lunedì 3 ottobre 2011

Serie A 6> Juventus vs Milan 2-0 – e stasera la vetta e “solo” bianconera

Tanto tuonò che piovve, e benedetta acqua se per tutta la partita si pensava finisse come col Bologna, col bicchiere un terzo pieno e una nuova diagnosi: pareggite acuta. Alla fine invece ne usciamo vincenti oltre che convincenti, con l’esclusiva sulla sorte, che ci toglie gol già fatti e ci da zampata fortunata di Marchisio e papera di Abbiati. tra le mura dello Juventus Stadium il diavolo sembrava in chiesa, annichilito e schiacciato mostrava stanco la lingua.

Meno male bisogna dire, mancavano soltanto tre minuti e sembrava che il Milan l’avesse sfangata. Barricato in difesa per tutta la partita non impegna mai Buffon, ma sghignazzante si stava avviando a conquistare il suo punto dorato, mentre tutta quella scarsa cattiveria in attacco era un film già visto. Prima Vucinic, poi Vidal, poi lo stesso Marchisio erano già sulla graticola, e in verità il risultato non cancella i loro errori sotto porta. Stavolta invece il finale è stato diverso e ne possiamo ben gioire, guardando le milanesi così in basso, coi cartonati arrabbiati e sbraitanti per gli errori arbitrali pro Napoli, rimanendo in vetta almeno per 15 giorni assieme ad un’altra bianconera, l’Udinese.

E d’obbligo continuare a ricordare, così come ben stanno facendo i ragazzi, che la strada è lunga e chi si loda si imbroda. L’abbiamo visto lo scorso anno, le abbiam date alle grandi e le abbiam prese dalle piccole anche perchè ci siam ubriacati di vittorie nei big match. Oltre a pensare alla nostra massiccia prova ricordiamoci quindi che il Milan è stato poca cosa anche per suoi demeriti (demeriti evidenziati anche dalla loro posizione in classifica) e che alla prossima andiamo fuori casa da quel castigamatti di un Chievo. Riusciremo a far nostre anche queste gare fuori dallo sfarzo dei riflettori?
Intanto però stasera la vetta è solo bianconera.

domenica 25 settembre 2011

Serie A 5> Catania vs Juventus 1-1 – Impantanati

Comunque fosse andata al 90’ non avrei cambiato il mio parere su ciò che ho visto, ritorna infatti la brutta Juve degli ultimi due anni e fa cadere dal pero un po’ di illusi. Dopo il pareggio col Bologna sapevo che avremmo lasciato per strada qualcosa. La Juve è come l’oroscopo e se guardi il quadro d’insieme t’accorgi che, come anche negli anni scorsi, se manchi la testa solitaria difficilmente la raggiungi nelle occasioni successive, ed in generale se inizi a perdere pezzi per strada non ti fermi a raccoglierli ma contini a perderli.

Sempre lo stesso cruccio, difesa ballerina e attacco mangia gol sono dunque i famosi mal di testa di questa squadra. Vedere quelle palle perse in difesa in modo così vergognoso ti ricordano che mercato lacunoso si è fatto quest’estate. Con tutti quei soldi di nuovo spesi in una marea di giocatori medi ma nessun difensore comprato eccezion fatta per Lichtsteiner, che non è un centrale (zona che soffre) ma un esterno. Non ci si meravigli quindi di subire così in difesa. Ma in generale tutti sono sembrati annaspare nel diluvio di Catania e solo grazie a quella papera del loro portiere abbiam portato a casa un altro punto.

Gli esterni Elia e Krasic non spingono e non saltano come si deve e quando Krasic va in azione centrale solitaria pecca di egoismo. Ma anche Vidal e Marchisi gettano alle ortiche gol già fatti che potevano significare addirittura vittoria (per quanto immeritata). Col Catania così arroccato in difesa poi, non si poteva chiedere a Matri di vivere da solo in attacco (un appunto di valutazione a Conte)

Dopo il pareggio di Torino col Bologna s’era parlato di bicchiere un terzo pieno, si guardi oggi questa partita con l'ottica di quella e vi vedrà che sono due risultati bugiardi al ribasso. Avessimo infatti vinto quella e persa questa saremmo stati primi a 9 punti. Al di la di semplici valutazioni ipotetiche bisogna rilevare che le prossime gare non potranno che essere sempre più lontane dai sogni di gloria iniziali, perchè le sfide ora si fanno serie, in un campionato ancora in fase di assestamento..

giovedì 22 settembre 2011

Serie A 4> Juventus vs Bologna 1-1 – la storia del bicchiere un terzo pieno

Un tempo, coi due punti per vittoria, si sarebbe aperta la discussione: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Nell’epoca dei tre punti il dilemma non si pone: stasera il bicchiere è un terzo pieno.

