La prima stagione di Legion stupì un po' tutti (in positivo) perchè si rivelò quanto di meno marveliano ci potesse essere per una serie tv tratta dai fumetti Marvel, almeno rispetto alla concezione che ne ha il pubblico di solito. Virtuosismi visivi alla David Lynch, "videoclippismi", citazionismo e amore per il cinema e le serie tv del passato, un universo affascinante ed oscuro ed un protagonista tutto da scoprire. Certo a tratti ci si faceva prendere un po' la mano ma ci trovavamo di fronte ad un prodotto che per certi versi risultava originale e innovativo per il panorama televisivo. La seconda serie quindi non poteva che rincarare la dose accentuando i suoi tratti distintivi, in positivo e in negativo, regalando nuove "visioni" e scene memorabili ma anche perdendo una certa freschezza e sacrificando ulteriormente la trama e lo sviluppo sull'altare del virtuosismo visivo. In questa seconda "uscita" insomma Legion è ancora più "ostico" per certi versi, appagherà chi voleva più contorsionismi registici e meno chi invece cercava un quadro più completo dei protagonisti ed un intreccio più interessante.
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mercoledì 22 agosto 2018
Legion - Stagione 2 [Serie TV 2018]
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Napoleone Wilson
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domenica 19 agosto 2018
#SerieA 18/19 1> #ChievoJuventus 2-3 - Vizi Di Forma
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Snake Plissken
I nuovi dettami del calcio moderno impongono si inizi un campionato pochi giorni dopo ferragosto, con il "galluccio" ancora da digerire nello stomaco e una scottatura da spiaggia ancora da "unguentare". Di certo il vecchio e populistico detto del: "coi soldi che guadagnano dovrebbero giocare sotto il sole e con 50 gradi" e magari anche con stallieri che li frustano, pur essendo così inflazionato che, a confronto, i prezzi di Wish sono prezzi da atelier d'alta moda, non risolve la situazione. Esordire alle 18 del 18 Agosto in Italia non è come farlo in Inghilterra e Germania, dove l'estate dura tre giorni lavorativi. Ieri scendeva infatti in campo uno squadrone che rischiava di rimanere più forma che sostanza. Se tutto è bene quel che finisce bene, in realtà (oltre i tre preziosi punti) sarebbe cambiato poco o nulla in ogni modo, anche se Bernardeschi non l'avesse insaccata nel finale, dato che siamo ancora all'aperitivo dell'antipasto della stagione. Così oltre a "bene" va anche "benissimo".
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mercoledì 15 agosto 2018
Gotham - quarta stagione [Serie Tv 2017-18]
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Napoleone Wilson
Bruno Heller è un maestro nel deludere le aspettative. Lo abbiamo già scritto e lo riscriviamo ancora, siamo costretti: il modo col quale ha gestito la questione John Il Rosso in The Mentalist grida ancora vendetta a distanza di anni. E per questo, perchè conosciamo i nostri polli che stavolta non avevamo abboccato, con Gotham sapevamo già cosa aspettarci. Ahi voglia a dire "la serie non parlerà di Batman ma solo della città e del suo campionario di personaggi grotteschi", perchè volente o nolente Gotham parla delle origini di Batman e lui lo sa: da anni ci regala contentini, ci preannuncia l'arrivo del "cavaliere oscuro", un simbolo di qua, una frase di là. La scorsa stagione si chiudeva in modo da non lasciar dubbi: sarà la stagione di Batman e così sembrava dopo aver visto le prime puntate di questa quarta stagione ma poi...si ritorna come ogni anno alle solite scaramucce senza fine, i soliti voltafaccia, i colpi di scena scontati. E Batman? Ce ne ricordiamo solo nel finale, nel quale col solito cliffhangerone ci viene preannunciata di nuovo la nascita del pipistrellaccio. La prossima sarà però l'ultima stagione e (sebbene la serie riesca comunque a restare su livelli discreti) il colpo di coda (o d'ala) serve assolutamente per non lasciare la serie nel solito limbo del "piede in due scarpe" e poi francamente tornare a ripetere le stesse cose ad ogni stagione comincia a stufarci. Lo studente è bravo ma non si applica insomma, Gotham ha tutto per far bene e a tratti lo fa ma spesso preferisce il "voltafaccismo" classico delle serie "da battaglia", quelle che non vogliono sforzarsi più di tanto di andare oltre il compitino.
