mercoledì 4 settembre 2013

Far Cry 3 - Blood dragon

TU SEI IL MALE, IO SONO LA CURA
Non si esce vivi dagli anni '80 cantavano gli Afterhours, e chi è nato tra gli anni 70' e i primissimi anni 80' lo sa: c'è quel misto di repulsione e di nostalgia in cui si rimane invischiati e ci si ammala di citazionismo.
Ed ecco allora che se in un film nuovo troviamo qualcosa che rimanda agli anni '80 ci esaltiamo (ad esempio Drive), se un nuovo gruppo anziché tentare la via delle discoteche si da ai tastieroni non possiamo fare a meno di ascoltarlo, se un videogame cita in qualche modo quelli di almeno 25 anni fa dobbiamo giocarlo.

domenica 1 settembre 2013

Serie A 2> Juventus vs Lazio 4-1 – A chi l’incasso, a chi la gloria

Fatta una necessaria prefazione (leggi qui)… Mi meraviglio che questa partita si sia giocata a Torino! Sai, con Lotito ti puoi aspettare di tutto. Ma in fondo tra noi c'era un tacito accordo, a lui l'incasso e a noi l’onore e la gloria. Altro pokerino per il feticista delle lingue morte, dunque, alla faccia di chi diceva che questa sarebbe stata una partita diversa e che quella di Supercoppa non faceva testo. Peccato per Petkovic, che alla vigilia si era illuso di “aver trovato delle idee che avrebbe potuto usare” (parole sue). In realtà la sua idea era in sostanza una, tirare sempre e comunque da fuori. Su 11 tiri in porta della Lazio, 12 erano dalla lunga distanza. L'intento era cogliere in castagna Buffon sulle respinte, dato che con la nostra difesa l'impresa di passare in area era ardua, e in fondo sul gol ci sono pure riusciti, sfruttando un’altra indecisione del portierone che sino ad allora era stato impeccabile.

Prefazione Juve vs Lazio - Lo Sfogo Di Mercato

Juve-Lazio comincia ben prima del suo calcio d'inizio e richiede un'apposita prefazione. Inizia in sala stampa col "mal di pancia" di Conte, che sbotta clamorosamente contro le cessioni. Matri al Milan non gli è proprio andata giù e lui non le ha mandate a dire, come da suo stile, e dire che dopo la cessione di Giaccherini a stento si era trattenuto. Per alcuni la sua è stata forse una reazione eccessiva, quasi ingrata, che si sarebbe potuto risparmiare almeno in pubblico, aspettando il momento adatto per farla con la società in separata sede, perché ha avuto l'effetto di gettare l'osso al cane (stampa e avversari) che naturalmente c'è andato a nozze coi titoloni da "rivolta nella Juve". Come dagli torto, però, se il nocciolo della questione è che a conti fatti la Juve (intesa come proprietà economica) non ha investito un euro per questo mercato?

giovedì 29 agosto 2013

KICK-ASS 2 - di Jeff Wadlow

Ci sono film che per un motivo o per l'altro in Italia non escono, o escono direttamente in Home video, o escono con ritardo abissale rispetto alla proiezione Usa. 
Kick-Ass rientrò nell'ultimo caso: distribuito nel 2010 negli Usa, in Italia faticò parecchio ad arrivare, sia perché non era stato intuito il suo potenziale, sia perché era un film "difficile" da distribuire a causa di scene parecchio violente e splatter che riguardavano minori e in particolar modo una bambina (si era pensato di affibbiargli un v.m. 18 anni).
Alla fine, circa un anno dopo, e sulla spinta delle recensioni positive provenienti dall'estero alla fine uscì anche da noi, in sordina, per pochissimo tempo. Il passaparola però è difficile da combattere e così piano piano, zitto zitto, anche da noi divenne un piccolo cult.