Per inciso l’anno scorso in dieci col Bologna (e non solo) abbiamo perso, quest’anno, grazie al calore del campo e alla forma del momento, in dieci (tranne per l’errore sul gol) abbiamo addirittura dominato e solo per sfortuna non siamo andati in gol più di una volta. Il pareggio dunque ci sta stretto, tanto più stretto se si butta un occhio alla classifica e vedendosi in testa in compagnia si sarebbe voluto passare la notte da soli. Prendi Mazzarri, sconfitto ancora una volta dalla sua bestia nera Chievo, dopo gli elogi ricevuti in seguito alla bella vittoria di Domenica col Milan, ha detto: “meno male così facciamo un bagno di umiltà”. Se le acque autunnali di Torino stasera fossero state più calde ne avremmo goduto un po' anche noi. Il Bologna visto oggi infatti merita la B per il gioco espresso, ne gioverà purtroppo l’Inter la prossima. tanto più che fino ad ora abbiamo giocato solo con piccole squadre senza perciò affrontare esami che altre hanno già superato.

C’è di buono però la prestazione offerta in inferiorità numerica, da buttare invece l’ingenuità di Vucinic su secondo fallo da giallo e l’errore cooperativo De Ceglie-Chiellini sul pareggio. Il discorso dell’arbitro invece è storia a parte. Quante volte si è visto in serie A un’espulsione a comando, influenzata dalle proteste? della serie: quando la mancanza di attributi e fermezza sulle decisioni è più grave dell’errore che si stava per fare.
Non voglio dunque analizzare la prestazione dei singoli, anche se ci sarebbe da fare qualche appunto, ma voglio risparmiare le energie per questo bagno d’umiltà, una bella nuotata notturna che serve a dirci che davvero non bisogna montarsi la testa e pensare invece a non affogare… di nuovo.

domenica 18 settembre 2011

Serie A 3> Siena vs Juventus 0-1 – Fulmine Matri nel cielo variabile

Dopo i fuochi di artificio dell’inaugurazione dello stadio e il battesimo a calcio champagne col Parma, esordiamo in trasferta con la maglia Hello Kitty sapendo che bisognava smaltire la sbornia ed affrontare le cose seriamente. 

Lo si è visto oggi a Siena, mai cullarsi sugli inizi scoppiettanti. Le due squadre, partite tatticamente speculari, si sono poi distinte sotto il profilo della tecnica. Il Siena sfoggia una buona difesa ma pecca in attacco e nell’ultimo passaggio, noi facciamo pressoché la stessissima cosa, eccettuato per quell’affondo Giaccherini-Vucinic-Matri che ci è valso il gol. A dimostrazione del fatto che poteva essere benissimamente un pareggio. I deboli attacchi dei fucsia stellati si infrangono su un Siena attento e chiuso, l’impalpabile Vucinic fa giusto in tempo a fare quell’assist vincente a Matri per poi accomodarsi in panchina a bere. Persino l’ottimo Pirlo arriva in fondo al match con lingua lunga e fiato corto. Giaccherini ancora non si nota (tranne quella sgroppata sul gol), speriamo che il mio pregiudizio nei suoi confronti possa mutare coi fatti.
Ma quanto è lunga ancora la via? Molto si deve fare e bisognerebbe non leggere i giornali domani. Al di la degli elogi infatti non abbiamo ancora i 90’ minuti nelle gambe e abbiamo superato soltanto (con rispetto parlando) due squadre che lotteranno per la salvezza. Prendiamo ad esempio quella papera del ridente Buffon, per poco ora qui avremmo dovuto parlare d’altro e gioire meno. La vittoria arriva con un lampo in un cielo variabile. Meglio per noi stavolta.
Aspettiamo dunque sfide più ostiche e aspettiamoci avversari progressivamente più agguerriti, a partire da mercoledì con un Bologna a 0 punti, come reagiremo alla prima partita dopo tre giorni? Ecco quale deve essere il nostro esame. Prendiamo questi tre punti e mettiamoli in cascina per l’inverno.

