giovedì 22 ottobre 2009

Uccidiamo Berlusconi o quelli che non usano il PC perchè pensano sia l'acronimo di Partito Comunista?

MI ricordo che il compagno di classe di mio fratello che per spiegare la differenza tra DC e PSI negli anni della prima Repubblica disse che la DC era la Dream Cast e i PSI era la Playstation Italiana. Be poco ci manca di ascoltare cose del genere anche dai nostri politici se gli chiediamo la differenza che passa tra un monitor e un modem. Ma anche tra un sito o un gruppo (riferito a Facebook). Meglio non scomodare nemmeno l'articolo 21 della Costituzione dunque, secondo il quale:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”

Gli intenti dei social network sono (fonte Wikipedia):

“Una rete sociale (in inglese social network) consiste di un qualsiasi gruppo di persone connesse tra loro da diversi legami sociali, che vanno dalla conoscenza casuale, ai rapporti di lavoro, ai vincoli familiari”

Vale a dire (applicato ad internet) un’interconnessione anche casuale tra diverse persone nel mondo, non necessariamente ascrivibile a un gruppo politico o ad un mezzo di stampa. Come cioè se ci si trovasse ad in un bar virtuale in cui chi entra inizia a dire qualsiasi cosa gli passa per la testa. Fino a che questo non si si concretizza, o non vi sia una palese ed inequivocabile intenzione di farlo non può essere perseguibile poiché opinione personale. Se invece si tratta di un affermazione colorita o una semplice goliardata (di cattivo gusto o meno) come quella che è stata posta in essere da questo utente di facebook, beh allora stiamo parlando di aria fritta. Il gruppo infatti si iscrive, già dalla sua fondazione, nelle etichette (tag) di affermazioni bizzarre – svago.

La Minaccia: la vera minaccia invece è quella di un potere (quello politico) che per colpire un goliardico oppositore applichi la censura alla rete, non chiudendo (perchè non in loro potere territoriale) ma oscurando una parte di essa in stile Repubblica Popolare Cinese. Non erano loro quelli che definivano le affermazioni razziste e xenofobe della Lega Nord una “goliardata” o “colorita” affermazione di una parte politica. Perseguire i fondatori o anche gli iscritti al gruppo sarebbe come arrestare l’intera curva juventina perchè in una partita con l’Inter grida: “aiuto allarme, Milano in fiamme”, magari ignorando quanti juventini risiedano a Milano. O come fa questo europarlamentare della lega ad una festa:

La Conseguenza: come conseguenza invece abbiamo la pubblicità gratis e a livello nazionale per un piccolo gruppetto (chi vuol trovare 20 milioni di italiani che non voteranno Berlusconi è arrivato a più di 400.000 iscritti) che ha moltiplicato i suoi iscritti in poche ore e che alla lunga non faticherà a fruttare con le regole del social engineering .  Si formano così i conseguenti uccidiamo chi vuole uccidere Berlusconi o il successivi uccidiamo chi vuole uccidere quelli ke vogliono uccidere Berlusconi!

Insomma la questione è più ampia e merita altro spazio. Perchè tutto questo odio? perchè siamo tutti aizzati dai politici o perchè i politici ci fanno sempre più incazzare? Con riferimento particolare a chi in questi ultimi 150 anni per essere il più amato del reame si è fatto beffe dei giudici e della pubblica morale.

CL 2> Juventus vs Maccabi Haifa 1-0 – Maccabi Aiha !

