mercoledì 15 febbraio 2012

Serie A 21> Parma vs Juventus 0-0 – X come dieci

Aiutati che il ciel ti aiuta, recita un vecchio adagio. Ma se anche il cielo, o chi per lui in terra, non ti da quello che ti deve, allora sei fottuto. Con un simile attacco, timido, inconcludente e lezioso, non si vincono ne partite ne campionati. Ma qualcuno mi conti, per piacere, quanti rigori ci mancano e quanti altri invece ne sono stati assegnati agli altri, in maniera più o meno netta, e vi dirò chi vincerà quest’anno il tricolore. Anche Conte perde la pazienza e pacatamente fa notare che se il vento non cambia lo sprint finale ce lo possiamo sognare.
 
Aiutati che il ciel ti fulmina quindi? E quanto ci stiamo aiutando noi? I premi virtuali come il campionato d’inverno, l’imbattibilità, il possesso palla più alto d’Europa sono come i punti su una retta. puoi metterli anche uno sull’altro, perchè non occupano volume. Saranno i premi morali di chi ti dirà che il tuo è stato un miracolo, e che se non si è coronato col titolo hai fatto un gran campionato, tale che non puoi lamentarti. Consolazioni da provinciale. Alla fine guardandoti indietro potrai dirti che hanno ragione, ma guardando avanti li vedrai sorridere perchè l’anno scampata bella.

Essere dove si è, è davvero un miracolo. Perchè con questa sterilità offensiva, bisogna davvero guardarsi alle spalle. Non per denigrare una squadra che davvero è da applausi, ma se da applausi davvero è, lo deve a un organico che sta facendo più di quello che la natura gli ha dato. Da qui a capire che è facile tornare sulla terra e scivolare li dove non c’è la Champions. Il vantaggio psicologico e fisico del Milan a questo punto non è mai stato così evidente. La vittoria di Udine è un oracolo forte, la sfida a San Siro il loro pugnale dalla parte del manico. A noi invece non resta che andare a scontrarci con quei muri invalicabili di 11 difensori, che si fanno chiamare Catania, Bologna, Chievo. Sperando di non aver arbitraggi contro, ma anche di non averli a favore. Perchè il vero miracolo sarà un campionato in cui nessuno possa lamentarsi. Ma forse chiedo troppo al calcio italiano

giovedì 9 febbraio 2012

Coppa Italia Semifinale (A). Milan vs Juventus 1-2 – Loro poco Allegri, noi Conte…nti

Caceres C’è, battesimo del fuoco nella tana del diavolo per il neo-tornato Martin Caceres, che sigla uno splendido gol da fuori area. Una vittoria con stile, quella della Juve stasera, e sulla panchina milanista c’è poco da stare Allegri. Perchè se il Milan avrà anche un suo stile, questo di certo non appartiene al suo allenatore, che dopo aver mal digerito i favori del pronostico che gli aveva dato Conte per il campionato, continua nella sua guerra psicologica affermando: “La Juve protesta contro l’arbitro? Il Milan ha un altro stile”. Certo! Quello stile che ha mostrato lui facendosi espellere contro il Napoli, per cosa? per protesta contro l’arbitro. Non ci vuole Platone per capire quando questo sia poco logico.

In verità l’acciuga inizia ad aver paura. Paura di perdere il posto a Giugno. All’inizio pensava sarebbe stato tutto facile (si rivedano le sue interviste) che non ci sarebbero stati avversari fastidiosi. Ora invece ha paura che la sua armata possa uscire a mani vuote dalla stagione, anche ad opera di chi come la Juve proprio non poteva infastidire nessuno, alla luce dei suoi due anni catastrofici.

Da parte nostra sappiamo di non aver ancora vinto nulla. Che è ancora troppo presto anche per la qualificazione. Certo aver fatto due gol a Milano e un buon biglietto di ritorno, ma solo con l’umiltà si può andare avanti. Lo si è visto ancora una volta oggi. Juve tutta cuore ma Juve troppo cuore (poca cattiveria). C’è sempre quella paura di osare, o quella frenesia che ti fa dimenticare indietro il pallone. Il Milan gioca male ma si affida sui singoli, Ibra in primis, che in un paio di occasioni, giusto quelle che è riuscito ad estorcerci, sembra essere in grado di poter portare a segno il colpaccio col minimissimo sforzo. Qualcuno l’ha già definito il classico italiano ma, viste le due squadre di stasera, siamo ancora anni luce dal clasico spagnolo.