venerdì 16 settembre 2011

SUPER 8 – J.J. Abrams

Steven Spielberg lo conosciamo tutti, J.J. Abrams (Lost, Fringe) quasi. Per questo il progetto Super 8 era già da molto tempo atteso con un certo interesse dai fans di entrambi. Il film, lungi dall'essere un capolavoro è l'esatta fusione del modo di fare cinema di entrambi: l'anima buonista e fantasiosa di Spielberg unita al mistero e alla tensione che Abrams ha saputo creare in Lost ad esempio (il mostro, per larga parte del film non si vede, un po' come l'origine del famoso fumo nero del telefilm).

Anche se il film è ambientato nel 1979, alcune citazioni e modelli (E.T. Goonies) lo rendono più affine a certi prodotti degli anni '80, per questo se visto con gli occhi di oggi spesso può apparire forzato e con una sceneggiatura non proprio ad orologeria, anzi. Le critiche però non tengono conto del fatto che anche i film citati da questo Super 8 usufruivano delle stesse concessioni, delle stesse forzature, della stessa ingenuità (Explorer per me, banalità o non banalità resta un grande film).

Un E.T. oggi sarebbe improponibile, fa parte di un modo di fare cinema che oggi non c'è più, un film del genere farebbe sicuramente sorridere in alcuni frangenti, eppure è (giustamente) uno dei must della fantascienza di tutti i tempi.

Se c'è una critica che quindi appare un po' fuori luogo è proprio il fatto che Super 8 appaia a tratti un po' ingenuo e buonista: chi ha visto da piccolo i Goonies, Navigator, E.T, Explorer non cercava certo il politicamente scorretto, anzi cercava di viaggiare con la fantasia, cercava film avventurosi che facessero sognare. Chi non è cresciuto in quegli anni quindi è difficile che ne risulti affascinato, che ne sia stato catturato. E' qui la principale critica che si può muovere ad un film come Super 8: se i riferimenti restano e sono dei prodotti tipicamente anni '80, con tutti i loro pregi e difetti, questo Super 8 per quanto sia riuscito nel rievocare certe atmosfere, resta pur sempre un prodotto nostalgico e riservato ad un certo tipo di pubblico (difficilmente un ventenne di oggi si sarà fatto catturare da qualche "ottimo" effetto speciale), è pur sempre un film del 2011. Non se ne vedono molti di omaggi di questo tipo ultimamente, ma resta pur sempre "solo" un omaggio (mentre ad esempio un Donnie Darko funziona anche su altri fronti).

Per quanto riguarda gli attori, molto bravi i ragazzini che sono riusciti a calarsi molto bene nella parte (soprattutto i due protagonisti principali, tra i quali l'unica con un certo curriculum la sorella minore della spielbergiana Dakota Fanning) e ad essere credibili.

La sceneggiatura come si è detto non è proprio perfetta, e l'originalità non è proprio il punto forte (le bmx, l'esercito cattivo, l'alieno...), ma il film non se ne cura affatto, anzi è proprio su questo continuo deja vu che punta più di tutto (azzeccata l'idea di inserire le locandine di film come Halloween o Star Wars).

Su tutto spicca il divertentissimo cortometraggio finale ad opera dei ragazzini, che inquadra perfettamente l'intento del film e chiude il cerchio perfettamente.

In definitiva un film forse soltanto più che discreto, che però ha un fascino molto particolare. La nostalgia è una brutta bestia, "non si esce vivi dagli anni '80".

Voto 8-



domenica 11 settembre 2011

Serie A 2> Juventus vs Parma 4-1 – La piccola vendetta bianconera… di proprietà

Dopo un estate di veleni, che inasprisce i pessimi sentimenti verso i nostri nemici cartonati e prescritti, preceduta da una stagione avida di soddisfazioni, torna il campionato con la partita che “virtualmente” aveva chiuso lo scorso. 4-1 come allora ma stavolta il tabellone si è capovolto. Possiamo così chiamarla “La piccola vendetta bianconera”, parafrasando il titolo di quel capitolo del libro Cuore, che i piemontesi studenti del D’Azelio dell’epoca non potevano non conoscere. Il cuore c’è stato anche in campo, nel primo match ufficiale dello stadio più invidiato d’Italia (visto i bambineschi commenti degli avversari), nella prima del capitano Conte sulla panchina, quasi volessero dirci: “ve lo dobbiamo!”

