venerdì 12 ottobre 2012

Marillion - SOUNDS THAT CAN'T BE MADE

© 17 Settembre 2012
Quando esce un nuovo album dei Marillion per i fan in un certo senso è sempre un evento, perchè dopo aver ascoltato i capolavori con Fish, dopo album come Brave e Marbles o anche lo stesso Afraid of sunlight, ci si aspetta sempre che regalino al proprio pubblico nuovi capolavori.
Non sempre è accaduto che Hogarth e soci componessero grandi album, anzi di solito a grandi dischi si sono succeduti altri che non andavano oltre la sufficienza, che contenevano 2 o 3 perle ma poi il resto dei brani non era allo stesso livello.

domenica 7 ottobre 2012

Serie A, 7> Siena vs Juventus 1-2–Livello 1 superato con 0 energia

Mi gioco il Jolly, Marchisio Claudio, vinco e regalo una nuova dentiera ai rosiconi. Ma quanta fatica facciamo una partita che dovevamo portare in carrozza? Per carità il calcio è questo e si poteva addirittura tornare a casa con le pive nel sacco. Ma quel che davvero non mi è piaciuto è l’atteggiamento remissivo della squadra che sembra andare avanti per inerzia.

Dopo la Champions un’altra prova appannata, in cui la svogliatezza trasudava da tutti i pori. Mi piange il cuore dover vedere quanto ancora sia inadeguato Giovinco per una squadra come la Juve. Più che una formica atomica un fuscello nel vento che porta sulla schiena il numero dei milioni sborsati da noi per la sua metà, a terra in ogni contatto. Vucinic potrebbe giocare anche da seduto, ormai non lo si toglie più, si continua ad aspettare che arrivi la corrente al suo genio, un po' come un vecchietto che lotta conto le bizze del digitale terrestre. Il pareggio a primo tempo ormai finito ti fa cadere le braccia, ma molto più certe disattenzioni da incubo che non producono frutto solo per la scarsità dell’albero senese sotto porta. E Bentner? Marotta ha fatto un grande acquisto assieme ad Elia sono stati i marcatori più prolifici della storia della panchina bianconera. Se non lo metti contro il Siena dovrai aspettare l’amichevole col Val d’Aosta. Il più attivo della partita pareva Cosmi a bordo campo, come al solito tarantolato e incazzoso per ogni alito di vento, nell’intervista ammette sarcastico di aver voluto provare l’ebbrezza del gol.

Speriamo che la sosta serva a far ricaricare le pile, nazionale permettendo si intende, perchè alla fine la sosta è come se quasi non ci fosse per i nostri. Poi arriveranno a Torino i “simpatici”, la nuova invenzione del calcio italiano dopo gli “onesti”, che a differenza nostra se ne fregano dell’Europa (e poi si pretende che si debba tifare per le italiane). Arriveranno con i favori del gufaggio, talmente pieni di se che han già fatto rimpiangere gli onesti, nemici eterni ma più professionali.

sabato 6 ottobre 2012

TED - Seth MacFarlane

Firma e locandina non lasciano spazio ad equivoci di sorta, ma se non conoscete i Griffin e magari avete portato il vostro figlio più piccolo al cinema a vedere TED perchè c’è l’orsetto… buona fortuna. Si perchè, anche se può sembrare strano, c’è ne di gente del genere in giro, è l’effetto collaterale delle comodissime multisala, vai li è scegli un film a caso. Tipo i tizi che ieri prima dello spettacolo entrano e ci accusano di avergli fregato il posto, salvo poi accorgersi di aver sbagliato sala e squagliarsi in velocità. No ragazzi, se andate al cinema a vedere TED prima “studiate”. L’esordio sul grande schermo del creatore di Family Guy è un’anti fiaba per eccellenza ma con tutti i dettami della fiaba classica, con tanto di desideri natalizi, magie, lieto fine e voce narrante. Una storia alla maniera di McFarlane dunque, stile “togliti dai piedi Disney che Natale non è ancora arrivato” ma col tentativo di metterci comunque una morale. Il tutto condito con quel gusto citazionistico tipico dei Griffin, famoso e apprezzato soprattutto da coloro che ne sanno cogliere il senso

E’ la storia di John, un bambino senza amici, talmente snobbato dai suoi coetanei che neppure i bulli se lo cagano, ma anche talmente fantasioso che per Natale riceve un orsacchiotto e lo chiama Teddy… Ecco qui che entra in scena il primo lost in translation tipico dei Griffin che in pochi capiranno, quindi urge n.d.a.: in inglese orsacchiotto di peluche si traduce appunto con teddy bear. Per capirci è un po’ come se il tuo piccolo cane tu lo chiamassi chiwawa. Comunque… accade che John esprime un desiderio, quello di poter dar vita al suo orsacchiotto, in stile pinocchio insomma, e come per magia il desiderio si avvera e i due diventano due amici inseparabili. Solo che poi i due crescono.

