venerdì 9 novembre 2012

ARGO - Ben Affleck

Ormai è certificato: Ben Affleck è un ottimo regista, una cosa che se solo qualcuno avesse osato immaginarla qualche anno fa gli avrebbero riso in faccia. Nelle due precedenti pellicole girate si era affidato a luoghi e tematiche a lui note, aveva delineato personaggi con i quali poteva avere molto in comune, aveva scelto attori (il fratello in Gone baby gone) non di rilevanza assoluta ma funzionali.


Sarebbe capace uno così di gestire qualcosa di completamente diverso? Argo è un film che parla di come la controparte cinematografica di Affleck tenti di ideare un falso film di nome Argo, allo stesso tempo è un film impegnato su una storia vera (il falso film dovrà servire a liberare degli ostaggi facendoli fuggire dall'Iran sotto falsa identità). Follia? No, perchè Ben riesce a miscelare perfettamente l'ironia nei confronti di Hollywood (molte le battute e le scene che smitizzano il cinema americano o che omaggiano certa fantascienza minore e non) con le atmosfere tipicamente anni 70' (ottima la colonna sonora e l'atmosfera creata) di film spionistici come I tre giorni del Condor o Quinto potere (citato tra l'altro apertamente).

In questa prima parte del film tutto funziona alla perfezione: impegno ma anche divertimento ed ironia costanti che aiutano il film a non essere troppo verboso e perfino un'introduzione molto riuscita, che per non risultare troppo didascalica si avvale del fumetto.

Purtroppo la seconda parte è tesa, serrata, ma decisamente troppo classica (leggasi qualche escamotage o deus ex machina di troppo) e anche il finale non è pienamente soddisfacente, non brutto in se, anzi, ma per come viene inscenato. Per fortuna sui titoli di coda il film dimostra ancora una volta  la sua bontà (tra pupazzetti di Star wars e realtà della situazione negli Stati Uniti e in Medio Oriente) e la sua unicità.
Argo è sostanzialmente un film sulla menzogna (quella che devono inventarsi coloro che ideeranno il falso film e lo spacceranno per vero e quella di Stati Uniti e Canada su come la vicenda si svolse in realtà), sul fatto che a volte le bugie aiutino ad evitare qualcosa di peggiore (come la violenza), su quanto sia falsa e illusoria ma "utile" la cinematografia, ma anche sull'aiuto reciproco (quello che devono instaurare Canada e Stati Uniti per sbrogliare la matassa).

Un'altro fiore all'occhiello del film è il cast: oltre all'ormai onnipresente Bryan Cranston (Breaking bad), rivediamo piacevolmente Kyle Chandler (Ultime dal cielo) e soprattutto il sempre divertentissimo Alan Arkin (che ricordiamo per l'oscar nella mitica parte del nonno in Little Miss sunshine) e l'ottimo John Goodman (che ultimamnete sembrava scivolato nel dimenticatoio).
Affleck naturalmente si riserva la parte dell'attore principale, ma è bravo a non strafare e gigioneggiare e riesce ad essere efficace ("Carter mi ha detto di dirti che sei un grande", "Un grande cosa?", "Questo non lo ha specificato").

Insomma un film da vedere assolutamente, che per via di qualche pecca e didascalismo non raggiunge lo status di capolavoro assoluto, ma che saprà deliziare i cinefili grazie alla suspance, alle tematiche impegnate affrontate col giusto piglio e alle intelligenti citazioni cine-politiche (perfetta la chiusa finale):

- Quello che inizia con una farsa, finisce in tragedia
- Chi l'ha detto?
- Marx.
- Groucho ha detto questo?

Voto 8.

giovedì 8 novembre 2012

Champions League, Girone E 4> Juventus vs Nordsjelland 4-0 - Cioccolata Scaduta

"Hanno un gusto di aglio le mie dita di cioccolata" direbbe Rael... Quel che rimane dopo la valanga Juve di ieri non è affatto esaltazione ma rimpianto e beffa. Rimpianto pensando al pareggio dell'andata e come abbiamo potuto permetterlo, visto la pochezza di chi avevamo di fronte, beffa per la vittoria in extremis del Chelsea. Tanto che alla fine appare superfluo parlare di questo 4-0 contro i mediocrissimi danesi, che dopo tutti quei pareggi significa ritorno alla vittoria in Europa.