domenica 25 agosto 2013

Serie A, 1> Sampdoria vs Juventus 0-1 - La Signora In Giallo

C'eravamo lasciati con la Sampdoria a Genova, nostra "bestia nera" dello scorso anno, ci ritroviamo a Genoa sempre con la Samp per metter sin da subito le cose in chiaro. Quella che avete incontrato qualche mese fa, cari blucerchiati, non era la vera Juve, ma solo qualcuno che avete avuto la fortuna di incontrare al momento giusto, quando cioè (in entrambe le gare) la tensione era ai minimi stagionali. Ieri sera la signora in giallo e l'assassinio erano invece la stessa persona e il caso è stato risolto con un solo colpo di pistola, quello di Tevez. Gol facile ma che fa tanto morale, per l'apache, che si è mosso abbastanza bene, anche se il suo gioco è ancora grezzo, gol servito su un piatto d'argento dal fenomeno Pogba, sempre più il vero top Player di questa Juve.

Dopo la vittoria dilagante in supercoppa contro la Lazio di Lotito - quando più che la coppa ci siam potuti gustare la sua faccia da pesce lesso, mentre col telefono più che guardare il secondo tempo cercava di contattare i suoi amici della lega per chiedere se gli avessero accreditato il bonifico dell'intero incasso - ieri abbiam dovuto affrontare il fortino di Delio Rossi, che al nostro cospetto ha dovuto ancora una volta rinnegare gli insegnamenti del suo maestro della Boemia e sacrificarsi al Dio catenaccio. Stavolta però non gli dice bene. Abbiam dovuto fare un po' di manovre ma alla fine siam riusciti a parcheggiare nel posto auto del vincitore. Alla fine non c'è stata storia, vittoria stretta ma ampiamente meritata

Buona la prima dunque, di un campionato che si presenta scorbutico sin da subito, con una serie consecutiva di Big match intervallati da gare di Champions. Ma non c'è nessuna "merda" e nessun motorino per noi li fuori. Accettiamo la sfida è andiamo avanti, consci che poi i conti si fanno alla fine.

venerdì 9 agosto 2013

LA NOTTE DEL GIUDIZIO (The Purge)- James DeMonaco

USA, 2022, Scenario fantapolitico post rivoluzionario. La crescente criminalità ha determinato uno stato di polizia che, se da un lato, ha portato benessere, sicurezza e sconfitto la disoccupazione, dall'altro, ha riempito le carceri in maniera allarmante. Per poter sopperire a questa anomalia da maxi rigore si è deciso di bilanciare il sistema con 12 ore all'anno di immunità totale da ogni crimine. Una valvola di "sfogo" della società, altrimenti destinata ad esplodere sotto la pressione dello zio Sam trasformatosi in Grande Fratello.

Una notte di lecito "fuoco e fiamme" dunque, un macabro Halloween criminale che non solo viene depenalizzato ma viene addirittura promosso con una sorta di rito che pare più una pratica di qualche setta satanica. Un'occasione semi-celata di epurazione (Purge. Titolo originale) civile, che ha lo scopo di combattere la povertà eliminando il problema alla radice... i poveri.

sabato 3 agosto 2013

PAIN AND GAIN (muscoli e denaro) – Michael Bay

Tratto da una storia vera, grottesca critica al sogno americano, o meglio, all'interpretazione distorta che in molti ne hanno. Questi criminali impacciati e principianti, che suscitano simpatia anziché disprezzo, sono tre palestrati classici, cresciuti col mito del corpo a discapito di quello del cervello. Una sorta di stereotipo da steroidi, in chi tra cultura e culturismo non si è avuto dubbi su cosa scegliere. Attorniati da falsi miti e falsi ideali i nostri tre ragazzoni non possono che non continuare a scegliere sempre la strada più breve per ogni cosa. La loro filosofia è ispirata alla prima norma di Finagle: "Prima tracciate le curve che vi servono, poi trovate i punti che corrispondono". L'importante non è il piano d'azione, ma il punto di arrivo e per poter arrivare il più presto allo scopo non si può perdere tempo prezioso in lunghe pianificazioni. Il delitto perfetto deve richiedere poco tempo, la vita va vissuta in fretta e al massimo. L'altare del "tutto è subito" richiede però a volte sacrifici umani.