Botte da orbi all’olimpico di Torino, a prenderle una sola squadra, la Juve. match più che maschio (come si suol dire) che poteva finire 11 contro 7, se solo l’arbitro fosse stato meno magnanimo. Dutra, poco più che diciasettenne, entra a piedi uniti sul connazionale Melo che esce tra imprecazioni e lacrime. L’irrispettoso giovanotto si ripete su Chiellini, ma stavolta le grazie son finite.
Di buono stasera ne è uscito il risultato, che può servire da morale, in quanto a gioco invece ne siamo ancora a corto… col fiato corto. In 11 contro 10 ci si aspetta ben altro dalla Juve in casa contro il Maccabi, che con tutto il rispetto, non può rappresentare uno spauracchio, visto che per starci addosso ha dovuto sfornare una quantità industriale di falli. Noi invece sembra troviamo gustoso farci incalzare da chiunque in contropiede, e così ancora una volta un’altra statua d’oro sarà eretta in qualche piazza all’eroe Gigi Buffon.
Detto questo, è vero che siamo in Champions e che non esistono più le, cosiddette, squadre materasso ed è anche vero che qualcosa di buono l’abbiamo anche fatta. Oltre al palo di Amauri le sgroppate della formica atomica, in ottima forma, e la sfortuna di Trezeguet più volte davanti al portiere. Ma anche Grosso sulla sinistra ha inciso significativamente sulla difesa avversaria.
Ferrara cambia modulo ma non ottiene risultati significativi e a mio parere nel finale doveva metter fuori uno tra Diego e Sissoko (stravolti dalla stanchezza) anzichè Trezegol. Meno male che… Chi e lì? Chiellini! La butta dentro all’inizio della ripresa… e passa la paura. Ora però dobbiamo profondere ben altri sforzi se vogliamo tornare in carreggiata.

Scheda Tecnica

Champions League 2009/10 - Fase a Gironi
Girone A – 3ª giornata
Torino, Stadio Olimpico
Mercoledì 21 ottobre
JUVENTUS-MACCABI HAIFA 1-0 (0-0)
RETI: 2’ st Chiellini.
JUVENTUS: Buffon; Zebina (35’ pt Caceres), Cannavaro, Chiellini, Grosso; Sissoko, Felipe Melo (16’ st Poulsen); Camoranesi, Diego, Giovinco; Trezeguet (36’ st Amauri). A disposizione: Manninger, Legrottaglie, De Ceglie, Iaquinta. All. Ferrara.
MACCABI HAIFA: Davidovitch; Meshumar, Teixeira, Keinan, Masilela (1’ st Zaguri); Osman, Boccoli, Culma, Refaelov (12’ st Dutra); Dvalishvili, Arbeitman (1’ st Ghadir). A disposizione: Edri, Harazi, Mayomon, Strahman. All. Levi.
ARBITRO: Benquerença (Portogallo).
ESPULSIONI: 22’ st Dutra.
AMMONIZIONI: 11’ pt Culma, 31’ pt Teixeira, 38’ pt Osman, 6’ st Zaguri, 45’ st Boccoli.
NOTE: spettatori 18.838 per un incasso di € 445.561,06.

domenica 18 ottobre 2009

Serie A 8> Juventus vs Fiorentina 1-1 – Sogni di gloria Viola-ti

Penso che la giornata di sabato 17 ottobre (mai numero fu più profetico) abbia sancito la fine dei nostri sogni tricolori. Sotto la pioggia di questo weekend sono crollati tutti i nostri castelli di carta, non solo perchè in condizioni normali 4 punti dall’Inter sono un abisso, ma soprattutto perchè si è assistito ancora una volta all’assenza delle idee e del carattere di questa squadra.
Da un mese non vinciamo e all’ottava arrivano Juve-Fiorentina e inter-Genoa, due big match da alta classifica, noi pareggiamo in casa e loro stracciano il Genoa fuori (glisso sulle disparità di prestazioni del Genoa). Chi conosce un po' la storia del calcio sa che questo è una traccia tangibile su come andrà a finire il campionato. Mettiamoci l’anima in pace, non siamo ancora da scudetto. Siamo ancora all’ottava? Vero, ma è anche vero che le grandi squadre concedono pochi spazi alle crisi e che, nella maggior parte dei campionati, vince chi già dall’inizio si stacca, e non parlo della Sampdoria o del Genoa o delle altre che finiscono le loro munizioni prima dell’inizio del girone di ritorno ma delle squadre che hanno l’organico sufficiente per tenere botta per 40 partite più gli impegni di coppa.
Entriamo quindi in un ottica più empirica ed iniziamo ad analizzare quello che già è stato, lasciando perdere i discorsi su quel che potrebbe essere. Ieri ancora una volta la Juve ha detto: questi sono i miei limiti. Nascosta dietro il blasone dell’avversario ci diranno che c’era di fronte la Fiorentina, ma l’inter con chi giocava? che abbiamo fatto col Bologna in casa? Ed eccettuate le buone prove con Roma e Genoa, come abbiamo ottenuto le vittorie con Lazio e Livorno? Questo è il punto cruciale! Come quello che il 4-3-1-2 è sempre più inutile se Diego non torna Diego. Non è più logico un momentaneo cambio di modulo, visto che ormai anche i fatti hanno dimostrato che questa era un’architettura costruita su questo giocatore? Oltretutto parte sempre da posizioni troppo arretrate per incidere significativamente. Il suo prodotto poi è una squadra cosi sbilanciata in avanti che per l’equilibrio dei reparti ci vorrebbe una difesa più che granitica, cosa che la Juve non ha. Cosi l’avversario può tranquillamente rimanere arretrato e ripartire in contropiede nella più classica delle superiorità numeriche
Si dice che il migliore in campo sia stato Poulsen, il che fa capire quale sia stata la prestazione del resto della squadra. Melo continua a non convincermi e a perdere palla, per di più sbaglia il gol della sua espiazione. Iaquinta e Amauri non sono fatti per stare insieme, come due galli nello stesso pollaio si pestano i piedi finendo col danneggiare la squadra, Trezeguet lo si mette in campo solo quando gioca male. Le disfunzioni di questa squadra sono le stesse degli scorsi anni e non penso che l’inesperienza di Ferrara possa porvi rimedio.