Meno male che Caceres c’è. E lui che arriva dove gli altri non arrivano (sul primo gol) e che osa dove altri non osano (tiro da fuori area e secondo gol). Male invece l’altro acquisto d’inverno, l’Amauri coi capelli corti, ex di turno, Borriello. Finora ancora lontano dal far ricredere i mugugni della tifoseria. Il suo gridare a lupo a lupo per ogni contatto alla fine ci costerà un rigore non dato per sfiducia all’uomo.

La prima e nostra, ora il replay in campionato, prima di rivederci a Torino e tentare di conquistare la marcia su Roma.

domenica 5 febbraio 2012

Serie A 22> Juventus vs Siena 0-0 – zero a zero sotto zero

Quest'anno il campionato e come l'NBA... non retrocede nessuno, visto che le ultime 3 sono così ignobili che non c'è storia. Alle altre basta soltanto barricarsi in porta con le grandi e tutto filerà liscio, chissenefrega dello giocare a calcio e dello spettacolo. Se poi l'arbitro non ti da un rigore netto contro una squadra di 11 portieri (vedere le loro maglie) lo 0-0 è scontato. La “sorte” quindi fa un Gran regalo al Milan.

L’abbiamo sempre detto in tempi non sospetti, anche quando alla fine abbiamo vinto (con il Novara e il Cesena), 20 squadre in serie A sono l’anti calcio. Non solo perchè tre squadre scarse usate per tappare il buco di fondo le si trovano sempre, ma perchè costringe tutte le altre a massacranti turni infrasettimanali, soprattutto per chi ha già le coppe, e per di più al freddo e al gelo, in stadi penosi. Insomma, lo status quo di questo campionato fa acqua (neve) da tutte le parti. Duro a morire perchè fa mangiare molti, proprio quelle squadre che a 18 squadre e 4 posti per la retrocessione dovrebbero fare molto di più di quello che di penoso stanno offrendo. Duro a morire anche perchè la stampa italiana continua ad elogiare questa mentalità di gioco.

Congelati sotto due zeri quindi… ma cosa abbiamo messo di nostro per gettar via questi 4 punti, per dirlo alla Conte? Sicuramente molto. Lo abbiamo ripetuto talmente di quelle volte che basterebbe un copia e incolla. Perdiamo tutti questi punti con le piccole perchè non siamo cattivi sotto porta, e non siamo cattivi sotto porta perchè non abbiamo un campione che possa tirar fuori dal cilindro una magia, un principe azzurro che svegli la bella addormentata nel gelo (la partita). Siam purtroppo costretti ad andare a mille e sforzare al massimo la berlina che abbiamo sotto. speriamo che il motore regga.

Anche i giornalisti fanno finta di non capire questo, inventando in settimana polemiche dall’aria fritta, con la collaborazione di Allegri. Favorito è una parola italiana che non significa vincitore certo, ma probabile vincitore in base ad un pronostico fatto a bocce ferme. A bocce ferme questo Milan è superiore a questa Juve ed è detentore del titolo, noi tutt’al più siamo la sfidante ora in vantaggio di un punto, poi logico che deve essere il campo a parlare. Dove è la polemica quindi? E’ solo uno stupido processo alle idee.

Infine, da quando seguo il calcio, non ricordo una squadra che è prima in serie A avendo avuto solo un rigore a favore e tanti, ormai tanti, rigori non concessi. Eccolo qui il principe azzurro, fermato ad un blocco stradale prima che potesse arrivare a dire: e vinsero tutti felici e contenti.

domenica 29 gennaio 2012

Serie A 20> Juventus vs Udinese 2-1 – Vittoria coi Fiocchi

Conte prima della partita l’aveva detto, una partita che vale 6 punti, e 6 punti (virtuali) son arrivati. 3 per la classifica e altri 3 per tutto il resto.