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mercoledì 1 agosto 2018
Glow - seconda stagione [Serie Tv 2018]
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Napoleone Wilson
Nessuno poteva immaginare che un'idea così bislacca (una serie su delle wrestler, ambientata negli anni 80?) potesse rivelarsi così efficace ed attecchire, eppure la prima stagione di Glow è considerata da molti una delle cose più originali e divertenti sfornate da Netflix negli ultimi anni. Gli ingredienti? Risate, musica, lustrini, luci al neon, cazzotti e belle ragazze (mmm, no, non esattamente, non tutte almeno).
Ovvo che chi aveva gradito ne volesse di più: naturale quindi che se ne sfornasse un seguito, seguito che per forza di cose si è rivelato meno originale e "ruspante" ma allo stesso tempo più "profondo": i personaggi risultano meno stereotipati e più approfonditi ma regalano anche meno risate. Non mancano comunque anche in questa stagione le scene memorabili anche se forse i dialoghi risultano meno riusciti. C'è insomma meno spazio per la risata immediata e molto di più spazio invece per lo sviluppo di situazioni e rapporti tra i personaggi.
“L’unica volta che tieni le gambe chiuse, ci fotti tutte quante“
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| L'America messa alle corde |
Le Grandiose Lottatrici del Wrestling (qua da noi, in originale invece "Gorgeous Ladies of Wrestling") sognavano la gloria, i riflettori, le luci della notorietà (almeno il finale della scorsa stagione sembrava poterci far pensare che fosse così) e invece si ritrovano confinate (causa bassi ascolti) ad orari "interurbani", tra una pubblicità di cucito e una di prodotti per l'igene. Non esattamente quello che avevano immaginato. Come fare per "sfondare" nel business del wrestling? Cedere ai ricatti dei produttori o fare l'esatto contrario lasciandosi andare, facendo tutto quello che ci passa per la testa? Vi lascio immaginare quale delle due opzioni Sam, Bash e le lottatrici abbiano scelto. Chiudere con stile e magari convincere qualcuno sulla bontà del loro show con effetti speciali inattesi.
Tra strampalati videoclip che fanno il verso ad MTV, campagne umanitarie (contro i rapimenti delle bambine americane) in stile Live Aid, televendite, merchandising e una vera e propria sottotrama "wrestlingistica" che ha per protagoniste Zoya e Liberty Belle (nemiche sul palco ma anche fuori) non si faranno mancare nulla. Stavolta nemmeno sul palco (assisteremo a rimandi tutt'altro che velati a mosse, tecniche, vocaboli tipici del wrestling di quegli anni e a incontri molto coreografici, laddove negli episodi passati restavano più sullo sfondo). Si produrranno anche in una puntata finale pirotecnica che ha per oggetto una sconclusionata Royal Rumble dove accade un po' di tutto: interferenze, matrimoni, tradimenti, amori inaspettati, cambi di fronte e finale a sopresa. Servirà a salvare lo show (finto e vero?). Lo scopriremo solo vivendo.
"E questa la chiamate una Battle Royale? Sembra più una battaglia con i cuscini"
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| Cosa cazzo è quella scritta lì? Netflix? Che roba è? Ci hanno spostato su qualche canale seguito solo da ragazzini nutellosi? |
Peccato per qualche lungaggine di troppo e qualche puntata meno riuscita del solito: come detto in questa seconda stagione ogni personaggio ha più spazio ed è più "approfondito", questo toglie tempo ai momenti più divertenti e folli che erano stati un po' la cifra stilistica dei primi 10 episodi. Anche così però Glow resta una serie decisamente riuscita (nota di merito per fotografia e colonna sonora), che mischia situazioni più serie ad altre ad alto contenuto di trash (quello buono), che cerca di trovare una strada tra momenti più leggeri ed altri che trattano tematiche scottanti (rapporto genitori figli, violenza sulle donne, omofobia...). Non un prodotto per tutti, ma per molti sicuramente. In attesa di un eventuale ipotetico gran finale a Las Vegas.