Quel che più s’è potuto apprezzare in quest’esordio è stata proprio la nuova impostazione tattica basata sul possesso palla e sul pressing asfissiante, sull’intenzione di non voler gettar palla o di perderla per strada come fatto negli ultimi anni. Chiaro che la strada non è che è lunga, non è ancora iniziata! Che anche se oggi gli elogi si sprecheranno ogni buon tifoso deve essere cosciente che partiamo dall’handicap di una campagna acquisti fatta solo solo di proclami e fumo, che alla fine della fiera ci consegna una squadra sovrabbondate in attacco (dove non c’erano grandi problemi) e con la stessa difesa che lo scorso anno faceva passare tutti ad eccezione del finora ottimo Lichtsteiner. Una cosa che potrebbe pagare Conte è proprio il  suo personalismo, quello che gli fa rifiutare Lugano e cacciare immeritatamente Zigler il quale, come la provincia BAT, non fa in tempo a insediarsi che deve già preparare biglietto e valige.

Aggrappiamoci allora a questa prima, sperando che il buon giorno si veda dal mattino (o dal buon pranzo vista l’ora), prendendo la buona prestazione di Vidal e gli ottimi gol visti con lui e Marchisio, sperando che Giaccherini non sia quello visto oggi, che gli arbitri della FIGC non ci annullino più gol regolari come quello di Matri e che non si rimanga ancora una volta in 10 con un rigore contro e un gol al passivo, cosa questa che reintegra il rinnegato Grosso contro il Siena. Facciamo in modo dunque di non dover arrivare a reintegrare Amaro Amauri perchè significherebbe essere messi male

lunedì 8 agosto 2011

L.A. NOIRE–Team Bondi, Rockstar Games

Atteso da tanti anni e dopo decisioni tribolate il tanto atteso ultimo videogame sfornato dalla Rockstar (in realtà da Team Bondi, ma questa è un'altra storia) ha visto la luce nel maggio di quest'anno. Il gioco, grazie anche ad un innovativa tecnica di animazioni facciali ha stupito tutti fin dai primi trailer circolati nei mesi che hanno preceduto la sua uscita, facendo subito presagire che sarebbe stato il gioco dell'anno e che di sicuro non avrebbe fatto rimpiangere quel capolavoro che va sotto il nome di Red dead redemption.
Il gioco però (a parte evidenti scelte legate alla natura semi-freeroaming del videogame) è diversissimo dagli altri titoli sfornati in questi anni dalla rockstar, e anzi ha un approccio opposto a Gta: l'azione in questo caso non è necessaria, anzi è del tutto superflua (e a dire la verità meno entusiasmante), l'umorismo è del tutto assente, la sensazione di poter fare tutto quello che ci pare e piace non si prova mai, nemmeno per un momento, il gioco mantiene una sua struttura "realistica" e non si discosta mai da quella.
Se proprio si vuole fare un paragone quindi va fatto con giochi come Heavy rain, che mantengono al centro di tutto la storia e le scelte dei protagonisti, anche se in quel caso entrambe erano sviluppate decisamente meglio.
Le decisioni vanno ponderate, le espressioni interpretate (e non sempre la prima impressione è quella esatta, anzi il gioco stesso prova gusto spesso a sviarci e prenderci per i fondelli).
La recitazione dei protagonisti (quasi ci si dimentica che sono dei personaggi di un videogame, visto che sono praticamente identici alle loro controparti reali) è magnifica, sicuramente la cosa migliore del videogame, la grafica (seppur con dei difetti) non è niente male (vista la vastità dello scenario), la storia è interessante (anche se diluita un po' troppo e relegata in secondo piano almeno fino ad un certo punto), l'atmosfera è azzeccata, l'innovatività della struttura di gioco farà storia, ma purtroppo il gioco non riesce a bissare il capolavoro con protagonista il caro John Marston.
Cole Phelps è meno carismatico (anche se la cosa è voluta), la storia è buona ma avrebbe meritato un maggiore approfondimento (alcune scelte sembrano dettate dalla fretta), la vastità e l'accuratezza della città avrebbero meritato maggiore "coinvolgimento".
Insomma i difetti ci sono. Eppure L.A Noire, nonostante sia un gioco controverso (o lo sia ama o lo si odia) è un esperimento sicuramente riuscito e coinvolgente, che sa dare soddisfazioni, soprattutto a coloro che vi si immergeranno e lo assaporeranno con calma, un caso alla volta e con la giusta meticolosità.
Red dead redemption è lontano, ma L.A. Noire non cerca un improbabile confronto, anzi ridefinisce molti parametri videoludici. E non è poco.
Voto 8