venerdì 9 ottobre 2009

BASTARDI SENZA GLORIA (Inglorious Basterd) – Quentin Tarantino

Due donne si fermano di fronte alla locandina del film all’esterno della multisala, leggendo il titolo una di queste chiede all’altra di che si tratta, e la risposta è: “quest? un film violeint” (in slang dialettale). Lungi da me l’intento di voler giudicare le persone in questione decontestualizzando tale frase, ma quelle parole ascoltate di sfuggita mi han fatto pensare questo: per vedere certi film bisogna gettarsi alle spalle ogni tipo di pregiudizio.

Chiunque leggendo una scarna trama potrebbe aspettarsi una versione Pulp della seconda guerra mondiale in stile kill Bill, ed infatti era ciò che io stesso mi aspettavo. Si insomma, la storia di un manipolo di ebrei chiamati bastardi che va in giro uccidendo nazisti e collezionando i loro scalpi, e un regista come Tarantino… pensate al mix che ne può venir fuori. Il risultato invece è tutt’altro che scontato anche se pregno delle caratteristiche che hanno reso celebre il regista italoamericano.

Ogni buon regista che si rispetti ha dovuto prima o poi cimentarsi con la rappresentazione cinematografica della guerra, ed ognuno di questi l’ha fatto secondo la propria visione del mondo e secondo la propria idea. In Bastardi senza gloria Tarantino, per sua stessa ammissione, rende omaggio a molti di loro, saccheggiando western, fiaba e cinema di casa nostra, ma il punto di vista risultante rimane come sempre originale oltre che geniale.

La storia viaggia sempre sui binari paralleli della verosimiglianza e della fantasia, passando dal drammatico, al grottesco, al comico nel giro di poche sequenze. Ad accentuare il pathos delle scene c’è poi questa colonna sonora western che cresce dentro di te col presagirsi di un evento spiacevole, che nel contempo ti spaventa e ti sostiene dandoti coraggio. Solo Tarantino poteva legare, all’epoca in questione, elementi tanto anacronistici come una canzone di Bowie e un Brad Pitt che imita palesemente il padrino. Nel film vi è una sorta di vendetta ebrea in cui i ruoli si scambiano, I suoi Nazisti sono tanto comici quasi macchiettistici, con un Hitler che è Chaplin e più di Chaplin del Grande Dittatore, con un magnifico Christoph Waltz (premiato a Cannes) nei ruolo di un colonnello (Hans Landa) che sembra uscito da un cartone animato, tanto è crudele e grottesco ne contempo. Mentre i sui ebrei sono agli antipodi di quel clichè che li vuole soccombenti e assoggettati in toto ai loro persecutori. Nel film questi ultimi sono invece spietati e lucidi, coscienti del fatto che nessuna pietà può essere concessa a coloro che, a parti invertite, non te la concederebbero.