Ted è un orsetto strafatto, simbolo e allegoria del fanciullino che è nello stesso John, che non solo non vuole proprio saperne di crescere, ma che si diverte a “giocare” con le conoscenze di un adulto. Questo Peter  Griffin di peluche, che ne condivide la voce, è davvero uno spasso. Politicamente scorretto al punto giusto e demenziale quanto serve e i momenti esilaranti non mancano. La trama su cui si dipana invece è trita e ritrita, l’abbiamo vista decine di volte nei film romantici, in quelli in cui lui e lei si amano, poi litigano, poi si lasciano e poi si ripigliano, ma non me ne volete per questo spoiler perchè la trama è volutamente messa li come un supporto per tenere in piedi il vero film, quello fatto di schetch e di citazioni. Come l’elenco dei nomi truzzi (e lo capisci che sono truzzi se sei americano) che John fa a Ted per indovinare il nome della sua nuova ragazza, o la demenziale partecipazione di Samuel Gerald Jones, l’attore di Flash Gordon.

Quel che invece avrebbe potuto migliorare il film, a mio avviso, sarebbe stata la scelta di un protagonista differente. Non me ne voglia il buon Mark Wahlberg ma se al suo posto ci fosse stato Jason Lee (Earl di My name is Earl) ad esempio? Insomma si è voluto scegliere un fico per giustificare il colpo di fulmine della gnocca Mila Kunis, che nei Griffin da la voce a Meg e con Wahlberg aveva già recitato in Max Payne, ma forse un comico avrebbe rafforzato l’assurda amicizia uomo-orsetto. Tutto sommato però per quest’esordio va bene così e qualcuno già spera che sia solo un inizio.

mercoledì 3 ottobre 2012

Champions League, Girone E 2> Juventus vs Shaktar 1-1–Sciopero del tifo e del gioco

La prestazione di ieri fa il paio con gli squallidi posti vuoti dello Stadium, per noi una novità negativa, come quella di vedere gli altri venire a fare gioco a Torino e noi subire. La brutta figura dunque è stata generale. In primis per la società, colpa della mano che sta calcando troppo a livello speculativo col caro biglietti, ne’ per i tifosi, si aprano discussioni sull’opportunità di scioperare in partite importanti come questa e ne’ per i calciatori appunto.
Con quella maglia rossa da dietro lo Shaktar pareva il Barcellona, loro possesso palla e ripartenze brucianti, noi troppo fiacchi per stargli dietro. Dopo la Rometta lo Shaktar ci riporta sulla terra. La partita di stasera doveva darci indicazioni sullo stato di servizio della Juve in coppa ma se questo é il risultato... Reparti disconnessi e frenesia tattica inversamente proporzionale alla freschezza atletica. I molti impegni iniziano a pesare e in questi due martedì, tra viola e Shaktar, lasciamo i polmoni in riserva, e visto l'andazzo della partita dobbiamo persino esser contenti di come sia andata, perchè loro la vittoria se la sarebbero meritata tutta. I cambi di Vucinic-Matri per Giovinco-Quagliarella hanno dimostrato un errore di valutazione tattico che si è concretizzato in campo e giocatori come Pirlo non possono affrontare tutti gli impegni. Abbiamo potuto vedere quanto questa Juve sia una superpotenza tra le mura italiche e quanto invece sia fragile in coppa. L'organico non é ancora all'altezza della doppia sfida, l'avevamo detto vedendo il mercato, basato più sul campionato che altro. D’altro canto anche il sorteggio parlava chiaro con la terza fascia, al di là dei facili ottimismi, lo Shaktar vinceva da 25 partite consecutive il che non sono poche neppure per il campionato ucraino
Ora che il gioco si fa duro i duri iniziano a... fare i primi calcoli. Shaktar e Chelsea sono primi a pari merito, ma dovranno scornarsi a vicenda nella doppia sfida, non invece dobbiamo "approfittare" dei danesi per prendere sti sei punti e vincerne un’altra tra Chelsea a in casa e Shaktar fuori, consci del fatto che l'Europa non é l'Italia e che tutte sono insidiose. A mio parere il nostro obbiettivo quest'anno e farci le ossa cercando di evitare la UEFA League, li si che sarebbe una batosta fisica non indifferente da affrontare.

