martedì 3 marzo 2009
Lazio-Juventus 2-1 (purtroppo le partite durano due tempi)
domenica 1 marzo 2009
Juventus-Napoli 1-0 (basta mezzo sforzo)
sabato 28 febbraio 2009
Carta, Povia, Vinci... Tre buoni motivi per non amar Sanremo.
Ad una settimana da Sanremo, mi trovo ad analizzare cosa è stato questo festival per un’amante della musica come me. E’ servito a convincermi sempre più del fatto che i veri amanti della musica fanno bene a non amarlo. Leggo Carta, Povia, Vinci, ma so che non è il celebre gioco con i gesti, bensì il podio del 49° Festival della pseudo-canzone italiana, ogni anno sempre più patetico e prevedibile, tenuto in piedi soltanto dallo spessore dei suoi ospiti (io stesso riesco a sintonizzarmici solo per questo), dalle polemiche e dalle trasmissioni terze fatte sulle sue polemiche. Checché ne dica Bonolis col suo: “la musica al centro” frase ormai usurata quanto quelle dei politici. Inizia la Zanicchi che alla sua età, in sprezzo al suo pubblico di benpensanti e apologhi del nazional-popolarismo, presenta "ti voglio senza amore", salvo poi risentirsi se un grande comico come Benigni la tira in mezzo perché diventa un pretesto comico troppo appetitoso.
Che la Zanicchi lasci che sia il suo Imperatore Silvius a difendersi dalle battute di questo gran giullare! D'altronde mi sembra che abbia le spalle più larghe della sua altezza. E non ci venga a dire che non è per questo che si è arrabbiata, non può reggere la filastrocca della sua eliminazione causata dal comico. Proprio lei che poi da Giletti la domenica successiva, col la scusa di difendersi dalle accuse (?) inizia la sua campagna elettorale per le prossime elezioni europee, che la vedono candidata in forza al PDL. Accetti la sua eliminazione col fatto che il suo pezzo era brutto anche perché, come si è saputo in seguito, suddetta canzone era stata già presentata qualche anno fa da Fiordaliso e già scartata da Baudo. Allora come si spiega Povia? Massacrato molto di più di lei dalla critica e dallo stesso Benigni, ma che arriva secondo? Sono stanco di ascoltare questi berlusconiani discutere su: “questa è satira e questa non lo è”, si trovino un buon comico di destra e si costruiscano in casa la propria par condicio teatrale.
Marco Carta… Fosse stato il figlio del dj foggiano Lello Carta avrebbe vinto Sanremo? Marco Travaglio parla di combine. Analizziamo gli indizi:
1. Nasce televisivamente ad Amici e già lì pare sia stato tanto osteggiato dai maestri quanto difeso dal pubblico. Persino un “nemico” come me (un appartenete alla categoria di chi odia Amici) ha dovuto assistere ad una puntata di Striscia in cui suddetto Carta veniva nella fattispecie difeso dagli inviati sardi, suoi conterranei.
2. Si presenta a Sanremo dopo una gavetta inesistente e partecipa come Big, mentre lo stesso anno una sua collega di Amici partecipa solo tra i giovani.
3. Con tutti i super ospiti che Bonolis poteva invitare nella serata finale chiama invece Maria De Filippi, proprio la serata decisiva del televoto. Nel calcio si sarebbe parlato di sudditanza psicologica.
4. Televoto: strumento di valutazione dall’attendibilità del tutto discutibile, che l’ingenua testimonianza resa dall’agente dei V.I.P. Lele Mora a Striscia colloca nelle mani del potere economico, sancisce la vittoria di un beniamino dei televotanti (categoria di telespettatori, per lo più giovani, che usano il televoto quasi quanto gli sms)
I quattro indizi descritti non faranno una prova, ma servono a ribadire quanto Sanremo sia da anni lo specchio della società italica, quella più becera, e quanto la musica a Sanremo sia come una radio accesa in una sala d’aspetto.
mercoledì 25 febbraio 2009
Chelsea-Juventus 1-0 (non prendiamoci in giro…)
domenica 22 febbraio 2009
Palermo-Juventus 0-2 (il ritorno di David)
giovedì 19 febbraio 2009
IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON – David Fincher
Come Forest Gump appunto (film dello stesso sceneggiatore) Benjamin viaggia e vive nel mito dell’amore vero, quello che si incontra una sola volta nella vita e che sopravvive alla vita stessa. Un amore che materialmente, prima troppo vecchio e poi troppo giovane, Benjamin non può concretizzare se non a metà strada della sua vita. E quando “nel mezzo del cammin” i due si incontrano già sanno che questo momento, magico e perfetto, non è fatto per durare, come tutte le cose bella della vita.
