☰

domenica 10 settembre 2017

Serie A 3> Juventus vs Chievo 3-0 - Dybala chiave per il Chievo


"Dybala sopravvalutato o Juve Dybaladipendente"… questo è il dilemma. La dissonanza cognitiva con cui l'antipopolo (antijuve e antidybala perché giocatore della Juve) da ieri deve fare i conti. Chiamato a scegliere una strategia che trasformi una semplicissima vittoria col Chievo Verona in un motivo di destabilizzazione della Juve con la tecnica del "sempre e comunque".

giovedì 7 settembre 2017

DUNKIRK - Christopher Nolan

Che sia in mare o che sia nel sogno di un sogno, che sia nello spazio profondo o nei labirinti di una mente che dimentica o che non riesce a dormire, nella fantascienza come nello storico, a Gotham come a Dunkirk… Nolan resta Nolan. Il suo tratto è inconfondibile. Un moderno Omero e le sue infinite odissee di uomini, e di musiche ossessive, incalzanti ed opprimenti che ti tengono incollato allo schermo.

Nolan gira un film storico!? La prima reazione che ho provato, venendolo a sapere, è stata un lieve sentimento di scetticismo. Talmente lieve da non poter essere neppure definito come "scetticismo", quanto più un sentimento di sorpresa nei confronti dell'inedita veste in cui il regista avrebbe sfilato, legata ad un genere che non mi ha mai completamente e totalmente appassionato: il film di guerra. Ma, come qualcuno disse, il cambiamento è un'opportunità. L'opportunità di vedere uno dei miei registi preferiti cimentarsi con qualcosa di nuovo e poterlo così leggere tra le righe di qualcosa di diverso.

Vero, Dunkirk è un film storico e di guerra, ma non è lo "sbarco in Normandia"... Non è la storia di un impresa epica o eroica, di quelle restate nei libri di scuola o impresse sulle pellicole hollywoodiane. Dunkirk è invece la storia di una battaglia persa e finita in un assedio, e del salvataggio che si tentò di organizzare sulle sponde della Francia settentrionale. Ambientata del periodo più oscuro della Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania nazista, dopo aver conquistato la Francia, sembrava ormai inarrestabile e vicina a muovere guerra alla Gran Bretagna.

Il patriottismo di Nolan si limita (oltre al suo essere cittadino britannico) a descrivere fatti storici crudi, scevri di ogni narrazione che non siano limitati alle didascalie iniziali e scarni di dialoghi. Persino nei suoi "soli" 107 minuti il buon Christopher ha voluto tenersi lontano dagli standard di un Colossal di genere. L'impresa epica è la sopravvivenza dei 330.000 soldati britannici in terra di Francia, l'atto eroico è il salvataggio "improvvisato" messo su dall'Inghilterra di Churchill, con imbarcazioni civili requisite e mandate a recuperare le truppe sopravvissute e stremate dall'assedio, perché si doveva preservare il resto dell'artiglieria pesante per l'imminente difesa della patria. Un "cast corale" senza protagonisti principali né protagonismi attoriali. Nessun "soldato Ryan" da salvare. Nessuna retorica storica.

Didascalie che entrano in scena all'inizio del film e che ben presentano i tre veri protagonisti del film, assieme ai quattro interpreti e i tre archi temporali (reali) in cui la storia si sviluppa. Note in sovrimpressione che vi consiglio di non ignorare se non volete rimanere intrappolati nelle solite ragnatele nolaniane della trama. Dai, però stavolta ce l'ha fatta facile, qualcuno direbbe "ci ha fatto il disegnino", ci sono:

I. Il molo: le cui vicende avvengono nell'arco temporale di una settimana
II. Il mare: in cui si dipanano nell'arco di un giorno
III. Il cielo: che si concludono nel giro temporale (effettivo) di un ora

Perciò se notate salti e incongruenze riprendete tra le mani questo schema. Terra, Acqua, Aria, Tempo... solo io ci vedo una connessione con Interstellar?

Ora... se qualcuno ha letto con particolare attenzione, io ho parlato di quattro interpreti. Oltre il molo, il mare e il cielo abbiamo l'antagonista principale della storia che è la guerra (o se preferite, per chiudere il ciclo degli elementi, il fuoco). Un nemico che non è un uomo ma che è una creatura vivente. Mai nessun tedesco viene inquadrato, né nessuna intercettazione radio ne viene divulgata dal regista. La guerra è un mostro astratto il cui corpo alato è quello degli aerei tedeschi. I cui artigli sono le bombe che cadono dal cielo o le pallottole che inseguono e stanano i soldati in fuga. Il cui verso è il sibilare dei siluri, l'esplosione degli ordigni e il boom supersonico dei Caccia. L'uomo al suo cospetto è solo un piccolo insetto che fugge e spesso viene schiacciato.