domenica 22 maggio 2011

Serie A 38> Juventus vs Napoli 2-2 – avete fatto tredici…

Una volta fare tredici poteva voler significare anche il cambio di una vita, una vincita che ti sistemava, anche grazie ad una minore inflazione. Oggi invece, nell’era dell’impopolare 14, anche la Juve fa tredici, come il suo numero di pareggi totali in questo campionato.

Ultimo giorno di scuola in una classe piena di bocciati e ultimo in questa scuola, la testa di tutti era altrove e solo in pochi capivano che di fronte c’era l’odiato Napoli. Forse per molti può vuol dir poco, per alcuni invece tanto e alla fine otteniamo l’effimera consolazione di non perderci in casa, anche se quest’anno in casa e come se non ci avessimo mai giocato. Numeri impietosi e al dir poco vergognosi, per gli occhi degli abbonati, tra le mura amiche. Il bilancio era sul tavolo già da mesi ma la fine non ne voleva sapere di arrivare. Con “el farfuglia” (Del Neri) messo alla porta già in settimana, la UEFA irraggiungibile e la testa già al mare, stasera è andata in scena uno spettacolo per pochi, quelli che rimangono aggrappati alla squadra nella buona e nella cattiva sorte, ma che masochisticamente la contestano e si rodono il fegato, vedendo un altro anno disastroso, sentendo gli scherni di chi prima ti spara alle spalle e poi infierisce sul cadavere. Così mestamente tiriamo un sospiro di sollievo perchè è finita, ricordandoci che il tempo si è fermato allo scorso anno, anche se nel cuore c’è quella rabbia che ti vorrebbe far passare in fretta il tempo per ricominciare tutto da capo.

Ma il futuro con la F maiuscola è ancora lontano, contrastato dalle sirene ingannatrici di certi giornali che illudono chi non lo meriterebbe. La realtà ad oggi invece ci dice di riposarci la mente (tifosa) perchè le premesse non dicono che il prossimo sia un anno migliore di questo. Conte? Vedremo, ma sulla carta e a mio parere non lo vedo così esperto. Forse l’ennesimo traghettatore di questo fiume che sembra un oceano, con l’altra sponda sempre più lontana. Ad ogni modo così come scrissi lo scorso anno, le parole le porta via il vento e noi tifosi bianconeri vogliamo ormai solo fatti, anche se dovessero arrivare Ronaldo e Messi le somme dovremo tirarle solo alla fine della prossima stagione.