ATTENZIONE. LA PARTE SEGUENTE CONTIENE RIVELAZIONI CIRCA IL FINALE DEL FILM…
Il finale è forse la parte migliore del film. Come topi i nazisti sono chiusi nel cinema che brucia e vengono sterminati sotto i colpi dei mitra. La scena senz’altro più ad effetto è quella in cui, al termine della proiezione nazista, sullo schermo appare il volto della ragazza ebrea che ride mentre il telone prende fuoco, il proiettore continua a girare e il volto continua a ridere nel fumo che resta, in perfetto stile horror. Nella scena finale Brad Pitt marchiando Landa con la svastica sulla fronde dice: Credo che questo sia il mio capolavoro, ed è facile immaginare che le parole fossero quelle di Tarantino.

Voto 8,5

domenica 4 ottobre 2009

Serie A 7> Palermo vs Juventus 2-0 – Ignobilmente verso il baratro

Ignobili. Con nessun altro aggettivo possono essere definiti coloro che per quattro mesi hanno continuato ad illudere se stessi e i tifosi di essere cambiati. Chi ha sperperato denari su denari che acquistare signori nessuno che niente hanno in più di chi li ha preceduti. Di chi ha creduto che un allenatore giovane, che non ha mai allentato in serie A, potesse essere meglio di un mediocre Vecchio come Ranieri (vedere che succede con quell’altro “strappone” di Leonardo). Di chi non ha l’orgoglio di indossare questa maglia, rinunciando a qualsiasi parvenza di reazione.
Quel calcio di punizione che Diego non mette dentro ci dice soltanto quanto è frustrante constatare che, se anche passassero dieci anni, non riusciremmo a vincere nemmeno la coppa del nonno. Spendere 25 milioni di euro per un Melo del genere è stata una colossale bestemmia, meglio aver comprato un intero uliveto ed averli mandati tutti a coltivarlo. Cacchio sempre errori decisivi, palle perse a centrocampo e gol subiti, e pensare che quei deficienti di tifosi viola hanno costretto i Della Valle alle dimissioni perchè l’hanno venduto, toglietevi quelle fiorentine dagli occhi.
Ogni sacrosantissima volta che crossano sul palo sinistro c’è sempre un avversario che muore di solitudine e dalla voglia di segnare. La difesa senza Cannavaro è un colabrodo utile nemmeno a scolare la pasta, alla faccia degli juventini finti che l’anno fischiato. Ciro, come cavolo si fa a non capire che se questa squadra è costruita intorno a Diego, e che se lo stesso non gira, nemmeno il resto della squadra lo farà? il neonato 4-3-1-2 ha fatto già il suo tempo e ora tornare indietro sarà il danno maggiore, anche se necessario. Per non parlare del fatto che prima ci viene detto che Poulsen è da vendere e poi bisogna sopportarselo ogni maledetta domenica.
E così come ogni volta ci verranno a parlare della forza del Palermo, che bisogna dare all’avversario i suoi meriti… E basta! Fate una statistica, ogni squadra che ci ha impensierito il turno dopo ha toppato. E’ sempre stata la nostra prerogativa (del dopo terremoto) salvare allenatori avversari sull’orlo della cacciata, perchè ormai ci conoscono tutti, e tutti non vedono l’ora di incontrarci per un bel titolo sui giornali.
Abbiamo paura della vetta, ogni qualvolta è li vicina, ed adattando una frase di Frankie Hi-Energy: I primi rimarranno primi se gli altri restano al palo… e continuiamo a farci del male.

Scheda Tecnica

Serie A 2009/10 – 7ª giornata d’andata
Palermo, stadio Barbera
Domenica 4 ottobre 2010
PALERMO-JUVENTUS 2-0 (2-0)
RETI: 37’ pt Cavani, 42’ pt Simplicio.
PALERMO: Sirigu; Migliaccio, Kjaer, Bovo; Cassani, Bresciano (29’ st Nocerino), Simplicio, Balzaretti; Pastore (40’ st Budan); Simplicio; Miccoli, Cavani (32’ st Goian). A disposizione: Rubinho, Bertolo, Blasi, Mchedlidze. All. Zenga.
JUVENTUS: Buffon; Zebina (30’ st Grygera), Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi (25’ st Trezeguet), Diego (18’ st De Ceglie), Iaquinta; Amauri. A disposizione: Manninger, Cannavaro, Marrone, Giovinco. All. Ferrara.
ARBITRO: Orsato di Schio.
AMMONITI: 34’ pt Camoranesi, 47’ pt Legrottaglie, 25’ st Cassani, 26’ st Zebina, 37’ st Pastore, 46’ st Grygera.