Quell’orologio della stazione che gira in senso antiorario, inaugurato il giorno della nascita Button e sostituito da uno digitale (normale) il giorno della sua morte, scandisce l’esistenza di quest’uomo che rispecchia la solitudine di ognuno di noi, ognuno col suo viaggio ognuno diverso come diceva Vasco, ognuno con una piccola grande storia da raccontare. Come un marinaio che salpa su questo mondo da solo, che scende la scaletta con il suo carico d’amore e di sogni, e che da solo poi riparte, come un alieno in una terra aliena.
mercoledì 18 febbraio 2009
DOOMSDAY - Neil Marshall
1) Dunque, la protagonista è un'antieroina pessimista con una benda sull'occhio. (Mhhhh, mi ricorda qualcosa, ma andiamo avanti).
2) La Scozia a causa di un virus è stata isolata ed è diventata luogo di perdizione e crimine.
(Qualche sospetto comincio ad averlo).
3) Bisogna mandare qualcuno oltre il muro a recuperare qualcosa di primaria importanza
(Sento puzza di bruciato)
4) Uno dei protagonisti si chiama Carpenter
(ma cos'è uno scherzo?)
5) Nel luogo "contaminato" c'è un leader che si diverte torturando le vittime inscenando show sadici e mortali
(No, non è uno scherzo, purtroppo).
6) La protagonista ripete continuamente:"Hai una sigaretta" oppure "Hai da fumare"?
7) La protagonista viene catturata e la si fa combattere in un'arena con un bestione
(Si, ma qui siamo alla parodia pura).
8) La protagonista uccide il bestione con un colpo mazza ferrata in fronte
(Ormai so prevedere il film ad occhi chiusi)
9) Finale controcorrente
(...).
Se alla fine del film diceva: "Chiamami Jena" spaccavo il televisore
Pessimo, voto 4,5 (per le ambizioni)
domenica 15 febbraio 2009
Juventus-Sampdoria 1-1 (fermi al palo)
domenica 8 febbraio 2009
Catania-JUVENTUS 1-2 (Incredibile al “Cibali”)
venerdì 6 febbraio 2009
PENDRAGON “Pure” le traduzioni –1-
Never felt too good about my life
looked like i'd ended up scraphead
with the other dogs of the night.
Insecure and dangerous
never had the chances or the breaks that the other kids had
so you drag your life through the dust.
But in you there was that glow and a coat of indigo
problems will come and go in my coat of indigo In the dark i wear my coat of many colours
in some ways it covers where i'm from
so you drag your life through the dust
across the red and gold sunset skies
my wishes always lead me
beyond the confines of this life
so much to give.
If i had the chances i would have burnt this place down
why did the spectre of no hope choose our town But in you there was that glow and a coat of indigo
problems will come and go in my coat of indigo I've been trapped for most of my life
in this airtight box
if i could get just one arm free
the the world will notice me
If i could get just one arm free
i could swim to surface where i can breathe Everyday the alarm bells ring
and i face another murder of a day
and i look out of my window
and the sky is deadly grey.
All the darkness and the industry of the world
groans as it starts another day
it's masters demand their pound of flesh
i cannot take this way
So i look into the safety of my soubconscious
where i wash away all my fear
and i will dive into a deep blue lagoon
and swim away from here.
Non ho mai tenuto in buona considerazione la mia vita
Parevo un cane che si fosse accapigliato
con altri cani notturni
insicuro e pericoloso
non avendo mai avuto le possibilità o le occasioni degli altri ragazzi.
Così ti trascini nella polvere
Anche se in te c’era ancora quel bagliore e un cappotto color indaco.
I problemi vanno e vengono e io sempre col mio cappotto color indaco.
Nell’oscurità indosso il mio cappotto di mille colori
che in qualche modo nasconde le mie origini
Così trascini la tua vita nella polvere
tra i tramonti rossi e dorati
i miei desideri mi conducono sempre oltre i confini di questa vita
c’è tanto da dare
Se ne avessi avuto la possibilità avrei raso al suolo questo posto
Perché lo spettro della sconforto ha scelto proprio la nostra città?
Ma in te c’era quel bagliore e un cappotto color indaco.
I problemi vanno e vengono e io sempre col mio cappotto color indaco.
Per gran parte della mia vita sono rimasto intrappolato in questa scatola ermetica
Se avessi anche solo un braccio libero
allora si che il mondo mi noterebbe
Se avessi anche solo un braccio libero
sarei in grado di risalire in superfice per tirare il fiato
Ogni giorno scatta l’allarme
ed io affronto il mio crimine giornaliero
guardo fuori dalla finestra
ed il cielo è di un grigio tetro
Tutta l’oscurità e gli ingegni del mondo
gemono all’alba di ogni un nuovo giorno
i suoi maestri reclamano la loro libbra di carne
ed io non posso sopportarlo
Così mi affido alla sanità del mio subconscio
dove lavo via tutte le mie paure
poi mi tuffo in una profonda laguna blu
e nuoto lontano da qui.