domenica 30 settembre 2012

Serie A, 6> Juventus vs Roma 4-1–…e sono pure pochi

Ieri a Torino arrivava la Grande star del Gossip calcistico Zemànn (come lo chiamano dalle mie parti) e lo Juventus Stadium grondava di Paparazzi. Bohemian Rhapsody, strascica lessico, il profeta del calcio sparlato, Champagne supernova, l’idolo dei giornali. Era venuto per fare il protagonista… ma purtroppo per lui alle 20.45 la partita è iniziata e le chiacchiere sono rimaste a zero. E’ tornato a Roma carico di meraviglia. La stessa che s’erano presi lo scorso anno con Luigi Enrico.

18 minuti ed eravamo già 3-0, per tutto il primo tempo poi è stata più la rabbia delle occasioni sprecate che la gioia dei gol fatti. Annichiliti i giallorossi restavano alle corde, mentre il viso aggrottato del chiacchierone malefico dicevano tutto. Il campo ha sempre parlato una lingua diversa dalle parole, è per questo che tutti ci invidiano. Come quel Mazzaro’ livornese trapiantato a Napoli, suo erede, che oggi non si lamenta affatto del trattamento ricevuto dal suo Napoli con la povera Samp di Ferrara,il boemo è il re delle chiacchiere da bar. Ha fatto del suo odio un baluardo talmente ingombrante che ora tutti (gli antijuventini) non riconoscono più neppure più imparzialmente i suoi demeriti, tanto lo osannano  per il perdente che è sempre stato. Per molto meno strateghi rivoluzionari del calcio rimangono a casa con la pensione, ma a nessuno importa.

Il Pirlo dato per bollito che segna su punizione è un altro schiaffo ai gufi. Finalmente quest’anno i rigori li vedono e Vidal è ufficialmente il nuovo rigorista dopo Il Capitano. Matri invece si sblocca finalmente, anche perchè ieri ha potuto muoversi come voleva tra la scarsissima difesa della Roma. Nel secondo tempo invece la rilassatezza, e forse il pensiero della Champions, ci hanno un po' frenato, lasciando alle mosche alito di fiato per cercare un improbabile rimonta ma non c’è stata storia, la luce la spegne la formica atomica, dopo uno splendido coast to coast di Barzagli, dopo solo foto ricordo coi musi lunghi del Boemo e con Totti. La prova di forza è stata imponete, tanto che alla fine quattro gol sono stati pochi. Ma le vere star della guerra alla signora devono ancora apparire. Never back down, martedì torna la Champions.