mercoledì 30 settembre 2009

CL 1> Bayern Monaco vs Juventus 0-0 - ovvero 0-nulla

Certo di fronte questa sera abbiamo trovato un grande Bayern, che anche se solo per un tempo avrebbe meritato di più, ma la squadra sembra non girare, e con due pareggi in due partite adesso siam condannati a vincere le prossime tre con Maccabi e Bordeaux. Ergendo le nostre barricate abbiamo respinto le loro devastanti ripartenze restituendo in cambio soltanto qualche tiro pericoloso. Ci siam aggrappati a questo pareggio con le unghie e con i denti considerandolo come oro, e poco è importato se la loro difesa non fosse impenetrabile. Abbiam preferito corrergli dietro come a guardia e ladri e non abbiamo acceso mai la luce.
Il momento è di quelli delicati, la risalita e dura per chi è condannato a pensare inconsciamente alla Champions come ad una partecipazione d’eccellenza in cui sarà difficile arrivare in fondo (se davvero c’è un obbiettivo su cui quest’anno si può lavorare di certo è solo il campionato) e se lo scorso anno c’era l’euforia del ritorno nell’Europa che conta, accompagnata da una vittoria interna d’esordio con lo Zenit, quest’anno il gol del Bordeaux ci ha ridimensionato. Così accade che oggi dovevamo vincere invece otteniamo un punto sudato e questo non è di gran stimolo.
Ferrara si ranierizza al 60’ mettendo fuori Diego per Poulsen, ma nel paradosso non fa una cosa tanto errata, visto la ruggine che ancora porta sulle gambe il brasiliano dopo l’infortunio e il ruolo che Poulsen può ancora avere in questa squadra e cioè quello di porsi dinnanzi all’avversario per impedirgli di passare… o almeno rallentarlo. Poco altro però si è visto. Il gelo ricopre ancora i campi bianconeri ed il tepore sembra ancora ben lungi da riscaldarli.
D’altronde siamo in bella compagnia visto i risultati delle altre. Di questo passo l'Italia perderà la terza squadra in Champions proprio a favore delle tedesche e l’Inter può abbaiare solo nei nostri confini.

domenica 27 settembre 2009

Serie A 6> Juventus vs Bologna 1-1 – Tutto già visto!

Il campionato di calcio Italiano sembra ormai un film che si ripete negli anni e non c’è verso di vedere colpi di scena. Come ogni maledetto anno capita un piccolo miracolo, la sconfitta dell’Inter, e come ogni anno chi deve approfittarne si ritrova a giocare in casa con una squadretta… tutto semplice? No affatto. Subentra qualcosa di strano e inspiegabile e mandi tutto alle ortiche.
La partita di oggi della Juventus è stata a dir poco ignobile, stancante e frustante. Giochi in casa col Bologna e nel secondo tempo non fai un beneamato nulla per portare a casa il risultato che peraltro era già tuo. Sembrava di assistere alla scalata di una montagna gigantesca da parte di uno scalatore stanco e depresso, il suo procedere compassato e sempre più pesante con il vento che cerca di buttarlo a terra. Quando poi finalmente arriva a un metro dal traguardo ecco il piede in fallo e la caduta.
Giochi in casa e arriva il Bologna, se vinci sei in vetta e a tre punti dall’Inter invece sei stanca e senza idee, giochi il secondo tempo più brutto degli ultimi dieci anni, dopo che sei passato in vantaggio nel primo, e subisci il pareggio alla fine del secondo. Ma la cosa più e che te lo meriti. Il tricolore non si vincerà neppure tra dieci anni. Perchè finché non si capirà che col calcio moderno, che offre una partita ogni tre giorni, l’unico avversario di cui devi avere timore sei te stesso, l’unica squadra che continuerà a vincerlo sarà sempre e solo l’Inter.
Con la mente appannata abbiamo continuato a commettere sempre lo stesso errore: dormire sui loro calci di punizione a sorpresa… tutto il resto è aria fritta.

