. Proprio lei che poi da Giletti la domenica successiva, col la scusa di difendersi dalle accuse (?) inizia la sua campagna elettorale per le prossime elezioni europee, che la vedono candidata in forza al PDL. Accetti la sua eliminazione col fatto che il suo pezzo era brutto anche perché, come si è saputo in seguito, suddetta canzone era stata già presentata qualche anno fa da Fiordaliso e già scartata da Baudo. Allora come si spiega Povia? Massacrato molto di più di lei dalla critica e dallo stesso Benigni, ma che arriva secondo? Sono stanco di ascoltare questi berlusconiani discutere su: “questa è satira e questa non lo è”, si trovino un buon comico di destra e si costruiscano in casa la propria par condicio teatrale.

Marco Carta… Fosse stato il figlio del dj foggiano Lello Carta avrebbe vinto Sanremo? Marco Travaglio parla di combine. Analizziamo gli indizi:

1. Nasce televisivamente ad Amici e già lì pare sia stato tanto osteggiato dai maestri quanto difeso dal pubblico. Persino un “nemico” come me (un appartenete alla categoria di chi odia Amici) ha dovuto assistere ad una puntata di Striscia in cui suddetto Carta veniva nella fattispecie difeso dagli inviati sardi, suoi conterranei.

2. Si presenta a Sanremo dopo una gavetta inesistente e partecipa come Big, mentre lo stesso anno una sua collega di Amici partecipa solo tra i giovani.

3. Con tutti i super ospiti che Bonolis poteva invitare nella serata finale chiama invece Maria De Filippi, proprio la serata decisiva del televoto. Nel calcio si sarebbe parlato di sudditanza psicologica.

4. Televoto: strumento di valutazione dall’attendibilità del tutto discutibile, che l’ingenua testimonianza resa dall’agente dei V.I.P. Lele Mora a Striscia colloca nelle mani del potere economico, sancisce la vittoria di un beniamino dei televotanti (categoria di telespettatori, per lo più giovani, che usano il televoto quasi quanto gli sms)

I quattro indizi descritti non faranno una prova, ma servono a ribadire quanto Sanremo sia da anni lo specchio della società italica, quella più becera, e quanto la musica a Sanremo sia come una radio accesa in una sala d’aspetto.

mercoledì 25 febbraio 2009

Chelsea-Juventus 1-0 (non prendiamoci in giro…)

12’ Drogba
Non prendiamoci in giro. La superiorità dimostrata dalle squadre inglesi in questa tornata di ottavi di finale, e in generale in questi ultimi anni, è talmente evidente che attaccarsi a questo 1-0, così come si farà e come qualcuno ha già iniziato a fare, è pura fede. Solo fa fortuna dell’Inter e il fatto di poter contare su due risultati su tre potrà fare la differenza nel ritorno delle italiane. Non può questa Juve, a mio parere, infatti superare questo Chelsea con due gol di scarto.
La differenza tra le due squadre stasera era evidente, sia dal punto di vista tecnico che fisico. Troppo statici i nostri, costantemente costretti ad operare in spazi stretti e troppo timidi in attacco. Più mobili e reattivi loro soprattutto a palla ferma ed in particolare nel portar via l’uomo, di conseguenza hanno potuto giocare su spazi più larghi. Le punte continuano ad essere spuntate, e dobbiamo continuare a vedere azioni pericolose costruite da centrocampisti o difensori. Amauri ancora una volta stitico e timoroso soprattutto sui colpi di testa, Del Piero in stand-by. D'altronde però forse la Juve di quest’anno non poteva fare di più, anzi nel secondo tempo il Chelsea è arretrato nettamente, forse a difesa del risultato, lasciando il pallino al cuore dei bianconeri. Siamo saltati dalla sedia con quel tiro all’ultimo secondo di Nedved, deviato di poco a lato e possiamo arrabbiarci per un gol subito da un errore difensivo di mancata applicazione del fuorigioco su Drogba. A conti però fatti anche il Chelsea non ha fatto granché per legittimare questa vittoria. In altri tempi le cose sarebbero andate diversamente. Speranze della fede? Poche. Tra queste le statistiche che vedono le inglesi meno “cattive” in trasferta, voler credere in un impegno di orgoglio maggiore in stile Juve-Real e in una gara perfetta (come ammette Del Piero).

domenica 22 febbraio 2009

Palermo-Juventus 0-2 (il ritorno di David)

27’ pt Sissoko, 34’ st Trezeguet
E’ Una Juve ancora grezza quella vista col Palermo, per molti tratti timorosa e chiusa sugli scudi anche dopo il vantaggio. La traversa e poi Buffon ci graziano su quel tiro di Miccoli e sul successivo colpo di testa Simplicio, ma considerando come ci era andata con la Samp la sorte ce lo doveva… Poi come sotto a un paio di schiaffi sembravamo esserci svegliati, reagendo con aggressività e attaccando con maggior livore, ma dopo il gol siamo tornati a rintanaci. La scarsa stima di se stessi porta forse i Nostri a non osare più di tanto e la difesa è ancora lontana dall’essere definita rocciosa.
Celebriamo due grandi gol e un ritorno: Sissoko, dopo il gol col Cagliari, ci regala col Palermo un’autentica perla, travestendosi dal miglior Vierà (quello di qualche anno fa) e penetrando l’intera difesa avversaria. Poi il ritorno di Trezeguet al suo vecchio verbo (quello del gol) serve da stimolo a tutti per il futuro e per la partita di Londra di mercoledì. Non è che il Palermo abbia fatto granché dopo la foga iniziale, proprio colui che lo scorso anno di condannò in zona Cesarini con un tiro “assurdo” da fuori area (Cavani) sembrava non esser sceso affatto in campo. Peccato per Iaquinta che non decolla, egoista verso David, lo manda su tutte le furie per non avergli offerto quell’assist d’oro che poteva anticipare la sua marcatura e poi sfortunato nel suo assist di scuse al francese del secondo tempo. Amauri (l’ex) invece, tenuto in serbo per mercoledì assieme al capitano, è parso più pimpante, battezzando nel modo migliore l’inedita (causa infortunio) coppia con Trezeguet, quasi a voler dimostrare la sua diversità con il rivale sostituito e per contendersi simpatie dei tifosi e posto in squadra, d’altronde mai in discussione.
Nella serata di Sanremo nulla da imputare al cantante, che per l’ostacolo pre-Chelsea ha schierato la formazione che poteva. I tre punti esterni vendicano quelli persi all’andata in casa e ci permettono di dedicarci anima e cuore alla Champions.