Negli ultimi anni DC e Warner di tiri fuori dal bersaglio ne hanno fatti un po' troppi. Sempre indecisi sulla strada da percorrere, non sapendo bene in che direzione far andare i suoi personaggi. Per un po' hanno provato a rendere troppo seriosi e dark personaggi che in quel momento erano percepiti in maniera diversa (si, proprio Superman) poi si sono impelagati in un una battaglia con la Marvel sul suo stesso campo (il primo Wonder Woman ad esempio) che non poteva che essere perdente: non solo come mezzi impiegati (per forza di cose inferiori, ma di quelli chi se ne frega se di succo ce n'è) ma anche come filosofia. E beh, li non potevano che incartarsi. Perché i film Marvel sono i film Marvel, nel bene e nel male. Pure cercare uno strano ibrido che strizza l'occhio un po' a tutti (Justice League) se di per sé non è un'idea malvagia (nelle intenzioni e nel risultato) non fu esattamente una scelta impressa nella memoria di tutti. Come fare allora? Andare sul sicuro, ritornare alle proprie origini, partire da ciò che alcuni personaggi sono e su quella base operare un "rinnovamento"
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venerdì 11 marzo 2022
The Batman - il rinnovamento dell'uomo pipistrello
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Napoleone Wilson
Negli ultimi anni DC e Warner di tiri fuori dal bersaglio ne hanno fatti un po' troppi. Sempre indecisi sulla strada da percorrere, non sapendo bene in che direzione far andare i suoi personaggi. Per un po' hanno provato a rendere troppo seriosi e dark personaggi che in quel momento erano percepiti in maniera diversa (si, proprio Superman) poi si sono impelagati in un una battaglia con la Marvel sul suo stesso campo (il primo Wonder Woman ad esempio) che non poteva che essere perdente: non solo come mezzi impiegati (per forza di cose inferiori, ma di quelli chi se ne frega se di succo ce n'è) ma anche come filosofia. E beh, li non potevano che incartarsi. Perché i film Marvel sono i film Marvel, nel bene e nel male. Pure cercare uno strano ibrido che strizza l'occhio un po' a tutti (Justice League) se di per sé non è un'idea malvagia (nelle intenzioni e nel risultato) non fu esattamente una scelta impressa nella memoria di tutti. Come fare allora? Andare sul sicuro, ritornare alle proprie origini, partire da ciò che alcuni personaggi sono e su quella base operare un "rinnovamento"
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martedì 8 marzo 2022
Marillion - An Hour Before It's Dark
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Napoleone Wilson
Sono passati ben 6 anni dal 2016 e quante cose sono accadute. 6 anni nei quali i Marillion non si sono fatti sentire, nonostante di solito si tratti di una band piuttosto prolifica in fatto di uscite. Certo, delle cose le hanno pubblicate, alcune anche pregevoli (il bel live With Friends From The Orchestra) ma gli album di inediti si fermavano a quel bellissimo F.E.A.R. che ce li ripresentò in forma smagliante e perfettamente calati nella nostra epoca (laddove molte band prog preferiscono invece suonare e risuonare la stessa canzone dagli anni '70).
An Hour Before It's Dark, uscita in questi giorni, sembra riprendere il discorso lasciato in sospeso col lavoro precedente, sia in quanto a tematiche che a livello più specificamente strutturale dell'album. Si potrebbe quasi parlare di una "parte 2". Se li i Marillion affrontavano argomenti come l'immigrazione, il denaro, il potere, la violenza (alcuni ancora più attuali dopo i recenti fatti di guerra), rendendo F.E.A.R. un album molto "politico", in questo caso la band si sposta su tematiche più umanistiche: l'ambiente, il rapporto con la Terra e con la pandemia, il convivere con la malattia e la morte.
Anche a livello strutturale, come detto, ci sono somiglianze col lavoro precedente. Rothery e soci adottano anche qui la formula del "semi-concept", con 4 suites divise in più parti a prendersi la scena principale, e un altro paio di brani a se stanti.
Il primo dei quattro pilastri sui quali si poggia l'album è costituito da Be Hard on Yourself che già dai primi secondi ci mostra ancora una volta i Marillion come maestri di atmosfera, abili creatori della tensione. Non servono assoli al fulmicotone o funambolismi. Il suono è omogeneo, gli strumenti si intrecciano tra loro senza soluzione di continuità, con un Rothery certosino in un lavoro di cesello e un Ian Mostley molto più in primo piano rispetto al recente passato (voto 8,5).