Solo Nolan poteva parlarci così della guerra. Solo lui poteva prendere una sceneggiatura come questa e trasformarla in un'opera d'arte. Forse nessun altro ci sarebbe riuscito senza risultare banale e piatto. L'importanza della colonna sonora dei suoi film e dato dal fatto che questa è davvero una colonna portante del film stesso. Il suo ossessivo incedere ti ipnotizza e ti trasporta al suo interno mesmerizzandoti. Tu diventi un altro protagonista della storia, non solo un osservatore passivo. Lo spettro delle emozioni che provi ricopre un arco completo che va dalla paura alla commozione.

Insomma, cambiando l'ordine dei generi il prodotto non cambia. Nolan resta Nolan e i suoi film sono sempre un'opera d'arte.

mercoledì 30 agosto 2017

La Nebbia (The Mist) - Stagione 1 [Serie TV 2017]

Si è appena spenta l'eco della delusione per La Torre Nera che ecco spuntare qua da noi, su Netflix, (in  America era già uscita a fine giugno su Spike) l'ennesima trasposizione di un opera di Stephen King, The Mist (in Italia "La Nebbia") . Si, proprio quel The mist lì, già trasposto per il grande schermo da Frank Darabont (The Walking Dead ma anche gli ottimi Il Miglio Verde e Le ali della Libertà)  nel 2007. Ce n'era proprio bisogno? In fondo dal film sono passati soltanto 10 anni, era davvero così necessario un "aggiornamento"? Se infatti per pellicole come La Torre Nera è quasi d'obbligo un approfondimento (8 libri spalmati in un solo film di 100 minuti sono quasi una beffa) qui invece parliamo in fondo di un racconto di 100 pagine, già riprodotto abbastanza bene e abbastanza fedelmente. Il film anzi si giovava di un finale a sorpresa che ancora oggi lo rende memorabile (amato e criticato proprio per quel "plot twist" agghiacciante e cattivo come pochi). Mettiamoci poi che se peschi da un autore come Stephen King e poi sgarri (ed è molto facile come cosa) la critica ti distrugge letteralmente senza pietà. Purtroppo per questo The Mist è andata proprio così: giudicato da molti come il peggiore telefilm della storia, una "cagata pazzesca" in realtà è soltanto una serie senza anima, mediocre, che non vuole osare laddove potrebbe farlo. C'è di peggio insomma ma c'è anche molto di meglio.

domenica 27 agosto 2017

Serie A 2> Genoa vs Juventus 2-4 – Joya tripla


Vediamo di farvela più facile stavolta. Vi regaliamo l'autogol più veloce della storia (Pjanic) e la seconda VAR in due giornate. Facciamo che l'arbitro vede il rigore ma non il fuorigioco che c'è prima - dice: "è millimetrico"? Rispondiamo: "come! Non hai la moviola in campo per poterlo vedere?" -  ma senza crucciarci più di tanto sulla differenza di trattamento che i soliti noti ci riservano. Quelli che scambiarono un petto di Dybala per un fallo di mani solare tolto al Photoshop (Pistocchi).

Vi facciamo volare con la memoria allo stesso inizio disastroso bianconero di Genoa-Juve (3-1) dello scorso anno, vi diamo ancora più speranze di quelle che si sono infrante sulla parata di Buffon col Cagliari. Eccola qua, 2-0, posta raddoppiata, correte a cantare: "viva la var, quanti geni lavorano solo per noi" parafrasando Renato Zero. Di come lo scorso anno abbiamo avuto un solo rigore contro in una stagione mentre con lui (o lei) in due giornate ne abbiamo avuti già due... ma fermatevi la che adesso iniziamo noi.