PRO
- Più combattimenti
- Approfondimento maggiore dei personaggi
- Alcuni momenti e puntate esilaranti
CONTRO
- Forse meno divertente della prima stagione
- Le puntate iniziali sono un po' "lente"
- Dialoghi forse inferiori a quelli della prima stagione
Voto 7,5
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domenica 22 luglio 2018
Santa Clarita Diet - seconda stagione [Serie Tv 2018]
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Napoleone Wilson
La dieta "drastica" a base di carne umana propinataci quasi un anno e mezzo fa da Netflix si rivelò efficace: di facile attuazione, di breve durata, con spunti frizzanti. Alla fine restava solo qualche chiletto in eccesso da smaltire (trama orizzontale troppo esile e parte "adolescenziale" poco interessante) ma tutto sommato si rivelò qualcosa che meritava sicuramente una riproposizione. A distanza di circa un anno (la seconda stagione è uscita a fine marzo) è arrivata quindi la seconda stagione di Santa Clarita Diet. Il risultato? All'altezza di quello di un anno fa, anzi perfino superiore: la serie non solo assume una sua maggiore coerenza ma riesce a limare quei difetti che le impedivano di aspirare a diventare un cult.
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domenica 15 luglio 2018
#RUSSIA2018 - Finali #BEL v #ING #FRA v #CRO - Il cielo è bleu sopra il Cremlino
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Napoleone Wilson
Belgio-Inghilterra 2-0
E' mai fregato qualcosa a qualcuno della finale per il terzo e quarto posto? Poteva essere qualcosa di diverso stavolta? Ovviamente no, di Belgio-Inghilterra ce ne fregava quanto poteva fregarcene di scoprire quanti capelli hanno in testa precisamente Witsel e Fellaini. Zero...o meglio tantissimi, è di saperlo che ci fregava zero. Comunque partita senza storia, stradominata dai belgi, che gli inglesi nel frattempo stavano già "going home" e li hanno dovuti richiamare in fretta e furia prima che prendessero l'aereo. Gli Albionici già nel girone si fecero battere (ancora tu, ma non dovevamo rivederci più?) dai cavoletti e lo rifanno, lì gli interessava perdere per finire nella parte più "facile" del tabellone (geniacci), qua perchè sostanzialmente si trattava di una specie di amichevole. Si sa, agli inglesi le partite inutili non piacciono (vedi Italia 90'), preferiscono concentrarsi sulle partite importanti...e perdere pure quelle. Belgi invece vincenti e a(bronz)atissimi, sono già pronti per le vacanze.
Francia-Croazia 4-2
Alla fine era abbastanza prevedibile: il cielo è bleu sopra il Cremlino. Mancavano solo loro, sono arrivati: Italia, Spagna, Germania e ora Francia. La squadra DI Didì Diventa campione del mondo per la seconda volta, a distanza di 20 anni,. Troppo stanca e masochista la Croazia: Perisic e Mandzukic fanno e disfano, disfano e fanno mente la Francia bada a giocare e a segnare. C'è spazio un po' per tutte le stelle: Grizmann, Pogba, Mbappè...si divertono i formaggesi. Neppure una papera clamorosa del capitano Lloris riesce a rovinare la festa (bagnata) finale. Macron abbraccia tutti, Didier rincuora tuttti, Pogba irride tutti, i formaggi multietnici, multirazziali e multistrato un po' odiati da tutti alla vigilia (un po' a torto) si sono dimostrati i più forti di tutti, al di là dei soliti discorsi sulle gatte di Deschamps (si dice che abbia sedere ma, a parte un biscottino, le sue partite le ha vinte tutte e nei '90 minuti a differenza di altri). Due anni fa furono polli più che galli, stavolta si prendono una grossa rivincita dimostrandosi la più solida tra le big degli ultimi anni. Finiscono così questi mondiali russi, per certi versi sorprendenti, per altri scontati (tra le tante outsider trionfa invece una delle favorite), domani è un altro giorno, si tornerà a parlare di un calcio più consono a noi, fatto di polemiche, illazioni, frecciate, voli pindarici. Nel frattempo proprio mentre la Francia vinceva il mondiale un volo atterrava a Torino consegnandoci, chi lo sa, una rinascita del calcio italiano.