Scheda Tecnica

Serie A 2009/10 – 6ª giornata di ritorno
Torino, stadio Olimpico
Domenica 27 settembre 2009
JUVENTUS-BOLOGNA 1-1 (1-0)
RETI: 24’ pt Trezeguet, 47’ st Adailton.
JUVENTUS: Buffon; Zebina (21’ st Caceres), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Camoranesi, Melo, Marchisio; Diego (15’ st Giovinco); Amauri (39’ st Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Manninger, De Ceglie, Poulsen, Iaquinta. All. Ferrara.
BOLOGNA: Viviano; Raggi, Britos, Portanova, Lanna; Vigiani (17’ st Osvaldo), Mingazzini, Guana, Valiani (10’ st Tedesco); Di Vaio (21’ st Adailton), Zalayeta. A disposizione: Colombo, Zenoni, Santos, Mudingay. All. Papadopulo.
ARBITRO: Russo di Nola.
AMMONITI: 22’ st Viviano, 40’ st Raggi, 42’ st Giovinco.

venerdì 25 settembre 2009

Il gioco è bello quando dura poco, VII puntata – Commando, Behind the enemy lines

Commandos non è un brutto videogame, anzi non nego che mi fece passare parecchie ore di divertimento e che nonostante (come abbia già detto) non fossi un amante dei giochi strategici mi seppe intrattenere. Il tutto è fatto bene, si presenta bene, con una buona grafica e un buon coinvolgimento. Qual è allora il problema? Commandos: BEL è un gioco tremendamente frustrante, per certi versi una delle pietre di paragone del gioco frustrante.
L'obiettivo sicuramente è interessante: distruggere intere roccaforti grazie all'ausilio di un manipolo di uomini non è cosa da tutti i giorni, è un'impresa, un miracolo perfino, e dovrebbe esserlo anche nel gioco. Insomma il realismo è salvaguardato: quasi impossibile nella realtà e quasi impossibile nel videogame.
Il punto però è: ma il divertimento? Se infatti nelle prime missioni saremo incentivati a trovare una strategia più efficace, nei livelli successivi la possibilità di fallimento è dietro ogni angolo, il minimo errore pregiudicherà tutto il livello, con risultati davvero nefasti sulla voglia di ricominciare.
Le armi ed i proiettili sono pochi, e quindi dovremo salvaguardare tutto nei minimi particolari, salvo trovarci alla fine di una missione senza proiettili e quindi di fatto senza possibilità di vittoria.
Dovremo saper usare inoltre tutti i nostri uomini al meglio (ognuno specializzato in un diverso campo): perso uno di loro Kaputt.
Le missioni in se sono abbastanza varie, il problema è che dovendo ripetere centinaia di volte le stesse azioni (visto che per superarne una ci vorrà la perfezione unita ad una buona dose di fortuna) il tutto alla fine diventa stancante e tutt'altro che divertente. Commandos è un discreto gioco, per molti un capolavoro (per quelli che amano il genere), che però è minato da un'eccessiva difficoltà, la dose di tempo rubata dalla pianificazione nei minimi dettagli di tutto ciò che dovremo fare nella missione è elevatissima. Nelle prime missioni riuscire a sbaragliare le basi nemiche è divertentissimo ed appagante, nelle ultime missioni invece diventa ripetitivo e richiede una buona dose di fortuna (un ottimo piano vanificato da una stupidata è quanto di più frustrante ci possa essere in un gioco).
Molte volte l'errore cruciale non era neanche voluto, ma era parte integrante del gameplay (un errore di puntamento del mouse o di risposta lenta ai comandi di quest'ultimo) il che rendeva il tutto ancora più sconfortante.
In conclusione, Commandos non è assolutamente uno dei peggiori giochi a cui abbia giocato, anzi a tratti mi ha divertito parecchio, il modo però nel quale è stato concepito è davvero troppo difficoltoso per un giocatore medio e non esperto del genere.
Stancante.

