venerdì 12 marzo 2010

Juventus vs Fulham 3-1 – No snob

C’è chi la snobba, e preferirebbe si investissero tutte le energie sul quarto posto in campionato, ma fin che ci siamo dobbiamo dare il meglio. Chiaro che è questo l’obbiettivo principale dell’anno, ma lo stile di un blasone non può limitarsi ad un’annata storta ma deve andare oltre, onorando ogni impegno e puntando comunque anche al “porta ombrelli”. Con questi pensieri deviati siamo, ancora qui, senza la stella d’argento delle 10 coppe Italia, e rischiamo di dimenticare che la UEFA è sempre una coppa europea. Tanto più che il suo prestigio le è dato dalla sua difficoltà, tutt'altro che trascurabile.
Nella prima frazione di gioco, oltre a un paio di titubanze difensive stemperate dalla loro imprecisione, si è vista una buona squadra. Che si ricorda dell’esistenza del tiro da fuori e domina per gran parte del primo tempo, attuando un pressing alto, incluso disturbo al portiere in rinvio, e raddoppi sugli attaccanti avversari. Zaccheroni sembra aver riconfigurato il firmware della squadra con il suo imperativo: compattezza, e se poi le zebinate di Zebina si trasformano in gol di tale bellezza… che dire? Poi dopo il doppio vantaggio si è, naturalmente, data una calmata e come al solito ha pagato il suo balzello col gol subito. Se non ci pensano loro, deve pensarci una deviazione del Duca a compilare questo 740 con gli avversari.  Meno male che quel gol in comproprietà Trezeguet-palo-Salihamidic ci distanzia sin dalla fine del primo tempo.
Il secondo è più che altro un esercizio di stile della difesa, in cui anche Cannavaro risorge in stile fenice. Candreva cerca ogni tunnel possibile, trovandone pochi, ma fa una buona gara. Come Camoranesi, che molte volte cerca il giochetto rischiando lo scippo. Manca forse la ciliegina del quarto, magari con Diego, perchè il gol subito non può farci dormire fino a tardi. Dai che risorgiamo, in fondo basta crederci. Ritorniamo con umiltà e rabbia al campionato e spodestiamo queste usurpatrici e se poi si riuscisse a rivincere "il “porta ombrelli”? Magari, vi rispondo. Comunque non voglio andar fuori rinunciandovi.

SCHEDA TECNICA

Europa League – Andata ottavi di finale
Torino, stadio Olimpico
11 marzo 2010

JUVENTUS-FULHAM 3-1
RETI: 9’ pt Legrottaglie, 25’ pt Zebina, 35’ pt Etuhu, 47’ pt Salihamidzic.
JUVENTUS: Manninger; Zebina, Legrottaglie, Cannavaro, Grosso; Salihamidzic (1’ st Camoranesi), Poulsen (30’ st Sissoko), Marchisio; Diego, Candreva; Trezeguet (17’ st Iaquinta). A disposizione: Pinsoglio, Grygera, De Ceglie, Del Piero. All. Zaccheroni.
FULHAM: Schwarzer; Baird, Hangeland, Hughes, Konchesky; Duff, Davies (16’ st Dempsey), Etuhu, Greening; Gera; Zamora. A disposizione: Zuberbhuler, Kelly, Smalling, Nevland, Marsh-Brown. All. Hodgson.
ARBITRO: Meyer (Germania).
AMMONITI: 21’ st Legrottaglie.
NOTE: spettatori 11.406 per un incasso di € 198.880,00.

