| Loch Lomond (Cold light piercing a haze of smoke and mirrors) palms hanging over the sparkling water champagne on ice a coconut surprise laughter from the rails as the yachts sets sail with waves crashing over the shores of Loch Lomond Chrocodile tears under chandelier cicadas chatter above the veranda birds of paradise smiles and alibis heard by no-one on the shores of Loch Lomond a merry dance a sarabande in castles made of sand when your world is washed away in the cold light of day christmas suntan a winter summerland rhythm of the shingle faces tingle love songs on the surf should i believe the words since when were you on the shores of loch lomond illusions and facade a crying heavy heart within the mists that rise from waters of cold ice loch lomond a humming bird in snow when darkness is aglow the pain that cracks the shell the breathing of a spell loch lomond | Loch Lomond (luci fredde trapassano la foschia di fumo e specchi) palme pendono sopra l'acqua scintillante champagne in ghiaccio una sorpresa al cocco risate dalla ringhiera mentre gli yacht salpano con onde che si infrangono sulle rive di Loch Lomond Lacrime di coccodrillo sotto il lampadario le chiacchiere delle cicale sopra la veranda uccelli del paradiso sorrisi e alibi inascoltati sulle rive di Loch Lomond una danza allegra una sarabanda in castelli di sabbia quando il tuo mondo è spazzato via nella fredda luce del giorno Abbronzatura natalizia una terra estiva invernale il ritmo della ghiaia fronteggia il formicolio canzoni d'amore per il surf devo credere alle parole da quando eri sulle rive del lago Lomond illusioni e apparenza un cuore pieno di pianto Nelle nebbie che salgono dalle acque di ghiaccio freddo Loch Lomond un colibrì nella neve quando l'oscurità è lucente il dolore che rompe il guscio il respiro di un incantesimo Loch Lomond |
| The Phoenix Flown (Energy renewed) | Il volo della Fenice (Energia rinnovata) |
| Wanderlust (it must be the gypsy in me) | Voglia di girovagare (deve esserci uno zingaro in me) |
| Til these eyes (Love’s perennial power to trasform life) we're all toys of time up to the end no one owns the night meanwhile the river bends lace lies and butterflies flying high above til these eyes have seen enough the clock is always ticking hanging on the wall the mirror's always cracked waiting for us all a rose by any other name squandered in the dust till these eyes have seen enough the currency that lingers far heavier than gold the beauty of the first bloom a fairytale of old torn into pieces a childhood map of love til these eyese have seen enough punch drunk in the wind your play is nearly run the carpet snatched beneath you just when you're having fun the cards are in your hand it's time to call your bluff til these eyes have seen enough til these eyes have seen love | Fino a che questi occhi (l'amore è l'energia perenne per trasformare la vita) siamo tutti giocattoli del tempo fino alla fine nessuno è padrone della notte Nel frattempo il fiume piega le bugie ben ricamate e le farfalle che volano in alto finchè questi occhi hanno visto abbastanza l'orologio ticchetta continuamente appeso al muro lo specchio è sempre rotto in attesa di tutti noi una rosa con qualsiasi altro nome sprecata nella polvere fin quando questi occhi hanno visto abbastanza la valuta che indugia di gran lunga più pesante dell'oro la bellezza della prima fioritura una fiaba da vecchi ridotta a pezzi una mappa infantile d'amore finché questi occhi hanno visto abbastanza Stordita nel vento il tuo gioco è quasi arrivato alla fine strappato il tappeto sotto di te proprio quando cominciavi a divertirti le carte sono nelle tue mani questo il momento di dichiarare il tuo bluff finchè questi occhi hanno visto abbastanza finchè questi occhi hanno visto l'amore |
| Prairie angel (ispired by the pioneering spirit of Jack Kerouac’s “On the road”) | Angelo della prateria (ispirata dallo spirito pioneristico di “On the road” di Jack Kerouac) |
| A place called freedom (A story set in the wild west on the wide open plains) I saw her in the plains i watched her through the rain on a buffalo dawn running barefoot through the corn her wild rose complexion with eyes downturned became my obsession i knew i had to return to a place called freedom high indian cheekbones held by wonder she moaned like the whining wind chased by thunder torn between home and the horizon a dancing gazerlle in Eternity's sunrise to a place called freedom | Un posto chiamato libertà (Una storia ambientata nel selvaggio west sulle vaste pianure) L'ho vista nelle pianure L'ho guardata sotto la pioggia in un'alba a Buffalo correndo a piedi nudi attraverso il grano la sua carnagione rosa selvatica con gli occhi che si abbassavano è diventata la mia ossessione Sapevo che dovevo tornarci in un luogo chiamato libertà zigomi alti da indiana intrappolata dalla meraviglia gemeva come il vento lamentoso inseguita da un tuono divisa tra casa e l'orizzonte una gazzella danzante in un alba eterna in un luogo chiamato libertà |