Reprogram The Gene è la più breve delle 4 suites e scuote l'album con il suo approccio rock e un andamento più spigoloso. La voce di Hogarth si fa più dura, ma solo fino ad un certo punto, poi il brano muta verso lidi più melodici che danno modo a Steve Rothery di mettersi in mostra con uno dei suoi classici assoli all'elettrica che arrivano dritti al cuore. Un brano di buon valore anche se non tra i migliori in assoluto dell'album (voto 7,5).
Dopo un brevissimo internezzo strumentale (Only a Kiss) si giunge così alla prima canzone non divisa in più parti, quella Murder Machines già circolata in giro prima dell'uscita dell'album, accompagnata da un eloquente videoclip promozionale. Il testo esplicita alla perfezione l'argomento trattato (la pandemia), ad esempio nel ritornello crudo e angosciante: "I put my arms around her And I killed her with love". Pure le sonorità del pezzo (comunque il più immediatamente assimilabile dell'album) si fanno più spigolose, elettroniche, poco rassicuranti (voto 8).
Di tutt'altro tenore la seguente The Crow And The Nightingale, anch'essa non divisa in più parti e ispirata da Leonard Cohen. Atmosfere notturne, jazzate, ci avvolgono, cullandoci assieme alla voce di Hogarth qui particolarmente ispirato, anche a livello di testi (molto poetiche le liriche). Anche Steve Rothery ci delizia con un assolo dei suoi che conduce il brano ad un finale più sostenuto. Ottima (voto 9).
La terza suite, Sierra Leone, conserva le atmosfere rilassate del pezzo precedente, almeno inizialmente. Si tratta di uno dei classici brani marillioniani che ci fanno viaggiare in posti lontani, raccontandoci storie: quella sorta di prog "cinematrografico" che ci ha regalato già perle come Gaza, Montreal, la stessa The Leavers dell'album precedente. Sembra quasi di essere lì, tra le sabbie africane ad osservare questo minatore che ,imbattendosi in un grosso diamante, comincia a sognare un futuro migliore ma è tormentato dal suo senso morale. Un pezzo molto evocativo e quasi minimalista nel suo approccio al prog (voto 9+)
L'album si chiude con la più lunga di tutte le composizioni, Care, che già dal titolo, ancora più che per Murder Machines, ci fa capire l'argomento del quale tratta. L'impatto della pandemia da modo ad Hogarth e soci di regalarci una riflessione sulla paura, sulla morte ma anche sulla speranza (il bellissimo finale nel quale si omaggiano tutti coloro che hanno contribuito col loro lavori a salvare delle vite umane: "The angels in this world are not in the walls of churches, The heroes in this world, working while we’re all sleeping"). Bellissimo poi l'assolo sul finale di Rothery. (Voto 9+)
An Our Before It's Dark non è il miglior album in assoluto dei Marillion, è soltanto l'ennesima dimostrazione della maturità di un gruppo che in più di 40 anni di carriera ha attraversato numerose sfumature del prog e ha trovato alla fine la sua strada. Una delle voci più autorevoli e importanti del movimento, che non smette di emozionare, far riflettere, e deliziare con melodie e sonoritá mai troppo complesse o virtuosistiche ma sempre efficaci, evocative, dal grande respiro poetico. Cosa chiedere di più a questo ormai over sessantenni?
Voto 8
domenica 6 marzo 2022
#SerieA 28ª #JuventusSpezia 1-0 - troppo insipidi con lo Spezia
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Snake Plissken
Tre punti importantissimi che non potevamo permetterci di lasciare a Torino contro lo Spezia, qualsiasi altro risultato diverso da una vittoria sarebbe stato un crimine gravissimo, dopo la sconfitta dell’Atalanta e prima del big match Napoli-Milan. L’occasione di poter fare da terza incomoda era troppo ghiotta per essere buttata nel cesso. Ma se da una lato esultiamo dall’altro i nostri nervi restano tesi come le corde di un violino, quasi che questa partita si stesse ancora giocando, persino adesso che sto scrivendo. Troppa, troppa, troppa sofferenza nel secondo tempo. Non è umanamente tollerabile che un tifoso debba sopportare tutto questo, una partita sì e l’altra pure.
giovedì 3 marzo 2022
#CoppaItalia semifinale A - #FiorentinaJuventus 0-1 - Venuti per godere
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Snake Plissken
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martedì 1 marzo 2022
Lupin -serie TV - prima e seconda parte (2021)
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Napoleone Wilson
Chiunque sia cresciuto con i cartoni animati giapponesi leggendo il nome Lupin non può non associarlo immediatamente alle vicende del simpatico ladro nipponico. Colui che che, assieme ai fidati Jigen e Goemon, grazie alla sua astuzia e ai suoi travestimenti era in grado di rubare qualsiasi cosa (facendo del frattempo impazzire l'ispettore Zenigata) salvo quasi sempre rimanere con un pugno di mosche per i motivi più bislacchi.