martedì 17 maggio 2011

Bioshock – 2K Games

Ci sono giochi che pur appartenendo ad un genere che ami finiscono per deluderti (Forbidden siren, ad esempio, osannato da tutti, ma a tratti ingiocabile, e pieno di magagne) e altri che trovi meravigliosi, pur facendo parte di un genere videoludico che proprio non ti va giù. Gli FPS non mi sono mai piaciuti, a tratti li trovo addirittura odiosi per vari motivi:
- la visuale in soggettiva, soprattutto quando devi muoverti velocemente, dopo pochi minuti mi dà la nausea
- le campagne in singolo durano meno di un vantaggio della Juve di quest'anno
- il multiplayer è bazzicato da simpaticoni che utilizzano trucchi, fanatici del "posto fisso" (mi metto qui e chiunque passi è morto), super smanettoni che ti killano a ripetizione senza farti nemmeno capire come hanno fatto...
- Sono quasi tutti uguali, con la grafica pompata e la sceneggiatura di un cartone animato di Topo Gigio (a parte ovvie eccezioni)
Ecco perchè cerco sempre di tenermi alla larga da tali giochi, e ultimamente per avvicinarmi al genere vado a pescare quei capolavori ibridi, ai limiti del Gdr (genere anche lui che non mi fa impazzire, ma che se ben gestito sa dare soddisfazioni) o dell'avventura, dove gran parte del tempo lo passi a cercare di capirci qualcosa della trama o a migliorare il più possibile il tuo personaggio.
Fallout 3 sotto questo versante mi colpì molto, davvero un gioco ben fatto, pieno di pecche che però lo rendevano ancora più affascinante.
Sarà per la copertina, sarà per l'ambientazione (luoghi in rovina), sarà per l'essere ibrido allo stesso modo, questo Bioshock mi ha sempre dato l'idea di essere un po' il cugino di Fallout 3, allora perchè non riprovarci? Certo, qui lo spara spara è molto presente, non ci sono scelte di dialoghi come nei GDR, non siamo in un universo tutto da esplorare ma siamo guidati nel nostro percorso, ma in fondo che ci frega. Ancor più che in quel caso già dalle prime battute ti accorgi che deve essere un capolavoro; a cominciare da una trama particolare e niente affatto banale, un approccio piuttosto tattico ai combattimenti, un'attenzione certosina ai dettagli, un atmosfera più unica che rara in un videogame...
Bioshock è in fondo una metafora sulla sete di libertà, o più precisamente una riflessione sul libero arbitrio, dove ciò che accade non è mai come sembra (presenta uno dei colpi di scena più famosi in ambito videoludico) e dove non ci sono eroi (forse). Improvvisamente ti scordi di giocare ad un FPS (e in fondo ancora dubito che lo sia davvero) e ti lasci trasportare, fino all'atteso finale. Il finale, ecco, se c'è un'altra cosa che odio di molti giochi è il doppio finale, dove con un breve filmato ti si dice che tutto va bene, e con un altro (se fai altre scelte) che tutto va male (e purtroppo in un certo senso qui siamo in quel tipo di videogiochi). In pratica con un filmato di 2 minuti si esprime tutto e il contrario di tutto rispetto a quanto visto in precedenza. Se non altro, comunque, almeno uno dei finali è decisamente coerente e migliore di quelli di Fallout 3.
Insomma il gioco è vecchiotto ma va giocato, perchè è in grado di esprimere al meglio le potenzialita di un mezzo d'intrattenimento accusato di essere ancora "poco cresciuto".
Dategli una possibilità, se potete, "per cortesia"
Voto 9

lunedì 16 maggio 2011

Parma vs Juventus 1-0 – I finti passionali e i matematici da quattro soldi

Siamo la new ventus, rubiamo ai ricchi per dare ai poveri, ma a differenza di Robin Hood rubiamo persino a noi stessi. La moda italiana è si quella di sentirci 60 milioni di allenatori e selezionatori della nazionale, ma anche altrettanti: “che centra l’allenatore?”, “chi vorreste al suo posto?” e “perchè non andate voi ad allenare?”. A prescindere dal fatto che se chiamo un idraulico per riparare una perdita in casa e lui mi risponde in questo modo lo sbatto fuori, poiché se non ci riesce lui che è un professionista, non posso certo risolverla io, e devo chiamarne un altro se voglio risolvere il problema. Ma se alla fine si voglia dar per forza ragione agli uni o agli altri, non si può però prescindere dai numeri.

Si i cari vecchi numeri, perchè alla fine bisogna tirare le somme e sugli almanacchi vanno solo quelli e non i pali, le traverse, i quasi gol e i rigori sbagliati o negati ma neppure le buone intenzioni. I dati dicono che non solo Del Neri è stato bocciato dai numeri ma anche da se stesso del passato. Era lui infatti che parlava di miglioramento rispetto allo scorso anno, era lui che rideva della obbiezioni sollevategli da Ferrara sul fatto che invece sia la stessa squadra mediocre che aveva quest’ultimo un anno fa. I dati ci dicono che lo scorso anno fu Europa e quest’anno no… PUNTO. il resto sono chiacchiere da bar. Del Neri cerca di far suoi una valanga di pareggi, che in un campionato a tre punti sono mezze sconfitte, tanto più se in numero così rilevante.

Chi dice il contrario è sprovveduto o in mala fede, visto che se fossi un avversario della Juve spererei  non solo che quel rubinetto non lo si cambi mai, ma anche che l’idraulico non solo non se ne vada ma che prenda possesso della casa. Le alternative sono molte e sono poche, sono efficaci e meno, bisogna far presto però. Chi guadagna fior fior di milioni lo fa in logica di una sua presunta posizioni di responsabilità che presuppone gli si presenti il conto in caso l’azienda dovesse fallire o andar male. E’ la legge del mercato e non delle emozioni umane, come vedete chi è lucido fa un’analisi del genere e non quella di far beneficienza a chi ha numericamente fallito.