Scaduta era dunque la cioccolata che eravamo pronti ad addentare, tanto da non essere più gustabile, per qualificarci infatti dovremo prenderne un altra e almeno dividerne l'ultima a Donetsk. 
Scaduto come il tempo di Chelsea-Shaktar, in cui un arbitro in vena di regali casalinghi decide di far battere quell'angolo oltre il terzo minuto di recupero assegnato.
Scaduta come la pazienza di Conte, che perde le staffe di fronte ad un giornalaio della gazzetta festante per il gol del Chelsea... e poi ci si viene a dire che loro sono imparziali e che bisogna tifare le italiane per il ranking. Sapete dove potete mettervelo il ranking?

Tra gli appunti della partita allora spicca ancor di più solo la Bulimia offensiva di Matri, che forse si allontana sempre più da Torino e, pian piano, dal cuore dei tifosi. E pensare che persino Giovinco si è sbloccato, mentre per far segnare lui abbiam rinunciato anche ad incrementare il bottino della differenza reti.

La maggiore esperienza in Europa del Chelsea ci ha messo la coda, tanto che, chi segue il calcio da un po' di tempo, poco crederebbe che i Blues possano farsi scappare la qualificazione. Ora dovremo compiere una mezza impresa, sicuramente alla fine della fiera pesa il pareggio col Nordsjelland dell'andata, l'ago della bilancia di un girone rivelatosi di ferro. La cosa peggiore è che egoisticamente non possiamo neppure sperare di ffarla finita completamente per concentrarci sul campionato, male che va infatti sarà Europa League, con tutto quello che comporta in termini di dispendio di energie fisiche, che rapportato in maniera inversamente proporzionale alle motivazioni potrebbero portare ad un patrocchio che potrebbe portare a debacle italiana ed europea, con estrema goduria della gazzetta tutta, dopo i finti onesti e i finti simpatici anche i finti imparziali. W Tuttosport che almeno quando lo apri sai per chi patteggia perchè te lo dice in faccia e se non lo condividi lo eviti.

domenica 4 novembre 2012

Serie A, 11> Juventus vs inter 1-3 - La Prima Caduta E' Una Valanga

Qui non piove ma diluvia, dicono gli inglesi, infatti dopo 49 partite senza sconfitte la legge dei numeri ci consegna quella più implacabile della nostra storia recente... Nulla di che, ben inteso, siamo sempre primi e prima o poi doveva accadere, ma perdere in casa con i prescritti un po' di fastidio lo da'. Il rischio ora è che la squadra perda la fiducia in se stessa, quella che ad esempio che ci ha fatto vincere al 93' contro il Bologna, solo qualche giorno fa. A questo punto la dietrologia galoppa, era meglio perdere la prima con il Catania? Se la si potesse scambiare con questa forse si. Ma tantè il calcio e bisogna accettarlo e andare avanti, non diventare come quei piagnoni che piangono dopo aver subito un gol in fuorigioco e credono ai complotti e alla compensazione insieme, l'eterno paradosso, perchè se è tutto truccato e l'arbitro vuol favorirti, non esiste che ti dia quel rigore contro, con trattenuta fuori area, per compensazione. Ad ogni modo interessante sarà vedere quale sarà la nostra reazione. In quanto allo scudetto non c'è bisogno di scomodare la mia antica scaramanzia, il campionato è ancora lungo. Gli appunti invece sono sempre gli stessi, checchè ne dica Marotta, mancanza di un bomber. Ci fosse stato quello, con tutte le zuppe della difesa interista, avremmo visto un'altra partita. Il loro basare sempre tutto sul contropiede non potrà salvarli a lungo invece, noi invece per la prima volta non abbiamo messo in campo quell'odio nei loro confronti, quasi che dopo tanti anni le cose si siano capovolte, come nei derby in cui vince chi meno è favorito. A giudicare dalla loro esaltazione invece pare abbiano vinto la Champions, dimostrazione che batterci è davvero un impresa. Esaurite tutte le lacrime per la sconfitta siamo ormai inconsolabili, un amico per riderci su mi fa notare una cosa: Pirlo gioca troppo... Ormai non ha più nemmeno il tempo di farsi la barba.

giovedì 1 novembre 2012

Serie A, 10> Juventus vs Bologna 2-1 - La Paura Fa 90... Ma Pogba Risolve Al 93'

