mercoledì 26 ottobre 2011

Serie A 9> Juventus vs Fiorentina 2-1 – Come dominare soffrendo

Quel primo tempo sciupone gridava vendetta. Una Fiorentina dominata e assediata ma tenuta distante soltanto di un gol, mentre già aleggiava sullo Juventus Stadium il fantasma di Sabato scorso, la X che sa di croce. “l'icstoplasma”. Tanto più che le premesse sembravano tutte a favore del presagio, con loro che venivano da un pareggio simile al nostro, con un allenatore sulla graticola già ribattezzato MihajloviX, noi che dominiamo il primo tempo ma sprechiamo l’impossibile nella sagra del liscio e del mangio, loro che con il cambio di modulo sembravano aver trovato nel nuovo entrato Gilardino la chiave di volta, quasi che lo stadio pendesse verso la sud. Ecco perchè col nuovo vantaggio quasi si fatica ad esultare. Scottato dal Genoa Conte ha paura, tanto da rinunciare al suo credo offensivo per poter portare a casa una vittoria, qualunque essa sia. La Juve si rintana in difesa ed il resto è solo sofferenza, fino al 94’, quando quell’ultimo attacco di Gilardino nella nostra area ha fatto saltare tutte le coronarie bianconere. Per nostra fortuna, però le cose a volte vanno in maniera diversa e Gilardino cicca la conclusione.

Storia di come conquistare 3 punti sofferti facendo 14 tiri in porta contro 1. Chiaro che con questa canzone non si va molto lontano, il bel gioco deve sfociare in occasioni da rete finalizzate con più cattiveria, eccettuata la prima col Parma infatti, le nostre vittorie sono sempre state tirate per il collo anche se le si era ampiamente meritate. Speriamo di raffinarci un po' perchè è facile cadere in depressione da inconcludenza. Quel che di positivo si po’ dunque trarre rispetto allo scorso anno è il gioco, il possesso palla, il pressing asfissiante e le palle rubate sono tutt’altra cosa rispetto al subire l’avversario ogni partita, e se un piccolo sollievo morale si può trovare in queste sofferenze è il fatto che almeno usciamo a testa alta da qualsiasi risultato. Anche se la squadra sembra non sia ancora pronta per il Conte pensiero.

Matri è sempre più decisivo ma Vucinic e sempre più spaesato, la partita iniziava con una sola differenza rispetto a sabato scorso, Vidal, differenza che tutto sommato si è sentita in positivo. Bonucci si riguadagna in parte il perdono con quel gol, mentre molti di noi pensano al vero caso della settimana, Krasic in tribuna è in via di allontanamento o ritroverà la strada perduta? Ed Elia, avrà una chance? Quagliarella? Lo vedremo finalmente in campo? Nemmeno il tempo di porcele queste domande che già la “madre di tutte le partite” (per usare un termine caro a qualcuno) già si appresta all’orizzonte.

domenica 23 ottobre 2011

Serie A 8> Juventus vs Genoa 2-2 – Gli X-Men dicono addio alla vetta

Una settimana fa avevo lanciato l’allarme pareggite, oggi, dopo l’ennesimo pareggio, penso che la vetta sia definitivamente sfumata. Perchè chi aspira a tanto non può perdere tutti questi punti, perchè il cammino prossimo venturo è costellato di match durissimi (Fiorentina, inter, Napoli, Palermo e Lazio) e perchè non abbiamo ancora assaggiato l’amaro della prima sconfitta. Anche se non credo che questa squadra possa ancora ambire a tale obbiettivo, avrei voluto vederla prima in solitaria, anche solo per un turno. Non è stato così e a mio parere non lo sarà più, anche se spero con tutto il cuore di sbagliarmi. Vedere quell’immenso gruppone da un lato accresce questo rimorso e da un altro ti da la coscienza che al prossimo passo falso ci ritroveremo nel baratro. Pensare che le milanesi erano così in basso, anche se tutto ancora era in divenire, un po' disturba.