| Between the sunset and the coconut palms (Casting off and moving beyond the horizon. Title ispired by a Peter Sellers sketch) listen for the boatman's call we're casting off as evening falls creeping through the harbour lights entering the night tattered posters in the pier with laughing clowns and cavaliers faded smiles that drift away and never shed a tear we're heading out of sight beyond the walls of wrong or right desperate dreamers on the sea renegades and refugees the whistling wind the rising swell we heard six bells and all was well accordions sway beneath the lamps drunk on contraband a cosy magic eiderdown we can't wake up we're run aground unchartered lands we're lost at sea washed up and cast away we're heading out of sight... | Tra il tramonto e le palme da cocco (mollare gli ormeggi e muoversi oltre l'orizzonte. il titolo è ispirato da uno sketch di peter sellers) In attesa della chiamata del barcaiolo molliamo gli ormeggi al calar della sera strisciando attraverso le luci del porto entrando nella notte manifesti strappati nel molo con clown sorridenti e cavalieri sorrisi sbiaditi che si allontanano e non versano mai una lacrima stiamo uscendo fuori dalla vista oltre le mura del giusto o sbagliato sognatori disperati sul mare rinnegati e rifugiati il vento che fischia il moto ondoso in aumento abbiamo sentito sei campane e tutto andava bene fisarmoniche ondeggiano sotto le lampade ubriachi di contrabbando un confortevole magico piumino non possiamo svegliarci siamo arenati terre inesplorate ci siamo persi in mare bagnati e naufraghi stiamo andando fuori dalla vista ... |
| Waking to life (The Shangri-La of love’s discovery) (lo shangri-la dell'amore trovato) Waking to life learning to love like the rising tide quickening the blood glide of the falcon flight of the dove saw you in my dreams telepathy of love and i've never seen your face before clouds like fountains in the air run to earth they soak the ground a mountain range your glistening face moonson falls a heart that punds and i've never seen your face before moon and earth two are in one like the rising tide taken at flood ancient mud red walls of clay kissed by sun at break of day the singing moong that fills the room silent call of sand dunes and i've never seen your face before waking to life | Risveglio alla vita (lo Shangri-La della scoperta dell’amore) Risvegliandosi alla vita, imparando ad amare come la marea crescente accelera il sangue il planare del falco il volo della colomba ti ho visto nei mie sogni telepatia d'amore e non ho mai visto il tuo volto prima nuvole come fontane in aria corrono verso terra e bagnano il terreno una catena montuosa il tuo volto scintillante ripidi monsoni un cuore che batte e non ho mai visto il tuo volto prima la luna e la terra due sono in una come l'ondata crescente portata al diluvio antiche mura di fango rosso di argilla baciate dal sole allo spuntar del giorno il canto della luna che riempie la stanza la chiamata silenziosa di dune di sabbia e non ho mai visto il tuo volto prima risveglio alla vita |
| Two faces of Cairo (Written literally at the foot of the Sphinx, contemplating Egypt’s celebrated past contrasted with the hidden face of her present day desperately poor tomb dwellers) | I Due volti del Cairo (scritto letteralmente ai piedi della Sfinge, contemplando la celebrazione dell'antico Egitto in contrasto con la faccia nascosta della disperata povertà delle moderne tombe dei suoi abitanti) |
| Looking for fantasy (Jimi Hendrix gave a free concert in one of my dreams and sang this uncharacteristic melody, which I dedicate to all those lost flower girls) she stops to remember a gentle time with layer of pastel and blue tinted eyes she's dating a guy who's half her age who vaguelyu resembles a young jimmy page she's only looking for fantasy while trying out perfumes in peter jones a fragrance reminds her of a time in kings road in an open top car the kennedys passed by to this day she swears that jack gave her the eye she's only looking for fantasy she tried karl marks and reverend sun moon a californian commune and tuscany too somewhere in time a walk in the clouds with women in love far from the madding crowd | In cerca di fantasia (In uno dei miei sogni Jimi Hendrix dava un concerto gratuito e cantava questa melodia poco caratteristica, che io voglio dedicare a tutte quelle perdute figlie dei fiori) le si ferma per ricordare un momento delicato con tinta pastello e occhi dipinti di blu esce con un ragazzo che ha metà dei suoi anni che assomiglia vagamente ad un giovane Jimmy Page lei è solo in cerca di fantasia mentre prova profumi a Peter Jones una fragranza le ricorda un tempo in Kings Road in una vettura scoperta stavano passando i Kennedy fino ad oggi lei giura che Jack le ha lanciato un'occhiata lei è solo in cerca di fantasia provò Karl Marx e il reverendo Sun Moon una comune californiana e perfino la toscana da qualche parte nel tempo una passeggiata tra le nuvole con le donne innamorate lontana dalla pazza folla |