Nella notte di halloween, ogni passeggiata può trasformarsi in un film horror, come quello che stava per accadere ieri allo Stadium. Per tutta la partita dominatori ma schiacciati dall'ormai cronica difficoltà relizzativa, facciamo una fatica del diavolo per portare Quagliarella in gol all'inizio della ripresa, ma lo scherzetto è dietro l'angolo ed è De Ceglie a confezionarlo. Cinico come uno zombie che approfitta di qualcuno che inciampa arriva il Bologna, a banchettare su quello scellerato rinvio e il film si tinge di tinte fosche. Dal vicolo è uscito un essere che rischia di portarci alla portata dei prescritti, tutta Italia (antijuventina) se la ride è pregusta una sorta di giustizia divina post Catania. Ma se la paura fa 90' al 93' in Italia inizia un'altra festa, quella di Ognisanti, che combinazione coincide con i 115 anni della vecchia signora. A mettere il sigillo è proprio chi, per tutta la partita, meraviglia la platea: L'uomo nero vestito di nero, non Man In Black, Paul Pogba, il nostro dolcetto. Uno che in poco tempo ha dimostrato un gran valore e senza mettergli fretta, per non bruciarlo, può diventare un vero campione. E l'altra Italia? Tace, avendo pregustato a lungo il frutto della gufata, coi titoloni pronti sulla giustizia divina post Catania e la testa della classifia servitata loro su un piatto d'argento. Juve-prescritti rimane la nemichevole di sempre, ma per ora non vale il primato, guadagnamo così un punto dalla seconda dopo la sconfitta del Napoli a Bergamo e si delinea quello che avevo pronosticato, la vera anti Juve sarà l'Inter, più che il Napoli, non per la sua effettiva forza ma per la scarsita di resistenza che avranno le altre e per situazioni ormai ripetute che la favoriscono sempre. Altro che Catania, se l'Italia non avesse avesse le fiorentine sugli occhi vedrebbe il vero mondo, quello celato agli ignoranti e col folto pregiudizio, coloro che ormai vanno avanti per moda italiaca a denigrarci vedrebbero gli arbitraggi avuti dai prescritti e cambierebbero parere... Ma questo è solo Essi Vivono di John Capenter, loro invece dormono così bene che paiono morti... Viventi

domenica 28 ottobre 2012

Serie A, 9> Catania vs Juventus 0-1–Indignati popolino, dimentica il passato

Scurdammece u passat, quel che conta è il presente, specialmente se il presente si chiama errore a favore della Juve. dimentica le zuppe arbitrali del derby pro Inter o i rigori fuori area regalati al Napoli, oggi è andato di scena un fuorigioco che non c’era, come se ne vedono tanti, ma stavolta ad essere favorita è stata la Juve. E giù il popolino ignorante a sputare sentenze da memoria selettiva, e quando parlo di popolino pardo dei Media, che si ingrassano come non mai.

Il calcio, questo sconosciuto, ha detto che la Juve di oggi ha giocato con la tipica svogliatezza di chi gioca ogni tre giorni. Più che stanca però oggi ad un certo punto sembrava non volersi stancare, soprattutto dopo il vantaggio e la superiorità numerica. Così si rivede il lancio lungo, pratica tanto cara alla Juve pre Conte, accantonata poi dal tecnico leccese. Se i risultati arrivano però il bel gioco dello scorso anno sembra ancora un ricordo. Oggi scendeva in campo il cenerentolo Bentner, deciso a sfatare Catania e a non diventare il nuovo Elia, li dove ad Elia fu data una possibilità non sfruttata che lo condanno all’oblio bianconero. Ad un occhio superficiale potrebbe sembrare che abbia giocato una partita dignitosa e che gli sia mancato il gol, chissà se quell’occhio non è quello di Conte, e chissà come l’ha visto lui senza i pregiudizi che sembra avere nei suoi confronti. Giovinco invece sta diventando un caso sempre più snervante, la sua cronica bulimia da gol sta stancando, al gol deve arrivarci sempre il solito centrocampista di turno e il bomber diventa Vidal. Stucchevole ad esempio il siparietto tra Bentner e Giovinco, che vicendevolmente non si passano la palla perchè in precedenza uno dei due non l’ha liberato l’altro, in una piccola diaspora psicologica. Va bene poi che vuoi risparmiare energie ma non puoi, 11 contro 10, rinunciare quasi ad attaccare e invece di inserirti passare la palla dietro, che ne penserà il leone in Gabbia?