1 punto: perchè distanziamo una diretta concorrente per la Champions, staccandola di 6 punti (appunto) e facendo nostra anche la somma degli scontri diretti. Ottenendo 3 punti in più (appunto bis) del Milan dello scorso anno, dopo le prime 20 partite. Per Matri, sontuoso e in grande stile, autore di una splendida doppietta, paladino della serata. Per Conte, che inserisce Marchisio poco prima che lo stesso regali a Matri lo stupendo assist per il raddoppio. Ed anche per Buffon, nella la sera del suo compleanno, chiamato in causa poche volte ma sempre decisivo.

1 punto: perchè vinciamo contro i gufi prima e i rosiconi dopo. Ignobile il prepartita del solito Premium con le solite pillole al cianuro di Ziliani, il quale, dopo aver mandato in loop giornaliero quasi ininterrotto per due mesi: Lo scontro Iuliano-Ronaldo (definito come il rigore più rigore della storia), l’intervista del padre dello stesso Iuliano che parla del giro di droga in ambito Juve ai tempi di Padovano (come se anche i colombiani si rifornissero da lui), la rimonta del Toro dal 3-0 al 3-3, la rimonta della Lazio di Cragnotti che difendeva le piccole squadre dalla malvagità delle grandi (con una mano, e con l’altra la mandava in bancarotta), ieri mandava in versione integrale, poco prima della gara, la trasmissione di quel lontano (mai troppo per gli interisti) 1997 quando l’inter, approfittando di un arbitro incapace, iniziò a costruire quella farsa altrimenti conosciuta col nome di calciopoli. Ma anche il post partita rai non è stato da meno, con un Civoli sempre più interista, che si dispiace con Guidolin per non aver visto l’Udinese vincere e che ormai zittisce anche Baconi allorquando si prodiga a tessere le lodi del gioco bianconero.

1 punto infine allo stadio. Altro oggetto dell’invidia anti-juventina. definito prima troppo piccolo e poi pericolante, quando infine se ne sono visti gli effetti assordanti. Un campo che sotto una fitta e ininterrotta nevicata rimaneva verde per tutta la partita.

La verità è che ieri tutti i gufi speravano di far bottino pieno anche per le condizioni atmosferiche. Si diceva che questa Juve, bella e veloce, sarebbe scivolata sul ghiaccio e sui contropiede di un Udinese che preferisce proprio chi, come noi, attacca in massa e offre il fianco al Di Natale di turno. A parte un paio di errori, come quello di Vidal, questo non è successo (o quantomeno non ha prodotto risultati) e questo gli ha fatti incazzare ancor di più.

Se invece si potesse dare un ulteriore punto oggi lo darei al cappellino di Conte con la scritta “Forza Juve”, rimediato alla bisogna dal primo marocchino, ma così autentico, nella sua semplicità artigianale, da far impallidire qualsiasi prodotto ufficiale… allora FORZA JUVE !!!

martedì 24 gennaio 2012

Coppa Italia (1/4)> Juventus vs Roma 3-0 – Ricomincio da tre

Chi disegna i tabelloni di Coppa Italia deve averci proprio una gran bella fantasia visto che ormai da anni si vedono le stesse squadre scontrarsi. Tra noi e la Roma era la terza di fila in casa (come tra Napoli e inter) e alla terza finalmente mandiamo a casa i giallorossi con 3 golletti. Dunque 3 is the magic number… Quanto meno mandiamo a casa anche la diretta contendente per la stella d’argento.

Sarà forse stato perchè entrambe stavolta non avevano la propria maglia addosso, o sarà forse più perchè quest’anno la storia è diversa e sta tornando sui suoi binari che ricacciamo le mire di chi per due anni è venuto in casa nostra a banchettare e fuggire. Dopo un inizio in cui ognuno giocava a imitare l’altro col pressing alto, saliamo in cattedra bucando la difesa giallorossa come un coltello nel burro, con in contropiede con Giaccherigno (per dirlo all’italiana) in un gol che ricorda quello di Milito nel derby. Finalmente si sblocca anche Del Piero ed esordisce in gol nel nuovo stadio con un gol dei suoi. Peccato per Matri che proprio non ha fortuna, pur di non farlo segnare, dopo le occasioni che ha avuto, preferiscono farlo gli avversari con un autogol in comproprietà.