Purtroppo anche quest’anno non potremo prescindere dai guai di un mercato “strabico” che ha puntato gli occhi solo sull’attacco e il centrocampo, ignorando il vero cruccio di questa squadra. Mi perdoni Marotta se con questa analogia sono stato poco politicamente corretto nei suoi confronti, ma lo si è visto ieri. Due uomini ieri ci hanno affossato e tanto per cambiare quei due uomini rispondono ai nomi di Chiellini e Bonucci, e mentre in attacco tutto si sarebbe potuto risolvere con una tirata d’orecchie a Vucinic, per la sua opaca prestazione, grazie all’exploit di Matri, in difesa il solito colapasta ci zavorra e non ci fa volare (come titolava oggi il corriere). Non esente da colpe persino Storari, che avrebbe dovuto non farci rimpiangere le uscite di Buffon (in campo e fuori) e così capita che prendi gol proprio da uno come Caracciolo che di solito ne mangia una tavolata intera.

Qui ora non si tratta di lavorare alla Gazzetta, dove gufi lo sono di professione, so che non l’abbiamo persa la partita, ma come ha detto anche Conte sarebbe stato meglio perderne una in più se si fosse vinta almeno una di quelle pareggiate. Si tratta cioè solo di constatare i fatti e di pretendere risultati invece di illudersi ancora per un altro anno. Poiché se non siamo da scudetto vorremmo almeno lottare per la Champions… chiediamo troppo?

venerdì 21 ottobre 2011

THIS MUST BE THE PLACE – Paolo Sorrentino

Quando capita che ci sia molto da dire o ci si blocca o non si sa da che iniziare. Dalla fotografia? Dalla colonna sonora? Dalla sceneggiatura? Innanzitutto mi aspettavo di peggio, ero un po' scettico sul fatto che il binomio rockstar anni 80-Sean Penn potesse funzionare davvero, invece vedendolo ho capito come lo stesso Penn possa essere stato folgorato da Sorrentino...
…"qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico…", dice Cheyenne in un bar al tatuatore tatuato. Lui invece sta cercando di fare il percorso inverso, un'involuzione basata sulla sostanza, che lo porti ad uscire dal guscio di una vita ibernata all'infanzia.

Lui, vecchia Rockstar ormai ritirata e fuori moda, per far questo dovrà affrontare il passato e porsi domande che non ha mai voluto farsi. Ed  proprio come una statua di ghiaccio che si muove per il mondo, col cuore freddo nel tentativo di capire cosa sia quella cosa che "lo disturba", quel raggio caldo che timidamente tenta di aprire una breccia e che nel farlo “smuove” e fa male, come usare di nuovo un muscolo rimasto fermo da molto tempo.

Truccarsi il volto serve allora sia per coprire il pallore di una figura cadaverica che per nascondere l'età, e con lei tener lontana la morte... Già, proprio quella morte che tanto ha evocato in vita, forse per anestetizzarsi nell’attesa di essa o credere di averla già superata, perchè in realtà ne ha una paura fottuta.
Da quest'analisi si può dunque capire a ritroso cosa creò quel movimento dark che vide tra i suoi maggiori esponenti Robert Smith dei Cure, da cui totale ispirazione trae il personaggio del film persino nello pseudonimo che usa nel suo viaggio. E’ dunque un film che tocca le corde del sensibile questo This Must Be The Place, con una splendida fotografia e un grandangolo straordinario, oltre a una colonna sonora magnifica che offre il cameo di David Byrne dei Talking Heads. Un film musicale dunque (non un musical) che del viaggio (spirituale e sonoro) ne fa una ragione di sceneggiatura. Ogni dialogo sembra studiato per accordarsi a tale arte, con frasi che ben descrivono la poesia di questa vita. Un film catalogato come drammatico ma che non si piange addosso, come han fatto altre collaborazioni Italia-Usa (vedi Muccino), con un’ironia sottile e pungente come la strana risata del protagonista.