Ben gli sta’ al Cartania dunque, che dopo non aver sbattuto ciglio per l’errore che ha favorito l’Inter contro di loro ora piange e si dimena. Ben gli sta’ a questa falsa Italia sempre pronta a denigrarci, anche dopo aver cisto l’arbitro assegnare il fuorigioco e poi revocarlo (una persona intelligente capirebbe che il dolo non esiste). Piangete popolino noi i tre punti ce li prendiamo, perchè quando domani sfavoriranno noi voi ve ne fregherete altamente.

venerdì 26 ottobre 2012

Steve Hackett - GENESIS REVISITED 2

© 22 Ottobre 2012
Quando Steve Hackett una quindicina di anni fa se ne uscì con Genesis revisited spiazzò i fan (sia suoi che quelli dei Genesis): perchè recuperare alcuni tra i maggiori capolavori del suo ex gruppo stravolgendoli e riarrangiandoli in modo completamente diverso? Forse una volontà dissacratoria dettata  dalla voglia di togliersi qualche sassolino dalla scarpa (aveva ancora qualche rancore con gli ex compagni) e il desiderio di far scoprire nuove sfumature o esaltare alcune parti di brani che erano rimasti nella storia. L'operazione, pur con qualche riserva riuscì, e permise anche a una perla come Deja-vu (un inedito che però era stato concepito all'epoca del sodalizio) di vedere la luce.

martedì 23 ottobre 2012

Champions League, Girone E 3>Nordsjaelland vs Juventus 1-1 – l’Europa è una livella

Che siano grandi o che siano piccole il risultato finale è sempre lo stesso, il pareggio, lo è da nove partite consecutive ormai e chi non crede nelle maledizioni dovrà ricredersi, lo disse anche Buffon. Andare in Danimarca e pareggiare con una che le ha prese da tutti è davvero imperdonabile. Le chiacchiere si sono sprecate: bisogna vincere andata e ritorno, loro sono scarsi, alcuni di loro tifano Juve… già, le chiacchiere, i fatti sono altro. Innanzitutto, al di là del fatto che dovevi vincere ad occhi chiusi, bisogna mettersi in testa che la Champions non è la Serie A. La serie A non è mai stata così mediocre, ecco perchè quando andiamo fuori sembra di passare dalla B alla A.

Dopo un primo tempo giocato col pigiama prendiamo un gol assurdo per le dinamiche con cui è avvenuto, Chiellini concede un fallo dal limite, ammesso che quello sia davvero un fallo, quando la palla ce l’avevamo noi, punizione impeccabile e gol. Ma come si può giocare con così poca cattiveria una partita così decisiva? Reparti sfilacciati e una quantità innumerevole di palloni sprecati per troppa foga. Che fine ha fatto il possesso palla ragionato? la fretta fa i figli ciechi! Dopo il gol subito la grinta c’è stata e anche la sfortuna, ma chiaro che il detto “aiutati che il ciel ti aiuta” non fallisce mai. Giovinco mio Giovinco, perchè continui a farci incazzare? Possibile che non ne metti dentro una manco a pagarla? Non ne parliamo poi di Matri, completamente inesistente. Chiaro che poi deve pensarci Vucinic subentrato dalla panchina, ma queste sono partite che devi vincere proprio con chi non gioca mai, non possono giocare sempre gli stessi, esiste una cosa chiamata turnover e chi ne fa parte deve dare lo stesso contributo egualmente, sennò restatevene in Italia.

A questo punto sarebbe meglio uscire dalla Champions e non qualificarsi nemmeno per la UEFA, visto l’assenza di testa che mettiamo in Europa. Fare appunto come il Napoli che mette in campo i bimbi dell’asilo perchè dell’Europa League se ne frega, noi invece dovremo farlo perchè non siamo ancora abbastanza grandi per lasciare casa in cerca della gloria all’estero ed è meglio riaffermarci qui se non vogliamo rimanere con un pugno di mosche.