domenica 7 marzo 2010

27> Fiorentina vs Juventus 1-2 – spizzata un’altra tra i veleni viola

<< all’andata era.. andata
Dopo i tanti scippi, anche pesanti, orditi ai suoi danni, dal palazzo, dalla sorte o da chissà cosa (non giudico), la Fiorentina ospitava al Franchi i suoi nemici storici: i bianconeri ladroni, gli anticristo per eccellenza, i Ghibellini. La cornice era perfetta, il lamento preventivo. Ogni minima mosca che volava era in fuorigioco, ogni tocco vicino alla loro area doveva essere rigore. E così si sono sprecate le solite, e inutili, lenti di ingrandimento, per episodi come il non-fuorigioco (leggasi regolamento giuoco calcio) di Diego sul gol, tenuto in gioco dal piedino di Gobbi, su cui i soliti noti hanno avallato le tesi più assurde come: “l’arbitro è stato un superman a capirlo e per questo è in mala fede”, oppure “a differenza del tronco, il piede non fa parte del corpo umano”. I Della Valle non parlano degli arbitri per paura di non esser deferiti, ma in realtà non lo fanno per paura di esser sbugiardati dalla moviola. Mentre la moviola in campo è usata ufficialmente per tutto, compresa come assurda inquisitrice morale dei labiali blasfemi, tranne che per il suo uso naturale. E visto la partita di ieri si può capire quando la sua introduzione sarebbe un danno, non solo per chi beneficia di errori arbitrali ma anche per chi se ne potrebbe lamentare.
Chi odia il calcio, preferendogli altri sport, forse odia anche questo, cioè la sua eccessiva opinabilità e l’avversione dei suoi tecnici (international board) per le innovazioni tecnologiche. Talebani per talebani, a questo punto perchè non eliminare i microfoni tra arbitro e guardalinee? Ma soprattutto si parla sempre meno del suo protagonista principale, il calcio giocato.
Arrivano così tre punti fondamentali per la classifica, perchè visto la vittoria odierna del Palermo sarebbe stata l’ennesima caduta nel baratro uefa, ma indubbiamente sarebbe stato meglio prenderle ieri e darle domenica scorsa. Comunque sia, sul profilo del gioco siamo leggermente più compatti e, pur non giocando ancora da Juve con la J maiuscola, non siamo più da retrocessione, foss’anche solo per la matematica. Zaccaronte pare voglia meritarsi la sua pagnotta rafferma. Che gol però! Il primo con Diego che, con quella finta di suola, da l’illusione ottica del gol mangiato, e poi con Grosso che fa, ora si può dirlo, il colpo grosso. La fiorentina, con la testa a Martedì, nel secondo tempo è calata vistosamente e la Juve la punge. Bene, per ora, così dovremmo viaggiare.
Naturalmente non potevano mancare le cari costanti matematiche juventine, reti subite ed ex in gol, con le due cose che si verificano sempre contemporaneamente. Persino le ultime riescono a giocare partite senza subir gol, noi invece se non ne subiamo significa che non siamo scesi in campo. Così in mezzo ai miracoli di un Manninger travestito da miglior Buffon, arriva, ineluttabile, la papera e il gol dell’ex. La nostra stagione sarà una maratona alla giochi senza frontiere, i cui dovremo guardarci più da noi che da gli altri. La speranza è che il Palermo cali, come penso che sarà, ma che la Juve trovi costanza di risultati, e che non sia quella costanza negativa che avevamo con Ferrara. Chissà che, nel film che vuole girare il futuro, non ci sia una bella prestazione in Uefa, e magari ci portiamo quel porta ombrelli a casa… Ma questi son ragionamenti da altra Juve, quella ordinaria.

SCHEDA TECNICA

FIORENTINA-JUVENTUS 1-2 (1-1)
RETI: 2’pt Diego, 31’pt Marchionni, 23’st Grosso
FIORENTINA: Frey, Comotto (34’st De Silvestri), Natali, Felipe, Gobbi, Montolivo, Zanetti (26’st Keirrison), Marchionni, Jovetic, Vargas (12’st Bolatti), Gilardino. All. Prandelli. A disposizione: Avramov, Kroldrup, Pasqual, Donadel.
JUVENTUS: Manninger, Zebina, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie (1’st Grosso), Marchisio, Felipe Melo, Sissoko (30’st Poulsen), Candreva, Diego, Trezeguet (26’st Iaquinta). All Zaccheroni. A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Salihamidzic, Del Piero.
ARBITRO: Damato
AMMONITI: 41’pt Sissoko, 11’st Zebina, 40’st Marchisio