giovedì 12 luglio 2018
#RUSSIA2018 - Semifinale #ING v #CRO - England is going home
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Napoleone Wilson
Croazia-Inghilterra 2-1 (dts)
Non è il football a tornare a casa ma l'Inghilterra. Sembrava tutto apparecchiato per la bella favola di albione: la tavola imbandita e preparata con cura con cibi belli pesanti (si consumava un po' di Tripp(ier) fin dai primi minuti) ma alla fine il tutto finiva per restargli sullo stomaco, troppi goal mangiati. Gli altri invece digerivano alla grande e arrivati alla frutta avevano ancora fame, dopo Peri(sic) non sazi rispondevano "ancora ancora, tanto io Mangio Kitsch".
Interista e juventino, per una volta amici sul campo, si mangiavano in un boccone i 3 leoni mentre loro erano ancora intenti a scacciare le formiche che gli avevano rovinato il picnic (per la Croazia è la prima storica finale della sua, breve, storia).
52 anni di attesa e continueranno ad aumentare: forse alla fine la giovane età e l'inesperienza di molti ha pesato, laddove i croati avevano tra le loro fila parecchi giocatori navigati ed esperti.
Il difetto principale delle squadre inglesi (e di conseguenza della loro nazionale) è quello di avere sempre poca benzina nel serbatoio e partire a 1000: dopo i primi minuti hai l'impressione che dilagheranno senza tanti problemi e poi invece sul più bello sbandano, cominciano a camminare in campo ("You'll never walk alone", non camminerai mai da solo, ma comunque da solo o accompagnato finirai per camminare piuttosto che correre) e si fermano. Stavolta proprio quando sembrano ricominciare a riacquistare qualche energia vanno sotto, ai supplementari. La Croazia invece acquista il morbo del Portogallo e va in finale senza vincere nemmeno una partita nei 90 minuti tra ottavi di finale, quarti e semifinale. Un bel bottino. In finale se la vedranno con i formaggesi che quando partono favoriti di solito steccano. Vedremo se, dopo gli europei di 2 anni fa, riusciranno a suicidarsi contro una outsider o se trionferanno come nel 1998, quando eliminarono proprio i croati in semifinale (loro miglior risultato fin a ieri).
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mercoledì 11 luglio 2018
#RUSSIA2018 - Semifinale #FRA v #BEL - Niente da dichiarare
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Napoleone Wilson
Francia-Belgio 1-0
Mentre il resto del mondo era intento a parlare del colpo del secolo, il vero evento della serata di ieri che ha oscurato tutto e tutti (la presentazione di Asamoah all'inter?), in Russia si sfidavano a singolar tenzone (per una partitina da poco, una semifinale mondiale) i cuginetti belgi e franzosi. Ci si aspettava un match più scoppiettante e combattuto, anche a livello nervoso, e invece si è rivelata una partita banale con la Francia alla quale il Belgio lascia Umtiti(no) e loro si prendono tutta la mano. Fellaini torna quello che ben conosciamo e infatti è proprio lui a perdersi il calciatore francocamerunense nell'occasione del goal. Da quel momento i formaggi difendono il confine badando a non prenderle (e a perdere tempo con qualche classica sceneggiata di Mbappè, Neymar rassegnati) e i Belgi nonostante qualche Hazard di più rispetto a prima non sfondano mai. Ci si aspettava insomma una scoppiettante commedia degli equivoci e invece abbiamo avuto un film classico e anche leggermente noioso.