domenica 21 ottobre 2012

Serie A, 8> Juventus vs Napoli 2-0 - Iatevenne

Finalmente la partita è arrivata, per due settimane i media l’hanno pompata manco fosse Barcellona-Real Madrid, tutto per per esaltare i nuovi “simpatici” del calcio italiano, poca importa se girano con le bandiere col –39, devastano stadi e tengono camorristi a bordo campo, no loro sono “i simpatici”. I più smaliziati hanno han già riconosciuto una regia dietro le storie del calcio moderno, così come accadeva per Allegri l’anno scorso, infastidito anche dalle mosche di Torino, così accade oggi con coloro che dopo sole 8 giornate credono già di poter lottare per lo scudetto. Per due settimane i media ci han parlato del duello infinito, manco fossero l’inter o il Milan in lotta ogni anno con noi per lo scudetto. Ben gli sta che se ne son presi due e se ne son tornati a casa, con certa gente non si può avere sportività, proprio come accade con i violacei, perchè tale tensione architettata ad arte dai media (dalla normalissima sera di Pechino) si trasforma in odio nei settori più popolari dell’ignoranza becera del tifoso, e chissà cos’altro, nel settore ospiti. D’altro canto l’educazione ad un calcio diverso non si potrà mai avere in un paese abituato al complotto ma che non ne smaschera mai nessuno, tranne trovare un capro espiatorio popolare che metta d'accordo i più. Dov’era Buffon ieri? Zuliani cita il metodo Stanislavskij: il portierone si è così immedesimato nell’infortunio finto da avere veri sintoni e saltare la gara… di cosa stiamo parlando? E l’ispettore federale mandato dal Napoli a setacciare gli spogliatoi, alla ricerca di un cunicolo spazio temporale che permetta a Conte di entrare in capo con le sembianze di Alessio? Il magazziniere che picchia uno Stewart? E poi ci si meraviglia che i mafioncello napoletano devasti lo stadio. E meno male che non c’è stato il gol di Muntari. Un miliardo di telespettatori, secondo Mediaset, azz la partita del secolo e noi non l’abbiamo neanche registrata sui nostri VHS. La realtà sta superando la fantasia più sfrenata, altro che cinepanettone.

La partita invece è stata la realtà… bruttina, fallosa e continuamente spezzettata dall’arbitro. Il Napoli può andare in giro a vantarsi del possesso palla come se avesse fatto un impresa, senza considerare che la nostra tattica (visto le altre partite col Napoli) è stata proprio quella, meglio dare loro il pallino del gioco così non ci esponiamo al loro pericoloso contropiede. Noi invece portiamo a casa tre punti facendo più tiri in porta contro la loro traversa, li da sola, messa in cornice come una vittoria. Gli uomini della svolta ancora una volta coloro che vengon dalla panca, Caceres e Pogba, il primo mangia sul tavolo che per tutta la partita Asamoah apparecchia, sgroppando sotto e sopra come un matto e facendo impazzire gli avversari, il secondo mettendo uno splendido sigillo con un eurogol a volo e dando riposo a chi ieri era un po’ appannato, Vidal. Giovinco sgomita un po’ di più del solito ma alla fine gli attaccanti ancora una volta non pungono e devono pensarci sempre gli atri. Metti Quagliarella ad esempio, la sua brutta prestazione nel match contro il suo Napoli può far pensar male, ma gli diamo il beneficio della buona fede, visto che Matri fa poco più di lui. Alla fine Storari esce inoperoso, il che è dir tutto.

Archiviato il big match passiamo ad uno più fondamentale, quello di mercoledì in Champions, una mancata vittoria potrebbe significare un piede fuori.

mercoledì 17 ottobre 2012

KILLER JOE - William Friedkin

William Friedkin è un regista che spiazza. Sempre. Fin dal capolavoro orrorifico de L'esorcista, passando per il crudo poliziesco metropolitano con Il Braccio violento della legge o al thriller atipico Vivere e morire a Los Angeles il regista statunitense gioca con lo spettatore, lo mette fuori strada e divide.

Eccolo quindi alla soglia degli 80 anni uscirsene con questo Killer Joe, film particolare, crudo, violento e potente come nel suo stile. Stavolta però sceglie la strada del grottesco, si lascia andare ad atmosfere tarantiniane (ma il suo stile è sempre ben presente), in un film molto parlato (l'ispirazione è una pièce teatrale) e soprattutto recitato. Anche la trama è molto sottile, a tratti quasi scompare per lasciare spazio ai protagonisti.