venerdì 28 settembre 2012

Deus Ex, Human Revolution – Eidos; Square Enix

"Non siamo ancora alla fine del mondo, ma da qui è possibile vederla"
Nel creare un videogioco (ma anche un film) se si riescono ad azzeccare l'ambientazione e l'atmosfera generale si è fatto gran parte del lavoro. Prendiamo l'ottimo Bioshock, cosa sarebbe senza la magnificenza e allo stesso tempo lo sfacelo di una città subacquea come Rapture, senza la follia che ne pervade ogni angolo? Avrebbe la stessa magia? Fallout 3 senza l'inospitale e pericolosa zona contaminata avrebbe la stessa "potenza"? Gta Vice city senza le sue spiagge, le auto lussuose, i vestiti sgargianti, le missioni alla Miami Vice o alla Scarface avrebbe lo stesso fascino? La risposta ovviamente è no.
Lo stesso vale per questo Deus Ex - human revolution, prequel del fortunato Deus ex (uno dei giochi migliori di tutti i tempi a detta di molti) uscito ormai più di una decina d'anni fa (a cui fece seguito un meno riuscito capitolo): le tonalità gialle, la magnificenza e la "freddezza" delle città, le luci e le voci, tutto trasuda di fantascienza distopica. Oltre alle ambientazioni poi anche l'atmosfera è qualcosa di magnifico: i dialoghi, la sensazione di vivere in un mondo nel quale non ci si può fidare mai realmente di nessuno, i dilemmi morali (oltre all'impatto della tecnologia sulla vita umana e al contrasto tra innovazione esasperata e bisogno di umanità troviamo anche argomenti più "terreni" come prostituzione e perfino eutanasia), le scelte, tutto ciò che ci gira intorno (gli e-book, le email e i giornali che si trovano all'interno del gioco).
D.E.- Human revolution ha poi un altro importante punto a favore, ogni giocatore lo può giocare come meglio crede: è un FPS se tu decidi che lo deve essere e lo affronti in questo modo (potenziando il protagonista per far si che sia un tipo dai modi spicci e votato allo scontro con le armi), è uno stealth se scegli di finire il gioco senza farti scoprire (si può finire senza uccidere una singola persona, a parte i boss), è allo stesso tempo un GDR per le possibilità offerte in merito alla personalizzazione delle caratteristiche del protagonista. Questo è un pregio non da poco.
E' un gioco insomma che pur restando ancorato pesantemente al suo capitolo iniziale non ha paura di osare, sia per quanto riguarda il giocato che la trama.
In tutto questo splendore qualche difettuccio purtroppo c'è: i boss sono male integrati e sono abbastanza incoerenti qualora si adottasse uno stile di gioco votato alla furtività, e (cosa forse un po' più grave) la parte finale del gioco (quella immediatamente prima della conclusione) sembra un po' affrettata e tirata via, non ha la forza che dovrebbe avere, non è all'altezza di 2/3 di gioco da manuale.
Non si incarta nel finale, non è incoerente, non fa nessun salto dello squalo, semplicemente dopo un gioco pieno di scelte, dove ogni missione può essere affrontata con un approccio e uno stile diverso, proprio nel finale non risente di tutto questo ed è invece influenzato soltanto da ciò che facciamo negli ultimissimi istanti.
Deus ex - H.R. è insomma un gioco magnifico, che tutti gli amanti della fantascienza distopica dovrebbero giocare, che non entrerà mai nel novero dei giochi più belli o ricordati di tutti i tempi perchè a causa di qualche difetto (ingigantito da molti) non raggiunge l'eccellenza. E' e resta comunque uno degli esperimenti più interessanti e freschi degli ultimi anni, magari non per tutti (molto riflessivo e "lento").
voto 8+

mercoledì 26 settembre 2012

Serie A, 5> Fiorentina vs Juventus 0-0 – uno stanco martedì toscano

Esistono storie che non esistono… come la rivalità tra Juve e Fiorentina, talmente assurda che va avanti da decine di anni splendendo ormai di luce propria. All’entrata dello stadio in una delle tante interviste ad hoc, create dai media per tener vivo il focolare, si chiede il perchè ad un tizio a caso e la sua risposta è incredibilmente grottesca per quanto esplicativa: “nessun motivo, è così dalla nascita!”. Ora potete ben capire quanto questa gente abbia bisogno di analizzare a fondo le ragioni che le spingano a voler cercare il male per eccellenza nei colori bianconeri, quasi come se per loro fosse un elemento stabilizzante per i loro problemi quotidiani.

Ad ogni modo, lasciando stare gli aspetti di marketing che tutto questo porta ai media, ci sono pareggi che ti devi prendere e portare a casa, al di la dell’orgoglio e della rivalità con chi ti sta di fronte, soprattutto se alla fine si tratta di un punto guadagnato. Ad un osservatore esterno, rimasto in orbita in una missione spaziale della durata di due anni, il tempo bianconero deve essere sembrato rimasto immutato. Ma la spiegazione, al di fuori di ogni teoria relativistica, è ben più semplice, e cioè non ne avevamo più.

E’ dallo scorso anno che continuano a dirci che tutti questi impegni ci avrebbero fiaccati, ed ecco il tempo propizio alla raccolta per i gufi. Perennemente col fiato corto giochiamo a rincorrere l’avversario, ma quando si tratta di proporre qualcosa noi rivolgiamo il nostro pensiero altrove. Neppure un idea, ne il giusto innesco per realizzarla. Da un lato c’era chi affrontava la finale di coppa del mondo e dall’altra chi non avrebbe proprio voluto neppure affrontare il viaggio verso Firenze. Non c’entra quindi l’impegno, magari fosse quello, qui si tratta di stanchezza, semplice e preoccupante stanchezza, quella che quanto arriva devi solo sperare che non ti faccia soccombere. Difatti è quello che stava per accadere, i violacei compiono la partita perfetta e per sfortuna, e anche molta incapacità realizzativa, non prendono i tre punti, che avrebbero voluto dire una settimana o forse un mese di feste estreme per le vie della città.