domenica 28 febbraio 2010

Serie A 27> Juventus vs Palermo 0-2 – ritorno al futuro

<< All’andata era… andata (uguale)
Finite le scorte di lato B di Zaccaronte, ci svegliamo stasera con i sintomi post sbornia da vittoria e ci accorgiamo che è stato soltanto un bel sogno. In panchina è tornato Ferrara, che anzi non è mai andato via. Mascherato da Zac si è seduto in panchina e ha continuato a “vedere” le partite della Juve da bordo campo, ripartendo da dove aveva iniziato la sua carriera: la sconfitta dell’andata, maturata in fotocopia. Ci si son messi tutti di impegno per rimettere le cose apposto, cioè fuori binario. Tornano le papere, ormai più alte dei papaveri. Torna (o resta) il Diego inconcludente, che si specchia nello stagno e si innamora del suo pallone, così quando deve tirare in porta o non lo fa o si assicura di non picchiarlo troppo forte. Tornano i cambi inutili oltre il 90’, che non servano neppure a metter fuori giocatori come Sissoko (ottimo ma già ammonito e nervoso) o il mago Grygera che trasforma il nulla in oro, e lo dipinge di rosa nero. Lui si che è un fenomeno, altro che donna barbuta.
Ormai la Juve è più prevedibile della millesima replica della signora in giallo. Dopo i primi 30 minuti di tenue luce: Manovre macchinose. Lentissime salite in massa, come comitive in un pullman, che mostrano il fianco alle ripartenze fulminee degli avversari. Infortuni come se piovese, incompetenze tecniche come se diluviasse. Sconfitte con tutte le avversarie dirette. Il parco dei divertimenti bianconero regala la sua splendida bambolina a Miccoli, vendicatore della classe operaia imerese, con gol alla Del Piero e risata sberleffo. Speriamo che almeno valga qualche posto di lavoro, anche se gli unici posti di lavoro che dovrebbero essere liberati, al più presto, sono quelli di questa dirigenza. Di sicuro nessuno quel giorno scenderà in piazza in difesa di tali incompetenti colposi.
Come fai a salvare qualcuno in tutto questo? Un po' Sissoko, certo e un po' Chiellini. Ma per il resto dovrebbero andare tutti a Lourdes, per farsi missionari e appendere le scarpe al chiodo, assieme a Valeri. E intanto questo blog sembra sempre più un necrologio. Poi si risolve? poco ci credo, visto il calendario.

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 7ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 28 gennaio 2010

JUVENTUS-PALERMO 0-2 (0-0)
RETI: 15’ st Miccoli, 36’ st Budan.
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie (35’ st Grosso); Candreva, Felipe Melo, Sissoko; Diego (44’ st Zebina); Del Piero (35’ st Paolucci), Trezeguet. A disposizione: Pinsoglio Legrottaglie, Marrone, Immobile. All. Zaccheroni.
PALERMO: Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Migliaccio (40’ st Blasi), Liverani, Nocerino; Pastore; Miccoli (35’ st Budan), Hernandez (23’ st Cavani). A disposizione: Benussi, Goian, Bertolo, Simplicio. All. Rossi.
ARBITRO: Valeri di Roma.
AMMONITI: 6’ pt Candreva, 21’ st Cassani, 29’ st Sissoko.

venerdì 26 febbraio 2010

EL> Juventus vs Ajax 0-0 – passaggio a porte chiuse

Da quanto tempo non si vedeva un bel 0-0 fruttifero? Quest’anno con tutta la caterva di gol subiti ci sembra quasi una vittoria. Non la facciamo più nel letto ma nel vasino. Tanto più che vale una benedetta qualificazione di Europa League, primo frutto dell’albero annuale. Primi qualificati Italiani, in viaggio verso il Fulham, ci è mancano solo il gol, che pure ci è passato accanto. Nel primo tempo il lavoro del vecchio Zac trova ancora un’applicazione pratica positiva. Soffriamo poco e costruiamo il giusto, solo la traversa (con Sissoko) e il lato B degli avversari sulla linea di porta ci ferma. Ma fa nulla, la Juve è tonica e fatta eccezione per l’ennesimo infortunio stagionale che colpisce Amauri, quasi prima del calcio di inizio, sembra che il vento sia finalmente cambiato. All’inizia qualche preoccupazione ce la danno le mani sdrucciolevoli di Manninger, che come al solito nel corso del match si comporta da casalinga disperata, centellinando le uscite. Si è inoltre avuta l’occasione di rivedere, per una partita quasi intera, Trezeguet, che non è ancora Trezegol ma conosce sempre bene i giusti movimenti offensivi, ignorati spesso da Amauri.
Il secondo invece, per stessa ammissione del tecnico, è più un esercizio di contenimento. La sofferenza ci fa capire che abbiamo qualcosa da perdere, sintomo che possiamo anche vincere. Cosa che ad esempio fino a pochissimo tempo fa era quasi un sogno. La difesa, pur non essendo impeccabile come sempre, si difende bene. L’Ajax non sembra squadra in grado di darci problemi raccapriccianti, neppure con la seconda divisa del Milan. C’è tempo persino per il gossip calcistico di Diego, che non salta dalla gioia allorquando è richiamato ai box. Segni di attaccamento alla maglia… o alla propria prestazione? Ma va bene, sono sempre segni si vivacità.
Meno male, perchè questa qualificazione ci voleva, anzitutto per il morale della squadra. Chiaro che il calo del secondo tempo non è solo dovuto da una tattica contenitiva pura, ma soprattutto alle gambe e al fiato di chi gioca ogni tre giorni senza un sostituto. Quel che ci preme, nel frattempo, è far bene in campionato. Non sarà facile lottare a mezzo fiato con le saette palermitane, in partenza per Torino armati dello sponsor Miccoli, ex gatto tradito, operaio milionario, sedicente vendicatori degli operai della Fiat. Ma questa è un’altra storia… Coming soon.