| Summer’s Breath (Remember to breath) | Respiro d’estate (ricordatevi di respirare) |
| Catwalk (Something old, somethin new, something borrowed and something Blues) you were born in the fields way back when your life was real now you look at those you despise with your catwalk eyes oh lord... From the wrong side of the tracks swore you were ever going back nature gave you the perfect disguise catwalk eyes Princess and poets and congressmen at your feet they stand in a long libne they want to met you as you wlak by flashing those catwalk eyes Born in the fields way back when your life was real now you look at those you despise with your catwalk eyes | Passerella (qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa preso in prestito e qualcosa di Blues) Sei nata nei campi tempo addietro quando la tua vita era reale ora guardi coloro che ti disprezzano con i tuoi occhi da passerella Oh, signore dalla parte sbagliata del sentiero avrei giurato non saresti mai tornata indetro la natura ti ha dato il travestimento perfetto con i tuoi occhi da passerella Principesse e poeti e membri del congresso sono tutti ai tuoi piedi in una lunga fila vogliono incontrarti mentre passeggi con i tuoi lucenti occhi da passerella Sei nata nei campi tempo addietro quando la tua vita era reale ora guardi coloro che ti disprezzano con i tuoi occhi da passerella |
| Turn this island earth (Another kind of pioneering spirit,this time through both outer and inner space. This title is taken from a film that ispired my childhood mind and has haunted me ever since) a strawish in a sea of dreams a ride that's never ending from a lost world into a spinning fairground in space Shining teapot spilling a mother ship of fire Alladin's lamp pouring down the Milky Wy big dipper roller coaster jumping jack exploding night and day you're whirling on a ferris wheel turn this island earth a red shift cluster bright signal from the other side Lampwick and Slats are laughing beyond the speed of light years passing all the shooting stars rings of saturn calling a red planet blazing the singinng moons of jupiter around your eyes turn this island earth looking back from where we are city light clusters of stars while we fly a jewel in the crown of a universe sapphire blue in a golden starbust oceans of deep sky standing on the moon gazing at all the mountains of china mother earth sleeping whit all the children inside her starbound spirits rising in mind out of time free from the bonds around us captives in waking manmind turn this island earth | Trasforma quest’isola in terra (Un altro tipo di spirito pionieristico, stavolta attraverso lo spazio sia interno che esterno. Questo titolo è tratto da un film che ha ispirato la mia mente infantile e mi catturato da allora) una stella del desiderio in un mare di sogni una corsa che non ha mai fine da un mondo perduto in una spirale una fiera nello spazio una Teiera splendente che versa una nave madre di fuoco la Lampada di Aladino riversa la Via Lattea grandi montagne russe bilanciere esplodono come una marionetta notte e giorno volteggi su una ruota panoramica Trasforma quest'isola in una terra un grappolo che vira sul rosso brillante il segnale dall'altra parte Lucignolo e lamelle ridono oltre la velocità degli anni luce gli anni passano tutte le stelle cadenti gli anelli di Saturno richiamano un pianeta rosso ardente le lune cantanti di Giove intorno ai tuoi occhi Rendi quest'isola una terra guardando indietro da dove siamo luci cittadine grappoli di stelle mentre voliamo un gioiello nella corona di un universo zaffiro blu in un'esplosione di stelle dorate oceani del cielo profondo in piedi sulla luna guardando tutte le montagne della Cina madre terra dorme con tutti i bambini dentro di lei spiriti di stelle legate tra loro crescono mente fuori dal tempo liberi dai vincoli che ci circondano prigionieri nel risveglio della mente umana Rendi quest'isola una terra |
☰
lunedì 7 novembre 2011
Steve Hackett - Beyond the shrouded horizon (testi e traduzioni)
Posted by
Napoleone Wilson
Labels:
Genesis,
Musica,
Progressive Rock,
Steve Hackett,
testi,
Traduzioni
giovedì 3 novembre 2011
Steve Hackett - Beyond the shrouded horizon (Bonus Disc)
Posted by
Napoleone Wilson
Il bonus disc, si era detto. Cosa conterrà. Vale la pena dargli un ascolto? Se siete fan o comunque amate le sonorità del chitarrista certamente.