giovedì 24 settembre 2009

Serie A 5> Genoa vs Juventus 2-2- Il demone del Ferraris è rosso di vergogna


C’è un demone che aleggia sullo stadio Ferraris sito nel quartiere Marassi di Genova. E’ un demone a dir poco sbarazzino che si diverte ad annebbiare la vista degli arbitri in favore della squadra di casa. Quest’anno ne hanno fatto le spese già Roma e Napoli e non poteva restarne immune la Juventus.
Due gol regolari annullati dovevano significare 4-2 o 3-2 (visto che sul secondo il fuorigioco pare ci stesse) invece ecco un 2-2 a dir poco immeritato. In fondo si potrebbe parlare di sudditanza psicologica, visto come i coristi della curva Genoana apostrofano ogni singolo e sacrosanto fallo subito dai bianconeri. Un continuo “buu!” intervallato da un sistematico “ladri! ladri!” che sa di stantio, anche quando i gialloblu meriterebbero un cartellino giallo o altro. Nessun Controcampo, nessuna Domenica Sportiva staranno li a tirare le file delle giustificazioni. ma quel che da più fastidio è sentirsi chiamare ladri da chi quest’anno in casa è sempre stata coccolata dalle giacchette nere. Zuliani per poco non entrava in campo stasera.
La Juventus ce la messa tutta, anche sprecando e subendo due gol da polli. Iaquinta più col cuore ma anche sprecone, Marchisio polmoni d’acciaio. Trezeguet può dire che finora ha segnato due gol in due partite giocate. Bella partita al cardiopalma, come tutte quelle col Genoa del resto, ma che vale pur sempre solo un punto. Quel che serve è essere più cinici e spietati, il che significa anche più concreti. Melo Gigioneggia troppo e perde troppi palloni pericolosi. Ci resta la magra consolazione di restar li in vetta, perchè partite come questa di solito si perdono.

Scheda Tecnica

Serie A 2009/10 – 5ª giornata di ritorno
Genova, stadio Ferraris
Giovedì 24 settembre 2009
GENOA-JUVENTUS 2-2 (1-1)
RETI
: 6’ pt Iaquinta, 31’ pt Mesto, 30’ st Crespo, 41’ st Trezeguet.
GENOA: Amelia; Biava, Moretti, Bocchetti; Rossi, Milanetto (22’ st Kharja), Zapater, Modesto (17’ st Papastathopoulos); Mesto, Floccari (1’ st Crespo), Sculli. A disposizione: Scarpi, Esposito, Palacio, Palladino. All. Gasperini.
JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Marchisio (31’ st Giovinco), Felipe Melo, Poulsen; Camoranesi, Amauri (37’ st Trezeguet), Iaquinta. A disposizione: Chimenti, Zebina, Caceres, De Ceglie, Salihamidzic. All. Ferrara.
ARBITRO: Saccani di Mantova.
AMMONITI: 12’ st Bocchetti, 30’ st Iaquinta, 36’ st Felipe Melo, 49’ st Rossi.

martedì 22 settembre 2009

Il gioco è bello quando dura poco, VI puntata - Thunder brigade

Thunder brigade è un gioco dalle basse ambizioni, dove la solita navetta futuristica deve trovare la base nemica e fare fuori altre navette abbastanza simili, o difendere la propria base dall'arrivo di queste. Tutto qui.
All'inizio però un qualche divertimento lo trasmette, ha sicuramente degli spunti interessanti, il principale difetto però è che poco vario e tremendamente noioso. La grafica non è di qualità infima, ma per forza di cose per un gioco di questo tipo non fa gridare certo al miracolo. Una delle principali caratteristiche è quella di essere un gioco tremendamente lento, dove la maggior parte del tempo la passeremo "fluttuando" in cerca della prossima navetta nemica da fare fuori, dove non ci sono strategie se non quella di arrivare nel punto B e fare fuoco. La conformazione del campo di battaglia è piuttosto "aperta": non ci sono nascondigli o scappatoie, quando ci troveremo faccia a faccia col nemico l'unica cosa che potremo sperare è quella di riuscire a distruggerlo prima che questo distrugga noi (anche con una buona dose di fortuna).
Le armi disponibili sono soltanto sei, e così come le navette non saranno sinonimo di originalità o di varietà. Un gioco così però poteva risultare affascinante 20 anni fa (forse), non certo oggi dove un minimo di varietà sarebbe necessaria. C'è poco altro da dire, su un gioco che in effetti è poca cosa e poche parole richiede per essere recensito.
Inutile.