Chiaro che subito in doppio vantaggio stavolta si è dovuto giocare più in contropiede piuttosto che proporre, ma lo si fa in modo eccellente. Da parte sua la Roma una volta capito che ormai era andata ha iniziato anche a tirare calci proibiti, nel tentativo non riuscito di innervosire gli avversari. Ad innervosire i tifosi juventini ci pensano invece i romani della RAI (romani perchè è quella la loro sede, e forse anche il loro cuore) con una delle loro famose telecronache subdole e viscide. Con due rigori negati per noi il telecronista tuona: partita in cui non mancano neppure le polemiche. si ma quali? un fuorigioco passivo, perchè la palla non arriva a lui, e inesistente di Borriello sul gol di Del Piero, che secondo loro addirittura ha fatto infuriare i romanisti. Non solo fingono di non essere nell’era della tecnologia, non vedendo che nessuno si lamenta, ma si fanno anche smentire da Taddei che alla domanda incriminata cade dalle nubi e rifila un “non me ne sono accorto che protestavamo”. Emblematica resta Luis Enrique che ride in faccia al giornalista RAI che gli fa le domande…
A proposito, volevo ricordarvi che il 31 scade i termine util…. mavaff…

domenica 22 gennaio 2012

Serie A 19> Atalanta vs Juventus 0-2 – CAMPIONI D’INVERNO !!! (25)

Era ormai da troppi anni che attendevamo di fregiarci di questo titolo virtuale. Inutile si ma molto significativo, per chi come noi ha passato ciò che ha passato. Un motivo d’orgoglio, come dice anche Conte. La speranza ora è che questo ci serva da spone per il girone di ritorno, a partire dallo scontro diretto interno con l’Udinese. Vincere anche quella significherebbe non solo staccare una diretta inseguitrice per la Champions ma metterne finalmente in fila due e staccarsi da questo fastidioso tunnel di vittorie alternate a pareggi.

Il capitano condottiero Conte, incontrava l’Atalanta dopo la “rissosa”esperienza di qualche anno fa, quando lui teneva in panchina Doni il sindaco si Bergamo, e dopo lo scorso anno quando la stessa tifoseria gli gettava i parrucchini in campo. Agli stessi chiedo ora: in che convento si è poi ritirato il vostro santo?

Con quel che costerà l’energia nel 2012 non possiamo permetterci di continuare a sprecarla così senza costrutto. Falliamo troppo sotto porta e devono pensarci tutti a segnare, perchè se aspettassimo gli attaccanti staremmo messi davvero male. Oggi ad esempio delude Matri, ingordo come non mai, però che genio Pirlo e Marrone, con i loro due assist vincenti! Quest’ultimo talmente gasato e impaziente a fine partita, da chiedere insistentemente a Balzarini di riproporgli il suo gioiello per Giaccherini. C’è di buono che stasera ritroviamo il gioco, contro un avversario che pareva più ostico, ma in generale si nota la mancanza di uno spietato mietitore d’area stile Ibra. Il guaio è che l’attaccante l’abbiam già preso e speriamo sia quello giusto, ora invece dobbiamo assistere a questa sorta di nomination che oppone un centrocampista a un difensore di spessore. Prenderli entrambi pare un miraggio, perderli entrambi sarebbe l’ennesima beffa marottiana.

Le statistiche, tanto care a qualcuno, parlano non solo di un girone d’andata senza sconfitte, ma anche di 1 punto in più del Milan dell’anno scorso e di ben 10 punti in più della Juve di del Neri. Dinanzi a noi ora si stende un intero girone di ritorno, speranza tanta ma nessuna illusione, siamo alla metà e non alla meta.

domenica 15 gennaio 2012

Serie A 18> Juventus vs Cagliari 1-1 – La maledizione rossoblù

Si può dire che oggi Conte ha sbagliato i cambi? Non penso d’offendere l’idolo del momento se dico ciò. Sarà stata sfortuna, errore o nessuna delle due ipotesi, fatto sta’ che oggi è accaduto questo:

1. Mette Del Piero per Pepe (non al meglio della prestazione), una mezza punta sempre più mezza (dato il suo peso attuale). Si dirà che l’ha fatto per dare alla squadra qualcuno che salti l’uomo nell’uno contro uno, ma tutto ha fatto tranne questo. Si dirà che in questi casi si spera sempre che Del Piero possa togliere tutti dall’impaccio con una sua giocata su punizione, ma sull’1-1 contro il Cagliari sei alla frutta se speri nella sorte, quando invece devi essere tu ad assediare l’avversario col maggior peso offensivo possibile. fatto sta che il primo ha fallito.