I primi 4 pezzi sono le 4 parti di una suite strumentale (Four winds), tutte piuttosto varie. Se North presenta sonorità elettriche, la bellissima South è acustica e jazzata (suggestivo l'intersecarsi di piano e chitarra), East è molto "santaniana" e giocata su belle scorribande chitarristiche (tra l'altro è una nuova versione di The Well At The World’s End, una bonus track inclusa nell'edizione giapponese di Darktown), West chiude il tutto con una graziosa chitarra classica.
La suite insomma è molto gradevole, soprattutto South e East.
La suite insomma è molto gradevole, soprattutto South e East.
Pieds en el air è un altro strumentale, molto sinfonico (è la ripresa del pezzo del 1926 scritto da Peter Warlock), mentre She said Maybe torna su sonorità più rock jazzate ed è forse lo strumentale migliore di questo bonus disc. Non avrebbe di certo sfigurato nella versione "singola" dell'album.
Enter the night non è altro che un rifacimento con parti vocali (l'unico pezzo cantato del bonus disc) della nota Riding the colossus (presente su The Tokio Tapes). l'aggiunta della voce però conferisce un gusto diverso a questo brano e a dargli una sua dimensione. Bella.
Eruption:Tommy è una cover dei Focus, gruppo prog olandese degli anni '70, e presenta una base molto jazzata e d'atmosfera dove la chitarra disegna paesaggi sonori di grande effetto. Un altro ottimo pezzo.
Reconditioned nightmare non è altro che una nuova (?) versione di The air conditioned nightmare (presente sull'album cured, del 1981) e a differenza di Enter the night non ha praticamente nulla di diverso dall'originale, è quindi piuttosto superflua.
Anche il disco bonus in conclusione presenta davvero ottime cose, molte delle quali non avrebbero sfigurato sul disco "standard", altre cose sono un po' meno imprescindibili (a che serve un auto-cover identica?) ma è davvero un bonus disc interessante.
Insomma ben tornato Steve e grazie per quello che hai dato e continui a dare a noi poveri genesisisti irrecuperabili e prog dipendenti.
Labels:
Genesis,
Musica,
Progressive Rock,
Recensioni,
Steve Hackett
martedì 1 novembre 2011
Steve Hackett - BEYOND THE SHROUDED HORIZON
Posted by
Napoleone Wilson
![]() |
| © 26 settembre 2011 |
A differenza del lavoro precedente (piuttosto travagliato per via di problemi coniugali che hanno influito sulla composizione dei pezzi) qui Hackett torna in uno "studio vero" e la differenza si sente, non come qualità in se dei pezzi, ma come varietà degli stessi e possibilità sonore. Così ho subito acquistato la versione doppia, che oltre all'album standard possiede un cd bonus che contiene altri brani (quasi tutti strumentali) non imprescindibili ma molto interessanti.
Labels:
8,
Genesis,
Musica,
Progressive Rock,
Recensioni,
Steve Hackett
domenica 30 ottobre 2011
Serie A 10> Inter vs Juventus 1-2 – ottobre numero 29, per i cartonati è già la notte delle streghe… bianconere
Posted by
Snake Plissken
E così gli abbiamo purgati ancora, “la madre di tutte le partite” l’abbiam fatta ancora una volta nostra per estrema goduria gobba. Inter-Juve prescinde sempre da qualsiasi classifica e da qualsiasi condizione di forma, di solito in partite come queste vince chi è sfavorito, l’abbiamo visto in questi anni bui, perchè e la rabbia che ti spinge a dar qualcosa in più. Stavolta invece partivamo noi favoriti, con loro che per tutta la settimana mettono in atto l’ormai collaudato pianto preventivo per ottenere aiutini, con un cantante, ormai entrato in perfetto stile Inter, che si lamenta per i cinque rigori subiti in nove giornate, ignorando totalmente su quale panchina sedeva nella stagione 2007/2008, anno in cui subimmo lo stesso numero di rigori contro nelle stesse giornate… non mi pare si sia lamentato così in quell’occasione.
In poche parole le premesse non erano poi così positive e l’inizio del match sembrava confermarlo. Un Inter arrembante pareva voler rifarsi proprio contro la nemica storica, tanto che dopo il gol di Vucinic e il pareggio di Maicon veniva da dire: ecco, nulla di fatto. Invece alla fine di tutto Il principino batte il principe, che per l’occasione del gol lo guarda gioire dalla panchina. Poco dopo il cantante lo guarda anche entrare in area solo e cadere travolto da Castellazzi. Quasi si agita in po', ed in quell’attimo di secondo il suo cervello già inizia ad elaborare i mugugni per il sesto rigore in 10 (9) turni, salvo poi accorgersi che dovremmo esser noi a piangere, sbobinando quell’ormai famoso: “nel dubbio favorisci chi è dietro”. Meno male che il dio del calcio stavolta non aveva un impegno. Alla fine i castiga cartonati son sempre loro Vucinic (così come quando era alla Roma) e Marchisio, e noi godiamo come pazzi nell’andar a prendere questi tre punti in quel di Milano, vedendo i loro volti abbattuti e la loro classifica lacunosa, nel giorno di ottobre numero 29, con nel cuore la pazza speranza che doppio miracolo accada.