Naturalmente però non si trattava del vero Lupin, il Lupin originale, ma di un suo emulo: da qui l'aggiunta del 3 di fianco al nome, visto che si trattava di suo nipote. Il nonno naturalmente era nientepopodimenochè Arsène Lupin, il ladro gentiluomo, protagonista dei romanzi di Maurice Leblanc e, altrettanto naturalmente, non era giapponese ma francese.
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sabato 26 febbraio 2022
#SerieA 27ª - #EmpoliJuventus 2-3 - San Dusan
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Snake Plissken
La differenza tra la partita d’andata e quella di ritorno (al netto delle occasioni) ha un solo nome e si chiama Dusan Vlahovic. L’importanza di avere un freddo cecchino sotto porta si è sentita tutta, soprattutto in partite come questa, in cui prendi due gol del genere e per vincere quasi non te ne bastano tre, contro l’Empoli... e ho detto Empoli. Trovo assurdo che si debba soffrire anche contro la rappresentativa dei ferrovieri o quella dei metalmeccanici, anche dopo un doppio vantaggio. Pensate che tempi stiamo vivendo. Tempi in cui l’infermeria è più piena della panchina e sono sempre e solo i migliori quelli che ci vanno.
mercoledì 23 febbraio 2022
#UCL 21/22 ottavi - #VillarealJuventus 1-1 - Ctrl-Ventus
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Snake Plissken
Una squadra irrisolvibile e immutabile, devota al culto del copia e incolla. Ed io con lei, come lei e forse più di lei, che mai in questa mia vita da tifoso sono stato tanto stanco di ripete sempre, pedissequamente, e noiosamente le stesse e identiche cose, ad ogni santa partita. Ctrl-Ventus. Questi siamo. Per caso vi ho parlato del fatto che questa squadra prende il pareggio e si spegne? Sì? E beccatevelo di nuovo, che vi posso fare! Subite un po’ anche voi come subisco io, da qui alla fine di questa nostra agonia. Quasi fossimo all'inferno e non lo sapessimo, condannati a questa strana legge del contrappasso a ripetere partite, critiche e articoli.
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sabato 19 febbraio 2022
#SerieA 21/22 26ª – #JuventusTorino 1-1 – Derby dei mediocri
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Snake Plissken
Profondo schifo e ribrezzo per la personalità di questi giocatori. Profondo schifo per questa società di burocrati e passacarte. Gente come Arrivabene che quando li guardi in faccia non sai se incazzarti o vomitare. Per non parlare di un presidente stanco e a fine ciclo. Inutile figura di riferimento ormai sfocata. Profondo schifo per tutti. Non esiste nulla di meglio del quindi posto per questi soggetti.
mercoledì 16 febbraio 2022
L'uomo delle castagne - serie TV (2021)
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Napoleone Wilson
The Killing mi era piaciuto. Molto. Mai visto l'originale ma il remake in salsa USA l'ho sempre trovato un prodotto decismente riuscito. Bellissime atmosfere, trama intrigante, recitazione di gran livello, è questo in fondo che serve ad un thriller per funzionare.
L'uomo delle castagne, così come The Killing (l'originale danese) è anch'esso opera di Soren Sveistrup ed è anch'esso costruito sulle stesse fondamenta alla base del genere. C'è la scomparsa di una ragazzina, c'è il serial killer misterioso, c'è l'atmosfera nordica, fredda climaticamente ed emotivamente parlando, ci sono le false piste, i misteri, i segreti...
Insomma nulla di nuovo? Quasi. Qua ci sono (come da titolo) le castagne.