Sorrentino testimonia ancora una volta che c’è del talento in questa terra, anche se questo talento il più delle volte è costretto ad emigrare e a sposarsi con il cinema americano per poter essere apprezzato e notato.

domenica 16 ottobre 2011

Serie A 7> Chievo Verona vs Juventus 0-0 – Vertigini da alta classifica

L’intera serie A soffre di vertigini, nessuno vuol restare solo in vetta, e dopo la sconfitta del Napoli di ieri non siamo da meno noi e l’Udinese, l’unica che ci guadagna e il Milan che quatto quatto si avvicina. Il risultato è un polpettone, tutti nel gruppo con nessuno che tira la volata, sintetizzato ottimamente da una domenica in cui si sono segnati solo due gol e tutti nella stessa partita e dalla stessa squadra (il Bologna, fino ad ora ultimissimo a 1 punto)

Dopo sei partite ancora nessuna sconfitta, ma già tanti pareggi. Quando si inizierà a far sul serio e i gufi della rosea cominceranno ad avere ragione, circa durezza dell’inverno, rimpiangeremo i punti lasciati per strada. Sempre la stessa musica, quella del “poteva essere e non lo è stato”, con noi insieme agli altri mentre potevamo approfittare del fatto di chiamarci Juventus per staccarli, proprio ora che la serie A si è livellata. D'altronde la strada è ancora lunga, e la nostra parte del cervello non legata ai sogni ma alla razionalità deve rimanere in allerta.

Partiamo con la stessa formazione anti-Milan, ma forse non ricordiamo di averla spuntata sul Diavolo con due gol fortunosi di Marchisio (un centrocampista) e che le punte erano state inconcludenti. Scarso peso offensivo che si è visto anche oggi, sia con Vucinic solo in avanti che con Del Piero (non in giornata eccettuata quel palo su cross di Pepe). A differenza dello scorso anno, quando subivamo sempre l’avversario, quest’anno il gioco complessivamente si vede. Ottimo il pressing che ci porta a rubare molti palloni e a far sentire il nostro fiato sul collo dell’avversario, ma ci vuole più cattiveria sotto porta. Un po' meglio la difesa (speriamo bene) che ci consente di subire molto meno.

Il più grande rimpianto rimane Krasic, ormai con la dieghite acuta, pensando a come in molti l’avevano già eletto il nuovo Nedved, e non solo per la sua somiglianza fisica, mentre si registra la prima sgroppata di Estigarribia (senza voto), finora sconosciuto agli juventini della domenica e usato dai più esperti per darsi un tono sui primi: “Perchè non convoca mai Estigarribia?” – “Estigachi?”

martedì 4 ottobre 2011

DRIVE - Nicolas Winding Refn

Ci sono film che promettono tanto (effetti speciali, trama originale, colpi di scena) e mantengono ben poco ed altri che invece, pur non risultano originalissimi e presentando una trama già sentita, riescono a catturare lo spettatore. Drive appartiene alla seconda categoria: se infatti da una parte tutto sembra quasi già visto, è il come il film lo racconta che rende il tutto interessante.

Lo stile visivo (i titoli di testa e di coda soprattutto) fa molto anni '80. Le musiche davvero azzeccate accrescono ulteriormente questa sua caratteristica, tanto che a tratti, nei momenti più romantici, sembra di essere in un teen movie di quegli anni, salvo poi (ed è questa la cosa migliore del film) ritrovarsi all'improvviso in un'esplosione di violenza splatter e inaspettata, proprio come in quella scena che si potrebbe intitolare "dammi un bacio prima di pestarlo a morte".

E proprio in questo contrasto tra dolcezza e violenza che il film sfodera la sua arma migliore, dove anche i piccoli barlumi di speranza vengono spazzati via dalla violenza e dalla vendetta.

Drive è quindi un noir metropolitano, spesso molto dark e cupo, con molti sguardi e poche parole, con spunti di regia davvero ottimi (e a Cannes se ne sono accorti) e con una fotografia meravigliosa.