La Francia così si candida a seria pretendente al titolo di campione del mondo (dopo Italia, Spagna e Germania mancano solo loro all'appello). La prima (e unica) volta in cui riuscì a salire sul tetto del mondo fu nel 1998. Giusto 20 anni fa. Il pallone d'oro in carica, un certo Ronaldo, giocava in Italia ma fallì l'appuntamento più importante in maniera clamorosa e fragorosa in finale. Gli successe un certo Zinedine Zidane (anche lui giocava in Italia) che di lì a poco approderà al Real. Proprio quel tale in estate ha abbandonato il Real (ma da allenatore) ed un altro Ronaldo, anche lui pallone d'oro in carica, è approdato in Italia. Corsi e ricorsi storici che fanno uscire di testa. Ah, il capitano di quella Francia campione del mondo si chiamava Didier Deschamps.
Però ci hanno raccontato che quest'anno "football is coming home" e quindi alziamo le mani e aspettiamo anche di fronte alla kabala, mai dire mai, nell'anno della Brexit forse gli inglesi smetteranno di essere europei per diventare cittadini del mondo.
lunedì 9 luglio 2018
FIRST TEAM JUVENTUS - Stagione 2 (2018)
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Napoleone Wilson
La prima parte di "First Team Juventus", docu-serie a firma Netflix sulla stagione 2017-18 della Juve, si era chiusa con mille interrogativi. Come andrà a finire? Vuoi vedere che proprio ora che Netflix fa un documentario sulla Juve va a finire che non si vince nulla? E se lo scudetto lo vincesse il Napoli? Faremo una figuraccia in champions? L'effetto boomerang insomma era dietro l'angolo. Quasi come se tutto si fosse chiuso con uno di quei classici cliffhanger che separano una stagione di una serie tv dall'altra, le prime 3 puntate ci avevano lasciato con un misto di timore, curiosità e attesa. Come è finita poi? Beh, penso che lo saprete già benissimo e queste ulteriori 3 puntate documentano ottimamente gli ultimi esaltanti mesi dei bianconeri (cultimati con il settimo storico scudetto consecutivo e la quarta coppa italia di seguito), conditi anche da qualche delusione cocente e da qualche incidente di percorso inatteso.
domenica 8 luglio 2018
#RUSSIA2018 - Quarti di finale ( #SVE v #ING #RUS v #CRO) - God save the teen
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Napoleone Wilson
Svezia-Inghilterra 0-2
E alla fine anche loro ci salutano, i simpaticissimi svedesi che tanto ci hanno dato in questi mesi e che hanno regalato a Ventura e company un sogno in questi mondiali sono andati a casa. Li ha traditi la testa: oltre a non essere scesi in campo a livello psicologico perdono proprio grazie a due incornate inglesi, quasi paradossale. Finora la loro tattica era stata: andare in vantaggio e difendere catenacciando, svanita quella possibilità non hanno avuto più scampo.
I Leoni stavolta hanno fatto a meno del Kane e hanno colpito con l'insospettabile J(Harry) Maguire e Delle Alpi. L'Inghilterra torna in semifinale dopo ben 28 anni anche grazie alle parate di tal Pick Ford (non sappiamo se "raccoglie" le Ford ma di sicuro di palloni ne prende tanti), laddove in passato erano stati proprio gli eroi tra i pali a tradire i britannici. Una nazionale che stupisce sempre di più: una volta che non si parla di loro come favoriti (partiti col ruolo di outsider perchè troppo Young) vuoi vedere che centrano l'impresa? Per favore però, basta con questa storia del "football is coming home", perchè "home is where the heart is".
Russia-Croazia 2-2 (3-4)
E torna a casa anche la Russia. Anzi no, a casa ci sono già, restano e guardano gli altri giocarsi i mondiali. Ma hanno fatto già quasi un'impresa, sfiorare le semifinali non è stata cosa da poco. Stavolta nulla hanno potuto le parate di A Chi Nfeiev? contro una Croazia spietata dal dischetto (ottavi e quarti vinti alla "lotteria"). Non hanno mollato per 120 minuti e hanno ripreso i croati proprio sul gong grazie a Mario Fernandes (classico cognome russo) ma proprio lui dagli 11 metri ha fallito uno dei rigori decisivi (l'altro è stato sMOLLOv).
Livin' la VIDA loca. Ora però i croati avranno di fronte l'Inghilterra, vedremo di che pasta sono fatti, inglesi che proprio a questi mondiali hanno sfatato dopo millenni il tabù rigori.
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