Il piano, che sta nella trama, è in sostanza questo: rapire un riccone e farsi intestare tutto sotto tortura, meglio ancora se poi questo riccone è un tipo odiato da tutti, chi avrà mai compassione per lui? Dovrà essere quasi un atto eroico nei confronti dell’umanità, o quanto meno dell’America. Piano che a dirlo così può apparire semplice, soprattutto agli occhi dei nostri tre "sempliciotti", ma la vita è altro dal “copione di un film” e come lo stesso Finagle afferma nella sua quarta legge, che anticipa la norma sopra enunciata, in realtà “Una volta che si è pasticciato qualcosa, qualsiasi intervento teso a migliorare la situazione non farà altro che peggiorarla”.

Pain and Gain è un film spassoso e cruento al tempo stesso, in stile "quei bravi ragazzi" in salsa "Burn After Reading". Il titolo originale, come sempre violentato da quello italiano, che per fortuna qui rimane solo in sottotitolo, è il motto del Fitness “no pain no gain” (nessun dolore nessun guadagno), cioè in sostanza il nostro: “chi bello vuole apparire un po’ deve soffrire”. Con questo film di “denuncia” dunque Michael Bay, si spoglia da regista di film su eroi patinati (Armageddon) e macchine antropomorfe (saga Trasformers) e ci da una visione del sogno americano visto in uno specchio deformato. In cui l’autorealizzazione personale è l’unico scopo di vita di un uomo che pretende la cima della piramide di Maslow. Gli attori sembrano adattarsi bene nella parte che dovrebbe di fatto ridicolizzarli, tipo quella di The Rock, la montagna di muscoli senza cervello pieno di droghe e steroidi, poco sembra importare loro se qualcuno potrebbe accomunarli coi personaggi che interpretano. In gergo tutto questo io lo chiamerei non prendersi troppo sul serio e il risultato ne guadagna. Vinta la diffidenza iniziale della locandina il film è davvero ben fatto e per nulla stupido e caciarone, anzi ridicolizza anche il genere in alcuni tratti. La commistione di generi poi è davvero azzeccata. Da non perdere.

voto 7,5

giovedì 25 luglio 2013

WORLD WAR Z - Marc Forster


Ennesimo film sugli zombi? Si, ma con qualche variante davvero interessante. La prima è l’interpretazione inedita nel genere di Brad Pitt, la seconda è la nuova veste di spettacolarità con cui i nuovi zombi si presentano. Sempre più affamati di carne umana, non solo corrono come maratoneti ma si arrampicano e scavalcano muri divenendo un’unica massa informe come un immenso blob di putrefazione, a dispetto dell’antica teoria romeriana che li voleva goffi e lenti per via dei loro muscoli decomposti. Zombi dunque molto più rinforzati e agguerriti, pronti ad affinare le armi per la guerra contro l’umanità. Con tali premesse però, World War Z non poteva essere un film puramente horror, quello che cioè richiede suspense e claustrofobia psicologica, ma, dato anche il richiamo del titolo alla guerra, doveva divenire un action movie. Il risultato è un buon ibrido dei due generi. Non mancano quindi anche scene di interni alla Resident Evil  e lotte corpo a corpo.

giovedì 18 luglio 2013

NOW YOU SEE ME - Louis Leterrier

L'estate è il periodo dell'anno dove un po' tutti si prendono una pausa, lo fa anche il cinema proponendoci di solito film di puro disimpegno o di nicchia e quindi poco appetibili per il grande pubblico. Tutto quello che si chiede allora è un film che faccia passare due ore spensierate e lo faccia senza essere troppo banale.