2. Toglie Matri per Krasic e brucia totalmente quest’ultimo. Già con un piede nella fossa il biondo (una volta erede di un Mito) si scava la fossa da solo con quel clamoroso gol mangiato a tu per tu con Agazzi. Errore che sugella la sua ennesima prestazione impalpabile. Parafrasando e integrando Totò, dunque, se la serva serve il serbo non serve… più alla causa.

3. Dopo una settimana di polemiche mette Borriello a poco dallo scadere, operazione discutibile se hai intenzione di farlo rivalutare agli occhi dei tifosi.

Diciamoci la verità, a ben analizzare, questa partita Conte se l’è giocata ai dati. Nel tentativo di azzardare una rivalutazioni per i tre giocatori subentrati, ha finito per commettere un clamoroso errore statistico oltre che scaramantico. Statistico perchè se giochi la schedina non ti giochi mai tre sorprese, perchè faresti il gioco dei bookmaker. Scaramantico perchè la cabala parla di 4 pareggi interni (3 in campionato e 1 in coppa, senza contare i supplementari) ottenuti, guarda un po’, con tutte e tre le rossoblù del nostro campionato. Sempre se non si voglia contare anche il pareggio esterno con i rossocelesti catanesi.

Sempre più Mister X dunque. Una quantità industriale di pareggi, di poco inferiore a quella di vittorie (10-8), ma anche una tendenza al peggioramento preoccupante. Insomma, come avevo detto, dopo la “brutta” vittoria di Lecce questa doveva essere la prova del nove, per capire se riuscivamo a uscire dai nostri Gennai nefasti. Il segnale non è affatto buono. La squadra sembra spenta e lontana da quella vista fino a Dicembre.

Stasera col derby di Milano si apre dunque ufficialmente la “sliding door” delle nostre ambizioni. Una vittoria del Milan spianerebbe la strada a quest’ultima verso il secondo tricolore. Lo dice il calendario (loro hanno Novara e Cagliari, noi Atalanta e Udinese, con la Roma in mezzo per la Coppa Italia), lo dicono le nostre prestazioni, lo direbbero classifica e morale. Uno stop del Milan invece potrebbe ancora tenerci in Stand by… a quel punto, e solo a quel punto, potremo chiederci per quanto.

domenica 8 gennaio 2012

Serie A 17> Lecce vs Juventus 0-1 - Scontro testa coda senza uscire di pista

Dopo i confetti appaiono i difetti, recita un antico adagio matrimoniale volto a rivelare la vera natura del coniuge allorchè, sententosi ormai accasato si rilassa rivelando il proprio io più becero. Nel calcio juventino degli ultimi anni invece, se ne sarebbe potuto coniare un altro, dopo il panettone cresce il panzone. Le prime prestazioni dei nuovi anni infatti, lungi dall'essere buone, hanno portato spesso disastri clamorosi. Si ricordi il vergognoso 1-4 interno col Parma di inizio 2011, che significò per noi l'inizio della fine e per Quagliarella un lungo infortunio, fin li uomo importante. Quest'anno sfatiamo anche questa cabala, anche se resta una prestazione bruttina e la sfortuna di Quagliarella, ancora una volta fuori per una frattura allo zigomo rimediata in campo.

Segno del destino... come segno del destino è parso il gol di rapina di Matri, proprio lui che prende il suo posto. Lo scorso anno quindi il suo infortunio significò sconfitta e declino, quest'anno invece un suo stesso infortunio ci permette, collateralmente, di vincere la prima del 2012 e restare aggangiati alla testa, battendo la coda, il Lecce. Lecce città di Conte, che lo ama e lo odia, ancora per quella esultanza dopo il secondo gol di Juve Lecce di un po' di anni fà, piuttosto che per aver allenato l'odiato Bari.

Chiaro che di buono resta quindi solo il risultato, perchè in quanto a limiti si potrebbe leggere i post precedenti: scarso peso offensivo. Qualcono ha detto che tra Juve è Milan si gioca quest'anno l'eterna sfida tra squadra e individualità, io ribadisco che la squadra non può andare tanto lontano se non si prende anche una individualità che sblocchi partite come queste e faccia sembrare facili vittorie come quella ottenuta dal Milan con l'Atalanta.