SCHEDA TECNICA

Europa League – Ritorno sedicesimi di finale
Torino, stadio Olimpico
25 febbraio 2010

JUVENTUS-AJAX 0-0
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie; Sissoko, Felipe Melo, Marchisio; Diego (25’ st Camoranesi); Amauri (14’ pt Trezeguet), Del Piero (41’ st Candreva). A disposizione: Pinsoglio, Cannavaro, Zebina, Giovinco, Paolucci. All. Zaccheroni.
AJAX: Stekelenburg, Van der Wiel, Oleguer, Alderweireld, Vertonghen; De Zeeuw, Enoh (32’ st Rommedahl), Eriksen; De Jong; Pantelic (30’ st Emanuelson), Sulejmani (18’ st Jun Suk). A disposizione: Vermeer, Anita, Lodeiro, Gabri. All. Jol.
ARBITRO: Duhamel (Francia).
AMMONITI: 16’ st Felipe Melo, 25’ st Enoh, 40’ st De Jong, 41’ st Vertonghen.
NOTE: spettatori 16.441 per un incasso di € 332.215,00.

domenica 21 febbraio 2010

Serie A 26> Bologna vs Juventus 1-2 - Sofferentus

<< All’andata era… andata

La via è quella giusta, ma la strada è irta di sofferenze, ma questo lo si sapeva. D’altro canto, giocare Il giovedì in coppa e poi la domenica in campionato lascia poco spazio al fiato, e alle gambe, di una squadra rimaneggiata geneticamente come la Juve. E poi c’è sempre l’implacabile costante del gol subito ad ogni partita, inevitabile come lo switch off automatico, dei canali premium, da Zuliani al telecronista ufficiale, con precisione svizzera, allo scadere del 72’. Chissà a quanti altri capita.
Dopo il velenoso sabato della Milano-Sanremo (inteso come Festival e San Siro) si tornava in campo con una classica del lamento, Bologna Juventus. Il clima era già pronto, con tutti gli sponsor sugli spalti inneggianti l’ingiustizia delle perdenti. Mi ricordo che una volta chi vinceva esultava e chi perdeva recriminava, oggi i tempi sono cambiati. La Juve è tornata la vecchia Juve, anche quando è li a lottare con le provinciali, inteso come squadre di mentalità ristretta, per guadagnarsi la Champions dalla porta di servizio. Dopo la gara degli ululati tra Napoli e Inter, a chi alzava di più la voce, ecco il Bologna, la squadra che meno vorresti dopo i mugugni della scorsa giornata. Si perchè se la Juve e sfortunata e con un tiro in porta prende due gol tutto va bene, anzi poverina! Quando invece torna a sedersi sulla panchina culovic, difensore di zaccheroniana memoria, allora no, non va bene. E l’impresa di una vittoria esterna, contro un buon Bologna, si trasforma in una lente d’ingrandimento di Cesari & co. sulle mani di Del Piero, sul secondo gol. Mister episodio dubbio, l’emblema del tutto e nulla. di quel che non si vede ma si vorrebbe vedere in un solo modo. Ignobile. Un plauso a SKY che mostra la verità dei fatti.
Ma non ho voglia neppure di parlare di certi personaggi. Mi premeva invece analizzare la partita. buon primo tempo, in cui si è vista una bella reazione della squadra, con un buon pressing sull’avversario e proposizioni offensive, in cui il gol ne è stato l’emblema. Diego ci crede e la butta dentro. Poi nel secondo tempo inevitabile arriva il calo, per tutti i motivi già citati. Sofferenza, si era detto, e ancora un po' di fortuna. Quella che premia gli audaci e condanna i Ferrara di turno. siam calati vistosamente e gli emiliani ci hanno messo un po’ alle corde. Ma se loro prendono due pali, ad onor del vero si dovrebbe vedere anche il nostro, preso con Diego a portiere battuto. E si dovrebbe utilizzare la stessa lente su quel fuorigioco, che pure c’era, ma che poteva portarci sul 3-1, giusto in tema di non si vede ma vorrei vederlo. Poi quel gol di Buscè, detto Barbara, carambolatigli fatalmente sul piede fermo e entrato per il pareggio. Poi ci pensa Candreva
La domanda retorica inizia a farsi sempre più insistente, soffocata dalla scaramanzia: “se avessero cambiato allenatore prima di Natale?” Boh! quello che so che qualcosa inizia a vedersi, foss’anche uno spettro trasparente. Ma come già detto la strada sarà sofferta. Tomorrow never know.