Godiamoci allora quest’altra settimana da capolista solitaria, ma sia chiaro che l’appunto è sempre lo stesso, troppi, troppi, troppi gol mangiati, e sofferenza che sa di crudeltà verso i tifosi, anche se si sa di star tenendo bene in difesa. Sarà perchè ancora non ci fidiamo di quella difesa?
mercoledì 26 ottobre 2011
Serie A 9> Juventus vs Fiorentina 2-1 – Come dominare soffrendo
Posted by
Snake Plissken
Quel primo tempo sciupone gridava vendetta. Una Fiorentina dominata e assediata ma tenuta distante soltanto di un gol, mentre già aleggiava sullo Juventus Stadium il fantasma di Sabato scorso, la X che sa di croce. “l'icstoplasma”. Tanto più che le premesse sembravano tutte a favore del presagio, con loro che venivano da un pareggio simile al nostro, con un allenatore sulla graticola già ribattezzato MihajloviX, noi che dominiamo il primo tempo ma sprechiamo l’impossibile nella sagra del liscio e del mangio, loro che con il cambio di modulo sembravano aver trovato nel nuovo entrato Gilardino la chiave di volta, quasi che lo stadio pendesse verso la sud. Ecco perchè col nuovo vantaggio quasi si fatica ad esultare. Scottato dal Genoa Conte ha paura, tanto da rinunciare al suo credo offensivo per poter portare a casa una vittoria, qualunque essa sia. La Juve si rintana in difesa ed il resto è solo sofferenza, fino al 94’, quando quell’ultimo attacco di Gilardino nella nostra area ha fatto saltare tutte le coronarie bianconere. Per nostra fortuna, però le cose a volte vanno in maniera diversa e Gilardino cicca la conclusione.
Storia di come conquistare 3 punti sofferti facendo 14 tiri in porta contro 1. Chiaro che con questa canzone non si va molto lontano, il bel gioco deve sfociare in occasioni da rete finalizzate con più cattiveria, eccettuata la prima col Parma infatti, le nostre vittorie sono sempre state tirate per il collo anche se le si era ampiamente meritate. Speriamo di raffinarci un po' perchè è facile cadere in depressione da inconcludenza. Quel che di positivo si po’ dunque trarre rispetto allo scorso anno è il gioco, il possesso palla, il pressing asfissiante e le palle rubate sono tutt’altra cosa rispetto al subire l’avversario ogni partita, e se un piccolo sollievo morale si può trovare in queste sofferenze è il fatto che almeno usciamo a testa alta da qualsiasi risultato. Anche se la squadra sembra non sia ancora pronta per il Conte pensiero.
Matri è sempre più decisivo ma Vucinic e sempre più spaesato, la partita iniziava con una sola differenza rispetto a sabato scorso, Vidal, differenza che tutto sommato si è sentita in positivo. Bonucci si riguadagna in parte il perdono con quel gol, mentre molti di noi pensano al vero caso della settimana, Krasic in tribuna è in via di allontanamento o ritroverà la strada perduta? Ed Elia, avrà una chance? Quagliarella? Lo vedremo finalmente in campo? Nemmeno il tempo di porcele queste domande che già la “madre di tutte le partite” (per usare un termine caro a qualcuno) già si appresta all’orizzonte.
Labels:
Juventus,
Serie A,
Stagione 2011/2012,
vittorie,
VS Fiorentina
domenica 23 ottobre 2011
Serie A 8> Juventus vs Genoa 2-2 – Gli X-Men dicono addio alla vetta
Posted by
Snake Plissken
Una settimana fa avevo lanciato l’allarme pareggite, oggi, dopo l’ennesimo pareggio, penso che la vetta sia definitivamente sfumata. Perchè chi aspira a tanto non può perdere tutti questi punti, perchè il cammino prossimo venturo è costellato di match durissimi (Fiorentina, inter, Napoli, Palermo e Lazio) e perchè non abbiamo ancora assaggiato l’amaro della prima sconfitta. Anche se non credo che questa squadra possa ancora ambire a tale obbiettivo, avrei voluto vederla prima in solitaria, anche solo per un turno. Non è stato così e a mio parere non lo sarà più, anche se spero con tutto il cuore di sbagliarmi. Vedere quell’immenso gruppone da un lato accresce questo rimorso e da un altro ti da la coscienza che al prossimo passo falso ci ritroveremo nel baratro. Pensare che le milanesi erano così in basso, anche se tutto ancora era in divenire, un po' disturba.