Tutto questo contribuisce a renderlo un film da vedere, anche se all'inizio ci sembrerà quasi un remake aggiornato del bellissimo Driver di Walter Hill. Quasi sempre l'atmosfera e lo stile servono molto di più dell'originalità e degli effetti speciali.

lunedì 3 ottobre 2011

Serie A 6> Juventus vs Milan 2-0 – e stasera la vetta e “solo” bianconera

Tanto tuonò che piovve, e benedetta acqua se per tutta la partita si pensava finisse come col Bologna, col bicchiere un terzo pieno e una nuova diagnosi: pareggite acuta. Alla fine invece ne usciamo vincenti oltre che convincenti, con l’esclusiva sulla sorte, che ci toglie gol già fatti e ci da zampata fortunata di Marchisio e papera di Abbiati. tra le mura dello Juventus Stadium il diavolo sembrava in chiesa, annichilito e schiacciato mostrava stanco la lingua.

Meno male bisogna dire, mancavano soltanto tre minuti e sembrava che il Milan l’avesse sfangata. Barricato in difesa per tutta la partita non impegna mai Buffon, ma sghignazzante si stava avviando a conquistare il suo punto dorato, mentre tutta quella scarsa cattiveria in attacco era un film già visto. Prima Vucinic, poi Vidal, poi lo stesso Marchisio erano già sulla graticola, e in verità il risultato non cancella i loro errori sotto porta. Stavolta invece il finale è stato diverso e ne possiamo ben gioire, guardando le milanesi così in basso, coi cartonati arrabbiati e sbraitanti per gli errori arbitrali pro Napoli, rimanendo in vetta almeno per 15 giorni assieme ad un’altra bianconera, l’Udinese.

E d’obbligo continuare a ricordare, così come ben stanno facendo i ragazzi, che la strada è lunga e chi si loda si imbroda. L’abbiamo visto lo scorso anno, le abbiam date alle grandi e le abbiam prese dalle piccole anche perchè ci siam ubriacati di vittorie nei big match. Oltre a pensare alla nostra massiccia prova ricordiamoci quindi che il Milan è stato poca cosa anche per suoi demeriti (demeriti evidenziati anche dalla loro posizione in classifica) e che alla prossima andiamo fuori casa da quel castigamatti di un Chievo. Riusciremo a far nostre anche queste gare fuori dallo sfarzo dei riflettori?
Intanto però stasera la vetta è solo bianconera.

domenica 25 settembre 2011

Serie A 5> Catania vs Juventus 1-1 – Impantanati

Comunque fosse andata al 90’ non avrei cambiato il mio parere su ciò che ho visto, ritorna infatti la brutta Juve degli ultimi due anni e fa cadere dal pero un po’ di illusi. Dopo il pareggio col Bologna sapevo che avremmo lasciato per strada qualcosa. La Juve è come l’oroscopo e se guardi il quadro d’insieme t’accorgi che, come anche negli anni scorsi, se manchi la testa solitaria difficilmente la raggiungi nelle occasioni successive, ed in generale se inizi a perdere pezzi per strada non ti fermi a raccoglierli ma contini a perderli.

Sempre lo stesso cruccio, difesa ballerina e attacco mangia gol sono dunque i famosi mal di testa di questa squadra. Vedere quelle palle perse in difesa in modo così vergognoso ti ricordano che mercato lacunoso si è fatto quest’estate. Con tutti quei soldi di nuovo spesi in una marea di giocatori medi ma nessun difensore comprato eccezion fatta per Lichtsteiner, che non è un centrale (zona che soffre) ma un esterno. Non ci si meravigli quindi di subire così in difesa. Ma in generale tutti sono sembrati annaspare nel diluvio di Catania e solo grazie a quella papera del loro portiere abbiam portato a casa un altro punto.

Gli esterni Elia e Krasic non spingono e non saltano come si deve e quando Krasic va in azione centrale solitaria pecca di egoismo. Ma anche Vidal e Marchisi gettano alle ortiche gol già fatti che potevano significare addirittura vittoria (per quanto immeritata). Col Catania così arroccato in difesa poi, non si poteva chiedere a Matri di vivere da solo in attacco (un appunto di valutazione a Conte)