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 6ª giornata di ritorno
Bologna, stadio Dall’Ara
Domenica 21 febbraio 2010

BOLOGNA-JUVENTUS 1-2 (0-1)
RETI: 4’ pt Diego, 5’ st Buscè, 21’ st Candreva.
BOLOGNA: Viviano; Zenoni (28’ st Savio), Portanova, Moras, Raggi; Buscè, Mudingay (38’ st Mingazzini), Guana, Casarini; Adailton (15’ st Gimenez), Zalayeta. A disposizione: Colombo, Britos, Santos, Succi. All. Colomba.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini;
Salihamidzic, Felipe Melo, Marchisio (9’ st Sissoko), De Ceglie; Diego (15’ st Candreva); Amauri, Del Piero (41’ st Camoranesi). A disposizione: Manninger, Cannavaro, Grosso, Trezeguet. All. Zaccheroni.
ARBITRO: Banti di Livorno.
ESPULSI: 45’ st Raggi.
AMMONITI: 6’ st Marchisio, 49’ st Portanova.

venerdì 19 febbraio 2010

EL> Ajax vs Juventus 1-2 – incredibile, è tornato

14 anni fa Ajax e Juve erano a Roma a contendersi le grandi orecchie della coppa dei campioni. Oggi, nell’Europa delle retrocesse, troviamo solo le ombre, di quelle due squadre che dominarono gli anni 90. Le cose cambiano sempre, sia in meglio che in peggio.
Le vittorie di questi tempi, comunque arrivino, sono oro colato. Tanto più che possiamo vantarci di essere l’unica italiana a spuntarla in questo turno di coppa. Mentre speriamo che questo bicchiere mezzo pieno non ci ubriachi, ci chiediamo: a quanto ammonta ancora il credito che la fortuna ha aperto per noi? Per carità! speriamo che duri finché ci si riprenda un po’. E dire che zaccheroni e noto per il suo lato B calcistico. Bene così in attesa del ritorno, d'altronde con questa Juve si deve vivere alla giornata, come braccianti del tifo. Ma intanto, zitto zitto, Zaccaronte ha raccolto molto più del suo predecessore, a dimostrazione che l’esperienza forse paga, nonostante l’incapacità tecnica dei giocatori bidoni che ci si ritrova, perchè è logico che le colpe non sono mai tutte di un singolo individuo.
Il capitano, sulla prua di questo titanic bianconero, sembra voglia ancor tenere in piedi la baracca, e stasera, ancora una volta, ci regala una finezza, una di quelle che davvero ci servono. Amauri, non diciamolo troppo, ci fa il miracolo di Santo Kan: una doppietta… incredibile verrebbe da dire. Certo che, se arrivassero più cross su quella testa… Le note dolenti però non possono mancare, le zebinate di Zebina e le frattaglie di Le Grottaglie. E strano che le occasioni che dovrebbero darti una speranza di segnare si possano trasformare in un contropiede vincente, come a lascia o raddoppia, o segni o ti segnano. Certo che ci vorrebbe qualche lezione di scuola calcio, come quei passaggi suicidi o l’immobilismo dei senza palla. E così ogni volta si soffre, e si suda freddo. Meno male che anche loro non sono più l’Ajax di una volta. Speriamo che il buono che si è visto anche stasera, sia la luce che proviene dal fondo al tunnel e non quella che ancora si vede all’entrata.

SCHEDA TECNICA

Sedicesimi di finale – Europa League
Gara di andata
Amsterdam, 18 febbraio 2009
Stadio Amsterdam Arena