Purtroppo anche quest’anno non potremo prescindere dai guai di un mercato “strabico” che ha puntato gli occhi solo sull’attacco e il centrocampo, ignorando il vero cruccio di questa squadra. Mi perdoni Marotta se con questa analogia sono stato poco politicamente corretto nei suoi confronti, ma lo si è visto ieri. Due uomini ieri ci hanno affossato e tanto per cambiare quei due uomini rispondono ai nomi di Chiellini e Bonucci, e mentre in attacco tutto si sarebbe potuto risolvere con una tirata d’orecchie a Vucinic, per la sua opaca prestazione, grazie all’exploit di Matri, in difesa il solito colapasta ci zavorra e non ci fa volare (come titolava oggi il corriere). Non esente da colpe persino Storari, che avrebbe dovuto non farci rimpiangere le uscite di Buffon (in campo e fuori) e così capita che prendi gol proprio da uno come Caracciolo che di solito ne mangia una tavolata intera.
Qui ora non si tratta di lavorare alla Gazzetta, dove gufi lo sono di professione, so che non l’abbiamo persa la partita, ma come ha detto anche Conte sarebbe stato meglio perderne una in più se si fosse vinta almeno una di quelle pareggiate. Si tratta cioè solo di constatare i fatti e di pretendere risultati invece di illudersi ancora per un altro anno. Poiché se non siamo da scudetto vorremmo almeno lottare per la Champions… chiediamo troppo?
Purtroppo anche quest’anno non potremo prescindere dai guai di un mercato “strabico” che ha puntato gli occhi solo sull’attacco e il centrocampo, ignorando il vero cruccio di questa squadra. Mi perdoni Marotta se con questa analogia sono stato poco politicamente corretto nei suoi confronti, ma lo si è visto ieri. Due uomini ieri ci hanno affossato e tanto per cambiare quei due uomini rispondono ai nomi di Chiellini e Bonucci, e mentre in attacco tutto si sarebbe potuto risolvere con una tirata d’orecchie a Vucinic, per la sua opaca prestazione, grazie all’exploit di Matri, in difesa il solito colapasta ci zavorra e non ci fa volare (come titolava oggi il corriere). Non esente da colpe persino Storari, che avrebbe dovuto non farci rimpiangere le uscite di Buffon (in campo e fuori) e così capita che prendi gol proprio da uno come Caracciolo che di solito ne mangia una tavolata intera.
Qui ora non si tratta di lavorare alla Gazzetta, dove gufi lo sono di professione, so che non l’abbiamo persa la partita, ma come ha detto anche Conte sarebbe stato meglio perderne una in più se si fosse vinta almeno una di quelle pareggiate. Si tratta cioè solo di constatare i fatti e di pretendere risultati invece di illudersi ancora per un altro anno. Poiché se non siamo da scudetto vorremmo almeno lottare per la Champions… chiediamo troppo?
Labels:
Juventus,
pareggi,
Serie A,
Stagione 2011/2012,
VS Genoa
venerdì 21 ottobre 2011
THIS MUST BE THE PLACE – Paolo Sorrentino
Posted by
Snake Plissken
Quando capita che ci sia molto da dire o ci si blocca o non si sa da che iniziare. Dalla fotografia? Dalla colonna sonora? Dalla sceneggiatura? Innanzitutto mi aspettavo di peggio, ero un po' scettico sul fatto che il binomio rockstar anni 80-Sean Penn potesse funzionare davvero, invece vedendolo ho capito come lo stesso Penn possa essere stato folgorato da Sorrentino...
…"qui nessuno lavora più, tutti fanno qualcosa di artistico…", dice Cheyenne in un bar al tatuatore tatuato. Lui invece sta cercando di fare il percorso inverso, un'involuzione basata sulla sostanza, che lo porti ad uscire dal guscio di una vita ibernata all'infanzia.
Lui, vecchia Rockstar ormai ritirata e fuori moda, per far questo dovrà affrontare il passato e porsi domande che non ha mai voluto farsi. Ed proprio come una statua di ghiaccio che si muove per il mondo, col cuore freddo nel tentativo di capire cosa sia quella cosa che "lo disturba", quel raggio caldo che timidamente tenta di aprire una breccia e che nel farlo “smuove” e fa male, come usare di nuovo un muscolo rimasto fermo da molto tempo.
Truccarsi il volto serve allora sia per coprire il pallore di una figura cadaverica che per nascondere l'età, e con lei tener lontana la morte... Già, proprio quella morte che tanto ha evocato in vita, forse per anestetizzarsi nell’attesa di essa o credere di averla già superata, perchè in realtà ne ha una paura fottuta.