"L'uomo delle castagne" che da il titolo alla serie è una classica filastrocca danese per bambini ma in questo caso è anche un assassino che, vicino ai corpi mutilati delle sue vittime, si diverte a posizionare piccoli omini costruiti proprio con castagne intagliate. Questi omini però cominciano a comparire pure sulle scene di omicidi e crimini che non dovrebbero aver nulla in comune, alcuni avvenuti anche a distanza di anni. Cosa c'è sotto? In che modo le cose sono collegate? Perché proprio le castagne?
E' quello che dovranno scoprire i due detective assegnati al caso, Thulip ed Hess, i classici opposti che si scontrano, prima, per poi diventare invece molto affiatati.
A differenza dei due protagonisti di The Killing in questo caso però i due, pur arrivando alla fine a trovare un punto di contatto, non hanno lo stesso feeling, o almeno la breve durata della serie (solo 6 puntate) non permette grandi concessioni da quel punto di vista. Anche le vite passate dei due, piene di scheletri nell'armadio, appaiono soltanto sfiorate, accennate, il breve tempo a disposizione permette soltanto di concentrarsi sul caso in se è sul killer di cui sopra.
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| "Avete trovato un sacco di castagne vicino al carretto di uno che vende caldarroste? La cosa è molto sospetta" |
A causa di quanto detto, va da sé che le atmosfere si mantengano per tutto il corso delle sei puntate costantemente cupe, tese, quasi esclusivamente incentrate sulle indagini, prive di momenti più distensivi. Il ritmo allo stesso modo è lento, ma per fortuna non ci si annoia mai grazie alla capacità di imbastire una trama sempre interessante e abbastanza imprevedibile (come un buon giallo che si rispetti il colpevole è individuabile fin dall'inizio ma non ci vengono dati abbastanza elementi necessari per arrivarci). Senza rivelare dettagli sulla trama basti dire che non ci troviamo di fronte ad un qualcosa di sconvolgente o ad un telefilm che fa dei colpi di scena continui la sua cifra stilistica ma ogni rivelazione è sempre centellinata e costruita pezzo dopo pezzo come tessere di un puzzle. Scordatevi insomma le decine di false piste o i cliffhanger clamorosi a fine puntata da telefilm americano, la risoluzione del caso qui è frutto di un flusso costante di rivelazioni che rende le cose sempre più chiare.
A contribuire alla riuscita poi della serie abbiamo anche una fotografia di sicuro effetto e una regia che fa ampio uso di sfocature per sottolineare dettagli importanti del caso. Le ambientazioni nordiche poi da sempre si sposano bene con questo tipo di vicende con risvolti drammatici e psicologici e anche in questo frangente non si fa eccezione.
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| "Ecco, qui, ferma l'immagine, l'ho trovato finalmente: mi sembra di vedere una castagna proprio su questo castagno" |
Certo se cercate l'originalità non è esattamente qui che dovrete attingere, L'uomo delle castagne è un thriller classico che più classico non si può, di quelli da vedere ben consapevoli di tutti quelli che sono gli stilemi del genere, comprese alcune forzature che rendono il serial killer spesso quasi un supereroe al contrario, capace di sfuggire a situazioni senza vie d'uscita grazie ad alcuni deus ex machina. Nulla che dia fastidio eccessivo comunque.
Se invece siete alla ricerca di una buona trama, un mistero da dipanare e dal quale lasciarsi avvincere, come se si stesse leggendo un romanzo giallo mentre si sorseggia una bevanda calda, è sicuramente una buona scelta.
PRO
- Belle atmosfere tipiche da giallo nordico
- Trama interessante
- L'idea degli omini di castagne è intrigante
CONTRO
- Thriller molto classico, forse troppo
- In sole 6 puntate c'è poco margine per caratterizzare meglio i protagonisti
- Alcuni deus ex machina nella puntata finale.
Voto 7,5
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lunedì 14 febbraio 2022
#SerieA 21/22 25ª - #AtalantaJuventus 1-1 - l’arte di rimettere su le cose con lo scotch
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Snake Plissken
Riacciuffiamo per i capelli una gara che potevamo e dovevamo vincere senza se e senza ma. Un altro scontro diretto buttato. L’ennesima occasione perduta. L’ultimo regalo fatto ad una avversaria per il quarto posto. Un quarto posto ormai sempre più lontano, anche se non ancora nei numeri e nei fatti, idealmente irraggiungibile. Come può continuare a sperare, infatti, chi per un anno intero non è riuscita a vincere uno schifo di scontro diretto? Qualsiasi giro di parole è inutile di fronte ai fatti.
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