AJAX-JUVENTUS 1-2 (1-1)
RETI
: 16’pt Sulejmani, 32’pt e 12’st Amauri
AJAX: Stekelenburg, Van der Wiel, Alderweireld, Vertonghen, Oleguer, Enoh (40’st Suk), De Zeeuw, De Jong, Suarez, Sulejmani (35’st Rommandahl), Emanuelson (27’st Eriksen). All. Jol. A disposizione: Vermeer, Anita, Lodeiro, Ogararu.
JUVENTUS: Buffon, Zebina (1’st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, , De Ceglie, Marchisio, Felipe Melo, Sissoko, Diego (35’st Trezeguet), Amauri (25’st Salihamidzic), Del Piero. All. Zaccheroni. A disposizione: Manninger, Grosso,Candreva, Giovinco.
ARBITRO: Bebek (Cro)
AMMONITI: 28’pt Legrottaglie, 29’pt Sulejmani, 41’pt Marchisio, 45’pt Oleguer, 5’st Diego, 17’st Suarez
ESPULSI: 46’st Salihamidzic

domenica 14 febbraio 2010

Serie A 25> Juventus vs Genoa 3-2 – Vittoria spaccanapoli

<< all’andata era… andata
Dove eravamo rimasti? Arrabattati li a lottare per la salvezza, ma tutto iniziò dalla partita dell’andata col Genoa. Dopo quella partita infatti, pareggiata meritando di vincerla, è stato il baratro. Come se la storia avesse preso una piega opzionale, in stile Ritorno Al Futuro II. Ci furono, in quella partita, due gol della Juventus annullati in maniera molto discutibile. Oggi invece capita che ti danno un rigore che non meriti e il Dio del calcio ti risarcisce. Se tanto mi da tanto, speriamo che il cerchio del campionato 2009/2010 alternativo si sia chiuso.
E così possiam tirare un sospiro di sollievo, una vacanza dalle tante batoste, 3 punti per far classifica che non importa come siano arrivati. Finalmente una vittoria, non ci speravamo più, tanto che, quando subisci l’ennesimo svantaggio, su una copertura sbagliata e su un tiro di finalizzazione loffio, dici: “cacchio! di nuovo?” condito con le solite bestemmie. Se poi ci si mette anche il tifoso genoano Buffon, con due papere starnazzanti, ti mangi il fegato senza sale. Si perchè, e mi spiace per lui, Buffon l’aveva fatta grossa. E dire che i maligni l’avevano previsto, che il suo cuore rossoblù avrebbe potuto tradirlo. Nel primo gol si piega ad un tiro educato e nel secondo… che te lo dico a fare! Non sa neppure lui come scusarsi. Meno male che il capitano è tornato sulla nave, quindi, e che gol. Diego d’improvviso si ricorda il suo nome e triangola col tacco. Finalmente segna Amauri, su un “finalmente buon cross” del pelato coi capelli lunghi, che compie una perla con quel dribbling. Il 3-2 finale ci fa dire chissenefrega delle polemiche, nelle nostre condizioni si prende quello che passa il convento, come d’altronde fanno tutti, e come fecero loro all’andata.
Detto questo vorrei dire, a chi dice che il Genoa a giocato meglio, che partita avete visto? Non è che la Juve avesse fatto granchè, ma qualcosa inizia a vedersi. Quando si è fatto pena, io per primo son stato qui a deridere i polli, ma ora che si vede una partita in cui qualcosa si scarabocchia, rapportato a un Genoa non irresistibile, perchè si deve dire che ci son stati superiori? Ah, già, non vi va giù il rigore, vero Napolè-Varrialè e Zena-Cesari? Ma sarà crisi anche per voi, non disperate. Noi, dal nostro canto, speriamo di salvare il salvabile per quest’anno, sperando che poi si risolva… come da motto.

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 5ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico

Domenica 14 febbraio 2010
JUVENTUS-GENOA 3-2 (1-1)
RETI
: 15’ pt e 16’ st Rossi, 42’ pt Amauri, 15’ st e 33’ st Del Piero.
JUVENTUS: Buffon; Zebina, Legrottaglie, Chiellini; Caceres, Sissoko, Candreva (21’ st Marchiso), De Ceglie; Diego; Del Piero (35’ st Salihamidzic), Amauri (48’ st Giovinco). A disposizione: Manninger, Grygera, Grosso, Paolucci. All. Zaccheroni.
GENOA: Amelia; Papastathopoulos, Dainelli, Bocchetti; Mesto, Rossi, Zapater, Criscito (43’ st Aleksic); Suazo (23’ st El Shaarawy), Acquafresca (1’ st Fatic), Sculli. A disposizione: Scarpi, Polenta, Gucher, Bertoncini. All. Gasperini.
ARBITRO: Mazzoleni di Bergamo.
AMMONITI: 22’ pt Bocchetti, 29’ st Rossi, 35’ pt Candreva, 35’ pt Acquafresca, 42’ pt Amauri, 6’ st Zebina, 37’ st Papastathopoulos, 44’ st Salihamizic.
SPETTATORI: 22.252 per un incasso di € 493.116, 29.