Lui, vecchia Rockstar ormai ritirata e fuori moda, per far questo dovrà affrontare il passato e porsi domande che non ha mai voluto farsi. Ed proprio come una statua di ghiaccio che si muove per il mondo, col cuore freddo nel tentativo di capire cosa sia quella cosa che "lo disturba", quel raggio caldo che timidamente tenta di aprire una breccia e che nel farlo “smuove” e fa male, come usare di nuovo un muscolo rimasto fermo da molto tempo.
Truccarsi il volto serve allora sia per coprire il pallore di una figura cadaverica che per nascondere l'età, e con lei tener lontana la morte... Già, proprio quella morte che tanto ha evocato in vita, forse per anestetizzarsi nell’attesa di essa o credere di averla già superata, perchè in realtà ne ha una paura fottuta.
Da quest'analisi si può dunque capire a ritroso cosa creò quel movimento dark che vide tra i suoi maggiori esponenti Robert Smith dei Cure, da cui totale ispirazione trae il personaggio del film persino nello pseudonimo che usa nel suo viaggio. E’ dunque un film che tocca le corde del sensibile questo This Must Be The Place, con una splendida fotografia e un grandangolo straordinario, oltre a una colonna sonora magnifica che offre il cameo di David Byrne dei Talking Heads. Un film musicale dunque (non un musical) che del viaggio (spirituale e sonoro) ne fa una ragione di sceneggiatura. Ogni dialogo sembra studiato per accordarsi a tale arte, con frasi che ben descrivono la poesia di questa vita. Un film catalogato come drammatico ma che non si piange addosso, come han fatto altre collaborazioni Italia-Usa (vedi Muccino), con un’ironia sottile e pungente come la strana risata del protagonista.
Sorrentino testimonia ancora una volta che c’è del talento in questa terra, anche se questo talento il più delle volte è costretto ad emigrare e a sposarsi con il cinema americano per poter essere apprezzato e notato.
Labels:
Cinema,
drammatico,
Musica,
Paolo Sorrentino,
Sean Penn,
USA
domenica 16 ottobre 2011
Serie A 7> Chievo Verona vs Juventus 0-0 – Vertigini da alta classifica
Posted by
Snake Plissken
L’intera serie A soffre di vertigini, nessuno vuol restare solo in vetta, e dopo la sconfitta del Napoli di ieri non siamo da meno noi e l’Udinese, l’unica che ci guadagna e il Milan che quatto quatto si avvicina. Il risultato è un polpettone, tutti nel gruppo con nessuno che tira la volata, sintetizzato ottimamente da una domenica in cui si sono segnati solo due gol e tutti nella stessa partita e dalla stessa squadra (il Bologna, fino ad ora ultimissimo a 1 punto)
Dopo sei partite ancora nessuna sconfitta, ma già tanti pareggi. Quando si inizierà a far sul serio e i gufi della rosea cominceranno ad avere ragione, circa durezza dell’inverno, rimpiangeremo i punti lasciati per strada. Sempre la stessa musica, quella del “poteva essere e non lo è stato”, con noi insieme agli altri mentre potevamo approfittare del fatto di chiamarci Juventus per staccarli, proprio ora che la serie A si è livellata. D'altronde la strada è ancora lunga, e la nostra parte del cervello non legata ai sogni ma alla razionalità deve rimanere in allerta.
Partiamo con la stessa formazione anti-Milan, ma forse non ricordiamo di averla spuntata sul Diavolo con due gol fortunosi di Marchisio (un centrocampista) e che le punte erano state inconcludenti. Scarso peso offensivo che si è visto anche oggi, sia con Vucinic solo in avanti che con Del Piero (non in giornata eccettuata quel palo su cross di Pepe). A differenza dello scorso anno, quando subivamo sempre l’avversario, quest’anno il gioco complessivamente si vede. Ottimo il pressing che ci porta a rubare molti palloni e a far sentire il nostro fiato sul collo dell’avversario, ma ci vuole più cattiveria sotto porta. Un po' meglio la difesa (speriamo bene) che ci consente di subire molto meno.
Il più grande rimpianto rimane Krasic, ormai con la dieghite acuta, pensando a come in molti l’avevano già eletto il nuovo Nedved, e non solo per la sua somiglianza fisica, mentre si registra la prima sgroppata di Estigarribia (senza voto), finora sconosciuto agli juventini della domenica e usato dai più esperti per darsi un tono sui primi: “Perchè non convoca mai Estigarribia?” – “Estigachi?”