Nella domenica in cui le altre, eccettuate la Lazio, vincono quasi in scioltezza e con goleade assurde, chi suda sette camice per portare a casa i tre punti? Nella domenica in cui si assegnano rigori a cani e porci, chi manca all'appello? chiedere al solito Bergonzi, magari in presenza di Cosmi, che quasi gli "spezza na gamba" perchè s'è permesso di dargli solo 2 minuti di recupero. Questa Juve, quanti favori! E per di più senza le coppe, come ben ricorda Ballardini allenatore del Cagliari, nostro prossimo avversario. E già, Ballardini! Meno male che ti sei accodato anche tu al treno del tormentone dell'anno perchè ci sentivamo soli... a proposito, ma tu le fa le coppe?

Così la gara casalinga col Cagliari ci dirà se quest'anno digeriremo prima il panettone e se sarà dei nostri anche il tronista Borriello, a cui oggi i tifosi già hanno dato un sarcastico benvenuto. Il quinto attaccante, come ci ha trenuto a specificare più che espicitamente Conte, escludendo ufficialmente dai giochi Iaquinta, Amauri e Toni. Se c'è una cosa sicura sul carattere di conte è che non le manda certo a dire.

venerdì 30 dicembre 2011

Col senno di POI - Un anno di Poi Si Risolve [edizione 2011]

Anche il 2011 volge al termine, un anno per certi versi ordinario, per altri epocale: le dimissioni del piduista con annesso governo tecnico non erano certo preventivabili, così come la crisi che ormai ha colpito un po' tutti e della quale non è possibile immaginare ancora gli sviluppi futuri.
Altro evento epocale, ma soltanto nell'ambito del calcio nostrano, è il ritorno della Juve, quando ormai era data per spacciata da tutti, tifosi compresi: una squadra che per quanto ancora non del tutto sbocciata (Gennaio è un mese in(f/v)ernale) ha chiuso la prima parte della stagione da imbattuta e fa ben sperare per il prosieguo. Allo stesso modo c'è stato un risveglio su un altro fronte (Agnelli se non altro non è Cobolli), ben più scottante, che ha smosso poco le istituzioni ma se non altro ha fatto riflettere qualcuno e ha fatto sguinzagliare i cani a qualche altro.
Il risultato di un anno di battaglie tra juventini e interisti? Nulla, le istituzioni sono incompetenti, non possono decidere, che se la vedano tra loro e continuino la loro guerra, agli organi calcistici interessa poco. Il fatto è fatto, chi s'è visto s'è visto, gli errori del passato hanno fatto male al pallone, pensiamo al calcio giocato che non merita di essere invaso dai tribunali, guardiamo avanti per potere costruire un futuro basato su...SCOMMESSOPOLI. Insomma cambia tutto e non cambia niente, cambiano solo le misure adottate e le parole utilizzate per questo o quell'altro quando sarà il caso di trovare l'ennesimo capro espiatorio.
Bisogna che qualche testa salti affinché il sistema possa continuare la sua opera, e che opera...
Sul fronte musicale il mai troppo amato progressive rock (se fai prog sei vecchio e noioso, se fai punk sei un innovatore, anche se ti limiti a rifare gli stessi pezzi dei Clash) ha vissuto un anno molto positivo.
Da una parte sono tornati i vecchi leoni del passato (che meriterebbero più rispetto, soprattutto quando sfornano signori dischi) come Steve Hackett, i Pendragon, I Dream Theater, Peter Gabriel...
L'ex chitarrista dei Genesis ci ha regalato uno dei suoi migliori album degli ultimi anni, tra vecchio e nuovo, come al solito impeccabile. I Pendragon si sono confermati come uno dei gruppi neo prog storici più in forma, sfornando un album che, anche se inferiore al precedente e con qualche influenza un po' troppo metallica (il metal non è un male in se, ma spero che non facciano la fine dei porcupine Tree), resta comunque godibile e con alcuni pezzi davvero belli.
Sia i Dream Theater che Peter Gabriel invece continuano a lasciarmi perplesso: i primi preannunciano faville ad ogni album per poi sfornare qualche buona idea annegata tra la solita noia, Gabriel invece già tartarughesco di suo, continua sulla strada del sinfonismo, lasciando però ancora una volta le idee nel cassetto e l'emozione in naftalina (da segnalare però che la voce resta sempre splendida anche quando si limita a ricantare pezzi già stranoti).
Sotto un altro versante molti altri gruppi hanno sfornato il disco della "conferma": i polacchi Millenium con Puzzles (molto bello, anche se inferiore al precedente Exists) si sono confermati tra i più interessanti gruppi neo prog degli ultimi anni, i floydiani Airbag, col secondo disco (All Rights Removed) si sono affinati e hanno prodotto un album di pregevolissima fattura, i Credo (Against Reason) hanno cominciato ad abbandonare i troppi manierismi e citazionismi per un lavoro più personale e particolare, Phideaux sforna il solito disco di alta qualità (Snowtorch)
Sul fronte cinematografico si sono fatti notare Super 8 (bellissimo omaggio alla generazione dei bambini/ragazzini degli anni 80'), la trasferta "americana" di Sorrentino col particolare This must be the place, il dark-romantico Drive (dalle atmosfere bellissime, merito anche delle musiche e dall'iconografia molto eighties), il tanto atteso ritorno di John Carpenter con The ward (non apprezzato da tutti, ma a me me piace!), il quantumleapiano (ma di riferimenti ce ne sono molti altri in questo ottimo film, perfino a GTA) Source Code del figlio di Bowie e il particolare e "ostico" il Cigno nero (che riscatta una prima parte un po' lentuccia con un finale riuscitissimo).
Sul fronte videogame come al solito tendo a recuperare giochi vecchiotti di qualche mese (Bioshock II, Mafia II, God of war...), mentre di giochi al lancio ho acquistato soltanto l'interessante (per quanto meno risucito degli altri giochi Rockstar) L.A. noire, magari poco capito ma davvero intrigante sotto molti punti di vista, e il pantagruelico Skyrim (giochicchiato poco, e di questo passo potrebbe durarmi un anno), in prospettiva bellissimo.
Insomma di cose ce ne sono state, ora aspettiamo cosa potrà darci il 2012, anno che sulla carta dovrebbe essere abbastanza pesantuccio. Dovremo sobbarcarci infatti il peso della manovra Monti e persino dell’apocalisse del 21 Dicembre (non so cosa sia peggio a questo punto), e chissà che alla fine non lo si rimpianga questo 2011… ma guardiamo la cosa positiva, se anche i Maya avessero ragione avremo comunque un giorno in più da vivere, visto che il 2012 è bisestile.