Cresce nei tifosi juventini la fazione degli oppositori di Giovinco. Ancora una volta la formica appare inadeguata ad affrontare certe partite e ci si meraviglia del perchè Conte, e chi per lui, continui a bruciarlo in partite fisiche come queste, lasciandolo in campo per tutti i 90’ minuti. Neppure mettere ancora Vucinic e Marchisio alla bisogna ci salva dal periodo di appannamento, ora quello che deve farci preoccupare di più, non è il pareggio, perchè non sempre si può vincere (checché ne dicano i chiacchieroni della stampa che ne monteranno un caso), ma è come affronteremo i centometristi del Bohemian con queste premesse fisiche. Urge prova di forza.

domenica 23 settembre 2012

Serie A 4> Juventus vs Chievo Verona 2-0 – Una doppietta in mano alla Quaglia

Notts County, Juventus, Siena, Udinese… è stato un weekend di dominio dei colori bianconeri, condito da un menù di fagioli sciacquati e alici sotto sale. Ieri intanto la sfida Juventus-Sorrentino si è conclusa a favore dei bianconeri di Quagliarella, che vola sempre più in alto prendendosi un po’ di soddisfazioni personali.
Il Chievo, da un po’ di tempo a questa parte, è stata la nostra “beffa”. Non gli si riusciva a sfilare tre punti manco per niente. Ieri l’andazzo sembrava lo stesso, con gli scaligeri che si arroccavano in porta in undici e Sorrentino che diventava il fenomeno che non era stato nelle altre giornate. No, sorbirsi ancora la troll face ciociara di Di Carlo, no! Ma Quagliarella non ci sta’. Non ci sta' ad iscriversi al club dei panchinari e non ci sta a tirarsene fuori con un gol banale. No, a lui piace stupire, il golletto lo aborra. Con due gol, uno più bello dell’altro, che piegano letteralmente le mani al “portierone” clivense, dice a Conte, chi per lui, di tenerlo da conto perchè è duro a morire.
La perla nera Pogba è ancora grezza ma giusto provarlo in queste occasioni, così come avrei provato Bendner per più tempo, magari dando più fiato a Vucinic, un po’ appannato. L’operazione turnover stenta a decollare, visto che ancora una volta si è dovuti ricorrere a Vidal per scavalcare il muretto, e questo non va bene.

giovedì 20 settembre 2012

Champions League, Girone E 1> Chelsea vs Juventus 2-2– Vai avanti tu che a me… ci pensa Quaglia.

Primo giorno di scuola ed è già compito in classe. La tensione traspare, in campo si oppongono campioni d’Italia e campioni d’Europa. La musichetta manca da più di mille giorni e tutti gli occhi ci sono addosso… soprattutto quella del grande fratello mediatico su Conte, nel suo box.
Ancora una volta portiamo avanti un primo tempo non alla nostra altezza, con passaggi sbagliati da settore giovanile e con un Chelsea in vantaggio su tutti i palloni. Eppure in campo ci sono i titolari, lo si capisce anche dal fatto che non ci sono cambi fino al 75’. Ma la Champions è un altro pianeta, la Serie A perdona lei no, nemmeno se rimani un minuto in dieci col guerriero che infortunato esce dicendo: “torno subito”. Così ti ritrovi sotto, con due gol da “Oscar”, e pensi che sia finita. Ma ancora una volta il carattere bianconero di questo inizio stazione risorge. Il guerriero ferito accorcia saltellando su una gamba e consegna alla Juve-Hide, del secondo tempo, un occasione di rimonta. Che carattere Arturo, la Juve si desta.
Impaziente in tribuna il leone ruggisce e si dimena, in campo invece la Formica appare disatomica, più che mai inadeguato alla contesa. Ogni alito di fiato degli inglesi lo sbilancia e ad un tratto, dopo un fallo fatto, è lui che si ritrova a terra al posto dell’avversario. Il Quaglia scalpita in panchina e quando lo sostituisce lo eclissa totalmente col pareggio e una la traversa che avrebbe portato alla rimonta completa. Ora molti tornano ad interrogarsi sull’utilizzo di Giovinco, accendo e spegnendo la fiducia verso di lui come una luce ad intermittenza, a mio parere può far bene in campionato e coppa, ma con squadre meno fisiche. Giustificazione accettata invece per la brutta prova di Pirlo, a cui manca solo il dono dell’ubiquità, visto i continui impegni in cui è stato impiegato da sempre. malino Bonucci e ottimo Barzagli. Bene la difesa in generale protetta da Superman alle spalle, che nulla può sui due gol ma che ancora una volta vola e calamita ogni palla.
Prima della partita un pareggio sarebbe stato pronosticato come buono. Ancor di più ora che arriva fuori casa, in rimonta, contro la favorita del girone. Il carattere c’è stato, la prova d’orgoglio anche. Il problema ora sarà riuscire a far girare gli uomini per questi sabato-martedì-sabato-martedì in cui dovremo affrontare i nemici giurati di Fiorentina e Roma. Gli esami non finiscono mai!