Labels:
Juventus,
pareggi,
Serie A,
Stagione 2011/2012,
VS Chievo
martedì 4 ottobre 2011
DRIVE - Nicolas Winding Refn
Posted by
Napoleone Wilson
Ci sono film che promettono tanto (effetti speciali, trama originale, colpi di scena) e mantengono ben poco ed altri che invece, pur non risultano originalissimi e presentando una trama già sentita, riescono a catturare lo spettatore. Drive appartiene alla seconda categoria: se infatti da una parte tutto sembra quasi già visto, è il come il film lo racconta che rende il tutto interessante.
Lo stile visivo (i titoli di testa e di coda soprattutto) fa molto anni '80. Le musiche davvero azzeccate accrescono ulteriormente questa sua caratteristica, tanto che a tratti, nei momenti più romantici, sembra di essere in un teen movie di quegli anni, salvo poi (ed è questa la cosa migliore del film) ritrovarsi all'improvviso in un'esplosione di violenza splatter e inaspettata, proprio come in quella scena che si potrebbe intitolare "dammi un bacio prima di pestarlo a morte".
E proprio in questo contrasto tra dolcezza e violenza che il film sfodera la sua arma migliore, dove anche i piccoli barlumi di speranza vengono spazzati via dalla violenza e dalla vendetta.
E proprio in questo contrasto tra dolcezza e violenza che il film sfodera la sua arma migliore, dove anche i piccoli barlumi di speranza vengono spazzati via dalla violenza e dalla vendetta.
Drive è quindi un noir metropolitano, spesso molto dark e cupo, con molti sguardi e poche parole, con spunti di regia davvero ottimi (e a Cannes se ne sono accorti) e con una fotografia meravigliosa.
Tutto questo contribuisce a renderlo un film da vedere, anche se all'inizio ci sembrerà quasi un remake aggiornato del bellissimo Driver di Walter Hill. Quasi sempre l'atmosfera e lo stile servono molto di più dell'originalità e degli effetti speciali.
Tutto questo contribuisce a renderlo un film da vedere, anche se all'inizio ci sembrerà quasi un remake aggiornato del bellissimo Driver di Walter Hill. Quasi sempre l'atmosfera e lo stile servono molto di più dell'originalità e degli effetti speciali.
Labels:
action,
Cinema,
drammatico,
Nicolas Winding Refn,
noir,
Ryan Gosling,
USA
lunedì 3 ottobre 2011
Serie A 6> Juventus vs Milan 2-0 – e stasera la vetta e “solo” bianconera
Posted by
Snake Plissken
Tanto tuonò che piovve, e benedetta acqua se per tutta la partita si pensava finisse come col Bologna, col bicchiere un terzo pieno e una nuova diagnosi: pareggite acuta. Alla fine invece ne usciamo vincenti oltre che convincenti, con l’esclusiva sulla sorte, che ci toglie gol già fatti e ci da zampata fortunata di Marchisio e papera di Abbiati. tra le mura dello Juventus Stadium il diavolo sembrava in chiesa, annichilito e schiacciato mostrava stanco la lingua.
Meno male bisogna dire, mancavano soltanto tre minuti e sembrava che il Milan l’avesse sfangata. Barricato in difesa per tutta la partita non impegna mai Buffon, ma sghignazzante si stava avviando a conquistare il suo punto dorato, mentre tutta quella scarsa cattiveria in attacco era un film già visto. Prima Vucinic, poi Vidal, poi lo stesso Marchisio erano già sulla graticola, e in verità il risultato non cancella i loro errori sotto porta. Stavolta invece il finale è stato diverso e ne possiamo ben gioire, guardando le milanesi così in basso, coi cartonati arrabbiati e sbraitanti per gli errori arbitrali pro Napoli, rimanendo in vetta almeno per 15 giorni assieme ad un’altra bianconera, l’Udinese.
E d’obbligo continuare a ricordare, così come ben stanno facendo i ragazzi, che la strada è lunga e chi si loda si imbroda. L’abbiamo visto lo scorso anno, le abbiam date alle grandi e le abbiam prese dalle piccole anche perchè ci siam ubriacati di vittorie nei big match. Oltre a pensare alla nostra massiccia prova ricordiamoci quindi che il Milan è stato poca cosa anche per suoi demeriti (demeriti evidenziati anche dalla loro posizione in classifica) e che alla prossima andiamo fuori casa da quel castigamatti di un Chievo. Riusciremo a far nostre anche queste gare fuori dallo sfarzo dei riflettori?
Intanto però stasera la vetta è solo bianconera.
Labels:
Juventus,
Serie A,
Stagione 2011/2012,
vittorie,
VS Milan
Iscriviti a:
Post (Atom)