sabato 26 agosto 2017

Death Note - Adam Wingard

Cosa fareste se per puro caso riceveste un quaderno "magico" col potere di uccidere chiunque, solo scrivendoci il suo nome sopra? Molti forse ci scriverebbero i nomi degli autori di questa trasposizione americana, firmata Netflix e uscita il 25 agosto scorso, del Manga/Anime giapponese divenuto ormai un cult. Nemmeno il tempo di caricarlo sullo streaming della piattaforma, infatti, che già in rete sono iniziate a fioccare le prime recensioni negative. Un flop annunciato? In fondo in fondo era quasi inevitabile che andasse così. Diciamoci la verità, le aspettative erano così tante su questo film che per realizzarle il regista avrebbe dovuto partorire un capolavoro

lunedì 21 agosto 2017

The Defenders - Stagione 1 [Serie TV 2017]

E alla fine il tanto atteso crossover arrivò. Dal 18 agosto è infatti disponibile su Netflix la serie televisiva che riunisce i 4 supereroi televisivi Marvel (Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist) tutti assieme per combattere il crimine. Uno si aspetterebbe che questo The Defenders sia un po' la somma di tutte 4 le singole serie televisive, un Frankenstein iperpomposo da 30 e più puntate, con una trama che riprende tutti i filoni visti in precedenza e mette in mostra il triplo degli effetti speciali. Beh, non è così, The Defenders è piuttosto ordinaria e meno ambiziosa di quanto ci si aspetterebbe, a cominciare dal numero di puntate (8, contro le 13 delle singole serie) e da una trama confusa e piuttosto esile, per finire con un budget a disposizione non così astronomico. Un fiasco? No, piuttosto una serie canonica, che intrattiene, ma ci si aspettava di più.

domenica 20 agosto 2017

Serie A 1> Juventus vs Cagliari 3-0 – Juve 1 VAR 0

Cerco il VAR tutto l'anno e all'improvviso eccola qua.
Lui è Maresca vien da Napoli non cerca altro per da rigor

Sento fischiare all'improvviso, consulta il monitor e poi lo dà. 

Gigione, ma in mezzo i pali c'è Gigione e para perché

Mi accorgo di non avere più risorse senza di te

e allora io quasi quasi cambio tecnica e guardo… guardo Dybal

Quel mani inesistente, ma esistente nella mia mente

giovedì 17 agosto 2017

LA TORRE NERA - Nikolaj Arcel

Tirar fuori un film di 95 minuti da una saga di otto romanzi di Stephen King è ne più ne meno come proporre al pubblico cinematografico un teaser trailer dell'intera opera. Sì va ben oltre il concetto di sintesi o riassunto. Tanto che avrei potuto proporre una mini recensione anche io, per parlarne. Giusto per rimanere coerente col la vista dallo spioncino che Arcel ci propone dell'opera di King. Un'opera lunga e complessa che si interfaccia anche con altre sue opere... il "cattivo" ad esempio compare per la prima volta in un romanzo di più di mille pagine (L'ombra dello Scorpione) e ogni libro di King è davvero un mattone in quanto a dimensioni fisiche. 

domenica 13 agosto 2017

Supercoppa Italia> Juventus vs Lazio 2-3 - polli al mare



C'è davvero poco da dire su questa sconfitta. Sembrerebbe accampare troppe scuse e farla più complicata di quello che non é. Semplicemente la Lazio ha meritato di vincere perché ha giocato a calcio. Noi invece abbiamo finto di giocarci. Troppo fuori condizione, troppo svogliati, troppi errori e troppo polli. Il resto sono chiacchiere e un esercizio a cui però (come sempre faccio nel bene e nel male) non intendo sottrarmi nemmeno oggi.

Atypical - Stagione 1 [Serie TV 2017]

Non si può dire di certo che Netflix, soprattutto negli ultimi tempi, abbia paura di sfornare telefilm dove si affrontano temi controversi, soprattutto se hanno ad oggetto il mondo degli adolescenti. Ecco quindi che, dopo Tredici (che affrontava tematiche forti come il suicidio e la violenza, fisica e psicologica), se ne esce con questo Atypical, un telefilm su un diciottenne autistico. Il tema è molto forte e molto particolare già di suo, se poi addirittura scegli di affrontarlo seguendo i canoni della commedia rischi grosso. Manco a dirlo già dopo poche ore dopo il suo rilascio si sono subito scatenate le polemiche, la motivazione non è difficile da immaginare: "Atypical è un telefilm che invita a ridere di un autistico", "si prende in giro l'autismo" e cose simili. Beh, in realtà la cosa è solo in parte vera, guardandolo ci si accorge che c'è dell'altro e che quella è solo una visione superficiale dei veri intenti del telefilm (che poi riesca davvero a raggiungere o meno ciò che si prefigge è un altro discorso).