Dopo il pareggio di Torino col Bologna s’era parlato di bicchiere un terzo pieno, si guardi oggi questa partita con l'ottica di quella e vi vedrà che sono due risultati bugiardi al ribasso. Avessimo infatti vinto quella e persa questa saremmo stati primi a 9 punti. Al di la di semplici valutazioni ipotetiche bisogna rilevare che le prossime gare non potranno che essere sempre più lontane dai sogni di gloria iniziali, perchè le sfide ora si fanno serie, in un campionato ancora in fase di assestamento..

giovedì 22 settembre 2011

Serie A 4> Juventus vs Bologna 1-1 – la storia del bicchiere un terzo pieno

Un tempo, coi due punti per vittoria, si sarebbe aperta la discussione: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Nell’epoca dei tre punti il dilemma non si pone: stasera il bicchiere è un terzo pieno.

Per inciso l’anno scorso in dieci col Bologna (e non solo) abbiamo perso, quest’anno, grazie al calore del campo e alla forma del momento, in dieci (tranne per l’errore sul gol) abbiamo addirittura dominato e solo per sfortuna non siamo andati in gol più di una volta. Il pareggio dunque ci sta stretto, tanto più stretto se si butta un occhio alla classifica e vedendosi in testa in compagnia si sarebbe voluto passare la notte da soli. Prendi Mazzarri, sconfitto ancora una volta dalla sua bestia nera Chievo, dopo gli elogi ricevuti in seguito alla bella vittoria di Domenica col Milan, ha detto: “meno male così facciamo un bagno di umiltà”. Se le acque autunnali di Torino stasera fossero state più calde ne avremmo goduto un po' anche noi. Il Bologna visto oggi infatti merita la B per il gioco espresso, ne gioverà purtroppo l’Inter la prossima. tanto più che fino ad ora abbiamo giocato solo con piccole squadre senza perciò affrontare esami che altre hanno già superato.

C’è di buono però la prestazione offerta in inferiorità numerica, da buttare invece l’ingenuità di Vucinic su secondo fallo da giallo e l’errore cooperativo De Ceglie-Chiellini sul pareggio. Il discorso dell’arbitro invece è storia a parte. Quante volte si è visto in serie A un’espulsione a comando, influenzata dalle proteste? della serie: quando la mancanza di attributi e fermezza sulle decisioni è più grave dell’errore che si stava per fare.
Non voglio dunque analizzare la prestazione dei singoli, anche se ci sarebbe da fare qualche appunto, ma voglio risparmiare le energie per questo bagno d’umiltà, una bella nuotata notturna che serve a dirci che davvero non bisogna montarsi la testa e pensare invece a non affogare… di nuovo.

domenica 18 settembre 2011

Serie A 3> Siena vs Juventus 0-1 – Fulmine Matri nel cielo variabile

Dopo i fuochi di artificio dell’inaugurazione dello stadio e il battesimo a calcio champagne col Parma, esordiamo in trasferta con la maglia Hello Kitty sapendo che bisognava smaltire la sbornia ed affrontare le cose seriamente. 

Lo si è visto oggi a Siena, mai cullarsi sugli inizi scoppiettanti. Le due squadre, partite tatticamente speculari, si sono poi distinte sotto il profilo della tecnica. Il Siena sfoggia una buona difesa ma pecca in attacco e nell’ultimo passaggio, noi facciamo pressoché la stessissima cosa, eccettuato per quell’affondo Giaccherini-Vucinic-Matri che ci è valso il gol. A dimostrazione del fatto che poteva essere benissimamente un pareggio. I deboli attacchi dei fucsia stellati si infrangono su un Siena attento e chiuso, l’impalpabile Vucinic fa giusto in tempo a fare quell’assist vincente a Matri per poi accomodarsi in panchina a bere. Persino l’ottimo Pirlo arriva in fondo al match con lingua lunga e fiato corto. Giaccherini ancora non si nota (tranne quella sgroppata sul gol), speriamo che il mio pregiudizio nei suoi confronti possa mutare coi fatti.
Ma quanto è lunga ancora la via? Molto si deve fare e bisognerebbe non leggere i giornali domani. Al di la degli elogi infatti non abbiamo ancora i 90’ minuti nelle gambe e abbiamo superato soltanto (con rispetto parlando) due squadre che lotteranno per la salvezza. Prendiamo ad esempio quella papera del ridente Buffon, per poco ora qui avremmo dovuto parlare d’altro e gioire meno. La vittoria arriva con un lampo in un cielo variabile. Meglio per noi stavolta.
Aspettiamo dunque sfide più ostiche e aspettiamoci avversari progressivamente più agguerriti, a partire da mercoledì con un Bologna a 0 punti, come reagiremo alla prima partita dopo tre giorni? Ecco quale deve essere il nostro esame. Prendiamo questi tre punti e mettiamoli in cascina per l’inverno.