domenica 7 febbraio 2010

Serie A 24> Livorno vs Juventus 1-1 – Almeno non perdiamo

Prendiamo gol di testa da un ultra trentacinquenne alto un metro e ottanta-voglia di crescere…. il pensiero espresso ieri in campo da Zac-Caronte, l’uomo chiamato a traghettarci in quest’inferno di stagione. Meglio di Ferrara si può dunque andare, pareggiare anziché perdere, ecco la ricetta. Ci fossimo buscati la pareggite? Il che, considerando la quindicina di partite che mancano, significherebbe salvezza, cioè, obbiettivo raggiunto. Salta e si dimena Cosmi, detto Gimli, che non è riuscito a batterci, perchè di questi tempi son sempre punti persi.
E così la psicanalisi continua. Traumi infantili o Macumba extra terrestre? Intanto quel che il tifoso sa è che non sembra esserci rimedio a questo pantano. Come una fuoriserie in panne sulla corsia, osserviamo le utilitarie sorpassarci, ci sentiamo quasi come la Lazio in fondo alla classifica: cani che abbaiano alla luna, a cui nessuno darà più ascolto.
Il gioco langue e i nervi sono tesissimi. Goffi ed impacciati vorremmo prenderci questa vittoria come se ci spettasse di diritto, così ci buttiamo confusamente in avanti, ma ogni tre passaggi ne sbagliamo quattro. Mentre la squadra sale Il pallone e come se rimanesse incollato sulla nostra tre quarti, e quando i tre della difesa cercano di spingerlo oltre la metà campo si infrangono sugli scogli del pressing avversario. Amauri, dello il vacanziere, piange perchè nessuno gli serve più un pallone, oltre alla cena in piscina, così se, per sbaglio, arriva qualche pallone fa confusione e si mangia un gol. Diego torna a prendersi il pallone dalla difesa si fa tutto il campo per restare a secco quando serve, e intanto i gol li segnano i difensori. Ecco la foto di questa squadra, sempre in affanno sulle palle inattive, persino quando a battere gli angoli siamo noi, perchè c’è fisso un contropiede assassino.
L’arbitro fischia di tutto, da una parte e dall’altra, anche i falli delle folate di vento e così si assiste all’ennesima partita di lega pro, con Il Melo che vien buttato fuori per mancata disintegrazione di se stesso. Assurdo!
E alla fine, solo i più pazienti resteranno a vedere questa Nu-ventus (tipo Nu-metal o Nu-prog), in attesa che una nuova alba sorga.

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 4ª giornata di ritorno
Torino, Armando Picchi
Sabato 6 febbraio 2010
LIVORNO-JUVENTUS 1-1 (1-1)
RETI: 26’ pt Filippini, 42’ pt Legrottaglie
LIVORNO: Rubinho; Perticone, Knezevic, Diniz; Raimondi (15’ st Marchini), Pulzetti (36’ st Moro), Mozart, Filippini, Vitale; Bellucci, Lucarelli. A disposizione: De Lucia, Bergvold, Bernardini, Di Gennaro, Danilevicius. All. Cosmi.
JUVENTUS: Buffon; Legrottaglie, Cannavaro (6’ st Zebina), Chiellini; Caceres, Candreva, Felipe Melo, Grosso (30’ st De Ceglie); Diego; Del Piero (38’ st Giandonato), Amauri. A disposizione: Manninger, Marrone, Giovinco, Paolucci. All. Zaccheroni.
ARBITRO: Brighi di Cesena.
ESPULSIONI: 37’ st Felipe Melo.
AMMONITI: 21’ pt Felipe Melo, 27’ pt Mozart, 2’ st Cannavaro, 30’ st Perticone, 47’ st Lucarelli.