mercoledì 21 dicembre 2011

Serie A 20(r)> Udinese vs Juventus 0-0 - Natale in condominio

Da oggi é ufficiale, nel 2012, altro che difensore... urge un attaccante! Uno di quelli cattivi. Così cattivi sotto porta da far piangere i bambini a casa e sugli spalti. Non si può infatti continuare ad essere così inconcludenti negli ultimi metri, se davvero ambisci a ottenere un buon piazzamento alla fine della fiera. Prendi il Milan a Cagliari: sonnecchia per tutta la partita ma gli basta avere Ibra per vincere in scioltezza, quasi come fosse sempre una passeggiata. Noi invece facciamo sempre una fatica della malora per andare in gol e devono farlo un pò tutti. Una grande squadra si distingue dalla freddezza sotto porta. La soluzione che si legge sui giornali sembra una barzelletta anti-juventina (Borriello) e speriamo che sia solo questo, perché invece servirebbe un Tevez o simile.

Potevamo almeno chiudere in testa solitari il 2011, invece ecco il Milan in subaffitto, una di quelle squadre che quando addentano l'osso non lo mollano, soprattutto ora che il nano è tornato. l'ottimismo è allora fuori luogo perché, pur non perdendo ancora, abbiamo inanellato 7 pareggi... Davvero un gran numero di doppi punti perduti per strada.

La giornata di oggi in tal senso è stata la festa delle inseguitrici. Quasi fossero tutte al parco dei divertimenti si son fatti beffe delle squadrette giunte alla bisogna, eccettuata la Lazio son tutte li, pronte a far banchetto sulle nostre prime sconfitte come sporchi avvoltoi.
Questo pareggio dunque è meglio di una sconfitta ma ci porta davvero poco. Speriamo che il nuovo anno non assomigli alla ripresa degli scorsi anni. Con l'augurio di poter vedere le stelle... Oro o argento che siano.