Il cinismo di ogni personaggio è allo stesso modo grottesco, in una escalation di follia ed egoismo che non risparmia nessuno.

Tra tutti si distinguono proprio il Killer che dà il titolo al film, capace con la sua figura di tenere in piedi per gran parte da solo tutta la pellicola (molto bravo McConaughey, peccato che quasi sempre lo si veda in commedie insulse che non ne sfruttano il talento) e di offrire una parte finale da brividi, l'ingenua Dottie (che in realtà è forse a tratti l'unica capace di capire ciò che realmente accade ed accadrà) e in maniera minore il fratello della stessa (forse un po' meno egoista degli altri ma allo stesso modo cinico e stupido) e il padre che si lascia scivolare tutto addosso magari infarcendolo di parolacce ma che se ne resta per tutto il film lì, impassibile.

Killer Joe in definitiva è un thriller che però è allo stesso tempo una commedia, un noir, un film grottesco e una favola nera (il regista l'ha definito "una cenererentola dark" ed effettivamente non ha tutti i torti).

In definitiva Friedkin stupisce ancora con un film imperfetto, violento, grezzo e sporco, un pugno di attori che quasi per tutto il tempo sono sempre nella stessa stanza, una manciata di dialoghi efficacissimi e qualche scena che diventerà cult negli anni a venire (il finale violentissimo o la scena della coscia di pollo).

Un film non per tutti, anzi per pochi a giudicare dai commenti in sala di qualcuno che avrebbe fatto meglio ad andarsi a vedere un action qualsiasi invece di fracassare i cocomeri per tutta la durata lamentandosi di quanto il film (a turno) facesse schifo, fosse stupido, immorale, "il film più brutto che io abbia mai visto".

Voto 7

domenica 14 ottobre 2012

TOTAL RECALL, Atto di forza - Len Wiseman

L'ho visto ormai qualche giorno fa, per essere la prima sera c'era relativamente poca gente, l'effetto Ted si fa ancora sentire, ma i soliti rompiballe quelli non mancano mai (se ne potrebbe aprire una rubrica dedicata). Stavolta becchiamo uno logorroico, pensate che per tutto il film ha raccontato la trama di "io vi troverò" perchè è uscito il seguito (Taken 2). Questa le supera tutte, ti siedi a vedere un film e parli della trama di un altro, ragazzo mio hai dei problemi seri! Che gli fai a uno così? Se lo mandi al affanculo poi sei costretto a spiegargli la strada. Ma veniamo al film...

Un po’ Uncharted un po’ V per vendetta, il film perde la tipica ironia degli action movie 80-90 e sostituisce Marte (abbandonato proprio nell’anno di Curiosity) con gli antipodi degli Usa, ai quali ci si arriva in poco tempo con un trasporto “rivoluzionario”. Protagonista quindi è la frustrazione causata dalla sovrappopolazione terrestre, l’uomo si è esteso per tutta la superfice terrestre soprassaturandola e producendo obbrobriosi alloggi costruiti gli uni sugli altri come rami intrecciati. Chiaro che in questa situazione nascano i dittatori e le resistenze di turno.

Come accade spesso per tutti i seguiti o remake, i distributori italiani si arrendono (finalmente) al nome originale, e se prima avevamo "io vi troverò" (Taken) ora abbiamo "Taken 2", così Atto di forza-Total Recall subisce una “inversione di gravità” e diviene Total Recall-Atto di forza. Ma cosa rimane del cult con Schwarzenegger? Ben poco, lo si ricorda giusto per una serie di citazioni, sparse qua e la per il film, e per la trama simile. La trama si dipana in maniera frenetica ma lineare in un lungo inseguimento che dura tutto il film. Le domande che il vecchio film si faceva restano a margine della storia, nessuno spazio alla confusione, qui si capisce tutto nell’attimo stesso in cui tutto avviene. Gli attori, più piacioni che mai, si prendono troppo sul serio. Chi ama gli effetti speciali andrà a nozze ma per i fan di Philip Dick e dei film che ne seguono le orme c’è poca carne al fuoco.
Film non del tutto pessimo (per il suo genere ben inteso) che non resterà certo nella storia della cinematografia ma che se poco poco fa buoni incassi il rischio è che tale trovata commerciale produca seguiti ben peggiori. ci si fermi qui e non è successo nulla.