martedì 18 settembre 2012

PROMETHEUS – Ridley Scott

Prometheus… ma non manthenus, perchè in realtà sembra un lungo trailer degli eventuali seguiti che verranno. E’ la sindrome da Lost. Se ci fosse una classifica dei film più "ingiudicabili" della storia del cinema, probabilmente Prometheus sarebbe da podio.

E' un bel film? Si per buona parte sicuramente: grande impatto visivo, tanta tensione, giusto (auto)citazionismo, tanta passione per il buon vecchio cinema di fantascienza. Allora è un capolavoro? 
 
No, assolutamente no, perchè allo stesso tempo è inconcludente, monco, indisponente e subdolo nei confronti dello spettatore che a tratti sembra quasi prendere in giro. Prometheus è un Lost senza il carisma dei protagonisti ma con più fascino visivo, è un Mission to Mars godurioso ma ancora più inconcludente e pretenzioso, è un trailer che sembra un opera d'arte ma non è un film, è un videogame che ti chiede di comprare i DLC per conoscere dove la trama vuole andare a parare (e forse i DLC manco sono in progettazione). 
 
Peccato, il ragazzo ha studiato ma non si applica, potrebbe scrivere la divina commedia ma dopo un'ottima, lunga, introduzione comincia ad avere uno stile alla "Tre metri sopra il cielo".

Che dire degli attori? All'inizio sono pure simpatici, sembrano caratterizzati bene, poi di punto in bianco si mettono a fare cose stupide e contraddittorie, bella l'idea di una protagonista novella Ripley. Ecco, bella l'idea, stop: è davvero gestita male la protagonista, non si riesce a empatizzare come si dovrebbe con lei, non riesce a mantenere la scena adeguatamente tanto che alla fine il paragone col personaggio della Weaver risulta quasi un'eresia. 
 
Per quanto riguarda gli altri al di là di un Fassbender volutamente mono espressivo e di un Guy Pearce assolutamente mal sfruttato, abbiamo una delle Charlize Theron più inutili che possa capitare di vedere: c'è o non c'è fa lo stesso. Si limita a guardare qualche schermo, dire due frasi apparentemente minacciose e basta. Dice l'abbiamo messa perchè con la sua bellezza è una calamita attira uomini, ok, ma sembra un robot, piatta e mono espressiva e anche poco sfruttata a livello visivo.

Cercare insomma di dare una valutazione oggettiva o quantomeno realistica è impresa titanica, è come "ballare di architettura" direbbe qualcuno. Qualcuno ha paragonato questo Prometheus ad Avatar per metterne in risalto le falle, ma cosa possono avere in comune (a parte gli ottimi effetti speciali) un film piacione e per famiglie, con una trama da cartone animato, semplice e coerente con un film oscuro, dark, ambizioso ma anche inconsistente, bacato a livello di sceneggiatura e coerente come Berlusconi che vota partito comunista? Poco, molto poco.

Prometheus quindi vale la pena di essere visto? Probabilmente si, soprattutto per coloro che amano la fantascienza (quella vera) i primi 30 minuti sono una goduria a livello visivo e affascinanti come pochi altri film, peccato che poi un certo sceneggiatore parta (come sua consuetudine) per la tangente e cominci a snocciolare a briglia sciolta il catalogo delle cose da non fare in un film fantahorror.
“Lindelof che tu sia maledetto!”

Voto 7-