Now you see me è in fondo un film appartenente a questa categoria: inserendosi nell filone di pellicole come Ocean's eleven aggiunge una spruzzata di mistero e di thriller ma lo fa senza esagerare.
Quello che stupisce è il cast, laddove a fianco di un sempre bravo Morgan Freeman abbiamo il vecchio Michael Caine e il gigionesco (ma forse qui un po' sottoutilizzato) Woody Harrelson. Purtroppo questo popo' di nomi viene utilizzato col contagiocce, preferendo lasciare spazio ad altri attori, pur bravi, ma privi di grandissima caratterizzazione, che non offrono spunti memorabili (in particolare i personaggi interpretati da Jesse Eisenberg e Isla Fisher o della stessa  Mélanie Laurent).

Anche Mark Ruffalo (Zodiac, Shutter Island, Collateral), appare un po' svogliato, per quanto riesca a dare una caratterizzazione più spiccata al suo personaggio di certo verrà ricordato per ben altre interpretazioni.
La sceneggiatura invece appare abbastanza solida, non eccezionale, ma funzionale. La trama è interessante e il finale è abbastanza riuscito, non sconvolgente o eccezionale, ma ben congegnato (magari si poteva renderlo un po' meno affrettato e sbrigativo) e abbastanza diverso da quello che di solito si vede nel genere. Il film non annoia insomma e incuriosisce.

In definitiva questo Now you see me è un film ideale per una serata di puro disimpegno, ne troppo complicato o intricato, ne banale e stupido, come si conviene ad una pellicola estiva che si rispetti.

Voto 7

venerdì 28 giugno 2013

L’UOMO D’ACCIAIO (Man of Steel) – di Zack Snyder

Reboot, l’ennesimo, dopo il mezzo flop del remake. Non un superuomo dunque ma più un uomo d’acciaio, spogliato di quella spavalderia che lo caratterizzava, un alieno sperduto in una terra aliena, in cui la differenza dai comuni mortali lo porta ad essere naturalmente temuto, tipo X-Man. Un Superman di sicuro più oscuro e silenzioso, senza la tipica tromba trionfale che lo introduce. Senza la sua tipica ironia che partiva già dalla sua scelta di indossare le “mutande” rosse sul costume. Un super eroe che dovrà quindi far un po' di pressione sul mondo per guadagnarsi la stima e la simpatia che il vecchio Superman si guadagnava già dalla prima inquadratura. Un eroe alla Amazing Spiderman, che dovrà prendere coscienza e familiarità dei suoi poteri e affrontare gli aspetti psicologici della sua diversità.

Gli effetti speciali poi sono molto più mastodontici e colossali, affrontare infatti colossi del genere, praticamente indistruttibili, deve dare una qualche risposta all’antico paradosso sulle masse indistruttibili che si scontrano e per farlo non può limitarsi a qualche camper rovesciato o qualche vetro rotto, ma deve comportare un notevole dispendio di risorse materiali e umane. della serie “non si può fare una frittata senza rompere qualche uova”. Una colonna sonora epica e, nel contesto, una confezione estremamente spettacolare, quasi da cartone animato.

Non ci si aspetti dunque il solito Superman, non sarebbe stato intelligente riproporci un reboot pedissequo, ma come si è già fatto con notevole successo con il cavaliere oscuro, si prova a dare una visione diversa della storia, un’interpretazione che anche qui viene anticipata dalla scelta di cambiare il titolo. Un’interpretazione del mito che espone in maniera più esplicita il suo riferimento a Cristo, adottato dagli uomini per salvare il mondo ma che dovrà vincere la diffidenza di colui che dovrà salvare, non con la forza ma con la fiducia.

Per fare questo si è voluto poi ricorrere ad un cast d’eccezione che comprende le partecipazioni di Kevin Costner e Russel Crowe, nel ruolo dei due padri del superuomo.
Non a livello del capolavoro di Nolan su Batman, dunque, ma comunque un film ben fatto

voto 7,5