domenica 31 gennaio 2010

Serie A 23> Juventus vs Lazio 1-1 – repetita Juve

<< all’andata era… andata
Se non vinci con questa Lazio, con un rigore regalato e con loro che fanno solo un, e sottolineo un, tiro in porta… ucciditi. Fallo in bello stile, magari come diceva un mio vecchio conoscente: Prendi una corda e sparati! Gaffe esplicativa di un pensiero, hai l’imbarazzo della scelta di come vuoi farlo. Certo ci abbiamo messo più impegno del solito, ma è sembrato quasi uno sforzo dovuto. Cambia l’allenatore e in lontananza già sento chi si avvicina e indistintamente commenta: “visto? Cosa centrava Ferrara?”. Che noia! anche se bisognerebbe spiegargli che in tre giorni non pulisci le macerie degli ultimi mesi.
Sapete dirmi che ha fatto la Lazio? La parte del cecchino. Arriva a Torin con in testa il progetto pareggio. Avrebbe potuto osare di più con questo babbo natale bianconero, invece sta li nella sua area, la ferisci nell’orgoglio e lei? E no! quando è troppo è troppo, cara Juve stai alzando un po' la cresta… paff, giustizia e fatta. Mentre Candreva rifà la sua famosa zuppa. Diamine però! che cosa ti manca ancora? una dispensa per disputare una partita, con tre punti in palio, col Foggia?
Proprio ora che Melo tornava a giocare a calcio e che Diego qualcosa di buono ha fatto. Sembrano tutti come in quella mezza ciofeca di film, il quarto tipo, posseduti da alieni con la faccia da gufo (o barbagianni), li guardi, ti fanno Buh! E cadi a terra come una pera cotta… “Milioni di tifosi, un anno inspiegabile, qualcuno a gufato o macumbàto, e il quarto tipo diventa: Il quarto posto, un fanta-horror che non avremmo mai dovuto vedere” al cinema? no purtroppo, è tutto vero!
Come fai a parlare di calcio?

SCHEDA TECNICA

Serie A 2009/10 – 3ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 31 gennaio 2010

JUVENTUS-LAZIO 1-1
JUVENTUS: Manninger, Grygera, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie, Sissoko, Felipe Melo, Candreva, Diego, Amauri, Del Piero. All. Zaccheroni. A disposizione: Chimenti, Caceres, Legrottaglie, Zebina, Giovinco, Marrone, Paolucci.
LAZIO: Muslera, Diakité, Stendardo, Radu, Kolarov, Dabo, Baronio, Firmani, Mauri, Cruz, Zarate. All. Ballardini. A disposizione: Berni, Luciani, Lichtsteiner, Siviglia, Sevieri, Makinwa, Rocchi.
ARBITRO: Saccani
AMMONITI: 24’pt Baronio, 35’pt Melo

giovedì 28 gennaio 2010

Serie A 22> Inter vs Juventus 2-1 – Il caviale e lo yogurt scaduto

E’ proprio vero… il calcio non è più quello di una volta. Quando chi vinceva non si lamentava, ma semmai lo facevano le altre. Quando, se ve perdevi, erano gli altri ad effettuare la sostituzione di rito al 45’. Quando gli allenatori bravi, e con esperienza, sedevano sulle panchine importanti. Ma soprattutto quando la Juve era una squadra di calcio. E dicendo questo, non dico che non abbia passato momenti brutti, ma sempre nella sua storia ha conservato quell’orgoglio e quella dignità che pare sia stata venduta al mercato settimanale. Erano i tempi in cui le rimonte erano rare e, se capitavano, costituivano un’eccezione.
Pare che uno yogurt sia buono anche un mese dopo la sua scadenza, il nostro Ciro Danette invece pare risultare indigesto soltanto a noi tifosi. La dirigenza? Ci fa capire che attualmente non sa prendere decisioni pratiche, i nemici? Reclamano rispetto per Danette, nella poco celata speranza di una continuità di risultati (negativi). L’allenatore? Pensa alla pagnotta, senza “naso” si presenta a i microfoni e si aggrappa a un fuorigioco netto di Milito, un minuto prima della punizione del Pareggio, e spera lo caccino subito per non perdere lo stipendio.
Del resto di che cosa vogliamo parlare ancora? di calcio giocato? Vabbè se proprio dobbiamo… massima disorganizzazione, gioco grezzo e passaggi raffazzonati. Vinco 1-0 per una papera di Toldo (detto Poldo) e mi spengo lentamente. Non effettuo una sostituzione per una partita intera e metto Paolucci, come già detto, solo quando la frittata e fatta. Tutti incerottati e nessun ricambio? finisci con questi undici tanto è finita. Ma gli schemi dove sono? quando abbiamo sentito il telecronista dire: “ecco lo schema”. Solo domande senza risposta. Chiellini è ancora li a lottare contro i mulini a vento, Sissoko si ammacca prima del tempo. Già… l’unica cosa che non cambia mai è questa, cioè piove sempre sul bagnato. Così non basta più una fabbrica di pallottolieri per contare le sconfitte. Che delitto. Nemmeno la soddisfazione di godere per quel rigore netto non concesso all’Inter, l’unica squadra al mondo che si lamentava prima quando non vinceva e continua a lamentarsi ora che son 30 anni che vince. Come è strano il calcio, come è patetica questa Juve. A Loro caviale, a noi lo yogurt scaduto.