venerdì 16 settembre 2011

SUPER 8 – J.J. Abrams

Steven Spielberg lo conosciamo tutti, J.J. Abrams (Lost, Fringe) quasi. Per questo il progetto Super 8 era già da molto tempo atteso con un certo interesse dai fans di entrambi. Il film, lungi dall'essere un capolavoro è l'esatta fusione del modo di fare cinema di entrambi: l'anima buonista e fantasiosa di Spielberg unita al mistero e alla tensione che Abrams ha saputo creare in Lost ad esempio (il mostro, per larga parte del film non si vede, un po' come l'origine del famoso fumo nero del telefilm).

Anche se il film è ambientato nel 1979, alcune citazioni e modelli (E.T. Goonies) lo rendono più affine a certi prodotti degli anni '80, per questo se visto con gli occhi di oggi spesso può apparire forzato e con una sceneggiatura non proprio ad orologeria, anzi. Le critiche però non tengono conto del fatto che anche i film citati da questo Super 8 usufruivano delle stesse concessioni, delle stesse forzature, della stessa ingenuità (Explorer per me, banalità o non banalità resta un grande film).

Un E.T. oggi sarebbe improponibile, fa parte di un modo di fare cinema che oggi non c'è più, un film del genere farebbe sicuramente sorridere in alcuni frangenti, eppure è (giustamente) uno dei must della fantascienza di tutti i tempi.

Se c'è una critica che quindi appare un po' fuori luogo è proprio il fatto che Super 8 appaia a tratti un po' ingenuo e buonista: chi ha visto da piccolo i Goonies, Navigator, E.T, Explorer non cercava certo il politicamente scorretto, anzi cercava di viaggiare con la fantasia, cercava film avventurosi che facessero sognare. Chi non è cresciuto in quegli anni quindi è difficile che ne risulti affascinato, che ne sia stato catturato. E' qui la principale critica che si può muovere ad un film come Super 8: se i riferimenti restano e sono dei prodotti tipicamente anni '80, con tutti i loro pregi e difetti, questo Super 8 per quanto sia riuscito nel rievocare certe atmosfere, resta pur sempre un prodotto nostalgico e riservato ad un certo tipo di pubblico (difficilmente un ventenne di oggi si sarà fatto catturare da qualche "ottimo" effetto speciale), è pur sempre un film del 2011. Non se ne vedono molti di omaggi di questo tipo ultimamente, ma resta pur sempre "solo" un omaggio (mentre ad esempio un Donnie Darko funziona anche su altri fronti).

Per quanto riguarda gli attori, molto bravi i ragazzini che sono riusciti a calarsi molto bene nella parte (soprattutto i due protagonisti principali, tra i quali l'unica con un certo curriculum la sorella minore della spielbergiana Dakota Fanning) e ad essere credibili.

La sceneggiatura come si è detto non è proprio perfetta, e l'originalità non è proprio il punto forte (le bmx, l'esercito cattivo, l'alieno...), ma il film non se ne cura affatto, anzi è proprio su questo continuo deja vu che punta più di tutto (azzeccata l'idea di inserire le locandine di film come Halloween o Star Wars).

Su tutto spicca il divertentissimo cortometraggio finale ad opera dei ragazzini, che inquadra perfettamente l'intento del film e chiude il cerchio perfettamente.

In definitiva un film forse soltanto più che discreto, che però ha un fascino molto particolare. La nostalgia è una brutta bestia, "non si esce vivi dagli anni '80".

Voto 8-